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Il credito agrario


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titolo:IL CODICE DEL CREDITO
anno:2015
pagine: 582 in formato A4, equivalenti a 989 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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Trattandosi di una fattispecie di finanziamento di credito agrario collegato a Regolamento comunitario (Reg. CE 1968/05 – PSR 2007/2013 – Misura 121 – Fase 3 anno 2010), la normativa e le disposizioni attuative in materia, per le finalità perseguite essere interpretate e applicate nel modo più restrittivo e rigoroso, prevedendo altresì forme di vigilanza e doverosi controlli da parte di tutti gli organismi pubblici a tutela dell’erario e degli altri richiedenti e, è bene ricordare, della assoluta regolarità dell’erogazione del contributo di origine comunitaria.

Trattandosi di contributi comunitari, l'eventuale correzione operata relativamente all'importo in seguito a variante del progetto finanziato, deve ritenersi un atto dovuto in quanto la corretta erogazione di contributi è un interesse pubblico prevalente rispetto all'affidamento del privato dal momento che esistono anche dei controlli a livello sovranazionale sulla gestione di questi fondi, tenuto conto anche del fatto che laddove il contributo non fosse corrisposto con le modalità previste dal regolamento comunitario, potrebbe essere valutato come aiuto di Stato vietato.

In tema di credito agrario e in relazione alle provvidenze... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...all'art. 4 D.L. 6 dicembre 1990 n. 367, conv. con modificazioni dalla L. 30 gennaio 1991 n. 31, deve essere tenuta distinta la provvidenza pubblica - il cui diritto sorge, nei confronti del soggetto pubblico, in base alla legge, e i cui presupposti sono accertati dal soggetto pubblico stesso - dal diritto al credito agrario, il quale, invece, sorge esclusivamente dal negozio di diritto privato concluso nell'ambito di un rapporto paritario tra l'imprenditore agricolo e la banca.

La concessione di un credito agrario agevolato presuppone la nascita di un rapporto principale tra l'istituto finanziario erogatore ed il privato, e di un rapporto secondario, instaurato tra un ente pubblico territoriale ed il detto istituto finanziario; il primo rapporto integrando gli estremi del mutuo di scopo, il secondo consistendo in una convenzione (cosiddetto "contratto di ausilio"), diretta a regolare l'obbligazione nei confronti dell'istituto finanziario, con la quale l'ente pubblico si accolla una parte degli interessi che devono essere corrisposti dal privato all'istituto mutuante.

In tema di credito agrario, il beneficiario del concorso pubblico nel pagamento degli interessi, va identificato nella cooperativa o nel consorzio di cooperative agricole mutuat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nell'istituto di credito mutuante. Pertanto, nel caso in cui sia intervenuta una procedura concorsuale di insolvenza a carico dell'impresa beneficiaria, essendo il corso degli interessi sospeso dalla data del provvedimento giudiziale di ammissione alla liquidazione, nessun titolo ha l'istituto di credito per richiederne l'erogazione nei confronti dell'Amministrazione dello Stato.

La previsione di una garanzia sussidiaria, da parte del Fondo interbancario di garanzia, in favore dei soggetti eroganti il finanziamento, pur avendo la funzione di consentire un più facile accesso al credito agrario (consentendo l'erogazione del finanziamento anche in assenza di certezze sulla solvibilità del soggetto finanziato e sulla sua capità di produrre reddito), non opera, ai sensi dell'art. 24 del regolamento del Fondo di cui al d.m. 15 giugno 1967, in caso di omissione o negligenza nell'espletamento degli accertamenti e delle formalità necessarie per l'assunzione delle garanzie connesse alla concessione del mutuo e allo svolgimento della procedura esecutiva.

In tema di credito agrario, la concessione del beneficio a favore dell'agricoltura del concorso pubblico nel pagamento degli interessi, previsto dall'art. 12 della legge 1981, n. 423 e dell'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... legge 4 giugno 1984, n. 194, viene concesso per le finalità previste da detta ultima disposizione ("acquisizione, realizzazione, ampliamento, ammodernamento di impianti di conservazione, trasformazione...") alle cooperative agricole e loro consorzi di rilevanza nazionale; il beneficio pertanto richiede, oltre alla sussistenza delle specifiche finalità previste, il requisito soggettivo del beneficiario, ovvero la natura di cooperativa agricola o consorzio di cooperative, con ciò intendendo la normativa correlare il beneficio al fine mutualistico del beneficiario.

In tema di credito agrario, configurandosi il mutuo disciplinato dal r.d.l. 29 luglio 1927, n. 1509, conv. nella legge 5 luglio 1928, n. 1760, come mutuo di scopo, in quanto concesso ai fini dell'incremento della produzione terriera, il privilegio previsto a garanzia dello stesso dall'art. 8 del suddetto decreto si applica nei confronti di chiunque possegga, coltivi o conduca il fondo, dovendosi presumere che tale soggetto sia rimasto avvantaggiato dall'impiego dei capitali erogati.

La norma di cui del D.M. 23 gennaio 1928, art. 13, comma 2, in base alla quale gli Istituti mutuanti possono esercitare il loro diritto sui prodotti e sulle cose su cui hanno privilegio le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enzionale, anche dopo che i prodotti e le cose sono asportate dal fondo, purché l'azione venga esercitata entro 60 giorni dall'avvenuto trasporto, va intesa nel senso che deve pur sempre trattarsi di prodotti o di cose appartenenti a chi conduca il fondo, in quanto soggetto alla garanzia.

Con riferimento ai benefici previsti dal D.L. 6 dicembre 1990, n. 367, art. 4, convertito, con modificazioni, nella L. 30 gennaio 1991, n. 31, ma anche con riferimento alla legislazione precedente deve essere distinta la provvidenza pubblica - il cui diritto sorge, nei confronti del soggetto pubblico, in base alla legge, ed i cui presupposti sono accertati dallo stesso soggetto pubblico - rispetto al diritto al credito agrario, il quale, invece, sorge esclusivamente dal negozio di diritto privato concluso nell'ambito di un rapporto paritario tra l'imprenditore agricolo e la banca.

Con riferimento ai benefici previsti dal D.L. 6 dicembre 1990, n. 367, art. 4, convertito, con modificazioni, nella L. 30 gennaio 1991, n. 31, in capo all'imprenditore agricolo richiedente non sorge un diritto potestativo al finanziamento nei confronti dell'istituto di credito, la cui posizione resta negozialmente autonoma all'atto di determinarsi (o meno) alla concessione del finanzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... avendo, su di essa, incidenza alcuna la prevista garanzia del fondo interbancario, che rappresenta obbligazione accessoria e sussidiaria rispetto a quella assunta dal debitore principale e non da luogo all'automatica sostituzione dell'obbligazione di quest'ultimo, la cui affidabilità e solvibilità futura la banca è autorizzata e tenuta a valutare al fine di deliberare o meno l'erogazione del finanziamento.

In tema di credito agrario, in relazione alle provvidenze previste dall'art. 4 del decreto-legge 6 dicembre 1990, n. 367, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 gennaio 1991, n. 31, deve distinguersi il diritto alla provvidenza pubblica, il quale sorge, nei confronti del soggetto pubblico, in base alla legge, ed i cui presupposti sono accertati dal soggetto pubblico stesso, dal diritto al credito agrario, il quale, invece, sorge esclusivamente dal negozio di diritto privato concluso nell'ambito di un rapporto paritario tra l'imprenditore agricolo e la banca: pertanto, non si configura alcun diritto soggettivo dell'imprenditore richiedente all'ottenimento del credito.

In relazione alle provvidenze previste dall'art. 4 del decreto-legge 6 dicembre 1990, n. 367, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 gennaio 1991, n. 31, n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onfigurabile, in capo all'imprenditore agricolo richiedente, un diritto potestativo al finanziamento nei confronti dell'istituto di credito, la cui posizione resta negozialmente autonoma all'atto di determinarsi (o meno) alla concessione del finanziamento, non avendo, su di essa, incidenza alcuna la prevista garanzia del fondo interbancario, che rappresenta obbligazione accessoria e sussidiaria rispetto a quella assunta dal debitore principale e non da luogo all'automatica sostituzione dell'obbligazione di quest'ultimo, la cui solvibilità quindi la banca è autorizzata e tenuta a verificare al fine di deliberare o meno l'erogazione del finanziamento.

In tema di credito agrario, il beneficiario del concorso pubblico nel pagamento degli interessi, previsto dall'art. 6 della legge 4 giugno 1984, n.194, va identificato nella cooperativa o nel consorzio di cooperative agricole mutuatarie e non nell'istituto di credito mutuante, per cui, ove sia intervenuta una procedura concorsuale di insolvenza a carico dell'impresa beneficiaria, essendo il corso degli interessi sospeso dalla data del provvedimento giudiziale di ammissione alla liquidazione ex art. 55 legge.fall., nessun titolo ha l'istituto di credito per richiederne l'erogazione nei confronti dell'Amministra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Stato.

In relazione ai contributi di cui all'art. 10 del d.l. 6 dicembre 1990, n. 367, sono il titolare dell'azienda agricola e la Regione, rispettivamente, creditore e obbligato della prestazione, mentre l'art. 11 del medesimo d.l. statuisce che la provvista per l'erogazione, da parte delle Regioni, dei contributi in discorso è ripartita tra le Regioni richiedenti dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali; non è pertanto configurabile per il detto Ministero alcun obbligo di garanzia, né in via diretta verso l'avente diritto al contributo, né in via di regresso nei confronti della Regione, ma soltanto un obbligo istituzionale relativo al Fondo, nei limiti dei fondi messi a disposizione dalla legge.

Il mutuo di soccorso ex D.L. 367/1990 è concedibile non solo per far fronte al pagamento delle rate delle operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento, come disposto dalla L. n. 286 del 1989, art. 4, ma anche per le esposizioni finanziarie comunque destinate alla necessità dell'azienda agricola, in tal modo non solo prolungando la proroga, ma anche ampliando gli effetti della L. n. 286 del 1989.

L'art. 4 comma 1 del D.L. 367/1990 si interpreta nel senso che il diritto al credito agrario... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sorge dal negozio di diritto privato, concluso nell'ambito di un rapporto paritario tra l'imprenditore agricolo e la banca, che non è obbligata per effetto del diritto di richiesta del titolare dell'azienda danneggiata a erogare il finanziamento, posto che la previsione di un istituto bancario quale soggetto idoneo alla concessione del finanziamento non impedisce al medesimo di valutare la posizione di solvibilità del richiedente, che non diviene irrilevante soltanto perché il fondo interbancario ne garantisce l'adempimento, atteso che è interesse della banca, tenuta al corretto esercizio del credito, evitare i costi di una escussione infruttifera del debitore principale.

Nei confornti dei titolari di aziende agricole colpite da calamità naturali non è configurabile un diritto soggettivo alla concessione di credito da parte delle banche, conservando queste la facoltà di decidere autonomamente se concedere o meno il finanziamento, indipendentemente dal fatto che, con delibera regionale, il titolare dell'impresa richiedente sia stato riconosciuto meritevole della provvidenza.

In tema di credito agrario, la prestazione di adeguata diligenza da parte della banca mutuante rappresenta uno degli elementi costitutivi della g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sidiaria gravante sul Fondo Interbancario (istituito con la legge 2 giugno 1961, n. 454), sicché è onere di colui che fa valere la garanzia dimostrare la ricorrenza di tutti gli elementi costitutivi del relativo diritto.

In relazione alle varie leggi succedutesi nel tempo recanti misure urgenti a favore dei titolari di aziende agricole, va esclusa la configurabilità di un diritto soggettivo alla concessione di finanziamenti da parte delle banche ed escluso pertanto che nei confronti di queste ultime possa riconoscersi l'obbligo di dar corso alle delibere regionali che prevedono provvidenze a favore di dette aziende, conservando esse la facoltà di valutare volta per volta se concedere o non il finanziamento.

In nessun caso, né con riferimento alla L. n. 31 del 1991, art. 4 né con riguardo alla L. n. 250 del 1993, art. 8 bis, le banche sono tenute a concedere i finanziamenti ai soggetti inclusi negli elenchi dei beneficiari della normativa di soccorso compilati dalle regioni (L. n. 31 del 1991, art. 10, comma 2), conservando detti Istituti di credito la facoltà di agire sul piano di parità con l'utilizzo di negozi di diritto privato, mentre compete alle regioni attuare gli interventi pubblici, fra cui rientrano i ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti, nei limiti delle disponibilità finanziarie concesse dallo Stato.

In tema di credito agrario, le provvidenze di cui alla L. n. 198 del 1985, art. 8, e della L. n. 31 del 1991, art. 4, non rivestono carattere eccezionale e, perciò, derogativo rispetto alle regole dettate in tema di mutuo agrario, con la conseguenza che la garanzia gravante sul fondo interbancario (istituito con la L. n. 454 del 1961) di cui alla citata L. n. 31 del 1991 non ha natura primaria, bensì meramente sussidiaria (e non elimina, pertanto, il rischio connesso al finanziamento), e con l'ulteriore conseguenza dell'inconfigurabilità di un diritto potestativo ed automatico al finanziamento da parte dell'agricoltore nei confronti dell'istituto di credito, la cui posizione resta, per converso, negozialmente autonoma all'atto di determinarsi (o meno) alla concessione del finanziamento.

La banca che riceve una domanda di finanziamento di soccorso ai sensi del D.L. n. 367 del 1990, si trova, quanto all'esercizio del credito, nella medesima condizione nella quale si sarebbe trovata prima che la predetta legge fosse emanata, ovvero nel vigore delle norme da essa stessa richiamate, onde la posizione dell'ente creditizio è da ritenere negozialmente autonoma, con l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e non si configura alcun diritto soggettivo dell'imprenditore richiedente all'ottenimento del credito.

Nella legislazione di soccorso a favore delle aziende agricole colpite da particolari avversità, deve essere distinta la provvidenza pubblica il cui diritto sorge, nei confronti del soggetto pubblico, in base alla legge, ed i cui presupposti sono accertati dal soggetto pubblico stesso, dal diritto al credito agrario. Questo sorge esclusivamente dal negozio di diritto privato, concluso nell'ambito di un rapporto paritario tra l'imprenditore agricolo e la banca.

La banca che riceve una domanda di finanziamento di soccorso di cui alla L. n. 31 del 1991, art. 4 si trova, quanto all'esercizio del credito, nella medesima condizione nella quale si sarebbe trovata prima che tale legge fosse emanata ovvero nel vigore delle norme da essa stessa richiamate. La posizione dell'ente creditizio, cioè, è negozialmente autonoma, per cui non vi è alcun diritto soggettivo dell'imprenditore richiedente all'ottenimento del credito da parte della banca.

Non sussiste in capo alle banche un obbligo di far credito, in tema di finanziamento di soccorso per aziende agricole danneggiate da avversità atmosferiche o calamità naturali e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... legge 13 maggio 1985, n. 198 e alla legge 30 gennaio 1991, n. 31, e successive, rientrando il non far credito tra gli aspetti della libertà negativa di contrarre, riconosciuta alle banche in tutti i settori in cui sono chiamate ad operare, ed ovviamente in quello del credito agrario.

Il diritto al credito agrario ex l. n. 31 del 1991 sorge esclusivamente dal negozio di diritto privato, concluso nell'ambito di un rapporto paritario tra l'imprenditore agricolo e la banca, e che non esiste un diritto automatico al finanziamento nei confronti dell'istituto di credito, la cui posizione resta negozialmente autonoma all'atto di determinarsi o meno alla concessione del finanziamento.

In materia di credito agrario, l'abrogazione del R.D.L. 27.7.1927 n. 1509 operata dal D.Lgs. 1.9.1993 n. 385 ha comportato di conseguenza l'abrogatio criminis delle fattispecie già previste come reato dall'art. 10 dell'anzidetto R.D.L., in tema di deterioramento o distrazione di oggetti sottoposti a privilegio di crediti agrari. A tutela del credito agrario sono quindi attualmente esperibili solo i rimedi civilistici previsti dagli art. 44 e 46 del testo unico del 1993.

I finanziamenti di credito agrario, anche a breve termine, secondo gli artt. 44 e 46 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 385 del 1993, possono essere garantiti da privilegio speciale su beni mobili non iscritti nei pubblici registri: privilegio che, dopo la prescritta trascrizione nel registro previsto dall'art. 1524, secondo comma, c.c., può essere esercitato anche nei confronti dei terzi che abbiano acquistato diritti sui beni che ne sono oggetto (salvo gli effetti dello acquisto in buona fede, ex art. 1153 c.c.) e che, ove ciò non sia possibile, si trasferisce sul corrispettivo.Una intensa tutela civilistica si è sostituita, dunque, ad una tutela penale non più giustificabile nel nuovo assetto istituzionale e giuridico entro il quale opera il sistema bancario.



 
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