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Danno all'avviamento e all'attività economica derivante dagli espropri per pubblica utilità e dalle opere pubbliche

Nell'ipotesi di espropriazione parziale, qualora risulti impedito l'ulteriore svolgimento di un'impresa che utilizzava l'immobile espropriato per l'esercizio della propria attività, la determinazione dell'indennità deve essere effettuata secondo il criterio dettato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 40, senza che abbia rilievo il reale pregiudizio rappresentato dall'impossibilità di proseguire la precedente attività imprenditoriale.

Deposito e svincolo dell'indennità di espropriazione

Alla luce del disposto di cui all'art. 48 e segg. della L. n. 2359/18652 ed oggi DPR 327/2001, ove il proprietario espropriato non abbia accettato l’indennità offerta o non sia addivenuto ad un accordo amichevole, il pagamento di essa va sempre effettuato alla Cassa depositi e prestiti, con deposito che ha valore liberatorio per l’ente espropriante e che costituisce un mezzo di tutela per gli eventuali terzi lesi dalla espropriazione.

Cessione volontaria di un fondo oggetto di procedura espropriativa "salvo conguaglio"

Il prezzo della cessione volontaria di un bene assoggettato a procedura espropriativa, per il quale fu corrisposto anticipo salvo conguaglio, ai sensi della L. 29 luglio 1980, n. 385, successivamente dichiarata incostituzionale (Corte Cost. 19 marzo 1983 n. 223), va determinato in conformità ai criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione previsti per legge e indipendenti dalla volontà delle parti.

Indennità di espropriazione, esproprio parziale e danno alla proprietà residua: art. 40 l. 2359/1865

In tema di espropriazione parziale, il criterio di stima differenziale, è rivolto a garantire che l'indennità di espropriazione riguardi l'intera diminuzione patrimoniale subita dal soggetto passivo del provvedimento ablativo e, quindi, anche il deprezzamento subito dalle parti residue del bene espropriato. Tale risultato può essere conseguito detraendo dal valore venale che l'intero cespite aveva prima dell'esproprio inclusivo del soprassuolo, il valore successivamente attrib ...

Condizioni per la compensazione del deprezzamento dell'area residua in caso di esproprio parziale

L'espropriazione parziale, delineata dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, si configura soltanto quando la parte espropriata e la parte non espropriata siano elementi di un "unicum" sotto il profilo funzionale ed economico; e sia la mera espropriazione della prima con il conseguente suo distacco dalla parte residua ad influire oggettivamente in modo negativo su quest'ultima, sì da comportare la necessità di indennizzarne la diminuzione di valore.

Indennità di espropriazione, esproprio parziale: danni da considerare

Nel caso di espropriazione parziale, che si configura quando la vicenda ablativa investa parte di un complesso immobiliare caratterizzato da un'unitaria destinazione economica, l'indennizzo riconosciuto al proprietario non può riguardare soltanto la porzione espropriata, ma anche la compromissione o l'alterazione delle possibilità di utilizzo della restante porzione del bene e il connesso deprezzamento.

Indennità di espropriazione e irpef

La disciplina transitoria di cui al comma 9 dell'art. 11 L. n. 413 del 1991 prevede con una parziale retroattività, la tassazione di plusvalenze percepite prima dell'entrata in vigore della legge, sempre che che nel triennio successivo al 31 dicembre 1988 siano intervenuti sia il titolo, fonte della plusvalenza, sia la percezione della somma.

Legittimità costituzionale della tassazione dell'indennità di esproprio

La disciplina di cui alla L. n. 413/1991 art. 11 non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., in quanto il Legislatore è libero di sottoporre ad imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza ivi prevista.

Indennità di espropriazione e ICI

La disposizione di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, non è diretta a regolare un autonomo criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione, né ad integrarne i criteri di determinazione, ma introduce un distinto meccanismo correttivo, eventualmente riduttivo o maggiorativo di tale indennità, qualora il valore dichiarato dall'espropriato ai fini dell'ICI risulti inferiore o superiore rispetto a quello accertato.

Accettazione dell'indennità di esproprio

L’accettazione dell’indennità di esproprio ha natura solo acceleratoria della procedura e non esclude l’adozione del necessario decreto di esproprio.

Indennità di espropriazione per aree edificabili: l'art. 5 bis della L. 359/1992. Ambito temporale dell'incostituzionalità

L'art. 5 bis della L. n. 359/1992 disciplina le espropriazioni per pubblica utilità delle aree edificabili (commi 1 e 3) e di quelle agricole (comma 4), rinviando, per queste ultime, alle "norme di cui al titolo 2 della L. 22 ottobre 1971, n. 865"; ne consegue che la determinazione dell'indennità ai sensi della citata norma, non comporta in ogni caso l'edificabilità delle aree.

Indennità di espropriazione per aree edificabili: gli interventi di riforma economico-sociale ex art. 2, comma 89 e 90, L. 244/2007

Affinché sussista il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25 per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, esso deve riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

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