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L'occupazione illegittima di un fondo privato è inidonea di per sé a determinarne il trasferimento della proprietà in capo alla P.A.

La trasformazione del fondo seguita alla realizzazione dell'opera pubblica non determina né l'acquisto della proprietà dell'area in capo alla p.a. procedente né tantomeno la cessazione dell'illecito causato dall'occupazione illegittima.

L’usucapione di beni illecitamente occupati dalla pubblica amministrazione non è configurabile in termini generali

Se il bene è occupato illegittimamente, l'usucapione da parte della P.A. non avviene, in quanto tale occupazione ha la natura di illecito permanente; con la conseguenza che, fino a quando esso perdura, il termine per l'usucapione non inizia a decorrere.

Il risarcimento del danno per occupazione illegittima deve coprire il solo valore d'uso del bene

I privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dalla P.A. non possono, di norma, chiedere mero il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata..

Il periodo di durata dell'occupazione illegittima che deve essere considerato per il relativo risarcimento danni

Il risarcimento del danno da occupazione illegittima del bene deve operare dalla data della sua instaurazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, ossia sino all’effettiva restituzione del bene o all'acquisizione sanante.

Calcolo dell'entità del danno da risarcire in caso di occupazione illegittima di suolo privato da parte della pubblica amministrazione

Il danno da occupazione illegittima può quantificarsi, con valutazione equitativa, nell'interesse del 5% annuo sul valore venale del bene, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore ex art. 42 bis T.U.Es.

In caso di occupazione illegittima e restitutio in integrum, il danno per la perdita della possibilità di utilizzo del bene va calcolato attraverso il tasso di interesse legale

Il danno da occupazione illegittima può essere quantificato in misura pari al saggio degli interessi legali sul valore del bene, da aggiornare annualmente secondo gli indici periodici ISTAT, sino all’effettivo rilascio del bene al proprietario.

Decorrenza del termine di prescrizione dell’obbligazione risarcitoria per l’occupazione illegittima

La prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento dei danni per un'occupazione illegittima di terreno privato decorre dalle singole annualità, quanto al danno per la perdita del godimento.

Giurisdizione amministrativa nei casi di occupazione illegittima in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità

Sono attribuite alla cognizione del giudice amministrativo le domande di restituzione e di risarcimento dei danni conseguenti alle occupazioni sine titulo rette da una dichiarazione di pubblica utilità, ancorché questa sia illegittima o inefficace.

Riparto della giurisdizione tra il giudice amministrativo e ordinario nelle controversie sul risarcimento dei danni derivanti dall'illecita occupazione da parte della P.A.

Per il risarcimento del danno da occupazione illegittima sussiste la giurisdizione del G.A. in tutte le ipotesi in cui è stato adottato il provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell’opera.

Giurisdizione ordinaria sulle controversie concernenti l'occupazione da parte della P.A. di una superficie eccedente quella prevista dal progetto di un'opera pubblica

L'occupazione da parte dell'amministrazione di una superficie eccedente quella prevista dal progetto di un'opera pubblica si risolve in un comportamento senza potere, il cui sindacato sfugge alla giurisdizione del G.A. per rientrare in quella del G.O.

Applicabilità del rito abbreviato ex art. 119, comma 1, lett. f) c.p.a. alle controversie in materia risarcitoria e restitutoria per occupazione illegittima

Non è applicabile il rito abbreviato di cui all’art. 119, comma 1, lettera f), cod. proc. amm., nel caso di controversia meramente risarcitoria che non ha ad oggetto la richiesta di annullamento di atti della procedura espropriativa.

La possibilità da parte del privato di esperire il rito del silenzio inadempimento ai fini dell'applicazione dell'art. 42-bis T.U.Es.

Il privato può sollecitare la p.a. espropriante sine titulo ad avviare il procedimento di acquisizione sanante con conseguente obbligo per la stessa di provvedere al riguardo, essendo l'eventuale sua inerzia configurabile quale silenzio inadempimento.

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