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Le garanzie partecipative nel rilascio del titolo paesaggistico

L'art. 156 d.lgs. 42/2004 pone la comunicazione di avvio del procedimento in capo all’autorità che rilascia l’autorizzazione paesaggistica, valendo tale avviso in relazione alla successiva fase del controllo da parte dell’autorità ministeriale: risultando in tal modo normativamente regolamentati gli adempimenti relativi alla partecipazione procedimentale con riferimento alla successiva fase di competenza dell’autorità ministeriale, deve escludersi lR ...

Le garanzie partecipative nel rilascio del titolo edilizio

Non costituisce motivo di illegittimità del provvedimento di diniego del permesso di costruire la mancata previa comunicazione di avvio del procedimento da parte dell’Amministrazione procedente.

Tempistica delle comunicazioni di avvio del procedimento

Il decorso di un lasso di tempo di soli sette giorni fra la notifica della comunicazione di avvio del procedimento e l’adozione dell’ordine di demolizione può assumere carattere in concreto non viziante, qualora il destinatario abbia già precedentemente ricevuto il diniego di sanatoria edilizia.

La soglia dei cinquanta destinatari nelle comunicazioni di avvio del procedimento ai sensi del dPR 327/2001

Qualora il numero degli espropriandi sia superiore a cinquanta, rappresenta un valido mezzo di comunicazione dell’inizio del procedimento finalizzato all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio ed all’approvazione del progetto dell’opera pubblica, ai sensi degli artt. 11 e 16 T.U. 8 giugno 2001 n. 327, procedere mediante pubblico avviso affisso all’albo pretorio del comune, nel cui territorio ricadono gli immobili da assoggettare al vincolo, su u ...

La partecipazione alla sdemanializzazione

Chi confina con l'area pubblica oggetto di sdemanializzazione non è controinteressato nel relativo procedimento, neppure se ha presentato un esposto avverso le opere abusive ivi realizzate.

Il contradittorio nelle sanzioni e sanatorie edilizie

I provvedimenti di diniego del condono edilizio non devono essere preceduti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento, perché i procedimenti finalizzati alla sanatoria degli abusi edilizi sono avviati su istanza di parte.

Il contraddittorio nella rimozione di rifiuti

Prima di ordinare la rimozione di rifuiti, la preventiva, formale comunicazione dell’avvio del procedimento si configura come un adempimento indispensabile al fine dell’effettiva instaurazione di un contraddittorio procedimentale con gli interessati, atteso che l’ordine di rimozione può essere adottato esclusivamente in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo.

Il contraddittorio nelle Regioni

Essendo le Regioni investite, a norma dell’articolo 117, quarto comma, Cost., di potestà legislativa esclusiva in ordine alla propria organizzazione amministrativa - e, quindi, di riflesso anche le aziende sanitarie, suoi enti strumentali - intanto è stato possibile per la Corte Costituzionale applicare ad esse il principio del giusto procedimento, in quanto, ai sensi dell’art. 117, comma 1, venga riconosciuto a quest’ultimo il rilievo di principio di rango costit ...

Il "giusto procedimento" e le garanzie partecipative nella dichiarazione di pubblica utilità

L'adozione di una nuova dichiarazione di pubblica impone il rispetto della normativa riguardante tale specifica fase del procedimento, con particolare riguardo alle esigenze partecipative e dunque, in primis, al rinnovo della comunicazione di avvio.

Il contraddittorio con gli interessati nella progettazione delle opere pubbliche

La comunicazione dell’avvio del procedimento ex art. 7 L. 7.8.1990, n. 241 non è necessaria nel caso di approvazione del progetto preliminare di un’opera pubblica, ma non altrettanto nel caso in cui sia stato approvato il progetto definitivo delle opere pubbliche, al quale è riconnessa per implicito anche la dichiarazione di pubblica utilità.

Il contraddittorio nel procedimento espropriativo per pubblica utilità

La totale pretermissione della valutazione degli interessi di un soggetto esponenziale di istanze pubbliche, nel contesto di un procedimento ablatorio, nel quale l’amministrazione procedente non abbia conto, anche replicando alle osservazioni dei partecipanti alla procedura, degli argomenti che la inducono a determinarsi in un certo modo, vizia la procedura.

Il "giusto procedimento" come principio di carattere generale

Tra la Costituzione e la legge sul procedimento amministrativo n. 241 del 1990 si è instaurato un indissolubile “processo circolare”, alla cui stregua deve essere valutato l’ordinamento nel suo complesso: la legge n. 241/1990 ha cioè ormai assunto la posizione di legge sostanzialmente “rinforzata”. In tal senso ha spinto l’influenza esercitata dall’appartenenza dell’Italia all’ordinamento comunitario, unitamente all’approv ...

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