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Natura della consulenza tecnica d'Ufficio

Il C.T.U. compie le indagini che gli sono commesse dal giudice, fornisce in udienza e in camera di consiglio i chiarimenti che il giudice gli richiede e redige una relazione denominata perizia o consulenza tecnica d'ufficio. Questa non è comunque del tutto vincolante per il giudice il quale, se non ritiene rilevanti gli argomenti del perito, può sempre farne disporre una nuova o può perfino non tener conto di quanto argomentato dal tecnico, motivando adeguatamente tale scelta.

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titolo:IL CONSULENTE TECNICO D'UFFICIO E DI PARTE
anno:2014
pagine: 141 in formato A4, equivalenti a 240 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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Ingegnere, consulente in materia di catasto ed estimo, attualmente direttore scientifico rivista informatica www.catastonline.it. È stato dirigente dell’Agenzia del territorio, responsabile dell’Area per i servizi catastali della Direzione centrale cartografia, catasto e pubblicità immobiliare, membro della Commissione Censuaria Centrale. Autore/coautore di vari testi in materia di catasto, topografia ed estimo, ha svolto numerosi incarichi di docenza per conto della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze e di altre strutture pubbliche o private tra cui, Scuola delle Autonomie locali, Consiel, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Verona, Exeo.

Obblighi del consulente tecnico d'Ufficio

Inammissibilità della c.t.u.

Come già anticipato nel paragrafo precedente, la Giurisprudenza vieta la C.T.U. esplorativa, ossia la consulenza atta ad acquisire imprecisate circostanze o per supplire alla deficienza di allegazioni e prove.

Altresì, la C.T.U. non può avere contenuto giuridico, settore che è di esclusiva pertinenza del Giudice.

Più in dettaglio, secondo gli orientamenti giurisprudenziali, e non in via esaustiva, si è esclusa la possibilità di demandare al C.T.U.:


  • l'interpretazione di una sentenza o del contenuto degli accordi contrattuali stipulati tra le parti;

  • l'accertamento dei presupposti giuridici per l'inquadramento in una qualifica lavorativa;

  • è controverso se la consulenza possa concernere l'accertamento della proprietà su un immobile (in senso favorevole, Cass. n. 1650/1994; contra, Cass. n. 2470/1985);


Ulteriore limite è costituito dalla individuazione e interpretazione delle norme da applicare al caso concreto, vigendo la regola iu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ria (il Giudice conosce le leggi). Mentre, si ritiene praticabile il ricorso al C.T.U. per interpretazione del diritto straniero e per le norme di fonte consuetudinaria.

Infine, secondo autorevole dottrina, non può demandarsi al C.T.U. il compito della interpretazione e valutazione di prove documentali, attività in cui si sostanzia il contenuto proprio della delibazione giudiziale.

Rigetto istanza di parte per la consulenza tecnica d'ufficio

La decisione circa l'ammissibilità della consulenza tecnica è di esclusiva discrezionalità del giudice, che può disporla d'ufficio o (come avviene più spesso) su sollecitazione delle parti.

La Suprema Corte, con sentenza n. 26151 del 2011 ha ritenuto che «la consulenza tecnica d'ufficio non sia un mezzo istruttorio in senso proprio, poiché ha la finalità di aiutare il giudice nella valutazione di elementi già acquisiti al processo, e quindi costituisce un mezzo di controllo dei fatti costituenti la prova, che deve essere fornita dalla parte a sostegno della propria posizione giuridica. Ne consegue che la consulenza non rientra nella disponibilità delle parti ma è rimessa al potere d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e del giudice, il quale esattamente decide di escluderla ogni qual volta si avveda che la richiesta della parte tende a supplire con la consulenza la deficienza della prova o a compiere un'indagine esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provate (Cass., 2.1.2002 n. 10). È pur vero che il giudice di merito può affidare al consulente tecnico non solo l'incarico di valutare i fatti accertati (cosiddetto consulente deducente) ma anche quello di accertare i fatti stessi (cosiddetto consulente percipiente), ma ciò si verifica solo allorché si tratta di situazioni rilevabili solo con il concorso di determinate cognizioni tecniche (Cass., 19.1.2006 n. 1020), non potendo in nessun caso la consulenza d'ufficio avere funzione sostitutiva dell'onere probatorio delle parti».

Nel caso di rigetto dell'istanza di parte di avvalersi della C.T.U., il Giudice deve adeguatamente motivare il provvedimento con il quale dispone per il rigetto, illustrando le ragioni per cui:


  • reputi la sufficienza ed esaustività degli elementi istruttori già acquisiti ai fini del decidere;

  • ritenga di poter risolvere da sé, sulla base di cognizioni proprie integrate d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni e nozioni di comune esperienza o anche facendo ricorso a conoscenze specialistiche acquisite direttamente attraverso studi o ricerche personali.


L'ordinanza che denega l'ammissione della Consulenza con omessa o insufficiente motivazione, «inficia di nullità la sentenza conclusiva del giudizio, vizio che può essere dedotto anche in sede di legittimità» (Cass. n. 20814/2004; Cass. n. 71/2002); resta onere della parte che denuncia la mancata ammissione, dimostrare come l'espletamento del mezzo avrebbe potuto influire sulla decisione impugnata.

Di contro, la facoltà per il Giudice nell'ambito del processo ordinario, di non ricorrere ad una C.T.U., tuttavia incontra però limiti precisi tutte le volte in cui:


  • la decisione della causa richiede la risoluzione di questioni tecniche rilevanti ai fini della decisione (Cass. n. 7499/2004; Cass. n. 16761/2002);

  • la parte versi nell'impossibilità della prova con altro strumento del fatto costitutivo della pretesa azionata o dell'eccezione sollevata, con la conseguenza che il giudice non può, disattesa la istanza di accertamento tecnico officioso, rigettare la domanda ri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dimostrati i fatti che la consulenza avrebbe potuto acclarare.


La formulazione anticipata dei quesiti da sottoporre al consulente d'ufficio

Con la modifica apportata all'articolo 191 c.p.c. dalla L. n. 69/2009, la formulazione del quesito deve essere esplicitata già al momento della nomina del consulente, e ciò con l'obiettivo di snellire le formalità e le lungaggini del processo civile.

Difatti, il nuovo art. 191, comma 1, c.p.c. dispone testualmente che: «nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti, il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell'articolo 183, settimo comma (ordinanza di ammissione dei mezzi di prova), o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l'udienza nella quale il consulente deve comparire».

La nuova procedura, in sostanza, permette all'esperto di conoscere in anticipo l'oggetto della consulenza e, quindi, anche di valutare l'opportunità o meno di avanzare al giudice apposita istanza di astensione, qualora sussistano impedimenti all'accettazione dell'incarico.

Anche le parti ne traggono vantaggio avendo possibilità di meditare in maniera più approfondita sui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cnici da formulare, nell'intervallo di tempo che va dall'udienza in cui viene nominato il consulente d'ufficio e, quindi, espressi i quesiti, fino all'udienza successiva in cui gli viene conferito l'incarico. Di fatto, in questa ultima sede, sia su impulso del giudice, sia su richiesta delle parti, i quesiti precedentemente formulati possono anche essere modificati, in considerazione del fatto che l'ordinanza in cui sono espressi è, a sua volta, modificabile (ex art. 177, c.p.c.).


Il giuramento del consulente d'ufficio

All'udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità (art. 193 c.p.c.).

Nel caso siano richiesti al C.T.U. chiarimenti o di eseguire nuovi accertamenti, questi non è tenuto a rinnovare il giuramento; in particolare, nelle cause con collegio giudicante il giuramento può essere reso davanti al solo Giudice Istruttore.

Circa il giuramento del consulente, una parte della dottrina ha sostenuto che la sua completa mancanza dovrebbe portare alla nul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., pur se relativa[1], della C.T.U..

La giurisprudenza, invece, da un lato ritiene che il giuramento stesso ben possa essere eseguito anche dopo l'espletamento dell'incarico, contestualmente al deposito della relazione; dall'altro lato, ritiene comunque che, anche in caso di sua mancanza, non si possa parlare di nullità, ma di mera irregolarità, e che il Giudice possa comunque valutare le risultanze peritali almeno come argomenti di prova atipica.

Infine, la mancata apposizione della firma nel verbale attestante il giuramento è una mera irregolarità, che non comporta alcun profilo di invalidità.


Astensione e ricusazione del consulente d'ufficio

Il consulente scelto tra gli iscritti in un albo ha l'obbligo di prestare il suo ufficio, tranne che il giudice riconosca che ricorre un giusto motivo di astensione o ricusazione dalle parti (art. 192 c.p.c.).

I motivi di ricusazione sono quelli indicati nell'art. 51 c.p.c.. [1]

Per cui, il consulente che non ritiene di accettare l'incarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio e quindi intende astenersi, deve farne denuncia o istanza al giudice che l'ha nominato almeno tre giorni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...udienza di comparizione; nello stesso termine le parti debbono proporre le loro istanze di ricusazione, depositando nella cancelleria ricorso al giudice istruttore, il quale provvede con ordinanza non impugnabile (art. 192 c.p.c.).

Il Consulente iscritto all'albo ai sensi dell'art. 63 c.p.c., in caso di rifiuto all'incarico, non autorizzato, può essere soggetto a sanzioni di cui art. 366 c.p. [2];.

Diversamente da quanto sopra, il Consulente non iscritto, può rifiutare l'incarico.

Pur se parte della dottrina non condivide l'assunto, il termine previsto dall'art. 192 c.p.c. per la ricusazione del C.T.U. ad opera delle parti, è stato inteso dalla giurisprudenza come perentorio, nonostante la mancata specificazione da parte del Legislatore.

Ne consegue che l'eventuale situazione di incompatibilità che non venga fatta valere entro i prescritti tre giorni prima della comparizione, resta definitivamente sanata e non più successivamente deducibile, salva solamente la possibilità di disporre rinnovazione dell'istruttoria o sostituzione del C.T.U. ai sensi dell'art. 196 c.p.c.


Lo svolgimento della consulenza

Il C.T.U. compie le indag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sono commesse dal giudice, fornisce in udienza e in camera di consiglio i chiarimenti che il giudice gli richiede e redige una relazione denominata perizia o consulenza tecnica d'ufficio.

Come già anticipato, la perizia non è del tutto vincolante per il giudice il quale, se non ritiene rilevanti gli argomenti del perito, può sempre farne disporre una nuova o può perfino non tener conto di quanto argomentato dal tecnico purché, ovviamente, motivi adeguatamente tale decisione. Di fatto il Giudice agisce ha il ruolo di peritus peritorum, ovvero, decisore ultimo.

Affinché il C.T.U. possa operare, il giudice, una volta completata l'udienza di conferimento d'incarico e in calce al verbale di udienza, autorizza il consulente tecnico nominato a ritirare i fascicoli delle parti conservato all'interno del fascicolo di ufficio.

Nel fascicolo di parte, il difensore, deposita presso la cancelleria i documenti di interesse nel corso di tutto il procedimento (atti giudiziari come l'atto di citazione, l'atto di comparsa di costituzione e risposta, memorie e istanze, atti d'intimazione e comparse conclusionali ma anche documenti di carattere tecnico quali per esempio memorie e perizie tecniche, contratti pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rogiti notarili, contratti di appalto, concessioni e autorizzazioni edilizie, documenti contabili, elaborati progettuali e quanto altro).

Spesso sono presenti anche documenti costituenti vere e proprie prove documentali. In relazione a ciò il consulente deve porre molta attenzione alla corretta conservazione del contenuto dei fascicoli poiché non solo lo smarrimento totale o parziale di documenti in essi contenuti può incidere sull'esito del procedimento per la parte ma può determinare profili di responsabilità per il consulente.

È quindi opportuno che, al momento di ritiro ed al momento della riconsegna, verifichi attentamente il contenuto dei fascicoli di parte.

Il compito specifico del consulente è di rispondere in maniera chiara, puntuale e pertinente ai quesiti enunciati dal giudice, dando risposta ad ulteriori possibili chiarimenti richiesti dal giudice stesso (art. 62 c.p.c.).

Il quesito enunciato dal Giudice al momento del mandato e del giuramento consiste, generalmente, in una o più domande espresse solitamente in modo analitico o generico.

Dovere dell'esperto è attenersi scrupolosamente ai quesiti, senza esprimere pareri non richies... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cessari.

Ai sensi degli artt. 194 comma 2 c.p.c. e 90 comma 1 disp. att. c.p.c., il C.T.U. deve dare comunicazione alle parti costitute del giorno, ora e luogo fissati per l'inizio delle operazioni peritali.

Ordinariamente tale compito, di inizio delle operazioni peritali, viene assolto fissando gli estremi sin nel verbale dell'udienza di giuramento del C.T.U., e per il prosieguo delle operazioni, indicando di volta in volta data ora e luogo nel verbale delle operazioni medesime. Tale procedura è sufficiente in quanto incombe sulle parti l'onere di informarsi sulla prosecuzione delle attività peritali stesse. [3]

Nel caso il C.T.U. rinvii le operazioni a data da destinarsi e successivamente le riprenda, vi è l'obbligo di avvertire nuovamente le parti a pena di nullità della perizia.

La Cancelleria deve invece, ex art. 91 disp. att. c.p.c., dare comunicazione al C.T.P. delle indagini predisposte dal C.T.U..

Tuttavia, l'attività del consulente meramente acquisitiva di elementi emergenti da pubblici registri accessibili a chiunque, così come quella di semplice valutazione di dati in precedenza acquisiti, non integrano vere e proprie indagini tecniche, e pertanto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ere compiti dal C.T.U. senza preventivo avviso alle parti.

Il lavoro peritale ha inizio con la lettura degli atti giuridici contenuti nel fascicolo, quali denunce, testimonianze a verbale, memorie difensive degli avvocati, documentazione, ecc..

La relazione peritale deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all'udienza di cui all'articolo 193.

Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse.

In ragione della mancata specificazione normativa, tale termine è pacificamente inteso come non perentorio, con la conseguenza che il suo mancato rispetto non determina la nullità della consulenza, ferma ovviamente restando la possibilità per il Giudice di procedere alla sostituzione del perito ex art. 196 c.p.c.

Nel caso che per fondati motivi il C.T.U. non ritenga di potere completare la perizia nel termine previsto, deve presentare, con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e anticipo rispetto alla scadenza prevista, una istanza di proroga, contenente le motivazioni che la determinano e che non potevano essere previste al momento del giuramento. In ogni caso, nell'ambito di un medesimo procedimento, salvo casi veramente eccezionali ed oggettivamente dimostrabili ad egli non imputabili, è bene che il C.T.U. non provveda a più di un'istanza di proroga.

Circa i limiti del C.T.U. ad assumere informazioni da terzi e a eseguire piante, calchi e rilievi di cui all'art. 194 comma 1 c.p.c., la giurisprudenza di legittimità ha fornito un'interpretazione molto ampia, in assenza di autorizzazione.

Per una prima tesi, rientra comunque nel potere del C.T.U. attingere notizie e dati non ricavabili dagli atti processuali e concernenti fatti e situazioni formanti oggetto del suo accertamento, quando ciò sia necessario per espletare convenientemente il compito affidato; e tali circostanze di fatto, se accompagnate dall'indicazione delle fonti per permetterne il controllo e se non contestate alla prima difesa utile, costituiscono fatti accessori validamente acquisiti al processo che possono concorrere con le altre risultanze di causa alla formazione del convincimento del giudice ed essere da questi posti a bas... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isione unitamente ai fatti principali.

Secondo un'altra tesi, più prudente, risulta fattibile l'acquisizione solo quando gli atti tendono ad accettare fatti strettamente accessori, costituenti presupposti tecnici necessari per rispondere ai quesiti posti, ma non integrano invece fatti e statuizioni posti a fondamento delle domande e delle eccezioni delle parti, che come tali devono essere dedotti e provati dalle parti.

Nello svolgimento delle operazioni il C.T.U. è pubblico ufficiale, e pertanto fanno fede, fino a querela di falso, le verbalizzazioni circa informazioni ricevute e fatti accaduti in sua presenza.

Il C.T.U., al compimento delle proprie attività di sopralluogo o di operazioni peritali, redige un cosiddetto processo verbale delle operazioni o di sopralluogo. Cioè un atto con cui verbalizza le generalità dei soggetti presenti, le attività svolte, gli atti consultati e, nell'evenienza, acquisiti, le osservazioni e le istanze avanzate dalle parti e i documenti eventualmente consegnati dalle stesse,– fissazione del proseguimento delle operazioni. Al riguardo è da precisare che si tratta di una mera ed opportuna prassi in quanto, a norma dell'art. 195 cod. proc. civ.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non è obbligato a redigere tale atto nel caso in cui le operazioni si svolgano nell'assenza del giudice. Il processo verbale deve essere sottoscritto da tutti coloro che sono stati registrati in esso e l'eventuale rifiuto di firma deve essere segnalato dal consulente mediante specifica indicazione.

Sul valore probatorio degli accertamenti e delle risposte fornite dal consulente oltre l'ambito dei quesiti affidatigli, pur in materia attinente e comunque non estranea all'oggetto dell'indagine peritale, la dottrina e giurisprudenza parlano di argomenti di prova, ed in particolare di prova atipica. Il giudice del merito può di trarre elementi di convincimento anche dalla parte della consulenza d'ufficio eccedente i limiti del mandato, ma non sostanzialmente estranea all'oggetto dell'indagine in funzione della quale è stata disposta.

Infine è utile rimarcare sulla forma lessicale-terminologica più opportuna della perizia. Per agevolare la comunicazione fra la relazione peritale, forzosamente tecnica, deve privilegiare un linguaggio non eccessivamente specialistico che consenta ai soggetti coinvolti (giudice, magistrato e avvocati) un accesso facilitato alla lettura. A tale riguardo, l'uso di indispensabili concetti e t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ici deve essere spiegato dettagliatamente, senza tralasciare i modelli teorici di riferimento utilizzati, ma con termini semplici.

La comprensibilità del linguaggio è fondamentale soprattutto nel procedimento civile, dove a differenza del penale, la relazione scritta è l'unico mezzo di comunicazione.


La conciliazione esperita dal C.T.U

Pare opportuno sviluppare alcune precisazioni con riferimento all'ipotesi di conciliazione della lite nel corso della C.T.U., grazie all'opera mediatoria del C.T.U..

Il Giudice, nei casi che ritiene opportuni, può conferire, fra gli altri, al C.T.U. anche l'incarico di esperire un tentativo di conciliazione tra le parti.

Nel caso di esito positivo della conciliazione, sulla base della relazione del C.T.U. e dell'allegato verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti, in udienza, davanti al Giudice ex art. 185 u.c., c.p.c, potrà essere formalizzata la volontà delle parti con specifico nuovo verbale di conciliazione.

È bene ricordare che la conciliazione prevista ad opera del C.T.U. dagli articoli 198 e 199 c.p.c., che si conclude con il decreto del Giudice con il quale si attribuisc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di titolo esecutivo al verbale sottoscritto da parti e consulenti, riguarda solo ed esclusivamente le consulenze contabili.

Un'ulteriore e simile ipotesi è stata recentemente introdotta, nell'ambito della cosiddetta consulenza tecnica preventiva, dall'art. dall'art. 696 bis c.p.c. [4], che prevede, con decreto del Giudice, l' esecutività del verbale conciliativo sottoscritto dalle parti con l'ausilio del C.T.U..

Ove invece venisse conciliata una controversia estranea alla materia contabile od all'ambito applicativo dell'art. 696 bis c.p.c., da parte del C.T.U., non è legalmente possibile emettere un decreto del Giudice che dichiari esecutivo il verbale di conciliazione redatto dal C.T.U..

In tali casi, infatti, la causa non potrà che essere definita che nei vari modi previsti, tramite:


  • mancata comparizione delle parti in udienza e conseguente cancellazione dal ruolo ex art. 309 c.p.c.;

  • rinuncia delle parti a ciò autorizzate agli atti del giudizio e conseguente estinzione ex art. 306 c.p.c.;

  • redazione di verbale di conciliazione in udienza davanti al Giudice ex art. 185 c.p.c.;

  • pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essazione della materia del contendere a seguito di un negozio transattivo.

Le valutazioni del Giudice sulla consulenza tecnica d'ufficio

Le valutazioni espresse dal C.T.U. non hanno efficacia vincolante per il Giudice che può disattenderle, però, soltanto attraverso una valutazione critica che sia necessariamente ancorata alle risultanze processuali e indicando gli elementi che egli ritiene erronei sui quali si è basato il consulente.

Ai sensi dell'art. 196 c.p.c., è attribuita al Giudice «la facoltà di disporre la rinnovazione delle indagini e, per gravi motivi, la sostituzione del consulente tecnico».

La rinnovazione implica che le indagini siano state ultimate, e che vi sia una valutazione del Giudice di insufficienza dei risultati raggiunti dalla consulenza espletata, o per vizi di forma che rendono la consulenza stessa inutilizzabile, o per carenze negli accertamenti. Trattasi di valutazione discrezionale, insindacabile in sede di legittimità, ed il rigetto della richiesta di rinnovazione può risultare anche per implicito.

Di contro, la sostituzione del consulente presuppone invece che le indagini siano ancora in itinere, e pu&o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re disposta in caso di comportamento inottemperante del consulente, per esempio con riferimento al rispetto dei termini ovvero all'obbligo di tempestivamente comunicare un motivo di ricusazione, ovvero in caso di grave negligenza o grave imperizia dell'ausiliare, laddove ovviamente inottemperanza, imperizia e negligenza, siano tali da integrare i "gravi motivi" previsti dall'art. 196 c.p.c.. Il provvedimento di sostituzione, pur rientrando tra i poteri discrezionali del Giudice, dev'essere adeguatamente motivato, e per alcuni Autori preferibilmente preceduto dall'audizione dell'interessato.

Quando il Giudice di merito, ritenga disporre una nuova consulenza tecnica d'ufficio, è tenuto a motivare adeguatamente - in base ad idonei elementi istruttori o cognizioni proprie, eventualmente integrati da presunzioni e da nozioni di comune esperienza - le ragioni che lo conducono ad ignorare o sminuire i dati risultanti dalla relazione del C.T.U. già in atti.

Anche nel caso nel corso di giudizio siano espletate più consulenze tecniche, con soluzioni differenti, il giudice può discostarsi da entrambe le soluzioni solo dando adeguata giustificazione del suo convincimento. Si cita Cass. n. 5148/2011: «Le valutazioni espresse ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte tecnico d'ufficio non hanno efficacia vincolante per il giudice e, tuttavia, egli può legittimamente disattenderle soltanto attraverso una valutazione critica, che sia ancorata alle risultanze processuali e risulti congruamente e logicamente motivata, dovendo il giudice indicare gli elementi di cui si è avvalso per ritenere erronei gli argomenti sui quali il consulente si è basato, ovvero gli elementi probatori, i criteri di valutazione e gli argomenti logico-giuridici per addivenire alla decisione contrastante con il parere del c.t.u.

Qualora, poi, nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche, in tempi diversi e con difformi soluzioni prospettate, il giudice, ove voglia uniformarsi alla seconda consulenza, è tenuto a valutare le eventuali censure di parte e giustificare la propria preferenza, senza limitarsi ad un'acritica adesione ad essa; egli può, invece, discostarsi da entrambe le soluzioni solo dando adeguata giustificazione del suo convincimento, mediante l'enunciazione dei criteri probatori e degli elementi di valutazione specificamente seguiti, nonché, trattandosi di una questione meramente tecnica, fornendo adeguata dimostrazione di avere potuto risolvere, sulla base di c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...teri e di cognizioni proprie, tutti i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione».

 
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