ULTIMI APPROFONDIMENTI CARICATI

Stai vedendo 2666-2472 di 3904 risultati

Ammissibilità e termini per il ricorso avverso l'imposizione di vincoli espropriativi

La regola della presunzione di conoscenza conseguente alla mera pubblicazione degli atti non trova applicazione per il caso di provvedimenti rivolti ad incidere in modo singolare su determinati e specifici beni, imprimendo loro un vincolo preordinato all'espropriazione; l'onere di impugnazione decorre, in questo caso, dalla comunicazione o dalla piena conoscenza delle deliberazioni di approvazione ai diretti interessati.

La natura dei provvedimenti di realizzazione e ricadute sui termini di impugnazione degli atti

Poiché i provvedimenti con cui il Comune dispone le modalità di realizzazione di un piano per gli insediamenti produttivi hanno la natura di atti generali del piano stesso e seguono il regime ordinariamente previsto per tale tipologia di atti, per i proprietari delle aree incise, si deve richiedere la notificazione individuale, e solo per i terzi può ritenersi sufficiente la pubblicazione della deliberazione nell'albo pretorio e quindi la decorrenza a fini impugnatori da tale adempimento

Termini di impugnazione della pianificazione di: acustica, distribuzione carburanti, impianti pubblicitari

La previsione del regolamento acustico che consente la deroga ai valori limite di cui all'art. 2, comma 3, l. 447/95 non è immediatamente lesiva degli interessi dei proprietari confinanti, acquistato carattere lesivo soltanto nel momento in cui il Comune, sulla base di tale norma, rilascia una concessione ad utilizzare il suolo pubblico concretamente lesiva degli interessi del ricorrente.

Il decorso del termine decadenziale per l'impugnazione dell'atto decorre dalla data di conoscenza del procedimento

Al fine del decorso del termine per l’impugnazione del provvedimento amministrativo, l’esercizio per delega del diritto di accesso realizza in capo al delegante la diretta conoscenza dei documenti oggetto di ostensione con piena conoscenza dell'attività amministrativa e della sua lesività.

Per la piena conoscenza del provvedimento non è sufficiente la ricezione da parte di un familiare o del difensore del soggetto interessato

La circostanza che la notifica del decreto di esproprio sia avvenuta nel luogo di residenza del de cuius e della moglie convivente e sia stata ricevuta da quest'ultima, non basta per integrare la presunzione di conoscenza del decreto anche da parte dei figli non conviventi con i genitori, mancando dunque i presupposti per configurare una presunzione grave, precisa e concordante che consenta di far risalire la conoscenza del provvedimento impugnato.

La piena conoscenza di un atto lesivo da parte della P.A.

La piena conoscenza di un provvedimento lesivo da parte di un’Amministrazione può essere desunta solo da atti o comportamenti univocamente ad essa riferibili, posti in essere dal legale rappresentante o da altro organo munito di poteri gestionali.

Il deposito dei provvedimenti lesivi in un altro giudizio è sufficiente per ritenerne avvenuta la conoscenza?

La conoscenza degli atti prodotti dall'altra parte del giudizio è riferibile al solo difensore, con il corollario che dall'avvenuto deposito degli stessi non si può far discendere "ex se" una presunzione di conoscenza in capo alla parte ricorrente e il decorso del termine decadenziale per la loro impugnazione.

La conoscenza “integrale” del provvedimento non influisce sul termine decadenziale di impugnazione

La piena conoscenza dell’atto lesivo, il verificarsi della quale determina il dies a quo per il computo del termine decadenziale per la proposizione del ricorso giurisdizionale, non deve essere intesa quale conoscenza piena ed integrale del provvedimento che si intende impugnare ma come percezione dell’esistenza di un atto e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del ricorrente, in modo da rendere percepibile l'attualità dell'interesse ad agire contro di esso

La previsione dei motivi aggiunti e la piena conoscenza nella decorrenza del termine per il ricorso giurisdizionale

Il necessario contemperamento tra il principio di certezza dell'azione amministrativa e di effettività della tutela giurisdizionale deve essere rinvenuto sul crinale della manifestazione della lesione dell'interesse legittimo, che impone al suo titolare di attivarsi per chiederne tutela innanzi alla giurisdizione amministrativa al momento in cui la lesione della posizione giuridica diviene attuale e manifesta.

La facoltà di impugnazione di un atto endoprocedimentale dal tenore negativo

Avverso un atto a carattere endoprocedimentale, ma di tenore già negativo l’impugnazione è oggetto già di una facoltà, anche se non di un onere, essendo l’atto effettivamente e realmente lesivo quello conclusivo del procedimento, da impugnare in ogni caso.

Inammissibilità dell'impugnazione di un atto politico e di indirizzo

La sottrazione al sindacato giurisdizionale, ex art. 7, co. 1, ultimo periodo, c.p.a. di atti che pur soggettivamente e formalmente amministrativi hanno natura politica, si fonda sul presupposto che gli stessi costituiscono espressione della fondamentale funzione di direzione e di indirizzo politico del Paese.

Inammissibilità dell'impugnazione di un'ingiunzione sospesa sine die

E' inammssibile il ricorso rivolto avverso un’ingiunzione sospesa sine die (e cioè revocata) già prima della sua impugnazione.

Pagina 206 di 326 50 110 160 206 220 270