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Natura del vincolo di rispetto nella fascia cimiteriale

Il vincolo di rispetto della fascia cimiteriale, previsto dalla legge, incide sull'edificabilità dei suoli in modo generale ed obiettivo, nei confronti di tutti i proprietari di determinati beni, e, di conseguenza, non ha carattere espropriativo ma conformativo; inoltre, essendo tale vincolo previsto a tempo indeterminato, non è soggetto a decadenza né dà luogo a indennizzo.

Concessione cimiteriale e diritto alla sepoltura: il concetto di "ius sepulchri"

Per lo "ius sepulchri", cioè il diritto alla tumulazione (autonomo e distinto rispetto al diritto reale sul manufatto funerario o sui materiali che lo compongono), nel caso di sepolcro familiare, la volontà del fondatore è sovrana, potendo senza limiti restringere od ampliare la sfera dei beneficiari del diritto e determinare entro quali limiti vada intesa la "famiglia" ai fini della titolarità di tale diritto.

Trasmissione del diritto al sepolcro ereditario e gentilizio

Il diritto al sepolcro gentilizio o familiare si trasforma in ereditario alla morte dell'ultimo superstite compreso nella cerchia dei familiari, qualunque sia il suo vincolo col fondatore; al compiersi di tale evento il diritto seguirà le sorti del trasferimento secondo le ordinarie regole della successione "mortis causa".

Cessione a terzi e subingresso nella concessione cimiteriale

In tema di regime giuridico della concessione cimiteriale, la cessione di un diritto al sepolcro, tanto nel suo contenuto di diritto primario di sepolcro quanto nel suo contenuto di diritto sul manufatto, va configurata come voltura di concessione demaniale, sottoposta al requisito di efficacia della autorizzazione del concedente, ovvero del Comune.

Decadenza e revoca della concessione cimiteriale

Il diritto sul sepolcro già costituito, che nasce da una concessione da parte dell’autorità amministrativa di un’area di terreno (o di porzione di edificio) in un cimitero pubblico di carattere demaniale, comporta posizioni di interesse legittimo qualora siano emanati atti per esigenze di pubblico interesse per la tutela dell’ordine e del buon governo del cimitero, che impongono o consigliano alla pubblica amministrazione il potere di esercitare la revoca della concessione.

Edificabilità delle aree cimiteriali

Il R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, art. 338 prescrive che i cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dai centri abitati e tale disposizione opera indipendentemente dagli strumenti urbanistici ed eventualmente anche in contrasto con gli stessi. In detta fascia di rispetto cimiteriale è vietato sia costruire nuovi edifici sia intervenire su manufatti preesistenti con opere che comportino un'alterazione dei volumi o delle superfici.

Successione nel tempo delle norme che regolano le concessioni cimiteriali

La concessione cimiteriale, configurando un rapporto di durata deve rispettare nel tempo tutte le norme di legge e di regolamento emanate per la disciplina dei suoi specifici aspetti, tenendo presente che lo ius sepulchri attiene ad una fase di utilizzo del bene che segue lo sfruttamento del suolo mediante edificazione della cappella.

La sdemanializzazione di un bene pubblico deve risultare da comportamenti univoci tenuti dall'Amministrazione proprietaria

La sdemanializzazione di un bene pubblico - ed a fortiori la sottrazione di un bene patrimoniale indisponibile alla sua originaria destinazione - oltre che frutto di una esplicita determinazione, può essere il portato di comportamenti univoci tenuti dall'Amministrazione proprietaria che si appalesano in modo concludente, incompatibili con la volontà di conservare la destinazione del bene all'uso pubblico.

Quali beni pubblici possono essere sdemanializzati in forma tacita?

Per i beni appartenenti al demanio marittimo, tra i quali si include la spiaggia, comprensiva dell'arenile, non è possibile che la sdemanializzazione si realizzi in forma tacita, essendo necessaria, ai sensi dell'art. 35 c.n., l'adozione di un espresso e formale provvedimento della competente autorità amministrativa, avente carattere costitutivo.

Appartenenza al patrimonio indisponibile delle opere di urbanizzazione e delle aree su cui esse insistono

La necessaria appartenenza alla mano pubblica delle opere di urbanizzazione e delle aree su cui esse insistono, secondo il regime del patrimonio indisponibile (perché destinato a pubblico servizio, secondo lo schema di cui all’art. 826, co. 3, c.c.), è principio assolutamente consolidato in giurisprudenza.

Demanio e titolarità dei beni pubblici

Nella categoria di beni "pubblici o destinati a uso pubblico" vanno considerati, secondo la nozione ricavata dall'art. 822 c.c. e ss., i beni appartenenti a qualsiasi titolo allo Stato o ad un ente pubblico, e quindi non solo i beni demaniali ma anche quelli facenti parte del patrimonio disponibile o indisponibile degli enti predetti.

Titolarità dei beni pubblici: demanio naturale, artificiale, necessario, accidentale

Sono beni del demanio necessario i beni che appartengono necessariamente ed esclusivamente allo Stato e secondo la norma di cui all'art. 822 cod. civ. sono: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale. Il demanio accidentale o eventuale ricomprende beni che presentano caratteristiche specifiche e che appartengono allo Stato anche se possono appartenere a privati

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