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OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> RISPARMIO ENERGETICO

Le deroghe alla disciplina sulla determinazione dei volumi, delle superfici e nei rapporti di copertura, previste dalla normativa sul risparmio energetico in edilizia per la realizzazione di edifici di nuova costruzione (D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 115, art. 11), non possono essere considerate in maniera autonoma da parte dei proprietari e dei committenti l'opera edilizia, ma necessitano di espresso riconoscimento da parte dell'ente comunale attraverso le procedure autorizzazione disciplinate dalla legge.

Fermo restando che non è possibile fondare sulle norme finalizzate al risparmio energetico un metodo di esenzione dall'onere di rispettare in generale i parametri edilizi, non può ammettersi che la normativa in questione, integrata con quella regionale, facoltizzi ex se un aumento di altezza in gronda fino a cm 25 per ogni solaio.

La disciplina sul risparmio energetico contenuta nel D. Lgs. 115/2008 comporta solo che i tamponamenti orizzontali che determinino spessori complessivi superiori a centimetri trenta, non siano considerati nei computi per la determinazione dei volumi, per la sola parte eccedente i centimetri trenta e fino ad un massimo di ulteriori centimetri venticinque, e ciò qualora il maggior spessore contribuisca al miglioramento dei livelli di coibentazione.

Nel caso in cui sia eseguito un intervento di sopraelevazione ai fini del recupero del sottotetto con realizzazione ex novo della copertura non è applicabile la normativa sul risparmio energetico che prevede che nel computo dei volumi non siano considerati i tamponamenti orizzontali che determinino spessori complessivi superiori a 30 cm per la sola parte eccedente i 30 cm e fino ad un massimo di ulteriori 25 cm e sempre a condizione che tale maggior spessore contribuisca al miglioramento dei livelli di coibentazione; in questo caso, infatti, il criterio dell’aggiunta all’esistente non è applicabile stante la natura non conservativa della copertura.

Il vincolo al mantenimento dell’aspetto consolidato dei luoghi previsto dal P.R.G. non è un ostacolo all’adozione delle tecnologie finalizzate al risparmio di energia; al fine di conservare gli allineamenti tra edifici in centro storico, deve ritenersi che, una volta autorizzato il primo proprietario a beneficiare della norma sulla riqualificazione energetica e a sopraelevare la linea di gronda rispetto al tetto del vicino, anche quest’ultimo potrà successivamente sopraelevare nella stessa misura e ripristinare la situazione originaria di allineamento.

Quando vincoli introdotti attraverso gli strumenti urbanistici comunali impongano la conservazione dell’esistente negli insediamenti storici o si tratti di incidere su caratteristiche costruttive descritte come pregevoli ... _OMISSIS_ ...

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