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Art. 633 c.p.: il reato di invasione di terreni o edifici

L’art. 634 c.p. vuole tutelare il legittimo titolare da quelle turbative del possesso che realizzino un apprezzabile depauperamento delle facoltà di godimento del terreno, o dell’edificio, in danno del titolare del relativo ius excludendi alios, secondo quella che è la destinazione economico sociale del bene o quella specifica ad essa impressa dal dominus

Art. 635 c.p.: il reato di danneggiamento

La norma di cui all’art. 635 c.p. tutela il diritto del proprietario - o di chi eserciti sul bene un diritto di godimento o di uso - all’integrità della cosa nella sua sostanza ed utilizzabilità, ponendosi nel più ampio contesto della tutela approntata dall’ordinamento all’inviolabilità del patrimonio mobiliare o immobiliare.

Art. 636 c.p.: il reato di introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e il reato di pascolo abusivo

L’art. 636 c.p., rubricato “introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo”, disciplina al suo interno due distinte ipotesi di reato. La prima di esse, prevista dal I comma della norma in esame, è l’introduzione o abbandono di animali in gregge o in mandria. La seconda, disciplinata dal II comma, è l’ipotesi di pascolo abusivo.

Art. 639bis c.p.: beni pubblici ed esclusione del regime di procedibilità a querela

L’art. 639bis c.p. introduce un mutamento del regime di procedibilità per tutti i reati ivi indicati (usurpazione, art. 631 c.p.; deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi, art. 632 c.p.; invasione di terreni o edifici, art. 633 c.p.; introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo, art. 636 c.p.) nel caso in cui la condotta dell’agente abbia come oggetto materiale acque, terreni, fondi o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico

La natura giuridica e gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità

la dichiarazione di pubblica utilità rappresenta una condizione legittimante ovvero un presupposto necessario per l’esercizio del potere espropriativo [13], presentandosi, di conseguenza, come «teologicamente collegata, e […] strumentale, sotto il profilo funzionale, al provvedimento espropriativo»

Gli atti che contengono la dichiarazione di pubblica utilità

Ai sensi dell’art. 12 del d.p.r. n. 327/2001 la dichiarazione di pubblica utilità «si intende disposta» a fronte dell’adozione di uno degli atti espressamente elencati dalla norma stessa, ai quali, si ricollegano, in aggiunta ai loro naturali effetti, l’ulteriore effetto - conseguente, appunto, alla dichiarazione di pubblica utilità - di autorizzare l’esercizio del potere espropriativo

dichiarazione di pubblica utilità e profili urbanistici

Anche la fase preordinata alla dichiarazione di pubblica utilità si presenta intimamente connessa alla materia urbanistica perché la sua disciplina è legata alla validità del vincolo preordinato all’esproprio.

Dichiarazione di pubblica utilità e varianti urbanistiche

Le varianti derivanti dalle prescrizioni della conferenza di servizi, dell’accordo di programma o di altro atto di cui all’articolo 10, nonché le successive varianti in corso d’opera, qualora queste ultime non comportino variazioni di tracciato al di fuori delle zone di rispetto previste ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, nonché ai sensi del decreto ministeriale 1° aprile 1968, sono approvate dall’autorità espropriante ai fini della dichiarazione di p.u.

Assenza del vincolo preordinato all'esproprio

ai sensi del terzo comma dell’art. 12 del d.p.r. n. 327/2001, la dichiarazione di pubblica utilità è possibile anche in assenza del vincolo preordinato all’esproprio. Cosa accade in queste ipotesi? Quale disciplina occorre applicare?

Dichiarazione di pubblica utilità e progettazione dell'opera

L’atto di approvazione del progetto, la disciplina urbanistica e il procedimento espropriativo risultano, dunque, connessi tra di loro, ancorché mantenenti una funzione e una struttura autonoma. Si tratta, però, di un’autonomia che trova un elemento di congiunzione nella dichiarazione di pubblica utilità intesa come il diaframma tra urbanistica e progettazione

Durata e proroga della dichiarazione di pubblica utilità

L’efficacia della dichiarazione di pubblica utilità dipende dall’efficacia del vincolo preordinato all’esproprio e, al contempo, costituisce un atto capace di protrarre l’efficacia del vincolo in questione. L’individuazione del termine è rimessa all’autorità espropriante che ha la facoltà di indicare il suddetto termine nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Qualora l’amministrazione non voglia avvalersi di detta facoltà la legge stabilisce l’obbligo ...

Gli elenchi degli atti che dichiarano la pubblica utilità

Per avere un quadro sempre aggiornato dei dati relativi ai procedimenti espropriativi, anche in vista di un effettivo coordinamento e contenimento della spesa pubblica, l’articolo 14 del d.p.r. n. 327/2001 disciplina l’istituzione di un elenco degli atti che dichiarano la pubblica utilità con l’evidente obiettivo di rendere maggiormente responsabili le amministrazioni pubbliche coinvolte nel settore

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