Articolo

 Questo articolo è tratto dal testo in formato PDF nel riquadro, scaricabile in pochi minuti

 COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con citazione della fonte e link

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

IL CODICE DEL PAESAGGIO

TITOLO PAESAGGISTICO --> NECESSITÀ DI RIMOZIONE DEL VINCOLO

Per l’esecuzione di attività edilizie concernenti beni culturali è sufficiente in via di principio il rilascio della prescritta autorizzazione da parte dell’organo competente, e non già la rimozione del vincolo diretto (o la sua conversione in vincolo indiretto), la quale è da reputarsi inevitabile solo nel caso di distruzione o alterazione radicale dei predetti beni culturali.

TITOLO PAESAGGISTICO --> SITUAZIONI EMERGENZIALI

La compromissione della zona vincolata non impedisce e anzi impone, per la legittimità dell'azione amministrativa, che i nuovi interventi non rechino ulteriore pregiudizio all'ambiente protetto, rafforzando la necessità di tutelare il residuo assetto paesistico ancora integro.

Il nulla osta paesaggistico è necessario anche nella situazione emergenziale della ricostruzione post-sismica.

E' legittimo l'affidamento del privato che abbia ottenuto già da tre anni un titolo edilizio rilasciato in assenza del prescritto nulla osta paesaggistico nell'ambito di una situazione emergenziale.

TITOLO PAESAGGISTICO --> SUCCESSIONE DI LEGGI

Il divieto di autorizzazione postuma (art. 146, co. 4, d. lgs. 42/2004), alla luce della modifica all'art. 159 d. lgs. 42/2004 introdotta dal d. lgs. 157/2006, che ha ancorato la durata del regime transitorio ad una data certa, deve essere ritenuta disposizione di natura innovativa e non di interpretazione autentica: di conseguenza essa è inapplicabile alle procedure iniziate antecedentemente alla sua entrata in vigore.

L'art. 146 del d.lgs. n. 42/2004, disciplinando l’istituto dell’autorizzazione paesaggistica, trova applicazione per tutti i relativi procedimenti in corso alla data della propria entrata in vigore, prescindendosi dall’epoca di realizzazione del manufatto originario.

Nel caso in cui un'opera sia stata eseguita in epoca in cui sull’area gravava un vincolo paesaggistico, una successiva determinazione favorevole dell’autorità amministrativa verrebbe a violare il divieto normativo di autorizzazione postuma o in sanatoria.

Nel caso in cui la costruzione originaria risulti effettuata in epoca in cui l'area non era sottoposta a vincolo, l’intervento risulta in astratto assentibile sotto il profilo paesaggistico, ma la valutazione di compatibilità effettuata nell’attualità deve avere necessariamente ad oggetto la complessiva consistenza del manufatto come risultante sia dalle vecchie che dalle nuove opere, a nulla rilevando che il vincolo è sopravvenuto e non originario.

Non può sostenersi che prima del 2004 non trovassero applicazione le disposizioni di cui al Codice per i beni ... _OMISSIS_ ... è altro che la riproposizione di norme previgenti ed esattamente della L. 29 giugno 1939, n. 1497 sulle bellezze naturali.

TITOLO PAESAGGISTICO --> VINCOLO SOPRAVVENUTO, OPPONIBILITÀ

Ai fini del rilascio dell’autorizzazione paesaggistica assume rilievo anche il vincolo paesaggistico apposto su un'area ancorché sopravvenuto all'intervento edilizio.

La disposizione di portata generale di cui all'art. 32, primo comma, L. n. 47/1985, relativa ai vincoli che appongono limiti all'edificazione deve interpretarsi nel senso che l'obbligo di pronuncia da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione alla esistenza di esso al momento in cui deve essere valutata la domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca d'introduzione del vincolo stesso, corrispondendo tale valutazione alla esigenza di vagliare l'attuale compatibilità, con il vincolo, dei manufatti realizzati abusivamente.

La disposizione dell’art. 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 che prevede la necessità del parere dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo paesaggistico ai fini del rilascio della concessione in sanatoria deve essere interpretata nel senso di esigere che l’amministrazione preposta alla tutela paesaggistica si pronunci in relazione all'esistenza del vincolo al momento in cui avviene la valutazione della domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca in cui il vincolo sia stato imposto.

Il sopravvenuto vincolo paesaggistico non è opponibile, e dunque non impone la richiesta di autorizzazione paesaggistica per interventi edilizi che siano già stati autorizzati sotto il solo profilo edilizio o anche sotto quello paesaggistico in virtù di un precedente regime, e di cui sia già iniziata l’esecuzione, o per i quali l’esecuzione non sia iniziata nei termini assegnati per fatto non imputabile al soggetto autorizzato.

I sopravvenuto vincolo paesaggistico è opponibile, e dunque impone la richiesta di autorizzazione paesaggistica, per gli interventi edilizi che non siano stati ancora autorizzati nemmeno sotto il profilo edilizio e per quelli che, pur essendo già stati autorizzati sotto il solo profilo edilizio o anche sotto quello paesaggistico in virtù di un precedente regime, l’esecuzione non sia iniziata nei termini assegnati per fatto imputabile ... _OMISSIS_ ...