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I beni del demanio portuale


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Avvocato

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO PORTUALE

L'oggetto della legge n. 84/1994 è costituito da un fenomeno articolato, che viene chiamato sia "porto", sia "area portuale", per indicare rispettivamente il bene demaniale (l'infrastruttura di trasporto marittimo) e il territorio portuale, cioè l'insieme delle superfici oggetto del potere di intervento regolativo e pianificatorio dell'Autorità portuale.

Non può sussistere alcun dubbio sul fatto che l'articolo 6 ("Funzioni della Regione"), comma 1, della legge della Regione Campania 28 marzo 202, n. 3, attribuisca alla Regione la competenza in materia di porti.

La valenza turistica di un porto non osta alla classificazione dello stesso tra i porti di rilievo regionale ed interregionale.

Il divieto per le Autorità Portuali di gestire direttamente o indirettamente le operazioni portuali (ar. 6, co. 6, legge 84/1994) si applica unicamente per queste ultime e non anche ai servizi di interesse generale, come può essere la gestione di un terminal crociere.

Il fatto che l'art. 6, co. 1, lett. b), legge 84/1994 preveda che le Autorità portuali debbano provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...comuni nell'ambito portuale non comporta che a carico delle stesse sussistano obblighi specifici in termini di garanzia del maggior rendimento possibile dell'attività economica svolta da dette imprese.

I beni del demanio portuale sono per vocazione destinati essenzialmente al soddisfacimento di finalità pubbliche e l'utilizzazione di essi da parte dei privati, possibile soltanto a condizione che intervenga l'apposito provvedimento concessorio ai sensi dell'art. 16 legge 84/1994, non li rende titolari di pretese specifiche nei confronti dell'Autorità portuale.

Dall'art. 6 co. 1, lett. b), legge 84/1994 - che prevede l'obbligo per le Autorità portuali di provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell'ambito portuale - non discendono diritti degli operatori economici a determinate prestazioni; detta norma prevede, invero, un dovere di carattere generale, non un obbligo specifico nei confronti del singolo concessionario dalla cui violazione possa derivare la responsabilità per le maggiori spese cui questi va incontro nell'esercizio dell'attività d'impresa svolta nelle aree demaniali.

Non è condivisibile l'assunto secondo cui il riferimento ai «porti&raq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to all'art. 822 c.c. e all'art. 28 cod. nav. dovrebbe essere interpretato secondo un'accezione naturalistica, in quanto queste norme privilegiano un'accezione funzionale, che tiene conto essenzialmente dell'attitudine dei beni in questione ad assolvere ad un uso collettivo connesso alla fruizione delle acque pubbliche.

Il marciapiede situato nell'area portuale non può che ritenersi destinato all'uso pubblico proprio delle aree demaniali marittime al servizio delle strutture portuali e per questo rientrante nel demanio dello Stato anche se occupato dall'amministrazione ferroviaria.

Sin dal D.P.R. 8/1972 il legislatore ha mostrato di includere i porti turistici tra le opere pubbliche, e tale scelta è stata successivamente confermata con il D.P.R. 509/1997, che rinvia alla disciplina dei lavori pubblici per quel che concerne il progetto definitivo del porto, e con l'art. 153 D. Lgs. 163/2006 che include le strutture dedicate alla nautica da diporto tra le opere realizzabili mediante project financing, vale a dire le opere pubbliche o di pubblica utilità.

Mentre i porti naturali rientrano senz'altro nel demanio pubblico, quelli artificiali o sono da qualificare del pari demanio pubblico ai sensi dell'ampia previsione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...22 c.c., o comunque sono demanio pubblico se appartenenti a enti territoriali ovvero realizzati su aree demaniali, in virtù del principio dell'accessione.

La natura pubblica dei porti artificiali sembra doversi negare ai soli porti realizzati su aree private, nei pochi casi in cui ciò possa verificarsi (c.d. darsene a secco).

La circostanza che il porto turistico, a differenza degli altri porti, non sia aperto indiscriminatamente al pubblico ma consente l'utilizzo di posti barca in via esclusiva, non è sufficiente a escludere la natura pubblica delle opere.

I porti turistici, in quanto realizzati in virtù di concessione su area demaniale, per il principio dell'accessione costituiscono beni demaniali (l'art. 822 c.c. menziona i porti), e dunque beni pubblici, soggetti al regime delle opere pubbliche, e solamente gestiti da soggetti privati per il periodo di durata della concessione, ritornando, allo scadere della concessione, nella disponibilità dell'ente pubblico, e fatti salvi i casi in cui l'atto concessorio preveda a favore del concessionario la proprietà superficiaria a termine delle opere portuali, che è proprietà privata per la sola durata della concessione, consolidandosi,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re della concessione, quale proprietà pubblica demaniale.

Alla luce dell'art. 6, comma 7, d.lvo 30 aprile 1992, n. 285, è legittima l'ordinanza del Capo del Circondario Marittimo che disciplina la sosta dei veicoli all'interno dell'area portuale.



 
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