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Variazione dello strumento urbanistico assunta dalla Conferenza di servizi per la realizzazione di iniziative produttive

La proposta di variazione dello strumento urbanistico assunta dalla Conferenza di servizi ex art. 5, D.P.R. 20 ottobre 1998 n. 447, ispirata nel disegno legislativo a facilitare ed accelerare la realizzazione di iniziative produttive, è da considerare alla stregua di un atto di impulso del procedimento volto alla variazione urbanistica e non è vincolante per il Consiglio comunale, che conserva le proprie attribuzioni e valuta autonomamente se aderirvi.

Conferenza di servizi ex art. 10 dpr 327/2001

In base al T.U. n. 327/2001 ed al DPR n. 383/1994, l’apposizione del vincolo espropriativo può discendere dagli esiti di una conferenza di servizi.

L'intesa Stato Regione

Il regolamento approvato con dpr 18.4.1994, n. 383 riserva (art. 3 comma 4) all’intesa la possibilità di addivenire alla localizzazione delle opere di interesse pubblico (nella specie, una caserma da ampliare o da spostare), allorché sorgano pareri contrastanti tra gli enti coinvolti nel procedimento.

L'accordo di programma

Al di fuori delle ipotesi tipiche previste dalla legge ed in assenza di clausole di rinegoziazione, l’assetto di interessi statuito in un accordo di programma non può essere rimesso in discussione se non per la concorde volontà delle parti.

Competenza alla conduzione dell'accordo di programma

L’articolo 27, comma 5 della legge n. 142/1990 (oggi articolo 34, comma 5 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267), espressamente prevede la competenza del Consiglio alla ratifica allorché l’accordo di programma implichi “variazione degli strumenti urbanistici”.

Effetti dell'accordo di programma

Ai sensi dell’art. 34, comma 6, del d. lgs. 267/2000, l'approvazione dell'accordo di programma comporta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle medesime opere.

Natura dell'accordo di programma

Secondo l’interpretazione offerta dalla giurisprudenza, i Piani per Insediamenti Produttivi non rappresentano meri atti di conformazione del territorio ma veri e propri strumenti di politica economica, volti cioè ad elevare i livelli reddituali, occupazionali e sociali diventando strumenti di sviluppo economico e sociale dell’intero territorio comunale; secondo tale prospettiva, la previsione nel P.I.P. della localizzazione anche di attività economiche e commerciali (co ...

L'accordo di programma nella panificazione urbanistica

Nessun ostacolo all’adozione dello strumento dell’accordo di programma anche quale strumento di semplificazione e accelerazione del procedimento in materia urbanistica, può essere rinvenuto nell’estensione – asseritamente vastissima – delle aree interessate, non confliggendo tale elemento con il ricorso all’azione integrata degli enti interessati per la programmazione degli interventi di congiunta competenza.

La Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) di piani e programmi urbanistici

La VAS è la valutazione delle conseguenze ambientali di piani e programmi al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile di un territorio sotto il profilo ambientale. E' una procedura finalizzata a mettere in rilievo le possibili cause di un degrado ambientale derivante dall'adozione di piani e programmi interessanti il territorio, introdotta dalla direttiva comunitaria 2001/42/CE che prevede, appunto, la sua applicazione a piani e programmi produttivi di effetti significativi sull'ambiente.

Differenze tra la V.A.S. e la V.I.A.

La V.A.S. si distingue dalla V.I.A. per oggetto e funzione. Infatti, sotto un primo aspetto, la V.A.S. non si riferisce ai progetti delle singole opere, bensì agli strumenti di programmazione e di pianificazione nel loro complesso. Inoltre, la V.A.S. trova la propria ragione giustificatrice nell’inidoneità della V.I.A. a cogliere le implicazioni sul sistema ambientale causate dal sommarsi sul territorio di singoli interventi puntuali pur sottoposti a valutazione ambientale positiva.

La verifica dell'impatto ambientale di piani e programmi urbanistici

È incostituzionale la legge regionale che, in materia di valutazione di impatto ambientale, prevede un regime di pubblicità più restrittivo rispetto alla normativa statale, non contemplando la pubblicazione della richiesta di assoggettamento del progetto a v.i.a. nell'albo pretorio dei Comuni interessati.

Discrezionalità tecnica della P.A. nel procedimento della V.I.A. di un piano urbanistico

Le valutazioni di compatibilità ambientale costituiscono espressione paradigmatica della discrezionalità tecnica della P.A. non suscettibile di sindacato in sede di legittimità in assenza di incongruenze istruttorie e motivazionali.

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