ULTIMI APPROFONDIMENTI CARICATI

Stai vedendo 1-12 di 3770 risultati

La concessione cimiteriale: natura, procedimento e durata

Alla stregua di ogni bene demaniale, anche le aree cimiteriali potranno essere oggetto di un diritto di concessione a favore di soggetti privati. La c.d. concessione cimiteriale è pertanto il provvedimento amministrativo tipico con cui la Pubblica Amministrazione (id est, il Comune) riconosce un diritto di uso dell’area cimiteriale in favore di un privato.

Revoca e decadenza della concessione di demanio cimiteriale

La concessione cimiteriale può essere revocata «ex lege» secondo quanto stabilito dall’art. 92, secondo comma d.P.R. n. 285/1990: quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma, ove si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del comune e non sia possibile provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero.

La trasmissibilità della concessione cimiteriale «inter vivos» o «mortis causa»

La cessione tra privati – mediante qualsivoglia trasferimento, inter vivos o mortis causa – del diritto derivante da una concessione cimiteriale non può avere luogo se non con l’autorizzazione dell’amministrazione concedente, che può essere rilasciata soltanto previa istanza del soggetto interessato.

Classificazioni del diritto al sepolcro: familiare o gentilizio ed ereditario

Il diritto primario al sepolcro (lo ius sepulchri vero e proprio) si compone delle due fattispecie del sepolcro ereditario e del sepolcro gentilizio, cui afferisce il diritto sul sepolcro in senso stretto. A questi due, a livello accessorio, si aggiunge il diritto secondario di accedere fisicamente al manufatto e di opporsi a qualsivoglia atto di oltraggio (diritto secondario al sepolcro).

Gestione del demanio cimiteriale: il piano regolatore comunale e la fascia di rispetto

Il codice civile del 1942 ha introdotto una conformazione generale delle aree cimiteriali, e quindi dei relativi diritti, come sottratti alla disponibilità dei privati e oggetto invece di concessioni amministrative da parte dell’ente titolare, ovvero del Comune.

Il decreto di occupazione ex art. 71 L. 2359/1865

Nel vigente ordinamento non convivono affatto due diverse tipologie di occupazione d'urgenza, l'una disciplinata dalla L. n. 865 del 1971, art. 20 e l'altra dalla L. n. 1 del 1978, art. 3, ma ne esiste una soltanto: quella preordinata all'espropriazione introdotta dalla L. n. 2359 del 1865, artt. 71 e 72 e regolata quanto alla sequenza procedimentale nelle espropriazioni soggette alla L. n. 865 del 1971, dalla normativa dell'art. 20.

Conseguenze dell'occupazione temporanea, preordinata all'espropriazione di un immobile privato

Il provvedimento di occupazione temporanea attribuisce immediatamente alla P.A. il diritto di disporne allo scopo di accelerare la realizzazione dell'opera pubblica per la quale è stato emanato ed incide in misura corrispondente sui poteri dominicali del titolare del bene, privandolo (temporaneamente) in tutto o in parte delle facoltà di godimento e di disposizione.

L'occupazione temporanea non preordinata all'esproprio

E’ nella fase iniziale del procedimento che l'espropriante, con la redazione del piano particellare degli immobili da espropriare, opera la distinzione dei beni in esso inseriti rispetto a quelli che anche nel prosieguo della realizzazione dell'opera potranno risultare necessari per la corretta esecuzione dei lavori previsti e perciò costituire oggetto di occupazione temporanea ex art. 49 DPR 327/2001, destinati a restare estranei all'esproprio.

La restituzione dei terreni occupati per pubblica utilità

Nessuna restituzione del bene formalmente occupato può essere disposta (e nessuna tutela risarcitoria accordata), qualora dagli atti prodotti e dalle affermazioni non contestate dalle parti risulti il mantenimento del possesso da parte dei proprietari.

Rapporto dell'occupazione con l'espropriazione

Il decreto di occupazione d’urgenza è emesso nell’ambito di una fase meramente eventuale del procedimento espropriativo, cui l’Amministrazione ricorre quando, data la necessità di procedere in tempi rapidi alla realizzazione dell’opera pubblica, non è possibile attendere l’adozione del decreto di esproprio.

La competenza ad emanare il decreto di occupazione d’urgenza ex art. 71 della L. 2359/1865

L'art. 106 del d.P.R. 24 luglio 1977, nr. 616, operando il trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative in materia di espropriazione per pubblica utilità, ha previsto, nel comma 3, che le funzioni relative alle occupazioni temporanee e di urgenza siano attribuite ai Comuni per le opere pubbliche o di pubblica utilità di loro spettanza.

La motivazione dell'urgenza nel decreto di occupazione ex art. 22-bis dpr 327/2001

La scelta di emanare il provvedimento di occupazione d'urgenza ai sensi del primo comma dell'art. 22 bis DPR 327/2001 deve essere accompagnata da un’adeguata motivazione; ciò pare confermato dal fatto che il successivo comma 2 indica due casi in cui il decreto può altresì essere emanato. In tutti gli altri casi, se ne deve dedurre, deve essere dato conto delle ragioni che determinano il ricorso all’occupazione anticipata.

Pagina 1 di 315 1 50 100 160 210 260