Il reato di furto

La fattispecie di cui all’art. 624 c.p. Cenni storici e strutturali


Prima di procedere con l’analisi delle ipotesi aggravate del delitto di furto, si ritiene necessario delineare, seppur molto sinteticamente, il reato di furto semplice, individuando anche quali sono state le ragioni storiche che hanno portato all’introduzione dell’art. 624 nel codice penale italiano e cercando di tratteggiare le linee di discrimine con le altre figure affini di reato contro il patrimonio.

Appare opportuno evidenziare che già in epoca romana il furtum si caratterizzava per essere oggetto di intensi dibattiti giurisprudenziali, alquanto ricchi ma spesso incerti.
Riteneva Gaio, per esempio, che vi fosse furto non solo quando t... _OMISSIS_ ...ia una cosa altrui allo scopo di sottrarla, ma, più in generale, quando qualcuno maneggiava la cosa altrui contro la volontà del proprietario e, sulla base di questi insegnamenti, ci si interrogava sulla possibilità o meno di configurare il delitto di furto in capo a chi avesse fatto uso dei cavalli altrui per fecondare le proprie cavalle .

Fin dalle XII Tavole il furto in flagranza – furtum manifestum – venne valutato come più grave rispetto al furto non flagrante – nec manifestum – tant’è che, nel primo caso, il delinquente avrebbe potuto, se libero, essere assoggettato alla potestà del derubato e, se schiavo, essere ucciso mediante precipitazione dalla rupe Tarpea, mentre, nel secondo caso, il delinquente avrebbe, tutt’a... _OMISSIS_ ...ssere sanzionato con una pena pari al doppio del valore della cosa rubata.
Le cose cambiarono con l’arrivo del pretore che decise di sostituire, quantomeno in parte, le pene sopra menzionate, giudicate eccessive, prevedendo, per esempio nel caso di furto in flagranza, un’azione nel quadruplo del valore della cosa rubata .

Nel Medioevo, invece, dopo essere stato per lungo tempo affidato alla vendetta privata, il furto conobbe un fortissimo inasprimento sanzionatorio, essendo normalmente prevista per la sua commissione la pena di morte.
Successivamente, in epoca moderna, il furto trovò disciplina nei numerosi codici penali preunitari storicamente succedutisi tra cui il codice penale per il Regno delle due Sicilie del 1819, il codice pen... _OMISSIS_ ...l 1820, il codice penale criminale Estense del 1855 ed, infine, i codici penali sardo-piemontesi del 1839 e del 1859.
Solamente a seguito dell’unità d’Italia, venne pubblicato il primo codice penale unitario , noto come codice Zanardelli, esteso all’intera Italia a conclusione del Risorgimento.
Nel codice Zanardelli il furto veniva definito come l’atto con cui ci si impossessava della cosa mobile altrui, togliendola dal luogo in cui si trovava.
Il codice attualmente in vigore, invece, supera il principio spaziale zanardelliano appena menzionato e lo sostituisce con quello personale, prevedendo la configurabilità del reato di furto nell’ipotesi in cui la res venga sottratta a chi la detiene.
Oggi, infatti, il delitto ... _OMISSIS_ ...iplinato dall’art. 624 c.p. che prevede, «per chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri», la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni congiunta alla pena pecuniaria della multa da € 154,00 a € 516,00 .

Dal tenore della norma si evincono immediatamente gli elementi strutturali del delitto in esame, ovverosia l’impossessamento e la sottrazione della res altrui.
Per quanto attiene all’elemento soggettivo del reato di furto, il dolo richiesto è quello specifico, il che significa che l’agente deve essere consapevole dell’altruità della cosa mobile e volerne la sottrazione e l’impossessamento, nonché avere l’inten... _OMISSIS_ ... un profitto che non necessariamente deve essere di tipo economico, ma può comprendere qualsiasi tipo di vantaggio per l’agente medesimo.
Giova evidenziare, poi, che non è richiesta l’intenzione dell’agente di appropriarsi definitivamente della cosa altrui. Invero, ciò che conta è che l’impossessamento sia finalizzato ad un profitto, a nulla rilevando che la sottrazione avvenga per un’utilizzazione temporanea o al fine di un’appropriazione definitiva .
Per quanto riguarda l’elemento oggettivo, invece, la legge non richiede né l’amotio o l’abductio de loco ad locum, né la protrazione nel tempo della detenzione .
Conseguentemente, per ritenere realizzato l’impossessamento, è sufficiente che la cos... _OMISSIS_ ... passata, anche per breve tempo, nella disponibilità esclusiva dell’autore dell’illecito.

Tuttavia, la semplice consegna di una cosa ad altri non può considerarsi sufficiente a trasferirne il possesso fino a quando essa rimane sotto la diretta e continua sorveglianza di chi l’ha consegnata, il quale può riprenderla ad libitum in qualsiasi momento: non è sufficiente, dunque, il semplice contatto fisico con la cosa di altri per escludere o limitare il possesso di questi, ma è necessario, a tal fine, che intervenga un fatto o un comportamento dell’uno o dell’altro, tale da alterare il rapporto fra originario detentore e res e da conferire al detentore occasionale un potere autonomo e distinto sulla cosa .
La norma in commento ... _OMISSIS_ ...ltresì, di definire il concetto di cosa mobile, ritenendo tale qualsiasi oggetto corporeo, qualsiasi entità materiale, suscettibile di detenzione, sottrazione, impossessamento od appropriazione e che sia in grado di spostarsi autonomamente ovvero di essere trasportata da un luogo ad un altro, compresa quella che, pur non mobile originariamente, sia resa tale mediante l’avulsione o l’enucleazione dal complesso immobiliare di cui faceva parte .
Il terzo comma della norma in commento, invece, è stato inserito dall’art. 12 della legge 25 giugno 1999, n. 205 e stabilisce che il delitto de quo è punibile a querela, a meno che non ricorrano una o più circostanze aggravanti di cui agli artt. 61 n. 7) e 625 c.p.

Si poneva, dunque, il pr... _OMISSIS_ ...lire quale fosse la data utile per proporre querela in relazione a quei fatti commessi anteriormente alla data di entrata in vigore della predetta legge.
L’art. 19 della stessa, risolveva la questione stabilendo che il termine per presentare detta querela decorresse dall’entrata in vigore della legge medesima, nel caso in cui la persona offesa avesse avuto notizia del fatto in precedenza.
Se, di contro, il relativo procedimento era già pendente, il Giudice doveva informare la persona offesa dal reato della facoltà di esercitare il diritto di querela e il termine incominciava a decorrere dal giorno in cui la persona offesa era stata informata.



Momento consumativo e tentativo


Al fine di una corre... _OMISSIS_ ...descrizione del delitto di furto e prima di entrare nel dettaglio delle ipotesi circostanziate a cui la presente opera è dedicata, appare necessario definire, sulla base di quella che al momento risulta essere la giurisprudenza maggioritaria, il discrimine fra furto consumato e furto tentato.
Orbene, il momento consumativo del furto viene fatto coincidere con il passaggio della cosa sottratta, anche se per breve periodo e nello stesso luogo in cui è avvenuto lo spossessamento, sotto il dominio esclusivo e, dunque, sotto l’au...


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