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OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DI CARBURANTE

In mancanza del Piano comunale di razionalizzazione della rete distributiva, non sussiste alcuna limitazione all’insediamento di un impianto di distribuzione di carburanti in qualsiasi zona, ad eccezione della zona A e comunque nel rispetto di determinati vincoli a presidio di interessi pubblici irrinunciabili. Gli impianti devono essere assentiti anche in caso di area "bianca" a seguito di decadenza del vincolo.

E’ illegittimo per carenza di motivazione il provvedimento con cui l’amministrazione ordina la rimozione di un serbatoio interrato anziché la messa in sicurezza dello stesso senza tenere conto della situazione fattuale e della documentazione prodotta dal privato.

L’entrata in vigore del D. Lgs. 32/1998 ha innovato la disciplina in materia di impianti di distribuzione di carburanti, operando una liberalizzazione del settore attraverso l’eliminazione del regime concessorio previsto dalla previgente legge 745/1970.

Non è consentito ai comuni opporre alla presentazione di istanze tese alla installazione di impianti di carburanti una zonizzazione urbanistica diversa da quella di tipo A, ma resta possibile e consentito opporre l’incompatibilità dell’intervento con le disposizioni edilizie del piano regolatore, le prescrizioni concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, le disposizioni per la tutela dei beni storici e artistici, nonché le norme di indirizzo programmatico delle regioni.

L’ attività di distribuzione di carburanti pur essendo un servizio pubblico non è annoverabile tra quelli di pubblica utilità destinatari di disposizioni agevolative.

Qualora le N.T.A. del P.R.G. consentano nuove stazioni di servizio e distributori di carburante solo al di fuori delle zone urbane, è necessario prendere a riferimento la perimetrazione del centro abitato effettuata ai fini urbanistici, a nulla rilevando quella disposta ai sensi dell'art. 4 D. Lgs. 285/1992, che viene in considerazione ai soli fini dell'attuazione della disciplina della circolazione stradale.

Le disposizioni dettate in materia di sportello unico operano sul piano organizzativo dell’amministrazione e non possono per ciò stesso confliggere con disposizioni normative che contengono la disciplina sostanziale di determinate materie (nel caso il d. legislativo n. 32 del 1998, che disciplina il settore degli impianti di carburanti).

Il contratto di locazione è titolo idoneo a legittimare la richiesta di realizzazione di opere di carattere non irreversibile e temporalmente collegate alla gestione di un distributore di carburanti, quali la realizzazione di una siepe delimitata da un cordolo e di un accesso carrabile... _OMISSIS_ ...siepe esistente.

Gli impianti di distribuzione di carburante, considerato il loro limitato impatto ambientale e la natura non residenziale della struttura, non si palesano certamente idonei a snaturare la destinazione impressa dall'ente locale a determinate aree, quali quelle agricole.

In mancanza di una disciplina regionale in materia di distribuzione di carburanti, continua a trovare applicazione, in via suppletiva, la normativa statale di cui al D. Lgs. 32/1998 che espressamente riconosce la competenza comunale a regolamentare l’attività di distribuzione del carburante.

Anche in assenza di una norma espressa attributiva del potere di disciplina delle condizioni di rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di nuovi impianti di distribuzione di carburanti, in presenza della perdurante inerzia regionale il principio di necessaria continuità della funzione amministrativa impone al Comune di dotarsi di un atto di pianificazione che, nel rispetto della disciplina legislativa vigente, consenta di esaminare le istanze di rilascio delle prescritte autorizzazioni.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DI CARBURANTE --> CONTINGENTAMENTO

Ai sensi dell'art. 83-bis, d.l. 112/2008 devono ritenersi venute meno tutte le disposizioni che prevedono vincoli e restrizioni alla libertà di stabilimento per la distribuzione di carburanti, come contingenti numerici, distanze e superfici commerciali minime, obbligatorietà di attività e servizi integrativi.

L'obiettivo di riduzione del numero degli impianti di distribuzione di carburanti posto dal D.M. 31.10.2001 deve ritenersi definitivamente superato dall’art. 83-bis n. 17 d.l. 112/2008 conv. in legge 133/2008 a mente del quale, al fine di garantireil rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di concorrenza, l’installazione di un nuovo impianto di distribuzione di carburanti non può essere subordinato alla chiusura di impianti esistenti né al rispetto di vincoli relativi a contingentamenti numerici o a distanze minime tra impianti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DI CARBURANTE --> DESTINAZIONE DI ZONA

L'impianto di distribuzione di carburanti, per la sua natura di opera di urbanizzazione secondaria, può essere collocato, salvo particolari ragioni, in qualsiasi parte del territorio comunale e quindi anche in zona agricola.

Il D. Lgs n. 32/1998 e le altre fonti normative vigenti, nel liberalizzare gli esercizi commerciali e nel disporre la compatibilità degli impianti di distribuzione di carburante con ogni zona urbanistica territoriale hanno sempre fatto salvo la competenza vincolistica ‘speciale’ degli Enti territoriali in sede di formazione del PRG, in particolar modo... _OMISSIS_ ...za, la salute e la conformazione e tutela paesaggistico ambientale: comprensivi quindi anche del ‘paesaggio agrario’, altrimenti richiamata proprio art. 2, comma 1 bis del D. Lgs n. 32/1998.

L’impianto di distribuzione di carburanti costituisce un’infrastruttura compatibile con qualunque destinazione urbanistica, salvo espressi divieti, costituendo la sua localizzazione un mero adeguamento degli strumenti urbanistici.

La realizzazione di impianti di distribuzione di carburanti è compatibile con qualsiasi destinazione urbanistica di un’area ad eccezione delle zone A e delle aree gravate da particolari vincoli.

La destinazione urbanistica di una zona che sia differente dalla zona A non può costituire un ostacolo alla realizzazione di un impianto di carburante.

La possibilità di costruire impianti di distribuzione di carburante senza necessità di ricorrere ad apposite procedure di variante va circoscritta alle sole destinazioni di zona, rinvenendo la sua ratio nell'attitudine degli impianti di distribuzione del carburante ad adiuvare qualsivoglia attività.

La destinazione di un'area a zona agricola non è di per sé ostativa all'installazione di impianti di distribuzione di carburante trattandosi, in ogni caso, di infrastrutture al servizio della zona.

I Comuni e, in via sostitutiva le Regioni, hanno il compito di definire i requisiti e le caratteristiche delle aree sulle quali possono essere installati gli impianti di distribuzione di carburante.

Gli enti locali hanno la facoltà di consentire, in sede di pianificazione della rete, la localizzazione di nuovi impianti di distribuzione del carburante anche nelle zone del p.r.g. soggette a diversa destinazione, purché non sottoposte a particolari vincoli, e fatto salvo il potere pianificatorio per motivi di interesse pubblico allo stesso connessi.

La realizzazione di impianti di distribuzione del carburante è compatibile con qualsiasi destinazione urbanistica dell’area esclusa la zona “A” e le aree gravate da particolari vincoli.

La destinazione a zona agricola di una determinata area del territorio comunale non osta all'installazione di un impianto di distribuzione di carburante, rientrando questo tra le opere catalogabili lato sensu come opere di urbanizzazione secondaria e infrastrutture complementari al servizio della circolazione stradale, mentre la destinazione agricola di una zona di piano ha di norma la finalità di evitare l'ulteriore espansione dell'edilizia residenziale e non preclude, quindi, l'esecuzione di opere che non determinino ulteriori insediamenti abitativi.

Non essendo la zona agricola di per sé ostativa alla realizzazione degli impianti di realizzazione di carburanti, siffatti... _OMISSIS_ ...izzati senza alcuna variazione allo strumento urbanistico e senza ricorrere all'autorizzazione in deroga.

Gli impianti di distribuzione di carburante sono compatibili con qualsiasi destinazione di zona stante la loro attitudine a servire in relazione a ogni tipo di attività, sicché è stato affermato che la loro localizzazione, ai sensi del D.Lgs. n. 32 del 1998, art. 2, non è esclusa neppure dalla destinazione dell'area a verde pubblico o a verde attrezzato.

La destinazione agricola non preclude l'installazione di impianti di distribuzione di carburanti che, in quanto servizi a rete, sono diffusi in tutte le zone urbanistiche, salvo eccezioni espresse basate su particolari ragioni, e sono catalogabili come opere di urbanizzazione secondaria e infrastrutture complementari al servizio della circolazione stradale che, come tali, non determinano ulteriori insediamenti abitativi.

Ai sensi del... _OMISSIS_ ...