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Prelazione e riscatto agrario

È il tipo di contratto tra le parti e non la modalità di esercizio dell'attività il presupposto per il riconoscimento del diritto alla prelazione agraria. L'alienazione del fondo dovrà essere comunciata dal proprietario al coltivatore o al confinante in forma scritta «ad substantiam», pratica che assolve esigenze di tutela e di certezza, rendendo certa l'effettiva esistenza di un terzo acquirente.

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titolo:IL CODICE DEI CONTRATTI AGRARI
anno:2017
pagine: 353 in formato A4, equivalenti a 600 pagine in formato libro
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AGRICOLTURA --> CONTRATTI AGRARI --> PRELAZIONE E RISCATTO

Il diritto di prelazione agraria si esercita secondo lo schema normativo di cui agli artt. 1326 e 1329 c.c., sicché la "denuntiatio" non è revocabile durante il termine di trenta giorni previsto per l'accettazione della proposta, considerato che la trasmissione del preliminare ha tutti i connotati della proposta contrattuale e che la possibilità di revoca mal si concilierebbe con la natura, di atto unilaterale di adempimento di obbligo legale, destinato a rendere attuale l'altrui diritto soggettivo.

Il riconoscimento della prelazione agraria e la concessione di un termine per il suo esercizio comporta la necessità che, in pendenza del termine, il proprietario resti vincolato alla sua proposta in attesa delle deliberazioni del titolare del diritto, anche perché - altrimenti - si rischierebbe di sottrarre al destinatario che fosse esposto all'eventualità della revoca la possibilità di utilizzare l'intero termine stimato congruo dal legislatore per valutare la proposta e determinarsi in ordine all'eventuale accettazione.

Presupposto per il riconoscimento del diritto alla prelazione agraria, ai se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... n. 590 del 1965, art. 8 non è la modalità di esercizio dell'attività di coltivazione, ma il tipo di contratto stipulato tra le parti, sicché la prelazione è esclusa con riguardo ad un rapporto insorto come affitto a non coltivatore diretto.

L'affittuario coltivatore diretto di una porzione di un più ampio fondo può esercitare il diritto di prelazione (ed il succedaneo diritto di riscatto) ai sensi della L. n. 560 del 1965, art. 8 con riguardo esclusivamente alla parte del fondo da lui coltivata qualora l'intero predio sia diviso in più porzioni distinte ed autonome, sia sotto il profilo giuridico - poiché concesse separatamente a coltivatori diversi in forza di contratti di affitto separati - sia sotto l'aspetto economico - in quanto indipendenti per caratteristiche ed esigenze colturali e produttive, sempre che lo scorporo della porzione oggetto della prelazione (e del riscatto) non pregiudichi notevolmente la possibilità di coltivazione del fondo unitariamente considerato ovvero non comporti l'imposizione, sulle restanti parti, di servitù ed oneri reali, tali da comprometterne l'esclusività del godimento e menomarne il valore di scambio.

Non decade il diritto di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sul fondo condotto in affitto ai sensi della L. n. 560 del 1965, art. 8, quando il fondo per il quale il coltivatore diretto abbia questo diritto venga promesso in vendita a terzi unitamente ad altri fondi con l'indicazione di un prezzo unitario ed il prelazionario non provveda al versamento del prezzo nel termine fissato dal comma 6 dell'articolo suddetto, costituendo la specificazione del prezzo un obbligo posto a carico del proprietario e potendo la relativa determinazione avvenire anche nel giudizio per il riscatto.

La denuntiatio in materia di prelazione agraria dalla L. 26 maggio 1965, n. 590, art. 8, è una vera e propria proposta contrattuale ai sensi dell'art. 1326 cod. civ., la quale assolve anche ad una fondamentale esigenza di certezza che non sussiste solo nell'interesse dell'avente diritto alla prelazione, ma anche del terzo acquirente per il caso del mancato esercizio della prelazione nel tempo fissato dalla legge, garantendo a quest'ultimo la certezza del prezzo al quale egli avrà il diritto di acquistare dal proprietario.

L'esercizio del diritto di prelazione di cui alla L. n. 590 del 1965, art. 8 determina automaticamente il perfezionamento della fattispecie, senza che sia necessario stipulare un altro contratto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, come invece è previsto in tema di prelazione urbana.

La necessità dell'esercizio congiunto del riscatto nel caso di vendita di un fondo coltivato da una pluralità di affittuari, anche se pro quota, non toglie che ciascuno dei riscattanti sia tenuto a fornire la prova dell'effettiva sussistenza di tutti i requisiti indicati dalla legge: coltivazione da almeno un biennio, mancata vendita di altri fondi nel biennio precedente e possesso della capacità lavorativa stabilita dalla L. n. 590 del 1965, art. 8, comma 1.

Ai fini della sussistenza della condizione impeditiva (all'esercizio della prelazione), prevista dall'art. 7, L. n. 817 del 1971, a mente del quale "il diritto di prelazione previsto dalla L. n. 590 del 1965, art. 8, spetta anche al coltivatore diretto proprietario di terreno confinante con il fondo offerto in vendita, purché su questo non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti o enfiteuti coltivatori diretti", non basta un insediamento puramente fattuale, ma occorre un insediamento giuridicamente qualificato avente origine da un rapporto agrario, sia pure atipico, che presupponga la qualità di coltivatore diretto.

Al fine di escludere il diritto di p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d il succedaneo diritto di riscatto del proprietario coltivatore diretto di fondi confinanti con quello in vendita, assume rilievo non già quanto è dichiarato nell'atto traslativo dall'alienante, ma la situazione di fatto e di diritto in realtà esistente e, cioè, la circostanza che sul terreno non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti od enfiteuti coltivatori diretti, con la conseguente irrilevanza della eventuale dichiarazione di garanzia, proveniente dall'alienante e contenuta nell'atto di vendita, della libera disponibilità del fondo rilasciata in favore dell'acquirente.

In tema di esercizio del riscatto agrario ex L. n. 590 del 1965, ex art. 8, comma 5, la manifestazione della volontà di riscattare dell'avente diritto, costituente una dichiarazione unilaterale di carattere negoziale, deve pervenire nella conoscenza, ancorché legale e non necessariamente effettiva, del soggetto al quale è diretto entro il termine annuale di decadenza previsto dalla norma, atteso che la ricezione della dichiarazione costituisce un elemento intrinseco alla fattispecie decadenziale, in ragione della coincidenza della conoscenza del destinatario con il momento in cui si realizza il mutamento soggettivo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i compravendita.

In materia di contratti agrari, per la comunicazione ("notifica") al coltivatore o al confinante della proposta di alienazione del fondo, ai fini della prelazione di cui alla L. n. 590 del 1965, art. 8 e alla L. n. 817 del 1971, art. 7, da parte del proprietario venditore è richiesta la forma scritta "ad substantiam", non essendo, perciò, idonea allo scopo l'effettuazione della stessa in qualsiasi modo, anche verbale.

In materia di contratti agrari, la forma scritta "ad substantiam" richiesta per la comunicazione al coltivatore o al confinante della proposta di alienazione del fondo, ai fini della prelazione di cui alla L. n. 590 del 1965, art. 8 e alla L. n. 817 del 1971, art. 7, da parte del proprietario venditore, assolve ad esigenze di tutela e di certezza, rendendo certa l'effettiva esistenza di un terzo acquirente, evitando che la prelazione possa essere utilizzata per fini speculativi in danno del titolare del diritto, e assicurando, a sua volta, al terzo acquirente, in caso di mancato esercizio della prelazione nello "spatium deliberandi" a disposizione del coltivatore (o del confinante), la certezza della compravendita stipulata con il proprietario, sottraendo l'acquiren... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olo di essere assoggettato al retratto esercitato dal coltivatore (o confinante) pretermesso; garantisce, infine, il coltivatore (o confinante) in ordine alla sussistenza di condizioni della vendita più favorevoli stabilite dal proprietario promittente venditore e dal terzo promissario acquirente.

In materia di contratti agrari, ai fini della prelazione di cui alla L. n. 590 del 1965, art. 8 e alla L. n. 817 del 1971, art. 7, contrariamente a quanto avviene in ipotesi di esercizio della prelazione per gli immobili non abitativi (nei quali è previsto che a seguito dell'esercizio del diritto di prelazione le parti sono tenute alla stipula di un contratto preliminare o definitivo), l'esercizio del diritto di prelazione, susseguente alla denuntiatio comporta il trasferimento della proprietà in capo al prelazionista.

L'avente diritto alla prelazione ex L. n. 590 del 1965, art. 8 e L. n. 817 del 1971, art. 7, non può validamente rinunciarvi se non in seguito (e in dipendenza) della rituale comunicazione della volontà del proprietario di alienare il fondo (cosiddetta "denuntiatio"), comunicazione che, di tale diritto, determina l'insorgenza.

In tema di prelazione e riscatto agrario, il proprietari... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... confinante con quello in vendita è titolare del diritto di prelazione (e, quindi, di quello di riscatto) sul terreno stesso solo in quanto abbia la qualità di coltivatore diretto e coltivi direttamente i terreni confinanti con quelli in vendita; tali condizioni non possono ritenersi integrate dalla mera attività di "taglio" dell'erba che cresce spontaneamente nel terreno, la quale non comporta alcun atto di gestione produttiva del fondo.

In tema di prelazione agraria è irrituale e priva di effetti la denuntiatio effettuata mediante trasmissione di un contratto preliminare indicante un prezzo unitario per il fondo agricolo nel suo complesso, qualora l'avente diritto possa esercitare la prelazione attribuitagli dalla legge solo relativamente ad una porzione del più ampio appezzamento di terreno; l'avente diritto, infatti, non risulta a tale stregua posto nelle condizioni di esercitare il proprio diritto.

La violazione del diritto di prelazione ai sensi della L. n. 590 del 1965, art. 8 non consente né di esercitare il rimedio risarcitorio, né quello dell'esecuzione in forma specifica del diritto violato, perché la legge prevede, in tale caso, l'apposito strumento del diritto di r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le condizioni per l'esercizio di quest'ultimo vanno riscontrate nel momento in cui il bene è alienato ad un terzo in violazione del diritto di prelazione.

In tema di prelazione e riscatto agrari, nel caso in cui la compravendita abbia ad oggetto diversi fondi, con l'indicazione di un prezzo globale riferito al complesso dei fondi stessi senza possibilità di distinguere con esattezza quello relativo a ciascuno di essi, e quindi chi voglia esercitare il diritto di riscatto con riferimento al fondo per il quale ha titolo sia impossibilitato a compiere l'offerta del prezzo, non risultando lo stesso determinato nel contratto, la determinazione del prezzo del riscatto dovrà avvenire in giudizio mediante l'espletamento dei normali mezzi istruttori.

Il diritto di prelazione spettante al coltivatore diretto insediato su un fondo in virtù di un contratto di affitto sussiste solo con riferimento alla parte del fondo condotto in base al rapporto agrario, senza alcuna possibilità di estensione ad altra parte, condotta, in virtù di distinto contratto, da altro coltivatore che abbia rinunciato alla prelazione, spettando tale accrescimento del diritto di prelazione, in sostituzione di altro coltivatore che abbia rinunziato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione, solo nell'ipotesi che il fondo venga condotto collettivamente da più coltivatori in base ad un unico contratto agrario ovvero anche qualora tali soggetti, ancorché in forza di distinti rapporti agrari, coltivino porzioni di un unico appezzamento, appartenente al medesimo proprietario, che siano fra loro interdipendenti e strutturalmente collegate, per cui la prelazione ed il riscatto limitati alla singola porzione sarebbero tali da incidere sulle possibilità di coltivazione del complesso, unitariamente considerato.

In tema di prelazione agraria, la disposizione della L. n. 817 del 1971, art. 7, u.c., prevedendo che nel caso di vendita di più fondi - cioè di appezzamenti di terreno, ognuno dei quali integra una distinta ed autonoma entità, oggetto di una distinta convenzione - ogni affittuario possa esercitare il diritto di prelazione o singolarmente rispetto al fondo da lui coltivato o congiuntamente con gli altri per l'intero complesso dei fondi, non comporta in quest'ultima ipotesi una contitolarità necessaria ed originaria del diritto di prelazione a favore dei vari affittuari con la conseguenza che, in mancanza di una espressa previsione normativa e data la diversità di situazione, non trova ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e il principio dell'accrescimento di cui alla L. n. 590 del 1965, art. 8, qualora il diritto di prelazione di taluno non sussista o venga comunque meno.

Le norme sulla prelazione ed il riscatto agrario, hanno carattere di norme di ordine pubblico, essendo poste a tutela della collettività, al principale fine del corretto funzionamento dell'istituto della prelazione e del raggiungimento degli scopi sociali e di politica agraria ed economica che il legislatore ha inteso perseguire. Ne consegue che la violazione di siffatte norme comporta la nullità del contratto per contrarietà a norme imperative, e tale nullità può essere fatta valere, secondo la regola generale dell'art. 1421 cod. civ., da chiunque vi abbia interesse, e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

La vendita del fondo a terzi dopo l'accettazione della proposta di alienazione ed in pendenza del termine per il versamento del prezzo costituisce una violazione del diritto di prelazione ex art. 8 L. 590/1965 ancor più grave di quella ravvisabile nei casi in cui il legislatore ha espressamente riconosciuto al titolare pretermesso la possibilità di riscattare il fondo, posto che essa incide sul diritto già concretamente esercitat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> La dichiarazione del titolare di esercitare il diritto di prelazione agraria non produce l'effetto traslativo della proprietà del fondo se non si avveri, entro il termine previsto dalla L. 26 maggio 1965, n. 590, art. 8, comma 2, la condizione sospensiva dell'effettivo versamento del prezzo mediante l'adempimento della relativa obbligazione di pagamento e, nell'ipotesi di rifiuto anche pretestuoso di accettazione da parte del creditore, mediante il deposito liberatorio della relativa somma nelle forme di legge (art. 1210 c.c.).

L'esercizio del diritto di prelazione a un prezzo ritenuto artificiosamente aumentato proprio al fine di lucrare, ai danni del prelazionante, una somma maggiore rispetto a quella effettivamente pattuita, non precluda la possibilità di chiedere successivamente l'accertamento della simulazione del corrispettivo indicato nel preliminare notificato, al fine di conseguire il ristoro dei conseguenti danni, di talchè non è affatto necessario che la deduzione del carattere fittizio del prezzo dichiarato avvenga nell'ambito dell'esercizio di un'azione di riscatto.

L'avente diritto alla prelazione ex art. 8, L. 26 maggio 1965, n. 590, può esercitare il diritto di riscatto, entro i termin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comma quinto della norma citata, anche nell'ipotesi di indicazione, sia nella proposta di alienazione che nell'atto notarile di compravendita, di un prezzo simulato superiore a quello effettivamente pagato dall'acquirente, atteso che il diritto di prelazione garantisce al soggetto pretermesso l'acquisto "a parità di condizioni".

Nel sistema delineato dalla L. n. 590 del 1965, art. 8, dopo la conclusione del contratto preliminare da parte del proprietario venditore sorge, in capo ai soggetti di cui al comma 1 della citata disposizione, il diritto di prelazione; a tale scopo, l'art. 8, comma 3, dispone che il proprietario "deve notificare con lettera raccomandata al coltivatore la proposta di alienazione trasmettendo il preliminare di compravendita", e che il coltivatore ha trenta giorni di tempo per esercitare il suo diritto. La prelazione, però, non può essere in concreto esercitata qualora del contratto preliminare non venga data formale comunicazione all'avente diritto, in quanto il diritto sorge solo con la denuntiatio e non per il mero fatto della stipulazione del preliminare.

La differenza che sussiste tra il diritto di prelazione e quello di riscatto ex art. 8 L. 590/1965 risiede nel fatto che, mentre ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di prelazione può essere esercitato in un momento nel quale l'effetto reale (cioè il trasferimento di proprietà) non si è ancora realizzato, il diritto di riscatto si colloca in un secondo tempo, ossia quando, senza osservare l'obbligo di comunicazione, il proprietario abbia stipulato un atto definitivo di compravendita, con conseguente effetto reale. In questo caso sorge il diritto al riscatto, ossia un diritto il cui esercizio consente di far retrocedere il bene dal patrimonio dell'acquirente a quello dell'esercente il riscatto; tanto che la legge fa decorrere il termine di un anno dalla trascrizione del contratto di compravendita.

La violazione del diritto di prelazione ex art. 8 L. 590/1965 non consente né di esercitare il rimedio risarcitorio, né quello dell'esecuzione in forma specifica del diritto violato, perché la legge prevede, in tale caso, l'apposito strumento del diritto di riscatto e le condizioni per l'esercizio di quest'ultimo vanno riscontrate nel momento in cui il bene è alienato ad un terzo in violazione del diritto di prelazione.

Il diritto di prelazione agraria, disciplinato dalla L. n. 590 del 1965, art. 8, è esercitabile anche quando il fondo su cui si appun... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... parte di una più vasta estensione, purché presenti un'autonomia colturale e produttiva. In questo caso, l'accertamento delle condizioni che consentono l'esercizio del suddetto diritto deve essere compiuto non con riguardo alla configurazione data dalle parti al contratto di vendita, ma considerando la situazione oggettiva, in modo tale da verificare, da un lato, se il terreno trasferito si presenti frazionato in appezzamenti aventi caratteristiche diverse e differenti colture e, dall'altro lato, se il fondo trasferito non debba, ciò malgrado, essere ritenuto un fondo oggettivamente unitario, per essere le attività svolte sui diversi appezzamenti coordinate fra loro, sì da costituire aspetti complementari di un'unica gestione.

La prelazione agraria ed il riscatto ex art. 8, L. 590/1965, possono avere ad oggetto anche solo una parte del terreno promesso in vendita, alla luce della ratio complessiva dell'istituto, che risponde a finalità di razionale sfruttamento della proprietà agricola nell'interesse pubblico allo sviluppo delle strutture produttive del Paese.

In tema di prelazione agraria, è irrituale e priva di effetti la denuntiatio effettuata mediante trasmissione di contratto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e indicante un prezzo unitario per il fondo agricolo nel suo complesso, giacché l'avente diritto, che sia nelle condizioni di esercitare la prelazione attribuitagli dalla legge solo relativamente ad una porzione del più ampio appezzamento di terreno, non risulta a tale stregua posto nelle condizioni di esercitare il proprio diritto.

In materia di contratti agrari la vendita del fondo effettuata dal proprietario in pendenza del termine per il pagamento del prezzo da parte del coltivatore che abbia esercitato il diritto di prelazione, pur non costituendo una delle ipotesi previste dalla L. n. 590 del 1965, art. 8 per l'operatività del diritto di riscatto, deve tuttavia equipararsi ad esse e considerarsi presupposto idoneo all'esercizio del riscatto da parte del coltivatore pretermesso nei confronti del terzo acquirente.

Il coltivatore di fondo rustico che, allegando la violazione del suo diritto di prelazione, intenda esercitare il retratto agrario, ha l'onere di provare il possesso di tutti i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalle leggi che quel diritto gli riconoscono.

Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione in materia agraria, non è rilevante la contrapposizione tra area edificabile (per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n è ammesso tale diritto) e area non edificabile (con riguardo alla quale esso è viceversa consentito), bensì quella tra aree destinate ad usi agricoli e aree destinate, invece, ad utilizzazione diversa (ovvero edilizia, industriale o turistica), ancorché non edificabili, purché non suscettibili di utilizzazioni economiche per effetto dello sfruttamento agricolo.

In base alla L. n. 590 del 1965, art. 6, comma 4, il proprietario, che intenda alienare il fondo, deve comunicare o notificare il suo intento al coltivatore, rivolgendo a lui una "proposta" precisa nei termini della futura vendita e tale denuntiatio può essere effettuata anche al procuratore del proprietario e deve avere la forma scritta.

Nell'ipotesi di proprietario di terreno confinante con il fondo offerto in vendita, la superficie oggetto della prelazione, in aggiunta a quella posseduta in proprietà dal confinante coltivatore diretto, non deve superare il triplo di quella corrispondente alla capacità lavorativa della sua famiglia, ossia non deve essere inferiore ad 1/3 di quella occorrente per le necessità della nuova azienda.

Il diritto di prelazione, nell'acquisto di fondi rustici, non è gar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enere ai coltivatori diretti, ma unicamente a coloro che, essendo coltivatori diretti, si trovino in un particolare rapporto con il fondo in vendita. Il proprietario del fondo confinante con quello in vendita in tanto è titolare del diritto prelazione (e, quindi, di quello di riscatto), in quanto lo stesso non solo abbia la qualità di coltivatore diretto ma, contemporaneamente, coltivi direttamente i terreni confinanti con quello in vendita.

Ai fini di cui alla L. n. 817 del 1971, art. 7, sono considerati terreni confinanti quelli per i quali sussiste relazione di contiguità materiale, e non solo funzionale, e, pertanto, non ha diritto di esercitare la prelazione o il riscatto il proprietario il cui fondo sia separato da quello posto in vendita anche solo da una strada vicinale.

Il diritto di prelazione e riscatto spetta solo nel caso di fondi confinanti in senso giuridicamente proprio, caratterizzati, cioè, da contiguità fisica e materiale, per contatto reciproco lungo la comune linea di demarcazione (sia essa meramente ideale, ovvero esteriorizzata mediante muri, siepi, recinzioni o altri segnali), e non già da contiguità meramente funzionale, ossia di fondi separati, ma idonei ad essere accorpati i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azienda agraria; ne consegue che devono essere considerati non confinanti i fondi separati da un corso d'acqua di proprietà pubblica, nonché da attrezzature fisse per la distribuzione dell'acqua ovvero da ostacoli materiali come canali di proprietà aliena.

Non sussistono le condizioni per il riscatto agrario, (che, ai sensi della L. n. 590 del 1965, art. 8, devono essere presenti sia al momento in cui avrebbe potuto esercitarsi la prelazione sia a quello in cui viene proposta la domanda di riscatto) allorché il fondo abbia destinazione diversa da quella agricola in virtù di uno strumento urbanistico pubblicato, anche se non approvato, al momento della domanda di riscatto.

La prova di tutte le condizioni cui è subordinato il diritto di prelazione e di riscatto deva essere fornita da colui che tale diritto fa valere, nulla rilevando che possa concernere fatti negativi, come per esempio l'assenza, nel fondo di cui si chiede il riscatto, di preesistenti insediamenti di imprese agricole

In tema di riscatto agrario, da parte del confinante (L. n. 817 del 1971, ex art. 7), qualora in sede di vendita di fondo rustico l'alienante si riservi la proprietà di una striscia di terreno tale da interro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntiguità e continuità fisica tra i due fondi ne deriva una condizione obiettiva di non confinanza sufficiente ad escludere il diritto di prelazione, a meno che la riserva sia stata fatta senza nessuna utilità economica, all'unico scopo di vanificare, sopprimendo il requisito della confinanza, il diritto di prelazione del confinante.

Il diritto di prelazione (e quindi anche quello di riscatto) in favore dell'affittuario ex L. n. 590 del 1965, art. 8, sussiste anche nel caso in cui il terreno oggetto del rapporto agrario faccia parte di un terreno più esteso, appartenente a più proprietari pro indiviso e di cui un condomino ceda la sua quota di proprietà a terzi, perché in tale situazione si realizza, comunque, lo scopo del legislatore di favorire l'accesso del coltivatore diretto alla proprietà del fondo rustico, sia pure pro quota a nulla rilevando che nell'eventuale divisione potrebbe non essere attribuita al medesimo proprio la porzione di fondo in precedenza da lui coltivata.

In caso di vendita di un fondo concesso in affitto a più conduttori e di rinuncia di uno di essi ad esercitare il riscatto, gli altri devono esercitare il diritto stesso con riferimento all'intero fondo e non con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla loro quota, poiché nell'ottica dell'art. 8 L. 590/1965, è vietata la possibilità di una prelazione o riscatto solo parziali del bene posto in vendita.

Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione e riscatto la L. n. 590 del 1965, art. 31, richiedendo per la qualità di coltivatore diretto che la complessiva forza lavorativa del nucleo familiare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente per la normale necessità della coltivazione del fondo, finisce per porre un limite in relazione all'estensione massima del fondo confinante. Per contro non sussiste una estensione minima al di sotto della quale non sia possibile far valere il diritto del confinante.

In tema di diritto di prelazione e riscatto agrario, e con riguardo alla destinazione agricola del fondo rustico, per il riconoscimento del suddetto diritto si richiede ed è sufficiente l'esistenza di un fondo rustico ove destinato e suscettibile di un'attività di natura agraria, senza che sia rilevante né la sua estensione, né che nell'attualità esso sia o no coltivato. Pertanto, il diritto di prelazione del coltivatore proprietario del terreno confinante resta precluso soltanto nel caso che siano accertate dimensioni de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mente esigue da escludere ogni possibilità di coltivazione, ovvero sia accertata l'irreversibile perdita dell'attitudine alla coltivazione agricola in conseguenza dell'effettiva trasformazione del suolo coltivabile.

La domanda di riscatto per una parte del fondo può essere accolta, in tutti i casi in cui lo scorporo della porzione di terreno, oggetto della prelazione (e del riscatto), non pregiudichi notevolmente la possibilità di coltivazione del fondo unitariamente considerato ovvero - per identità di ratio - non comporti l'imposizione, sulle restanti parti, di servitù ed oneri reali, tali da comprometterne l'esclusività del godimento e menomarne il valore di scambio.

In virtù della ratio sottesa alla disposizione di cui alla L. n. 817 del 1971, art. 7, l'insediamento sul fondo offerto in vendita, di un coltivatore diretto è ostativo al sorgere del diritto di prelazione del confinante allorché lo stesso insediamento, da un lato, sia legittimo (ovvero assistito da un titolo giustificativo), e, dall'altro, non sia caratterizzato dalla precarietà o provvisorietà, dovendosi connotare per la sua "stabilità", ancorché non si richieda che sia in atto gi&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n certo tempo.

La ratio della L. n. 817 del 1971, art. 7, a fronte di due concorrenti interessi, da un lato, del conduttore alla conservazione della propria azienda agricola, dall'altro, quello del confinante al conglobamento di fondi limitrofi, deve ritenersi nel senso di privilegiare il primo, giustificando il sacrificio dell'interesse del proprietario del fondo finitimo al conglobamento del suo terreno con quello in vendita, a condizione, però, che il conduttore goda di un insediamento "stabile" e "non precario".

La possibilità per i braccianti agricoli di esercitare la prelazione si ammette, ex L. n. 817 del 1971, art. 16, commi 1 e 5, solo se associati in cooperative agricole: in tal caso, infatti, la cooperativa agricola va assimilata al coltivatore diretto, anche se i suoi soci sono braccianti, in quanto soggetto titolare del diritto, quale imprenditore agricolo, è la stessa cooperativa, che, per la sua particolare struttura, utilizza nella coltivazione del fondo il lavoro dei propri soci.

In caso di vendita di fondo agricolo sussiste una valida rinuncia al diritto di prelazione spettante all'affittuario del fondo stesso solo quando il coltivatore abbia avuto rituale conoscenza della ven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dal proprietario, onde essere posto in grado di valutare tutti gli aspetti positivi e negativi della sua scelta, e quindi effettuare una rinuncia consapevole.

Il combinato disposto degli artt. 8, l. n. 590 del 1965 e 7, l. n. 817 del 1971 non garantiscono il diritto prelazione, nell'acquisto di fondi rustici, in genere ai "coltivatori diretti" ma unicamente a coloro che si trovino in un particolare rapporto con il fondo in vendita, quale il proprietario che coltivi direttamente i terreni confinanti con quelli in vendita.

Lo sfalcio periodico e ininterrotto per lungo tempo dell'erba insistente sul terreno confinante a quello oggetto di riscatto non integra quella nozione di "coltivazione" del fondo idonea a far sorgere il diritto di prelazione di cui all'art. 7 legge n. 817 del 1971: infatti, la mera attività di "taglio" dell'erba che spontaneamente cresce su un fondo non implica, da parte del proprietario del fondo stesso (o di colui che materialmente provvede allo "sfalcio") alcuna pur minima attività volta a stimolare la produttività del fondo, circostanza questa essenziale perché si abbia "coltivazione".


 
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