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Discrezionalità della P.A. nel governo del paesaggio

Ogni trasformazione del territorio implica, a cura dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico, un giudizio di compatibilità del nuovo assetto con i valori che esso intende proteggere e mantenere: non basta asserire che una ulteriore trasformazione sarebbe migliorativa o poco impattante, poiché spetta alla P.A. preposta verificarne se, come e in qual misura le ulteriori opere vadano ad incidere sugli interessi pubblici coinvolti, dovendosi evitare ogni deturpazione ulteriore.

Nozione di volumetria ai fini di tutela del paesaggio

Il divieto di incremento dei volumi esistenti, imposto ai fini di tutela del paesaggio, si riferisce a qualsiasi nuova edificazione comportante creazione di volume, senza che sia possibile distinguere tra volume tecnico ed altro tipo di volume, sia esso interrato o meno.

Autorizzazioni e titoli paesaggistici nella normativa regionale

Il codice dei beni culturali e del paesaggio (art. 145, comma 3 D.lgs 42/2004) definisce, con efficacia vincolante anche per le Regioni, i rapporti tra le prescrizioni del piano paesaggistico e le prescrizioni di carattere urbanistico ed edilizio, secondo un modello di prevalenza delle prime, non alterabile ad opera della legislazione regionale.

Vincolo di inedificabilità paesistico-ambientale

La pianificazione urbanistica del territorio risponde ad esigenze ed interessi pubblici che devono essere tenuti distinti da quelli che sono alla base della tutela paesaggistica, e si pongono, rispetto a questi ultimi, in posizione subgradata, per il rilievo costituzionale ad essi conferito.

Vincolo di inedificabilità storico. archeologico e artistico

Ai fini della tutela vincolistica su beni archeologici, l'effettiva esistenza delle cose da tutelare può essere dimostrata anche per presunzione ed è ininfluente che i beni tutelati siano stati portati alla luce o ancora interrati, essendo sufficiente che il complesso risulti adeguatamente definito e il vincolo archeologico appaia adeguato alla finalità di pubblico interesse al quale è preordinato.

Oggetto della tutela del Codice dei beni paesaggistici

Oggetto della tutela del Codice dei beni paesaggistici non è, in generale, la cosa in quanto tale, ma il valore paesaggistico del quale essa è portatrice.

Partecipazione degli enti locali alla pianificazione paesaggistica

Il D. Lgs. 42/2004, a seguito delle modifiche apportate dal D. Lgs. 63/2008, tra i beni paesaggistici soggetti all’obbligo di pianificazione congiunta, non indica zone umide diverse da quelle incluse nell’elenco previsto dal D.P.R. 448/1976, adottato in esecuzione della cosiddetta Convenzione Ramsar sulle zone umide di importanza internazionale.

Rapporto tra piani paesaggistici e vincoli urbanistici

Ai sensi dell’art. 145, comma 3, del d.lgs. n. 42/2004, gli strumenti urbanistici comunali non possono contemplare condizioni peggiorative rispetto alle disposizioni del Piano paesistico ma possono disciplinare le aree vincolate con previsioni che tutelano in modo più favorevole il paesaggio e/o l’ambiente.

Il piano per il parco: strumento urbanistico di valenza ambientale

Il piano per il parco è uno strumento urbanistico di valenza ambientale, idoneo ad esplicare un’immediata efficacia precettiva di carattere prevalente sia nei confronti di singoli soggetti privati interessati all'edificazione, e sia rispetto alle stesse competenze dei Comuni in materia urbanistico-edilizia impongono un immediato ed inderogabile regime di tutela dell'area interessata.

Autorizzazione paesaggistica come presupposto del titolo edilizio

La disciplina urbanistica e quella paesaggistica si completano in vista della tutela integrata del territorio: ciò, del resto, è confermato dalla stessa relazione procedimentale che si instaura tra il titolo edilizio e quello paesaggistico, essendo quest’ultimo atto presupposto e necessario per il valido ed efficace rilascio del primo.

L’occupazione temporanea di cui all’art. 49 T.U.Espropri

L’occupazione temporanea di cui all’art. 49 del T.U.Es. diversamente da quella propria dell’espropriazione, intesa come attività di primaria importanza, rappresenta un procedimento autonomo strettamente connesso alla realizzazione dell’opera e prodromico dell’attività di costruzione.

L’individuazione delle aree oggetto dell'occupazione temporanea di cui all'art. 49 T.U.Es.

Il provvedimento amministrativo dovrà contenere una dettagliata motivazione in luogo delle ragioni a sostegno dell’intrapresa occupazione temporanea, con la naturale conseguenza che, come ogni atto amministrativo, potrà essere oggetto di censura se portato al vaglio dell’Autorità giudiziaria competente.

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