Carrello
Carrello vuoto



La figura del consulente tecnico d'Ufficio

Il consulente tecnico d’ufficio (C.T.U.) è il professionista chiamato dal Giudice a collaborare in un rapporto fiduciario, qualora si renda necessaria una particolare conoscenza tecnica, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo (art.61 Cod. Proc. Civ.). Qualora il giudice nomini un C.T.U., le parti in causa hanno un termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico di parte (C.T.P.).

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CONSULENTE TECNICO D'UFFICIO E DI PARTE
anno:2014
pagine: 141 in formato A4, equivalenti a 240 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!

Ingegnere, consulente in materia di catasto ed estimo, attualmente direttore scientifico rivista informatica www.catastonline.it. È stato dirigente dell’Agenzia del territorio, responsabile dell’Area per i servizi catastali della Direzione centrale cartografia, catasto e pubblicità immobiliare, membro della Commissione Censuaria Centrale. Autore/coautore di vari testi in materia di catasto, topografia ed estimo, ha svolto numerosi incarichi di docenza per conto della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze e di altre strutture pubbliche o private tra cui, Scuola delle Autonomie locali, Consiel, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Verona, Exeo.

Il consulente tecnico d'ufficio (c.t.u.) e il consulente tecnico di parte (c.t.p.)

Il consulente tecnico d'Ufficio

Il consulente tecnico d'ufficio (di seguito, per brevità definito con l'acronimo correntemente utilizzato C.T.U.), è il soggetto che può essere chiamato dal Giudice a collaborare in un rapporto fiduciario, qualora si renda necessaria una particolare conoscenza tecnica, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo.

È evidente la necessità nel nostro ordinamento giurisdizionale di prevedere la figura di un collaboratore tecnico, in quanto il Giudice può essere chiamato ad esprimersi su tutte le attività inerenti la vita umana e che possono richiedere conoscenze specialistiche che spaziano in ogni campo da quello medico, ingegneristico, della navigazione aerea e marittima, ad altre materie scientifiche quali fisica, chimica, valutazioni economiche, processi produttivi, ecc..

Si tratta di conoscenze specialistiche tutte sicuramente non rinvenibili contemporaneamente in un unico soggetto umano, quale il Giudice, peraltro esperto principalmente in materie giuridiche.

Per cui, di volta, in volta, il Giud... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; ricorrere all'ausilio di un tecnico esperto nel settore specifico in cui deve pronunciarsi.

L'attività giurisdizionale, nell'ambito della quale il giudice può ricorrere ad un C.T.U., è intesa in senso lato e abbraccia vari campi della giustizia ordinaria (civile e penale), ma anche le giurisdizioni speciali amministrativa e tributaria.

Nell'ambito del procedimento civile l'attività del C.T.U. è disciplinata dagli artt. 61 a 68 191-201 del Codice di Procedura Civile (nel seguito c.p.c.) e dagli artt. 13-24, 89-92 delle disposizioni attuative del codice di procedura civile dove sono contenute le competenze che l'ausiliario designato dal giudice deve espletare dal conferimento dell'incarico fino all'elaborato peritale.

Nel procedimento penale la figura del C.T.U. è disciplinata dagli artt. 220- 233, 359, 360, 501, 502, 510 del codice di procedura penale.

Nel procedimento tributario, il D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 - Disposizioni sul processo tributario all'articolo 7, comma 2 prevede che le commissioni tributarie, quando occorre acquisire elementi conoscitivi di particolare complessità, possano richiedere apposite relazioni ad organi tecnici dell'Amministrazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di altri enti pubblici compreso il Corpo della Guardia di finanza, ovvero disporre consulenza tecnica.

Inoltre, si ricorda, che l'articolo 1, comma 2, dello stesso D.Lgs. precisa che i giudici tributari applicano le norme di detto decreto e, per quanto da esso non disposto e con esso compatibili, le norme del c.p.c..

L'art. 1, comma 1, del D.Lgs. n. 546/92 attribuisce alle Commissioni tributarie provinciali e regionali l'esercizio della giurisdizione tributaria.

L'oggetto della giurisdizione tributaria è individuato dall'art. 2 del D.Lgs. n. 546/92, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dalla giurisprudenza di legittimità.

In linea generale è materia di processo tributario la contestazione di ogni specie di tributi (anche quelli di nuova istituzione).

In particolare, tra i tributi rientrano quelli inerenti l'imposizione immobiliare, che spesso fanno riferimento per la base imponibile al valore immobiliare in comune commercio ovvero alla base imponibile catastale. Sia l'accertamento dell'uno, che quello dell'altro valore, è evidentemente una attività professionale tecnica, per il cui adempimento il Giudice, almeno nei casi più complessi, non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fare a meno del contributo di un C.T.U.

In particolare in materia catastale il comma 2 dell'articolo 2, recita: «Appartengono altresì alla giurisdizione tributaria le controversie promosse dai singoli possessori concernenti l'intestazione, la delimitazione, la figura, l'estensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dell'estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella, nonché le controversie concernenti la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l'attribuzione della rendita catastale».

Ancorché la declaratoria delle competenze delle Commissioni tributarie in materia di catasto non sia perfettamente lineare in tema di elencazione, è evidente che anche le controversie sulle intestazioni delle unità immobiliari concernenti il catasto edilizio urbano non possano che fare carico alle Commissioni medesime, così come chiaramente indicato per le intestazioni del catasto dei terreni.

Anche nella giustizia amministrativa (procedimenti presso i Tribunali amministrativi regionali e Consiglio di Stato), il Codice del processo amministrativo, approvato con Decreto legislativo 02.07.2010 n° 104, all'art. 19 pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più verificatori, ovvero, se indispensabile, da uno o più consulenti.

L'incarico di consulenza può essere affidato a dipendenti pubblici, professionisti iscritti negli albi di cui all'articolo 13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, o altri soggetti aventi particolare competenza tecnica.

Non possono essere nominati coloro che prestano attività in favore delle parti del giudizio. La verificazione è affidata a un organismo pubblico, estraneo alle parti del giudizio, munito di specifiche competenze tecniche. Il verificatore e il consulente compiono le indagini che sono loro affidate dal giudice e forniscono anche oralmente i chiarimenti richiesti.


Nomina del consulente d'ufficio

L' art. 61 del c.p.c. prevede che, quando è necessario, il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica. La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione al presente codice.

Non risulta, quindi, precluso al Giudice, qualora lo ritenga opportuno di nominare un esperto non incluso nell'Albo del Tribunale, motivandone il ricorso.

Possono essere nominati più consulenti soltanto in caso di grave necessità o quando la legge espressamente lo dispone.

In alcuni casi è obbligatoria la nomina del C.T.U. (ripartizione d'acqua, art. 1092 c.c. e sinistri marittimi, art. 599 c.n.).

Circa le modalità, l'art. 191 del c.p.c. prevede che il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell'articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l'udienza nella quale il consulente deve comparire.


Natura della consulenza tecnica d'ufficio

La dottrina si è più volte espressa sulla funzione ausiliare dell'attività del C.T.U., rilevando nella consulenza tecnica due prerogative specifiche:


Nel primo caso, la consulenza tecnica d'ufficio si configura quale mezzo di indagine che accerta fatti già provati dalle parti e non costituisce fonte di alcuna prova.

Nel secondo caso, al contrario, la C.T.U. accerta fatti non altrimenti accertabili se non per mezzo di particolari competenze specialistiche di settore.

A tale riguardo si cita la Giurisprudenza di legittimità (Cass. N. 6155/2009) che a più ha precisato: «la consulenza tecnica di ufficio, non essendo qualificabile come mezzo di prova in senso proprio, perché volta ad aiutare il giudice nella valutazione degli elementi acquisiti o nella soluzione di questioni necessitanti specifiche conoscenze, è sottratta alla disponibilità delle parti ed affidata al prudente apprezzamento del giudice di merito.

Questi può affidare al consulente non solo l'incarico di valutare i fatti accertati o dati per esistenti (consulente deducente), ma anche quello di accertare i fatti stessi (consulente percipiente), ed in tal caso è necessario e sufficiente che la parte deduca il fatto che pone a fondamento del suo diritto e che il giudice ritenga che l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o richieda specifiche cognizioni tecniche».[1]

Generalmente il ruolo della Consulenza Tecnica è un mezzo di ausilio del giudice, volto alla più approfondita conoscenza di fatti già provati dalle parti, la cui interpretazione richiede tuttavia nozioni tecnico-scientifiche non in possesso dell'organo Giudicante. La seconda casistica è marginale e ricorre in alcuni casi speciali.

La Cassazione (Cass. 8989/2011), ad esempio precisa come la perizia non può supplire a deficienza delle prove esibite dalle parti, comportando, in tal caso, «lo snaturamento dell'istituto previsto dal codice di procedura, il mancato rispetto della posizione paritaria delle parti nel processo, un allungamento dei tempi processuali, con palese violazione del giusto processo, anche sotto il profilo della ragionevole durata, tutelato dall'art. 111 della Costituzione» e più chiaramente (Cass. Ordinanza n. 3130/2011; Cass. N. 9461/2010), non può essere, utilizzata al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume e va negata qualora la parte tenda con essa a «supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o offerte di prova, ovvero di compiere una indagine esplorativa alla ricerca di eleme... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o circostanze non provati».
Il giuramento del consulente d'ufficio.

All'udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità (art. 193 c.p.c.).

Nel caso siano richiesti al C.T.U. chiarimenti o di eseguire nuovi accertamenti, questi non è tenuto a rinnovare il giuramento; in particolare, nelle cause con collegio giudicante il giuramento può essere reso davanti al solo Giudice Istruttore.

Circa il giuramento del consulente, una parte della dottrina ha sostenuto che la sua completa mancanza dovrebbe portare alla nullità, pur se relativa [1], della C.T.U..

La giurisprudenza, invece, da un lato ritiene che il giuramento stesso ben possa essere eseguito anche dopo l'espletamento dell'incarico, contestualmente al deposito della relazione; dall'altro lato, ritiene comunque che, anche in caso di sua mancanza, non si possa parlare di nullità, ma di mera irregolarità, e che il Giudice possa comunque valutare le risultanze peritali almeno come argomenti di prova ati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Infine, la mancata apposizione della firma nel verbale attestante il giuramento è una mera irregolarità, che non comporta alcun profilo di invalidità.


Collaboratori del consulente d'ufficio

Al momento dell'assunzione dell'incarico il C.T.U. deve dichiarare se intende avvalersi della competenza di altre figure professionali specialistiche, ai fini di ottenere ulteriori informazioni per la valutazione.

È pacificamente ammesso dalla dottrina e dalla giurisprudenza che il C.T.U. possa, anche senza l'espressa autorizzazione del Giudice, avvalersi dell'ausilio di collaboratori e specialisti per il compimento di particolari indagini o l'acquisizione di elementi di giudizio. La frequente prassi di richiedere comunque al Giudice tale autorizzazione, si spiega, nel caso la collaborazione stessa comporti un aggravio di spesa, con la ragione pratica di evitare che in sede di liquidazione delle spettanze non venga riconosciuta come rimborsabile tale spesa ex art. 56 DPR n. 115/2002.

Ove sia ammesso l'ausilio di collaboratori, resta inteso che il C.T.U. deve valutare la loro opera, assumendosene la responsabilità giuridica, scientifica e morale, laddove trasfonda i r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tali collaborazioni nella propria relazione; e comunque, l'attività del collaboratore non può essere integralmente sostitutiva di quella del C.T.U..

Diversamente, il C.T.U. potrebbe invece chiedere al Giudice di essere affiancato da altro consulente specialista in altra disciplina, ma in tal caso dovrà, da parte del Giudice, essere conferito apposito incarico e si sarà in presenza di due distinte consulenze tecniche d'ufficio.


I consulenti tecnici di parte

Qualora il giudice nomini un C.T.U., le parti in causa hanno un termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico.

Evidentemente, la nomina del C.T.P. è facoltativa, ma è comunque "subordinata" all'intervento nel processo di un consulente tecnico d'ufficio.

Per la nomina del C.T.P., le parti non sono tenute a scegliere un professionista iscritto all'albo di cui all'art. 13 ss. disp. att. c.p.c., per l'evidente ragione che il disposto letterale della norma riguarda solo la nomina del C.T.U. e non anche del C.T.P..

Il consulente della parte (C.T.P.), oltre ad assistere a norma dell'articolo 194 alle operaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nsulente del giudice, partecipa all'udienza e alla camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere con l'autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche (art. 201 c.p.c.).

Il consulente tecnico è nominato, con ordinanza, dal giudice istruttore o dal Collegio su richiesta delle parti ovvero d'ufficio.

I consulenti tecnici di parte formulano le loro deduzioni sull'operato del perito d'ufficio e possono depositare relazioni a sostegno o a critica della perizia di ufficio (cfr. paragrafo successivo).

Spesso possono consegnare al C.T.U. anche note tecniche preliminari prima dell'avvio o nel corso delle operazioni peritali.

Il consulente di parte assiste allo svolgimento delle operazioni peritali svolte dal C.T.U., partecipa alle udienze e può essere ammesso in camera di consiglio per chiarire al Presidente le proprie osservazioni tecniche.

Il C.T.P. presenta una relazione che può o essere inserita nella relazione del C.T.U., oppure può essere presentata autonomamente, ma in questo caso non costituisce mezzo di prova.

L'attività del C.T.P., invece, essendo riconducibil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto d'opera professionale, il relativo compenso deve essere determinato sulla base delle modalità previste per le attività extra-giudiziarie.


Le osservazioni dei C.T.P.

Un'altra novità degna di nota al procedimento apportata dalla L. n. 69/2009 è la presentazione delle osservazioni dei C.T.P. su una bozza della perizia sviluppata dal C.T.U..

Prima della riforma in esame, il C.T.U. era tenuto semplicemente a depositare la propria relazione in cancelleria, nel termine fissato dal giudice.

Oggi, invece, il nuovo art. 195, comma 3, c.p.c. dispone, in maniera puntuale, che: «la relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all'udienza di cui all'articolo 193 (udienza di conferimento dell'incarico). Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse».

In tal modo, all'udienza fissata per i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto dell'incarico, dopo che il C.T.U. ha prestato il giuramento di rito, il giudice gli rammenta la rilevanza dei suoi compiti ed emana l'ordinanza nella quale indica i termini che scandiscono, in modo puntuale, la stessa attività di consulenza:


  • un primo termine entro il quale il consulente deve inviare, alle parti costituite, una bozza della relazione, da sottoporre al vaglio critico di queste ultime;

  • un secondo termine, successivo al primo, entro il quale le parti, con l'ausilio dei rispettivi consulenti tecnici di parte, hanno la facoltà di presentare eventuali osservazioni alla consulenza d'ufficio;

  • un ultimo termine che precede l'udienza di rinvio, entro il quale l'esperto nominato dal giudice deve depositare in cancelleria la consulenza definitiva, accompagnata dalle osservazioni di parte e dalla loro valutazione da parte del consulente d'ufficio.


Tali termini sono ordinatori, per cui il Giudice, prima delle relative scadenze, ha la possibilità di abbreviare o prorogare i termini suddetti, anche d'ufficio, determinando un eventuale slittamento dei termini successivi.

In ogni caso, è evidente il vantaggio prodo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...novazione in quanto la relazione peritale viene conosciuta prima dalle parti interessate, che attraverso i propri C.T.P. possono presentare rilievi critici alla consulenza, che non potranno essere ignorati dal C.T.U., ma andranno valutati sinteticamente per poi essere riferiti da quest'ultimo al giudice.

Viene, quindi, anche valorizzato l'operato dei consulenti di parte poiché si permette loro di partecipare attivamente alla formazione della consulenza tecnica d'ufficio già durante lo svolgimento delle relative operazioni.

Ne consegue una più ampia tutela del principio del contraddittorio, oltre che un risparmio in termini processuali, evitando il rinvio ad una udienza ad hoc per chiarimenti sulla C.T.U..

Nello svolgimento delle operazioni peritali, il confronto tra il C.T.U. ed i Consulenti di parte, talvolta può favorire delle parziali ammissioni dei C.T.P. su singoli aspetti in fatto della contesa. [1] Tuttavia , in sede di valutazione processuale della espletata C.T.U. il difensore di parte, come spesso accade, ben può discostarsi dalle indicazioni fornite dal suo C.T.P. continuando a contestare quei fatti che il C.T.P. aveva dato per pacifici. Di fatto, è stato ritenuto che le dichiar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dal C.T.P., nominato ai sensi dell'art. 201 c.p.c., ammissive di fatti sfavorevoli alla stessa, sono prive di valore confessorio, non essendo vincolanti per la parte rappresentata, non trattandosi di confessione, la quale, per il suo contenuto dispositivo, deve provenire, come richiede l'art. 2730 c.c., dalla parte.

Diversa è la posizione dei chiarimenti che il C.T.U. ha chiesto alla parte (194 c.p.c. ) e che questa abbia reso, contenenti dichiarazioni a sé sfavorevoli, che è, invece, assimilabile ad atto confessorio stragiudiziale. Si cita al riguardo Cass. civ. n. 18987 dell'11.12.2003: «L'affermazione della parte o, se questa è una società, del suo legale rappresentante, di fatti a sè sfavorevoli resa al consulente tecnico d'ufficio, considerato come terzo al di fuori del processo, integra una confessione stragiudiziale liberamente apprezzabile dal giudice, ai sensi dell'art. 2735, primo comma, cod. civ., con apprezzamento che, se congruamente motivato, non è sindacabile in sede di legittimità».


Eventuali irregolarità della C.T.U.

Preliminarmente è bene ricordare il carattere relativo delle nullità [2] inerenti queste i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; secondo quanto risulta dall'orientamento giurisprudenziale. Si cita ad es. Cass. civ. n. 10870 dell'1.10.1999.

Le cause principali di irregolarità di una C.T.U., possono individuarsi nelle seguenti ragioni:

Consulenza eccedente i limiti del mandato. Quando il C.T.U. esorbiti dai limiti del mandato procedendo ad attività che non erano necessarie ai fini del quesito posto o anche formulando conclusioni ulteriori rispetto a quelle attinenti all'oggetto della consulenza. [3]


  • Omessa verbalizzazione delle operazioni peritali - L'art. 195 c.p.c. dispone che: «Delle indagini del consulente si forma processo verbale quando sono compiute con l'intervento del giudice istruttore, ma questi può anche disporre che il consulente rediga relazione scritta. Se le indagini sono compiute senza l'intervento del giudice, il consulente deve farne relazione, nella quale inserisce anche le osservazioni e le istanze delle parti. La relazione deve essere depositata in cancelleria nel termine che il giudice fissa. Quando il consulente compie le sue indagini in presenza del giudice istruttore (ipotesi invero assai rara ) si redige il processo verbale». Premesso che l'ipotesi, quasi generale nei proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; che il C.T.U. sia stato autorizzato a compiere le operazioni senza l'intervento del giudice, il consulente si limita a redigere una relazione scritta che deve essere consegnata in cancelleria nel termine ( che ha carattere ordinatorio) fissato dal giudice. Tale prassi è irritualmente superata attraverso la redazione di un processo verbale delle operazioni peritali di volta in volta svolte da parte dei C.T.U. e sottoscritto dagli intervenuti.

  • Impedimento del C.T.P.– Per la scelta delle date, luogo ed ora in cui effettuare le operazioni peritali, normalmente il C.T.U. e i C.T.P. trovano sempre un ragionevole accordo. Tuttavia, se il C.T.U. procede autonomamente secondo la sua agenda il C.T.P. potrebbe essere impossibilitato a partecipare. Gli orientamenti giurisprudenziali ritengono che l'impedimento del C.T.P. è causa di nullità della consulenza tecnica solo se si è trattato di un impedimento riconducibile ad un evento eccezionale, secondo la discrezionalità del Giudice ( ad es. Cass. civ. n. 2589 del 20.2.2003 ).

  • Omesso avviso dell'inizio delle operazioni peritali - L'art. 90 delle disposizioni di attuazione prevede: «Il consulente tecnico che, a norma dell'art. 194 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; autorizzato a compiere indagini senza che sia presente il giudice , deve dare comunicazioni alle parti del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni, con dichiarazione inserita nel processo verbale d'udienza o con biglietto a mezzo del cancelliere…….». Nella prassi, quando l'inizio delle operazioni non sia fissato in un verbale di udienza ed il loro proseguo indicato in un verbale delle operazioni peritali, il C.T.U. deve comunicare, a mezzo di lettera raccomandata (Pec o altro mezzo riconosciuto), alle parti ed ai C.T.P. l'inizio delle operazioni peritali. Sebbene l'indicazione del proseguo delle operazioni peritali nei soli verbali, non rispetti la forma prevista, le parti sono messe nella reale ed effettiva condizione di conoscere quando iniziano le operazioni peritali per cui non si verifica alcuna lesione del diritto al contraddittorio. Nessun obbligo ha il C.T.U. di avvisare le parti assenti delle ulteriori operazioni in relazione a quanto dai citati artt. 194, secondo comma, c.p,c. e 90, primo comma, disp. att. cod. proc. civ. Altresì non è dovuta alcuna comunicazione alle parti, in caso di chiarimenti in forma scritta richiesti dal Giudice al C.T.U., qualora questi non richiedano alcuna ulteriore operazione peritale, ma ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...plicitazione di elementi contenuti nella già depositata relazione e non acquisizione di ulteriori e nuovi dati o elementi di valutazione.

Responsabilità del C.T.U.

L'art. 64 c.p.c., come modificato dalla L. 4 giugno 1985, n. 281, prevede l'applicazione

al C.T.U. delle disposizioni del codice penale relative ai periti [4], nel caso che questi incorra in colpa grave nell'esecuzione degli atti che gli sono richiesti, con punizione con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda fino a € 10.329. Si applica l'art. 35 del codice penale. [5]

Secondo l'opinione dottrinale prevalente, il danno causato dalla condotta del consulente è risarcibile solo se provato. Inoltre, al risarcimento può unirsi anche la diversa azione di indebito soggettivo di cui all'art. 2036 del c.c. per l'ingiustificato arricchimento del consulente, esperibile dalla parte che abbia anticipato le spese della consulenza, poi dichiarata nulla.

Ovviamente il C.T.U. ed i C.T.P., essendo professionisti, sono soggetti al rispetto delle norme etiche-deontologiche proprie dell'Organo professionale di appartenenza. [6]


La notula professionale del C.T.U. e del C.T.P.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'atto della consegna in cancelleria della relazione, il consulente tecnico può allegare la richiesta di liquidazione del compenso.

Il C.T.U. dovrà elencare le spese sostenute nella propria parcella che verrà depositata presso la cancelleria del giudice competente; la parcella così presentata viene analizzata dal Giudice che provvede a liquidarla, previe eventuali decurtazioni, con decreto che pone l'onere del pagamento a carico di una o più parti in causa.

La liquidazione del compenso del C.T.U. è disciplinata dagli artt. 49 ss. DPR n. 115/2002, i quali determinino i criteri generali di liquidazione, e dal DM 30/5/2002, che fissa la misura degli onorari. Tale liquidazione va fatta con decreto motivato e provvisoriamente esecutivo ex art. 168 DPR n. 115/2002.

In linea indicativa si evidenzia che, ex art. 49 comma 2 DPR n. 115/2002, vi sono tre modalità possibili di liquidazione del compenso:


  • per alcune consulenze gli onorari sono fissi, essendo predeterminata in modo rigido la misura del compenso;

  • per altre consulenze gli onorari sono variabili tra un minimo ed un massimo indicati dalla norma, con riferimento a due valori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vvero a due percentuali del valore di stima effettuato, spettando poi al Giudice, sulla base della difficoltà, completezza e pregio dell'attività, così come sancito dall'art. 51 comma 1 DPR n. 115/2002, optare per la concreta indicazione del compenso;

  • per tutte le consulenze per le quali non è previsto un diverso criterio di calcolo e non si possibile un'estensione analogica delle ipotesi tipiche, vige invece il criterio residuale degli onorari a tempo, che prevede il pagamento per unità di tempo, calcolato secondo le cosiddette vacazioni.

Nel caso di onorari fissi o variabili, gli stessi, stante il disposto dell'art. 29 D.M. 30/5/2002 ed in ragione dell'onnicomprensività del compenso, attengono anche alla stesura della relazione, all'esame degli atti, alla partecipazione alle udienze e ad ogni altra attività necessaria all'espletamento dell'incarico.

Gli onorari possono poi essere aumentati:


  • sino al 100% per le prestazioni di eccezionale importanza ex art. 52 comma 1 DPR n. 115/2002113;

  • sino al 20% in caso di urgenza dichiarata dal Giudice ex art. 51 comma 1 DPR n. 115/2002;

  • sino a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l 50% nel caso di fissazione di un termine non superiore a cinque giorni o non superiore a quindici giorni ex art. 4 comma 3 L. n. 319/1980.


Di contro, sono invece previste riduzioni dall'art. 52 comma 2 DPR n. 115/2002 in caso di ritardo nel deposito dell'elaborato.

Ai sensi dell'art. 53 DPR n. 115/2002, in caso di incarico a diversi C.T.U. per accertamenti distinti, a ciascun consulente spetta autonomamente il compenso secondo la liquidazione propria della consulenza espletata, mentre nel caso di perizia collegiale il compenso è determinato sulla base di quello che sarebbe spettato al singolo consulente, aumentato del 40% per ciascun componente del collegio.

Per la più recente giurisprudenza, deve poi escludersi radicalmente il diritto al compenso del consulente in tutti i casi in cui la sua attività non sia neppure astrattamente utilizzabile nell'ambito del processo, perché non conferente all'incarico o perché svolta con l'inosservanza di norme sanzionate da nullità.

In caso di richiesta di un supplemento di perizia, secondo la più radicata interpretazione, è dovuta la liquidazione di un ulteriore compenso se l'integrazione non sia necessaria per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lacune o inesattezze del precedente giudizio tecnico, richiedendo un ulteriore dispendio di attività professionale utile all'economia della causa. Di contro, laddove il supplemento si imponga per provvedere a lacune od inesattezze relative alla perizia, nessun supplemento di compenso dovrà essere concesso.

Laddove poi l'indagine si sia articolata in una pluralità di quesiti, ancorché conferiti in un incarico unitario, il compenso è dovuto per ogni singolo accertamento se si tratta di accertamenti tra loro distinti ed autonomi che necessitano di indagini eterogenee da svolgere su soggetti e con criteri di natura diversa. Diversamente, l'incarico deve comunque essere considerato unico nel caso gli accertamenti non siano autonomi, ma necessariamente preordinati alla soluzione di un'unica questione.

Le spese di viaggio sono rimborsate nei limiti di cui all'art. 55 DPR n. 115/2002, ed il C.T.U. ha anche diritto al rimborso delle spese sostenute per svolgere l'incarico ex art. 56, senza necessità di preventiva autorizzazione del Giudice, ma ferma la valutazione del Giudice stesso circa la reale necessarietà della spesa e la documentazione della stessa.

In caso di trasferta fuori dal luogo di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spetta poi al C.T.U. un'indennità di viaggio e di soggiorno, prevista in via generale dall'art. 49 DPR n. 115/2002; tuttavia, la liquidazione non può essere effettuata secondo i criteri fissati per le trasferte dei funzionari dello Stato dalla legge n. 417/1978, implicitamente richiamata dall'art. 55 comma 1 DPR n. 115/2002, ma ora abrogata dalla L. n. 266/2006.

Anche per le spese relative alle attività strumentali svolte dai prestatori d'opera di cui il C.T.U. sia stato autorizzato ad avvalersi, in base al disposto dell'art. 56 comma 3, trovano applicazioni le misure degli onorari previsti dagli artt. 50-56 DPR n. 115/2002.

È stato convincentemente riconosciuto che, a stretto rigore, il C.T.U. non può rifiutarsi di adempiere all'incarico laddove il fondo spese non sia stato versato dalla parte, come non può rifiutarsi di accettare l'incarico o di adempiere all'incarico ricevuto qualora il Giudice non disponga l'anticipo.

La domanda di liquidazione delle spettanze degli ausiliari del giudice deve essere presentata, a pena di decadenza, trascorsi cento giorni dal compimento delle operazioni (art. 71 comma 2); e che magistrati e funzionari amministrativi sono responsabili delle liquidazioni e de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... da loro ordinati e sono tenuti al risarcimento del danno subìto dall'erario a causa degli errori e delle irregolarità delle loro disposizioni, secondo la disciplina generale in tema di responsabilità amministrativa.

Il decreto di liquidazione delle spese a favore del C.T.U. può essere opposto, ex art. 170 DPR n. 115/2002, dalle parti, dal P.M. e dallo stesso perito, con un procedimento civile monocratico in cui sono contraddittori necessari tutte le parti, che possono stare in giudizio personalmente, disciplinato dall'art. 15 D.Lgs. n. 150/2011 nelle forme del sommario di cognizione; il procedimento viene definito con ordinanza non impugnabile ma ricorribile per Cassazione ex art. 11 Cost.

A seguito della riformulazione del citato articolo 170 da parte del D.Lgs. n. 150, è stato abrogato il termine di venti giorni previsto per l'opposizione, ciò che rende non chiaro quale sia ora il termine per impugnare.

Nell'incertezza derivante dall'oggettiva lacuna legislativa, le principali tesi fanno riferimento analogico o al termine semestrale ex art. 327 c.p.c.; o al termine di quaranta giorni ex art. 641 c.p.c.; o al termine di trenta giorni previsto dal sommario all'art. 702 quater c.p.c. ed agli a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...D.Lgs. n. 150/2011 (così la Circolare del Ministero di Giustizia 7/11/2012); o al vecchio termine di venti giorni che rimane peraltro previsto anche dall'art. 99 T.U.

Infine, poiché la prestazione del C.T.U. è effettuata in funzione di un interesse comune delle parti del giudizio nel quale è resa, l'obbligazione nei confronti del consulente per il soddisfacimento del suo credito per il compenso deve gravare su tutte le parti del giudizio in solido tra loro, prescindendo dalla soccombenza.

Il fatto che il Giudice, nel provvedere alla liquidazione, abbia posto l'onere della relativa corresponsione in tutto o in parte a favore di una delle parti, non esclude la natura solidale del debito delle parti nei confronti del C.T.U.. L'eventuale ripartizione del compenso tra le parti è infatti rilevante solo ai fini del rapporto interno tra le stesse, e quindi ai fini del regresso, ma non nei confronti del C.T.U..

Una problematica che talvolta si pone è quella dell'omessa corresponsione del fondo spese al C.T.U., ad opera del soggetto a ciò onerato a seguito di provvedimento del Giudice. È bene tuttavia dire, a scanso di ogni equivoco, che il CTU al quale non venga corrisposto l'acconto non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sospendere le operazioni peritali ma limitarsi a darne avviso al giudice al fine di riceverne le relative disposizioni.

A mero titolo di esempio, si riporta di seguito un esempio di notula per C.T.U. consistita in una valutazione immobiliare.

[Omissis - Versione integrale presente nel testo]


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI