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La C.T.U. (Consulenza Tecnica d'Ufficio) preventiva

La C.T.U. preventiva (art.696 bis COd. Proc. Civ.) è un procedimento che consente di ottenere in tempi speditivi un accertamento tecnico «ufficiale», redatto da un esperto nominato direttamente dal presidente del tribunale, su un problema specifico che può permettere, nei casi più fortunati, addirittura di raggiungere un accordo per risolvere la vertenza. Il principale vantaggio dell'istituto consiste nel permettere di entrare subito nella tematica degli aspetti tecnici specialistici.

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titolo:IL CONSULENTE TECNICO D'UFFICIO E DI PARTE
anno:2014
pagine: 144 in formato A4, equivalenti a 245 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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Ingegnere, consulente in materia di catasto ed estimo, attualmente direttore scientifico rivista informatica www.catastonline.it. È stato dirigente dell’Agenzia del territorio, responsabile dell’Area per i servizi catastali della Direzione centrale cartografia, catasto e pubblicità immobiliare, membro della Commissione Censuaria Centrale. Autore/coautore di vari testi in materia di catasto, topografia ed estimo, ha svolto numerosi incarichi di docenza per conto della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze e di altre strutture pubbliche o private tra cui, Scuola delle Autonomie locali, Consiel, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Verona, Exeo.

La C.T.U. preventiva (o ricorso ex art. 696 bis cod. proc. civ.)

Merita una particolare trattazione la cosiddetta C.T.U. preventiva, un procedimento che consente di ottenere in tempi speditivi un accertamento tecnico «ufficiale», redatto da un esperto nominato direttamente dal presidente del tribunale, su un problema specifico che può permettere, nei casi più fortunati, addirittura di raggiungere un accordo per risolvere la vertenza.

Si può usare in svariati casi, come ad esempio per valutazione delle migliorie o danni apportate in un immobile, danni alla persona, danno da sinistri stradali, problemi di infiltrazioni, macchie, muffa, umidità negli immobili, così come le immissioni, ma anche tanti altri.

Il vantaggio della C.T.U. preventiva, prevista dall'art. 696 bis c.p.c.., introdotto nel 2005, è che consente di entrare subito nella tematica degli aspetti tecnici specialistici, tramite la nomina di un esperto (, geometra, ingegnere, informatico, medico legale ecc.) che possa esperire la C.T.U. e, dopo aver tentato la conciliazione, fare comunque una relazione finale che, essendo fatta da un tecnico non di parte ma nominato dal giudice, è un documento uffi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ale come prova, al pari di una C.T.U. ordinaria.

La pratica si attiva con un ricorso, in cui si espone il problema e si chiede la nomina di un consulente tecnico d'ufficio. Le parti in causa possono nominare un C.T.P..

A quel punto, il Giudice emana un provvedimento in cui nomina il consulente e fissa una data entro la quale il ricorso originario e il suo provvedimento dovranno essere notificati alle altre parti e la data di udienza in cui tutte le parti dovranno comparire davanti a lui.

A quell'udienza, dovrà partecipare ovviamente anche il consulente nominato, al quale verrà formulato il quesito di base cui rispondere e che dovrà poi prestare il giuramento di assolvere fedelmente il proprio incarico.

Segue l'iter di un procedimento ordinario già più volte descritto nei precedenti paragrafi, con la sola differenziazione riguardante la necessità di tentare la conciliazione.

Se la conciliazione, che può essere ritentata anche in seguito, fino alla chiusura delle operazioni, non riesce, deve formare e depositare il proprio elaborato peritale.

Se si raggiunge, di fatto, un accordo, i difensori delle parti si attiveranno per mettere in atto l... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... migliore per formalizzare l'accordo, che solitamente prevede una scrittura privata sottoscritta da tutte le parti interessate.

Con la firma di tale documento, la questione è da considerarsi definita, almeno riguardo alla regolamentazione del problema e salvo ovviamente vedere se le parti adempiranno o meno a quanto hanno previsto.

Quanto alle spese legali, in caso di conciliazione di solito ogni parte paga il proprio legale e il proprio C.T.P., mentre il compenso del C.T.U. viene diviso tra tutte le parti.

Se proprio non c'è verso di conciliare, entro il termine assegnato dal giudice – salvo proroghe da richiedere appositamente – sulla base della C.T.U. il Giudice adotterà la decisione.

Il vantaggio per chi ricorre a questo tipo di provvedimento e che se la relazione è a suo favore, costituisce una prova fondamentale già acquisita. Se, invece, la relazione dovesse essere negativa, c'è comunque una importante utilità per lui, consistente nel sapere che le sue pretese non avrebbero, se portate in causa, retto ad una approfondita analisi tecnica e conoscere anche per quale motivo.

Il procedimento di C.T.U. preventiva non termina con una sentenza... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...on un accertamento tecnico. Se anche il C.T.U. nominato dal Giudice desse ragione al ricorrente, non nasce nessun obbligo per l'altra parti di adempiere.

Questo significa che se le altre parti non fanno seguito a quanto sarebbe giusto secondo la relazione, è ancora necessario avviare una causa.

È evidente che, in questa ultima evenienza, la causa sarà molto più speditiva in quanto la relazione potrà essere acquisita al procedimento e formare piena prova.


Ricorso ex art. 702 bis c.p.c.

La legge n. 69/2009 ha inserito il nuovo capo III-bis, comprensivo dei nuovi artt. 702-bis, ter e quater c.p.c., disciplinanti il "Procedimento sommario di cognizione".

La tutela sommaria viene estesa a tutte le cause in cui il Tribunale giudica in composizione monocratica, pur in assenza dei requisiti dell'urgenza e del periculum tipici, invece, della tutela sommaria di tipo cautelare.

Nell'ambito del settore immobiliare, il decreto legislativo 1 settembre 2011, n. 150 - Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 1... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...09, n. 69 - all' art. 29 (Delle controversie in materia di opposizione alla stima nelle espropriazioni per pubblica utilità) ha precisato: «1. Le controversie aventi ad oggetto l'opposizione alla stima di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo. 2.

È competente la corte di appello nel cui distretto si trova il bene espropriato. 3. L'opposizione va proposta, a pena di inammissibilità, entro il termine di trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio. Il termine è di sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero. 4. Il ricorso è notificato all'autorità espropriante, al promotore dell'espropriazione e, se del caso, al beneficiario dell'espropriazione, se attore è l proprietario del bene, ovvero all'autorità espropriante e al proprietario del bene, se attore è il promotore dell'espropriazione. Il ricorso è notificato anche al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ità.»

Questa ultima previsione normativa ha avviato questa tipologia di procedimenti nel settore della determinazione dell'indennità di esproprio, che, forzosamente, richiedono delle valutazioni tecniche da affidare ad un C.T.U.

È il caso di evidenziare che la previsione normativa consente l'opposizione alla stima ancora prima che sia stata determinata l'indennità definitiva di esproprio ex procedimento amministrativo (Commissione Provinciale Espropri) o stima collegiale.



 
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