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I vizi motivazionali in tema di valutazione delle risultanze istruttorie

Ai fini d'una corretta decisione, il giudice non è tenuto a valutare analiticamente tutte le risultanze processuali, né a confutare singolarmente le argomentazioni prospettate dalle parti, essendo invece sufficiente che egli, dopo averle vagliate nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il suo convincimento e l'iter seguito nella valutazione degli stessi e per le proprie conclusioni, implicitamente disattendendo quelli logicamente incompatibili con la decisione adottata

Il controricorso deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti della causa?

Il precetto dell'art. 370, co. 2, c.p.c. è sostanzialmente rispettato anche quando il controricorso non contenga l'autonoma esposizione sommaria dei fatti della causa, ma faccia semplicemente riferimento ai fatti esposti nella sentenza impugnata, ovvero alla narrazione di essi contenuta nel ricorso anche se il richiamo sia soltanto implicito.

Correzione in Cassazione della motivazione della sentenza e degli errori materiali

È inammissibile per difetto di interesse il motivo di ricorso incidentale proposto dalla parte totalmente vittoriosa in appello e diretto soltanto a far modificare la motivazione della sentenza impugnata, laddove tale correzione può essere ottenuta mediante la semplice riproposizione delle difese nel controricorso o attraverso l'esercizio del potere correttivo attribuito alla Corte di Cassazione dall'art. 384 c.p.c..

Il controllo sulla valutazione del valore venale del suolo a fini espropriativi è precluso in sede di legittimità

Al fine di individuare il valore venale del suolo, rientra tra i compiti del giudice di merito stabilire se sussistono gli elementi occorrenti per la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area, con apprezzamento il cui controllo è precluso in sede di legittimità.

L'erroneità della regula iuris applicata dal G.A. e l'eccesso di potere giurisdizionale

La dedotta erroneità della regula iuris applicata dal giudice amministrativo, attenendo all'intrinseca correttezza giuridica della decisione, ma non anche all'esorbitanza del decisum dai limiti cognitivi esterni del G.A., non integra l'eccesso di potere giurisdizionale.

Sorte della violazione delle norme sul litisconsorzio necessario in Cassazione

Quando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata né dal giudice di primo grado, che non ha disposto l'integrazione del contraddittorio, né da quello di appello, che non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ai sensi dell'art.354 co.1 c.p.c. resta viziato l'intero processo e s'impone, in sede di giudizio per cassazione, l'annullamento - anche d'ufficio- delle pronunce emesse ed il conseguente rinvio della causa al giudice di prime cure

L'interpretazione del contenuto o dell'ampiezza della domanda giudiziale in sede di giudizio di legittimità

In sede di giudizio di legittimità, nel caso in cui venga considerata l'interpretazione del contenuto o dell'ampiezza della domanda giudiziale, la Corte di Cassazione non ha un potere-dovere di procedere all'esame diretto degli atti giudiziari (come nel caso del vizio di omessa pronuncia), poiché le predette attività integrano un accertamento in fatto, tipicamente rimesso al giudice di merito, insindacabile in cassazione salvo che sotto il profilo della motivazione della decisione impugnata

Impugnazione della sentenza in Cassazione: l'ammissione di prove ovvero l'omessa valutazione del giudice di merito

L'ammissione di mezzi di prova di cui all'art. 261 c.p.c., è rimessa all'iniziativa ed alla discrezionale valutazione del giudice di merito, onde non è censurabile in sede di legittimità la sentenza che non abbia ammesso le dette prove.

Le memorie depositate dalle parti e i motivi nuovi nel giudizio di legittimità

Le memorie depositate dalle parti nel giudizio di legittimità hanno la funzione di illustrare e chiarire le ragioni giustificatrici dei motivi già debitamente enunciati nel ricorso e non già di integrare quelli originariamente generici e, quindi, inammissibili o di riprodurre atti non trascritti nel ricorso.

Può approdare in Cassazione la sentenza fondata su più ragioni, distinte ed autonome?

Quando la statuizione impugnata sia fondata su più ragioni, distinte ed autonome, ciascuna delle quali sia giuridicamente e logicamente idonea a sorreggere la pronuncia, l'omessa censura di una di tali ragioni rende inammissibile, per difetto d'interesse, il motivo di ricorso per cassazione relativo alle altre, in quanto la sua eventuale fondatezza non potrebbe mai condurre all'annullamento della sentenza, essendo divenuta definitiva la motivazione autonoma non impugnata.

Ricorso in Cassazione: la violazione delle norme relative all'onere probatorio

La violazione delle norme che disciplinano il riparto dell'onere probatorio è censurabile esclusivamente in relazione al parametro di legittimità di cui all'art. 360, n. 3, c.p.c. e non dal punto di vista della inesatta ricostruzione dei fatti per omessa od insufficiente valutazione del contenuto della prova documentale.

Natura della procura apposta in calce o a margine del ricorso per Cassazione

La procura apposta in calce o a margine del ricorso per cassazione, formando materialmente corpo con l'atto, è per sua natura un mandato speciale anche in assenza di una specifico riferimento al giudizio di legittimità ed alla sentenza contro la quale l'impugnazione è rivolta.

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