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Per la piena conoscenza del provvedimento non è sufficiente la ricezione da parte di un familiare o del difensore del soggetto interessato

La circostanza che la notifica del decreto di esproprio sia avvenuta nel luogo di residenza del de cuius e della moglie convivente e sia stata ricevuta da quest'ultima, non basta per integrare la presunzione di conoscenza del decreto anche da parte dei figli non conviventi con i genitori, mancando dunque i presupposti per configurare una presunzione grave, precisa e concordante che consenta di far risalire la conoscenza del provvedimento impugnato.

La piena conoscenza di un atto lesivo da parte della P.A.

La piena conoscenza di un provvedimento lesivo da parte di un’Amministrazione può essere desunta solo da atti o comportamenti univocamente ad essa riferibili, posti in essere dal legale rappresentante o da altro organo munito di poteri gestionali.

Il deposito dei provvedimenti lesivi in un altro giudizio è sufficiente per ritenerne avvenuta la conoscenza?

La conoscenza degli atti prodotti dall'altra parte del giudizio è riferibile al solo difensore, con il corollario che dall'avvenuto deposito degli stessi non si può far discendere "ex se" una presunzione di conoscenza in capo alla parte ricorrente e il decorso del termine decadenziale per la loro impugnazione.

La conoscenza “integrale” del provvedimento non influisce sul termine decadenziale di impugnazione

La piena conoscenza dell’atto lesivo, il verificarsi della quale determina il dies a quo per il computo del termine decadenziale per la proposizione del ricorso giurisdizionale, non deve essere intesa quale conoscenza piena ed integrale del provvedimento che si intende impugnare ma come percezione dell’esistenza di un atto e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del ricorrente, in modo da rendere percepibile l'attualità dell'interesse ad agire contro di esso

La previsione dei motivi aggiunti e la piena conoscenza nella decorrenza del termine per il ricorso giurisdizionale

Il necessario contemperamento tra il principio di certezza dell'azione amministrativa e di effettività della tutela giurisdizionale deve essere rinvenuto sul crinale della manifestazione della lesione dell'interesse legittimo, che impone al suo titolare di attivarsi per chiederne tutela innanzi alla giurisdizione amministrativa al momento in cui la lesione della posizione giuridica diviene attuale e manifesta.

La facoltà di impugnazione di un atto endoprocedimentale dal tenore negativo

Avverso un atto a carattere endoprocedimentale, ma di tenore già negativo l’impugnazione è oggetto già di una facoltà, anche se non di un onere, essendo l’atto effettivamente e realmente lesivo quello conclusivo del procedimento, da impugnare in ogni caso.

Inammissibilità dell'impugnazione di un atto politico e di indirizzo

La sottrazione al sindacato giurisdizionale, ex art. 7, co. 1, ultimo periodo, c.p.a. di atti che pur soggettivamente e formalmente amministrativi hanno natura politica, si fonda sul presupposto che gli stessi costituiscono espressione della fondamentale funzione di direzione e di indirizzo politico del Paese.

Inammissibilità dell'impugnazione di un'ingiunzione sospesa sine die

E' inammssibile il ricorso rivolto avverso un’ingiunzione sospesa sine die (e cioè revocata) già prima della sua impugnazione.

Note di stile e dichiarazioni di scienza degli atti amministrativi: inammissibile l'impugnazione

L'espressione indeterminata racchiusa nella clausola di stile, secondo cui l'impugnazione concerne altresì ogni altro atto comunque presupposto conseguente o connesso a quello impugnato, o equivalente, è per sua natura priva di attitudine a manifestare quale debba, secondo l'interessato, essere l'oggetto del giudizio e dell'annullamento da parte del giudice. Non è pertanto possibile ritenere estesa impugnazione anche all'atto presupposto, in virtù della suddetta formula di stile adottata

Rapporto tra notifica dell'atto amministrativo ed inammissibilità del ricorso

La notifica nei confronti di uno dei potenziali controinteressati e l’intervento volontario dei rimanenti escludono sia l'inammissibilità del ricorso che la necessità di integrare il contraddittorio.

Il "ne bis in idem" nel processo amministrativo: conseguenze sul diritto di impugnazione della sentenza

La regola del ne bis in idem, operante anche nel processo amministrativo, comporta che al giudice del medesimo grado di giurisdizione sia precluso il potere di pronunciarsi su questioni già definite con sentenza, con la conseguenza che è inammissibile che una questione già decisa possa essere oggetto di una nuova decisione (sia pure confermativa) dopo il passaggio in giudicato della precedente. Ne consegue che il principio non risulta applicabile alla diversa fattispecie dell& ...

Effetti della mancata impugnazione della dichiarazione di p.u. dell'opera

La mancata impugnazione della dichiarazione di p.u. non impedisce l’impugnazione degli atti successivi, presupponenti la stessa, ma rende inammissibili tutte le censure relative alle scelte progettuali operate e, quindi, correlate alla dichiarazione di p.u. dell’opera così come progettata, con la conseguenza che l’approvazione del progetto, divenuta inoppugnabile rende automaticamente legittimi tutti gli atti successivi attuativi delle scelte progettuali contenute nel progetto dichiarato di p.u.

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