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Autonomia della domanda per ottenere il riconoscimento dell'indennità di occupazione legittima

La domanda ad oggetto l'indennità di occupazione, fondandosi su di un diverso "petitum" e su diversa "causa petendi", non può ritenersi implicita in quella avente ad oggetto l'indennità di espropriazione, e deve pertanto essere tempestivamente formulata, in via autonoma, con l'atto introduttivo del giudizio di opposizione.

I soggetti che possono proporre l'opposizione giudiziale alla stima del bene espropriato

I soggetti che vantino diritti di qualsiasi natura sul bene espropriato sia di natura personale sia di natura reale, compreso dunque l'usufruttuario, possono proporre l'opposizione giudiziale alla stima o intervenire nel relativo giudizio avendo un indubbio interesse a contraddire sulla entità della stessa (art. 34 D.P.R. n. 327 del 2001).

Il litisconsorzio necessario nell'opposizione alla stima del bene espropriato

Trattandosi d'opposizione alla stima, deve negarsi vi sia litisconsorzio necessario tra i comproprietari opponenti in rapporto all'oggetto della controversia, che è la determinazione definitiva dell'indennità dovuta per l'espropriazione del bene unitariamente considerato, per cui il giudice non deve stabilire il dovuto a ciascuno dei comproprietari in proporzione della rispettiva quota del diritto reale.

Nel giudizio di opposizione alla stima il giudice non è vincolato alle domande delle parti

Il giudizio per la determinazione dell'indennità di espropriazione non è un procedimento espropriativo o una fase di esso, perché è un procedimento giurisdizionale, autonomo rispetto a quello amministrativo e puramente eventuale. Del resto, è lo stesso testo unico a indicare, nel titolo secondo, quali sono le fasi del procedimento espropriativo, e tra queste non figura ovviamente l'opposizione alla stima, disciplinata invece nel titolo quarto

Il rimedio dell'opposizione consente di censurare tutte le attività connesse al procedimento di determinazione dell'indennità

Il giudizio di opposizione alla stima non tende all'accertamento del diritto reale a favore del soggetto che, indicato come proprietario nella procedura espropriativa, come tale si legittima all'opposizione, ciò in quanto l'oggetto esclusivo di quel giudizio è costituito dalla determinazione definitiva dell'indennità dovuta per l'espropriazione del bene.

L'opposizione alla stima dell'indennità d'espropriazione introduce un ordinario giudizio di cognizione

La limitata maggiore misura dell'indennità accertata in sede giudiziale rispetto a quella determinata definitivamente in via amministrativa, non consente alla Corte d'appello di non liquidare la maggiore indennità accertata sia pure in misura minore di quanto chiesto dall'opponente.

Determinazione giudiziale dell'indennità d'esproprio: la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area

Rientra tra i compiti del giudice di merito stabilire (anche in base alle indicazioni del consulente tecnico d'ufficio), se sussistono gli elementi occorrenti per la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area; e se privilegiare quest'ultimo criterio, ovvero quelli c.d. analitici-ricostruttivi, o ancora metodi diversi da questi.

I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti

A seguito di opposizione alla stima definitiva, è precluso al giudice, in assenza di domande nello stesso senso dell'espropriante, di ridurre l'indennità, ma deve invece liquidarsi comunque la stessa, anche se di poco superiore a quella offerta, trattandosi comunque di un'azione di accertamento ed essendo palese l'interesse dell'attore a ricevere una risposta sulla domanda.

Rapporto tra la determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione di terreni edificabili ed il valore del suolo denunziato ai fini ICI

Il giudice non può rilevare d'ufficio l'eventuale discordanza tra indennità di espropriazione e valore del suolo denunciato ai fini ICI, che può assumere rilievo solo su eccezione dell'espropriante.

Opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione e condanna della P.A.: la tassa proporzionale giudiziale

La sentenza, che, in sede di opposizione avverso la stima dell'indennità di espropriazione, condanni l'espropriante al versamento di una somma di denaro ad integrazione di quella già depositata, è soggetta in sede di registrazione, non alla tassa fissa, di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, giacché la sentenza medesima non implica alcun trasferimento di bene, ma alla tassa proporzionale giudiziale di cui all'art. 8, della citata tariffa.

Rapporti tra la richiesta di determinazione dell’indennità di esproprio e il risarcimento danni da occupazione illegittima

La domanda di condanna al pagamento dell’indennità di espropriazione non rende incompatibile la contestuale domanda risarcitoria.

L'azione di determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio è prevista in aggiunta a quella di opposizione alla stima

Al proprietario espropriato sono concesse due azioni: l'una di determinazione dell'indennità di esproprio e l'altra di opposizione alla stima, a seconda se sia stata calcolata o meno l'indennità definitiva.

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