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Controversie in materia di Politica Agricola Comune

La Camera arbitrale in agricoltura è competente sia per le controversie solo contro l'AGEA che per quelle aventi rilevanza comunitaria. Infatti, dall'esame del quadro normativo nazionale ed europeo si evince che è privilegiata al massimo la possibilità di ricorrere all'arbitrato, nonché alla conciliazione, per la soluzione delle controversie con l'Agenzia indicata che interessano direttamente o di riflesso la politica agricola comune.

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titolo:IL CODICE DELLA PAC - Politica Agricola Comune
anno:2014
pagine: 904 in formato A4, equivalenti a 1537 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Sintesi: Sono infondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 77, 1° comma, e 77-ter, 1°, 3° e 19° comma, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nelle parti in cui, ai fini del rispetto del "patto di stabilità interno" da parte delle regioni, stabiliscono il tetto massimo della spesa finale che esse sono tenute a rispettare e prevedono la conferma della sospensione del potere delle regioni di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad esse attribuite con legge dello Stato, in riferimento agli artt. 3, 11, 117 e 119 Cost., al principio di leale collaborazione, al "generale canone di ragionevolezza delle leggi", agli artt. 32 ss., 104, 158 e 159 del trattato che istituisce la Comunità europea, al prot. n. 20 del 1992 sulla procedura per i disavanzi eccessivi, alla risoluzione Ce 17 giugno 1997, relativa al patto di stabilità, al Regolamento Ce n. 2223/96 del 25 giugno 1996, relativo al sistema europeo dei conti nazionali e regionali nella Comunità, al Regolamento n. 1260/1999 del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui fondi strutturali, al Regolamento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...5 del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune, e al Regolamento n. 1083/2006 del 11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul fondo europeo di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo e sul fondo di coesione.

Estratto: «Sono infondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 77, 1° comma, e 77-ter, 1°, 3° e 19° comma, D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nelle parti in cui, ai fini del rispetto del "patto di stabilità interno" da parte delle regioni, stabiliscono il tetto massimo della spesa finale (costituita dalla somma delle spese in conto corrente e delle spese in conto capitale) che esse sono tenute a rispettare e prevedono la conferma per il triennio 2009-2011, ovvero sino all'attuazione del federalismo fiscale se precedente all'anno 2011, della sospensione del potere delle regioni di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad esse attribuite con legge dello Stato, in riferimento agli artt. 3, 11, 117 e 119 Cost., al principio di leale collaborazione, al "generale canone di ragionevolezza delle leggi", agli artt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...04, 158 e 159 del trattato che istituisce la Comunità europea, al prot. n. 20 del 1992 sulla procedura per i disavanzi eccessivi, alla risoluzione Ce 17 giugno 1997, relativa al patto di stabilità, al Regolamento Ce n. 2223/96 del 25 giugno 1996, relativo al sistema europeo dei conti nazionali e regionali nella Comunità, al Regolamento n. 1260/1999 del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui fondi strutturali, al Regolamento n. 1290/2005 del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune, e al Regolamento n. 1083/2006 del 11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul fondo europeo di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo e sul fondo di coesione e che abroga il Regolamento n. 1260/1999.»

Sintesi: In materia di rideterminazione delle quote-latte si deve ritenere che la diminuzione del quantitativo di latte imputabile alla quota "A", a differenza della quota "B", ridotta "ex lege", debba essere adeguatamente giustificata, soprattutto nel caso in cui il bollettino contenente la riduzione sia stato pubblicato in data successiva al termine dell'annata agraria cui si riferisce, determinando una lesione dell'affidamento dei privati sul mantenimento della medesima qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edenza attribuita. Ne consegue che, non concernendo, detto onere motivazionale specifico, la quota "B" (le cui determinazioni sono applicative di criteri legali di rideterminazione delle quote) nel caso si contesti quest'ultima, spetta a chi contesta indicare quali specifici criteri non sono stati rispettati, in presenza di una determinazione dell'Amministrazione che contiene una sufficiente indicazione dei presupposti di fatto e di diritto posti a base della medesima.

Estratto: «Ciò premesso, meritevole di accoglimento appare la censura investente il primo argomento motivazionale utilizzato dai primi Giudici per accogliere il ricorso di primo grado (terzo motivo contenuto nel medesimo), e concernente il difetto esplicativo della attività di recupero intrapresa dall'amministrazione.Invero i provvedimenti impugnati in primo grado attenevano alla rideterminazione dalla c.d. "quota B".In proposito, la Sezione ha già avuto modo in passato occasione di precisare che "a differenza della quota «B», ridotta "ex lege", la diminuzione del quantitativo di latte imputabile alla quota «A» deve essere adeguatamente giustificata, soprattutto in un caso in cui il bollettino contenente la riduzione è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...licato in data successiva al termine dell'annata agraria cui si riferiva, determinando una lesione dell'affidamento dei privati sul mantenimento della medesima quota in precedenza attribuita." (Consiglio Stato, sez. VI, 26 giugno 2006, n. 4081).L'onere motivazione specifico, pertanto, non concerne la quota B; le determinazioni così espresse sono applicative dei criteri legali di rideterminazione delle quote e, semmai, spettava all'appellato indicare quali specifici criteri non erano stati rispettati, in presenza di una determinazione dell'amministrazione che contiene una sufficiente indicazione dei presupposti di fatto e di diritto posti a base della medesima, anche avuto riguardo alla partecipazione istruttoria in astratto consentita all'interessato e vertendosi in tema di accertamento avente carattere costitutivo, cioè idoneo a determinare in via autoritativa la sussistenza e l'entità dei fatti che ne costituiscono l'oggetto.Il fatto notorio consistente nella disorganizzazione e frammentarietà degli interventi succedutisi in tema di determinazione delle quote-latte ed anche della produzione legislativa ad esse sottesa non rileva nel caso di specie, proprio perché si verteva in tema di determinazione della quota B secondo criteri automatici e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che, semmai, sarebbe spettato alle odierne appellate puntualmente contestare.»

Sintesi: Si deve ritenere che la rideterminazione delle quote-latte con effetto retroattivo, da parte dell'Amministrazione a ciò deputata, sia perfettamente legittimo.

Estratto: «Ciò premesso, la circostanza che medio tempore siano intervenute numerose pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Ce in subiecta materia, esonera la Sezione dal rivisitare complessivamente la complessa vicenda della rideterminazione delle quote-latte atteso che talune delle tematiche approfondite dai primi Giudici hanno trovato successiva risposta in dette autorevoli Sedi.Recentemente, peraltro, il Collegio si è pronunciato sulla medesima questione (decisione resa all'udienza dell'11.11.2008, sul ricorso in appello n. 3642/2004) e dalle conclusioni ivi raggiunte non ravvisa ragioni per discostarsi.Deve premettersi, sotto il profilo generale, che la legittimità della rideterminazione delle quote con effetto retroattivo non appare contestabile.La Consulta, già in passato, ha smentito la tesi secondo cui la rideterminazione sarebbe soggetta al vincolo della irretroattività.»

Sintesi: In tema d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oganali, il regolamento del Consiglio CEE n. 1697/79, e segnatamente l'art. 2, che limita l'azione di recupero dei dazi nel triennio, a far tempo dalla data della contabilizzazione ovvero, in difetto, dalla data di insorgenza del debito doganale, non trova applicazione al solo settore della politica agricola comune, ma ha una portata generale comprensiva, oltre che dei prelievi agricoli, anche dei dazi doganali e di ogni altra imposizione ad effetto equivalente, come inequivocabilmente emerge dall'ultimo "considerando" sull'oggetto del recupero "a posteriori" e dallo stesso art. 2, lettere a) e b). Il termine triennale previsto dalla disposizione comunitaria non è, tuttavia, applicabile nell'ipotesi in cui si controverta non della mancata corresponsione di dazi all'importazione, bensì degli interessi dovuti per il ritardo nella loro esazione, i quali integrano un'obbligazione autonoma rispetto al debito principale e suscettibile di autonome vicende, sì che il credito relativo a tali accessori rimane sottoposto al proprio termine di prescrizione quinquennale fissato dall'art. 2948, n. 4, cod. civ.

Estratto: «3. Anche il 2^ motivo di gravame non è idoneo ad avallare la soluzione proposta dalla società ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sul termine di prescrizione ancorché la motivazione in diritto del capo censurato debba essere in parte corretta a sensi dell'art. 384 c.p.c..La Corte di appello di Firenze, infatti, affrontando il tema della prescrizione del diritto della Amministrazione doganale al pagamento degli interessi, ha ritenuto inapplicabile il Reg. CE 1697/79 (e con esso l'art. 2 che limita l'azione di recupero dei dazi nel triennio a far tempo dalla data delle contabilizzazione ovvero - in difetto - dalla data di insorgenza del debito doganale) sul presupposto della specificità di settore cui era rivolto l'atto comunitario nella specie costituito dalla politica agricola comune, tanto comportando applicazione ratione temporis della disciplina di cui al D.P.R. n. 42 del 1973, art. 84, con il relativo (e più lungo) termine quinquennale. Tale affermazione non è esatta perché il Regolamento de quo ha una portata generale comprensiva - oltre che dei prelievi agricoli - anche dei dazi doganali e di ogni altra imposizione ad effetto equivalente come inequivocabilmente emerge dall'ultimo considerando sull'oggetto del recupero a posteriori e dall'art. 2 lett. a e b che affianca le diverse tipologie nell'indicare cosa si debba intendere per dazi all'importazione e dazi all'es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Ciò nonostante il termine triennale previsto dalla disposizione comunitaria in parola non risulta applicabile alla fattispecie che concerne - non - la mancata corresponsione dei dazi all'importazione bensì gli interessi dovuti per il ritardo della loro esazione:regime questo che integrando una autonoma obbligazione rispetto al debito tributario principale e suscettibile di autonome vicende fa sì che tali accessori rimangano sottoposti al proprio termine di prescrizione quinquennale così come sancito dall'art. 2948 c.c., n. 4 (Cass 10738/94).»

Sintesi: Non sono fondate le q.l.c. dell'art. 1 commi 3 e 4 d.l. 1 marzo 1999 n. 43, conv., con modificazioni, in l. 27 aprile 1999 n. 118, censurato, in riferimento agli art. 3, 5, 117 e 118 cost., in quanto attribuirebbe all'Aima il potere di aggiornamento dei quantitativi individuali in violazione delle competenze regionali e per di più con effetto retroattivo. Il potere di aggiornamento dei quantitativi individuali - attribuito in via transitoria all'Aima - ai fini dell'esecuzione della compensazione nazionale, si giustifica, sul piano costituzionale, per l'esigenza di perseguire interessi territorialmente infrazionabili, mentre rientra nella discrezionalità del legislato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e determinare le concrete modalità di gestione delle funzioni assegnate all'Aima nei limiti in cui le stesse siano strettamente funzionali al raggiungimento delle suddette finalità, senza che assuma rilievo la natura retroattiva di talune previsioni, in quanto le stesse si giustificano, in ossequio alle prescrizioni comunitarie e di quanto già riconosciuto dalla Corte di giustizia, alla luce della necessità di adeguare i quantitativi individuali e il sistema di compensazione alle risultanze delle verifiche svolte dagli organi a ciò preposti

Estratto: «13.6.2.— Le questioni non sono fondate.Il potere di aggiornamento dei quantitativi individuali – attribuito in via transitoria all'AIMA – ai fini dell'esecuzione della compensazione nazionale, si giustifica sul piano costituzionale, come già sottolineato, per l'esigenza di perseguire interessi territorialmente infrazionabili. Rientra, inoltre, nella discrezionalità del legislatore nazionale determinare le concrete modalità di gestione delle funzioni assegnate all'AIMA nei limiti in cui le stesse siano strettamente funzionali al raggiungimento delle suddette finalità. Né assume rilevanza, per ritenere fondata la censura, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...etroattiva di talune previsioni, in quanto le stesse si giustificano, in ossequio alle prescrizioni comunitarie e di quanto già riconosciuto dalla Corte di giustizia (sentenza 25 marzo 2004, già richiamata), alla luce della necessità di adeguare i quantitativi individuali e il sistema di compensazione alle risultanze delle verifiche svolte dagli organi a ciò preposti.13.7.— L'art. 1, comma 5, del decreto-legge n. 43 del 1999 dispone che con decreto del Ministro per le politiche agricole, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, sono disciplinate le modalità per addivenire alle determinazioni definitive, da parte delle Regioni e delle Province autonome, dei dati comunicati ai sensi dell'art. 1, commi 3 e 4, del medesimo decreto, entro sessanta giorni dalle comunicazioni stesse, fermi restando gli accertamenti effettuati ai sensi del decreto-legge n. 411 del 1997.L'art. 1, comma 10, del medesimo decreto-legge stabilisce che le disposizioni di cui al comma 5 si applicano per la comunicazione individuale ai produttori delle produzioni commercializzate per il periodo 1998-1999, risultanti dai modelli L1 pervenuti all'AIMA.L'art. 1, comma 19, a sua volta, dispone che il prelievo dovut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riodo 1998-1999 è versato dall'acquirente entro venti giorni dal ricevimento della comunicazione da parte dell'AIMA, a seguito delle operazioni di compensazione di cui al comma 10.»

Sintesi: La rettifica della compensazione delle quote latte, disposta anche retroattivamente per il periodo precedente dal testo dell'art.3, comma 1, del d.l. 31 gennaio 1997, n. 11, appare sorretta costituzionalmente, (e non contrasta con le competenze regionali), dalla normativa comunitaria come interpretata dalla Corte di giustizia europea, secondo cui si deve intendere consentito alle autorità nazionali di effettuare anche ex post le rettifiche necessarie a fare in modo che la produzione esonerata da prelievo supplementare di uno Stato non superi il quantitativo globale assegnato a tale Stato.

Estratto: «13.2.1.— La questione non è fondata.L'avvenuta soppressione della compensazione per APL non viola i parametri costituzionali evocati dalla ricorrente.Questa Corte ha, infatti, già avuto modo di affermare la legittimità della scelta compiuta dal legislatore statale di introdurre il sistema della compensazione nazionale, in ragione della necessità di adeguare la normativa italiana alle determinazioni co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sentenza n. 398 del 1998, punto 11 del Considerato in diritto), e di prevedere un meccanismo operativo che, per la infrazionabilità dell'interesse allo stesso sotteso, operi necessariamente sull'intero territorio nazionale (cfr. sentenza n. 424 del 1999).La previsione poi introdotta dalla legge di conversione della possibilità attribuita all'AIMA di valutare comparativamente i risultati della compensazione nazionale e per APL non è lesiva delle attribuzioni della Regione ricorrente. Questa Corte ha, al riguardo, già sottolineato, in relazione a censure che investivano il sistema di compensazione nazionale, che la suddetta regolamentazione per il periodo 1995-1996 doveva comunque ritenersi satisfattiva delle pretese regionali in quanto prevede, all'esito della comparazione, l'applicazione del metodo nazionale o di quello provinciale a seconda di quale dei due consenta un prelievo supplementare meno oneroso per i produttori (sentenza n. 398 del 1998, punto 9 del Considerato in diritto). Né appare costituzionalmente necessario garantire un coinvolgimento delle Regioni, trattandosi di un procedimento caratterizzato da una disamina obiettiva dei dati acquisiti dall'ente statale – cui non sono attribuiti poteri discrezionali – che consent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ngere un risultato oggettivamente verificabile.Per quanto attiene, invece, alla censura relativa alla retroattività delle rettifiche disposta dalla norma in esame deve ancora una volta ribadirsi che la ricorrente muove da una interpretazione della normativa comunitaria disattesa dalla Corte di giustizia europea (cfr. la più volte citata sentenza del 25 marzo 2004): quest'ultima ha, infatti, affermato che i regolamenti n. 3950/92 e n. 536/93 consentono alle autorità nazionali, successivamente alla campagna lattiera interessata, di effettuare le rettifiche necessarie a far sì «che la produzione esonerata da prelievo supplementare di uno Stato membro non superi il quantitativo globale garantito assegnato a tale Stato».In ordine, infine, alla doglianza che ha investito il comma 1-bis, introdotto dalla legge di conversione n. 5 del 1998, la stessa non è fondata, non solo perché nella prospettazione regionale assume una connotazione consequenziale alla declaratoria di incostituzionalità del comma 1, ma anche perché tale disposizione costituisce adempimento dell'obbligo comunitario di comunicare in tempi necessariamente rapidi tutte le modifiche dei dati che possano condurre ad una rettifica dei prelievi dovuti (cfr. a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eg. CEE 9 marzo 1993, n. 536/93).13.3.— L'art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 43 del 1999, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 118 del 1999, impugnato anch'esso dalla ricorrente, dispone: che le compensazioni nazionali per i periodi di produzione lattiera 1995-1996 e 1996-1997, di cui all'art. 3 del decreto-legge n. 411 del 1997, siano effettuate dall'AIMA, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 43 del 1999, sulla base degli accertamenti inviati e delle decisioni dei ricorsi di riesame fatte pervenire attraverso il sistema informatico; che per il solo periodo 1995-1996, l'AIMA, nell'esecuzione della rettifica di cui all'art. 3 del decreto-legge n. 411 del 1997, non applichi le riduzioni della quota B in ottemperanza alle sentenze concernenti la illegittimità delle stesse riduzioni (previsione, questa, introdotta dalla legge di conversione); che l'esubero complessivo nazionale, sul quale è calcolato il prelievo da ripartirsi tra i produttori, sia costituito dalla differenza tra il quantitativo nazionale garantito e il latte complessivamente prodotto e commercializzato in ciascun periodo; che i risultati delle compensazioni siano comunicati, entro lo stesso termine, agli acquirenti, ai produttori e alle Regioni e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tonome interessate.»

Sintesi: Le controversie pendenti contro l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura possono essere deferite alla Camera arbitrale in agricoltura e non solo quelle riservate alle liti pendenti aventi diretta rilevanza comunitaria. Il quadro normativo privilegia al massimo la possibilità di ricorrere all'arbitrato, nonché alla conciliazione, per la soluzione delle controversie con l'Agenzia indicata che interessano direttamente o di riflesso la politica agricola comune. Il decreto ministeriale n. 743 del 2003 valuta positivamente la possibilità di ricorrere a tali procedure di risoluzione delle controversie perfettamente aderenti con i contenuti del nostro sistema normativo, in piena sintonia con l'ordinamento comunitario. Il decreto indicato si appoggia agli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile che recano la normativa generale di semplificazione della procedura di risoluzione delle controversie, eccezion fatta per quelle espressamente indicate.

Estratto: «Le controversie pendenti contro l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura possono essere deferite alla Camera arbitrale in agricoltura e non solo quelle riservate alle liti pendenti aventi diretta rilevanza comunitaria. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ormativo privilegia al massimo la possibilità di ricorrere all'arbitrato, nonché alla conciliazione, per la soluzione delle controversie con l'Agenzia indicata che interessano direttamente o di riflesso la politica agricola comune. Il decreto ministeriale n. 743 del 2003 valuta positivamente la possibilità di ricorrere a tali procedure di risoluzione delle controversie perfettamente aderenti con i contenuti del nostro sistema normativo, in piena sintonia con l'ordinamento comunitario. Il decreto indicato si appoggia agli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile che recano la normativa generale di semplificazione della procedura di risoluzione delle controversie, eccezion fatta per quelle espressamente indicate. In palese contrasto con i regolamenti sono quelle nuove procedure semplificate che introducono una limitazione non solo non prevista dalla normativa di riferimento, ma si oppongono ai principi di semplificazione e celerità che hanno ispirato l'intero quadro normativo. La previsione di escludere l'arbitrato nei casi di liti pendenti aventi indiretta rilevanza comunitaria contrasta con l'ampia finalità risolutiva delle pendenze propria dell'istituto arbitrale. È irrazionale la distinzione che autorizza o meno il ricors... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rato in dipendenza dell'incidenza della lite sul bilancio nazionale, ovvero su quello comunitario; la .procedura arbitrale abbraccia, infatti, anche le liti che hanno effetti diretti sul bilancio nazionale.»



 
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