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Il Piano città ovvero la riqualificazione dell'area urbana degradata (D.L. 70/2011)

La normativa del Piano città (D.L. 70/2011) non può trovare applicazione qualora non vi sia l'obiettivo di riqualificare un'area urbana degradata. In tale ambito non può ritenersi formato l’assenso per silentium nei casi in cui occorra il previo parere soprintendizio.

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OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CITTÀ - D.L. 70/2011

L'art. 5, co. 9, D.L. n. 70/2011 convertito con L. n. 107/2011 presenta natura eccezionale e derogatoria per cui gli interventi incentivabili con l'incremento volumetrico o superficiario sono soltanto quelli ricadenti in aree degradate.

Il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell'art. 5, co. 9, d.l. 70/2011 per il recupero di un edificio dismesso non presuppone né che l'intervento si collochi nell'ambito di un più complessivo progetto di recupero di un'area in quanto degradata né che il Comune abbia preventivamente individuato con un atto di natura pianificatoria le aree da riqualificare.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CITTÀ - D.L. 70/2011 --> DELIBERAZIONE COMUNALE

Né l'art. 5 del d.l. n. 70/2011 né l'art. 14 del d.P.R. n. 380 del 2001 stabiliscono il termine entro cui il Consiglio comunale, ai fini del rilascio del permesso di costruire convenzionato, deve rendere il parere di sua competenza, il quale costituisce non l'atto conclusivo ma un atto interno, benché essenziale, del procedimento amministrativo, e non è ragionevolmente applicabile a tale fase procedimentale il termine speciale di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orni previsto dal d.P.R. n. 380 del 2001 per il rilascio ordinario del permesso di costruire, né quello residuale di trenta giorni previsto dalla disciplina generale del procedimento amministrativo: deve essere dunque il Giudice, in in applicazione dei canoni di buona amministrazione, equità, correttezza e proporzionalità, a fissare il termine entro il quale il Consiglio comunale deve esprimere il proprio parere sulla istanza presentata ai sensi dell'art. 5 del d.l. n. 70/2011 (nella specie, sessanta giorni).

Né l'art. 5 del D.L. n. 70/2011 né l'art. 14 del D.P.R. n. 380/2001 stabiliscono il termine entro cui il consiglio comunale deve provvedere a rendere il parere di sua competenza, il quale costituisce non l'atto conclusivo ma un atto interno, benché essenziale, del procedimento amministrativo delineato dalle predette due norme.

Considerata la peculiarità e l'oggettiva complessità delle valutazioni demandate al consiglio comunale nella fattispecie procedimentale di cui all'art. 5 del D.L. n. 70/2011, valutazioni che assumono un carattere pianificatorio nella misura in cui possono determinare deroghe più o meno estese alla vigente strumentazione urbanistica, non è ragionevolment... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le a tale fase procedimentale né il termine speciale di 90 giorni previsto dal D.P.R. n. 380/2001 per il rilascio del permesso di costruire, né quello residuale di 30 giorni previsto dalla disciplina generale del procedimento amministrativo (art. 2 L. 241/90), dovendosi assegnare al consiglio comunale, in caso di illegittimo ritardo, un termine specifico, in applicazione dei canoni di buona amministrazione, equità, correttezza e proporzionalità (nella specie, 60 giorni per esprimere il parere consiliare e quindici giorni per adottare il provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo).

La particolare natura del permesso di costruire rilasciato ai sensi dell'art.5, comma 9 e seguenti, del D.L. n.70 del 2011, nonché l'espresso richiamo all'art. 14 del d.p.r. 380 del 2001 operato dall'art. 5 cit., comma 11, portano ad escludere che l'autorizzazione in questione possa essere rilasciata secondo il procedimento ordinario, con la conseguenza che l'assenza della previa deliberazione del Consiglio comunale sul progetto presentato dal privato vizia il procedimento stesso.

La scelta di limitare l'applicazione del piano città evitando mutamenti di volumetrie sulla fascia costiera è pienamente legale e ra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in base ad una scelta programmatica che vuole evitare un consumo eccessivo del territorio ed un sovraccarico antropico della zona ricompresa nella fascia costiera.

Nell'ambito del c.d."piano città" di cui al d.l. 70/2011 conv. ex l. 106/2011, la necessità della deliberazione di consiglio comunale è prevista dal primo periodo del comma 11 dell'art. 5, la cui applicabilità deve per contro escludersi, in forza della specifica disposizione scolpita al successivo comma 14, nell'eventualità dell'inutile decorso il termine di 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge senza l'intervento del legislatore regionale, con conseguente immediata operatività delle disposizioni incentivanti contenute nel comma 9.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CITTÀ - D.L. 70/2011 --> MUTAMENTO DESTINAZIONE D'USO

La norma di interpretazione autentica dell'art. 5 del d.l. n. 70 del 2011 operata dall'art.1, comma 271, della legge 23 dicembre 2014, n.190 serve a precisare, con efficacia retroattiva, che l'ambito della deroga agli strumenti urbanistici vigenti, connessa agli interventi ricostruttivi di edifici industriali dismessi, oggetto delle misure incentivanti previste dal d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to, opera anche con riguardo alla pianificazione di riferimento, e, quindi, anche con riguardo alla zonizzazione del territorio, con il solo limite insuperabile dell'osservanza degli standard urbanistici.

In materia di mutamento di destinazione d'uso ai sensi dell'art. 5, co. 9 e ss., d.l. 70/2011, il parametro della "compatibilità" o "complementarietà" tra la destinazione preesistente e quella domandata non può essere sic et simpliciter sovrapposto a quello della conformità allo strumento urbanistico vigente, ma occorre un'attenta valutazione di compatibilità dell'uso che si chiede di assentire nell'immobile rispetto all'uso preesistente.

Non basta dedurre un generico incremento del disordine urbanistico per rigettare un'istanza di mutamento di destinazione d'uso ai sensi dell'art. 5, co. 9 e ss., d.l. 70/2011.

La «compatibilità» o la «complementarietà» a cui risulta condizionata l'ammissibilità dei mutamenti di destinazione d'uso previsti dall'art. 5, co. 9, lett. c), d.l. 70/2011 si riferisce alla relazione intercorrente tra l'immobile degradato e quello da costruire ex novo e non al legame del nuovo immobile con la destinazione d'uso prevalente delle a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...calizzazione delle volumetrie.

Ai fini dell'art. 5, co. 9, lett. c), d.l. 70/2011 non possono essere qualificate come «destinazioni tra loro compatibili o complementari» quella residenziale e quella industriale.

Se si tiene conto della normativa in materia di contributi per i rilasci del permesso di costruire, possono essere considerate compatibili «tra loro» le destinazioni industriale ed artigianali (cioè le attività economiche produttive e/o manifatturiere) o le destinazioni turistiche, commerciali, direzionali o di servizi (cd. terziario) o le destinazioni residenziali o di attività professionale.

Se si tiene conto della normativa in materia di standard urbanistici (D.M. 1444/1968) possono essere considerate compatibili «tra loro» l'attività industriale e/o artigianale e l'attività commerciale ed anche quella direzionale, nonché l'attività residenziale con quella commerciale e/o di svolgimento di tutte le attività economiche di servizi.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CITTÀ - D.L. 70/2011 --> PRESUPPOSTI

La legge non prevede che nel procedimento ex art. 5 D.L. n. 70/2011 il consiglio comunale debba a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nee-Guida" prima di valutare le istanze formulate dai privati ai sensi di tale norma.

Al pari del permesso di costruire in deroga disciplinato dall'art. 14 del d.p.r. n. 380/2001, il permesso di costruire rilasciato ai sensi dell'art.5, comma 9 e seguenti, del D.L. n.70 del 2011 determina una deroga alla disciplina ordinaria e alle previsioni degli strumenti urbanistici ed è pertanto un istituto di carattere eccezionale giustificato dalla necessità di soddisfare esigenze straordinarie rispetto agli interessi primari garantiti dalla disciplina urbanistica generale; in quanto tale, esso è applicabile esclusivamente entro i confini tassativamente previsti dal legislatore statale (quali ad es. l'inderogabilità degli standard urbanistici, la non attuabilità degli interventi di riqualificazione e aumenti di volumetria con riferimento ad edifici abusivi o situati nei centri storici o in area ad in edificabilità assoluta).

L'art. 14 D.P.R. 380/2001 è applicabile non solo in relazione ad interventi costruttivi pubblici o di interesse pubblico, ma anche agli interventi costruttivi privati funzionali al soddisfacimento delle finalità di interesse pubblico cui all'art. 5 comma 9 del c.d. Decreto Sviluppo (... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1)

Il regime derogatorio ex art. 5, comma 9, del d.l. n. 70/2011 rispetto agli strumenti urbanistici vigenti per la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, è da intendersi applicabile ai fabbricati con destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare, soltanto ove ricadenti in "aree urbane degradate".

Le condizioni di deroga agli strumenti urbanistici vigenti, previste dall'art. 5, comma 9, del d.l. n. 70/2011, e cioè del degrado urbano, da un lato, e della dismissione (attuale o incipiente), d'altro lato, connotanti l'insediamento esistente, devono essere necessariamente compresenti.

In tanto sono consentiti interventi in deroga agli strumenti urbanistici vigenti ex art. 5 del d.l. n. 70/2011, in quanto i fabbricati da essi attinti non siano abusivi o, comunque, la loro abusività sia stata (non solo virtualmente, ma anche) realmente sanata.

L'art. 5 del D.L. 70/2011 va inteso nel senso di riservare la premialità volumetrica aggiuntiva esclusivamente in favore di interventi edilizi aventi come dato di partenza edifici già esistenti, ovvero già edificati, e non semplicemente edificabili, in base alla normativa urbanistica vigente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do tale dato letterale venir superato, in base a considerazioni derivanti dalle altre finalità, diverse dalla razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, previste dalla disposizione legislativa in questione.

La normativa del c.d. «Piano città» (art. 5, co. 9-14, d.l. 70/2011) non può trovare applicazione ove non sussista il presupposto della finalità di riqualificare un'area urbana degradata, in ragione sia dell'ubicazione in area extraurbana dell'immobile da demolire sia del fatto che l'area ove deve essere trasferita la volumetria non presenta funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti nonché edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare.

OPERE ED INTERVENTI --> PIANO CITTÀ - D.L. 70/2011 --> REGIONI E PROVINCE --> LOMBARDIA

Il limite della previa individuazione delle aree da riqualificare di cui all'art. 97-bis L.R. Lombardia n. 12/2005 non trova applicazione per le domande di permesso di costruire in deroga presentate ai sensi dell'art. 5, co. 9, d.l. 70/2011 anteriormente all'entrata in vigore della L.R. Lombardia n. 4/2012, che ha introdotto il predetto art. 97-bis.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...PERE ED INTERVENTI --> PIANO CITTÀ - D.L. 70/2011 --> SILENZIO-ASSENSO

Non può configurarsi il silenzio assenso ex art. 20 del T.U. sull'edilizia, allorquando viene invocata l'applicazione dell'art. 5 del D.L. n. 70 del 2011 e non risulti la piena conformità del progetto con la disciplina urbanistica applicabile nel caso concreto.

Nell'ambito del c.d."piano città" non può ritenersi formato l'assenso per silentium nei casi in cui occorra il previo parere soprintendizio.


 
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