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Condizioni per il recesso e la risoluzione di contratto agrario


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titolo:IL CODICE DEI CONTRATTI AGRARI
anno:2017
pagine: 353 in formato A4, equivalenti a 600 pagine in formato libro
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AGRICOLTURA --> CONTRATTI AGRARI --> RECESSO E RISOLUZIONE

L'esperimento della preventiva procedura amministrativa di cui L. n. 203 del 1982, artt. 5 e 46 è condizione di proponibilità dell'azione di risoluzione del contratto agrario per grave inadempimento del concessionario, anche nei confronti dei chiamati successivamente in causa a seguito di integrazione del contraddittorio.

In tema di risoluzione di contratto agrario, la contestazione delle inadempienze, prevista dalla L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 5, comma 3 e costituente condizione di proponibilità della domanda giudiziale, avendo lo scopo di porre l'affittuario in condizione di provvedere, entro tre mesi dalla comunicazione, alle relative sanatorie, fissa una fase pregiudiziale che deve necessariamente precedere la convocazione dinanzi all'Ispettorato dell'agricoltura per il tentativo di conciliazione previsto dall'art. 46 della medesima Legge, e, quindi, formare oggetto di un atto separato ed autonomo, posto che tale tentativo si giustifica solo dopo l'inadempienza effettuata dal locatore ex art. 5 cit. e comunque dopo che, attraverso eventuali contestazioni dell'affittuario in ordine alle inadempienze addebitategli, si siano chiariti i termini della controversia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r /> La domanda giudiziale di risoluzione di contratto agrario proposta senza il preventivo adempimento di cui alla L. n. 203 del 1982, art. 5, nelle forme ivi previste, non si sottrae alla sanzione di improponibilità, quand'anche l'azione sia stata sperimentata dopo l'espletamento del tentativo di conciliazione, di cui al successivo art. 46 ed ancorché questo sia stato promosso mediante comunicazione di un atto contenente l'indicazione degli addebiti contestati all'affittuario.

Ai sensi della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 5, comma 2, ogni comportamento del conduttore del fondo rustico che si risolva in una gestione impropria di esso oggettivamente lesiva degli interessi patrimoniali e non patrimoniali del concedente è suscettibile, ancorché non incida sull'ordinamento colturale del terreno e sul pagamento del canone, di dare luogo alla risoluzione del contratto per grave inadempimento. E, a questo riguardo, rientra nel paradigma di cui all'art. 5, comma 2, cit. anche l'ipotesi della realizzazione, da parte dell'affittuario, di una costruzione abusiva sul fondo non autorizzata dal concedente.

È escluso che, una volta intervenuta la disdetta del contratto di affitto agrario, la permanenza del conduttore nell'immob... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... scadenza del rapporto (anche se prolungata nel tempo e accompagnata dalla riscossione del canone) possa comportare la tacita rinnovazione del contratto: a tal fine sarebbe necessario un comportamento positivo idoneo ad evidenziare una nuova volontà, contraria a quella precedentemente manifestata per la cessazione del rapporto.

La rinnovazione tacita del contratto di affitto agrario non è desumibile dal solo fatto della permanenza dell'affittuario nel fondo oltre la scadenza del termine ma occorre anche che manchi una manifestazione di volontà contraria da parte del concedente, cosicché, qualora questi abbia manifestato con la disdetta la volontà di porre fine al rapporto, la rinnovazione non può desumersi dalla perdurante permanenza nel fondo da parte dell'affittuario o dalla circostanza che il concedente abbia continuato a percepire il canone senza proporre tempestivamente azione di rilascio, occorrendo, invece, un comportamento positivo idoneo ad evidenziare una nuova volontà, contraria a quella precedentemente esternata per la cessazione del rapporto.

In tema di contratti agrari, l'elencazione delle ipotesi di grave inadempimento previste dalla L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 5, comma 2, ha caratte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mplificativo poiché la norma collega la risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto al grave inadempimento dell'affittuario, "particolarmente" - e, dunque, non "esclusivamente" - per le violazioni ivi elencate. Ne consegue che ogni comportamento del conduttore che si risolva in una gestione impropria del fondo oggettivamente lesiva degli interessi patrimoniali e non patrimoniali del concedente è suscettibile - ancorché non incida sull'ordinamento colturale del terreno e sul pagamento del canone - a dar luogo alla risoluzione del contratto, ex art. 1455 cod. civ., per grave inadempimento.

In tema di contratti agrari, la contestazione dell'abuso edilizio realizzato sul fondo, ai sensi della L. n. 203 del 1982, art. 5 e la mancata eliminazione dell'opera eseguita senza il consenso dei concedenti, comportano la pronuncia di risoluzione del contratto per inadempimento dell'affittuario, qualora il giudice ritenga la gravità dell'inadempimento, malgrado si tratti di abuso edilizio sanato o sanabile in via amministrativa.

Nella controversia avente ad oggetto la risoluzione per inadempimento del conduttore di un contratto di affitto di fondo rustico, l'affittuario può beneficiare del termi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o previsto dall'art. 46, comma 6, cit., alla duplice condizione che formuli in modo espresso la relativa istanza, e che le sue difese non risultino incompatibili con l'affermazione dell'esistenza del contratto.

In tema di contratti di affitto agrario, l'art. 5, comma 4, della l. n. 203 del 1982, secondo il quale la morosità del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto ove si concreti nel mancato pagamento del canone per "almeno una annualità", si interpreta nel senso che la condizione posta per la risoluzione consiste nella sussistenza di un credito in favore della parte concedente per una somma pari ad almeno una annualità di canone e non anche che la risoluzione del contratto di affitto possa essere pronunziata nella sola ipotesi in cui il conduttore abbia omesso di corrispondere il canone per almeno una annualità, soluzione quest'ultima che porterebbe a ritenere irrilevante, per la risoluzione del contratto, la corresponsione annuale di una somma irrisoria, e ciò in contrasto, oltre che con la lettera, anche con lo spirito della legge, per il quale rileva, ai fini della determinazione di una gravità della morosità tale da giustificare la risoluzione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re dei canoni complessivamente non pagati dal conduttore piuttosto che l'arco temporale in cui questi non abbia versato alcun corrispettivo al concedente.

La rinnovazione tacita del contratto di affitto di fondi rustici non è desumibile dal solo fatto della permanenza dell'affittuario nel fondo oltre la scadenza del termine, ma occorre anche che manchi una manifestazione di volontà contraria da parte del concedente, cosicché, qualora questi abbia manifestato con la disdetta la volontà di porre fine al rapporto, la rinnovazione non può desumersi dalla perdurante permanenza nel fondo da parte dell'affittuario o dal fatto che il concedente abbia continuato a percepire il canone senza proporre tempestivamente azione di rilascio, occorrendo, invece, un comportamento positivo idoneo ad evidenziare una nuova volontà, contraria a quella precedentemente manifestata per la cessazione del rapporto.

L'art. 2, comma 3, della L. n. 508 del 1973, secondo cui non può essere dichiarata la risoluzione del contratto di affitto agrario qualora l'affittuario dimostri l'esistenza di un credito per somme pari o superiori all'importo del canone non pagato, comunque versate e a qualunque titolo, durante il corso del rapporto,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rata come disposizione di evidente favore nei confronti dell'affittuario.

A proposito della sfera di applicabilità della particolare procedura prevista dalla L. n. 203 del 1982, art. 50, va ravvisato nella edificazione, sul predio, per iniziativa dell'affittuario, di una abitazione civile senza il consenso del concedente, un'ipotesi di grave inadempimento, tale da giustificare la risoluzione del rapporto agrario per violazione dell'obbligo di conservazione e manutenzione del fondo.

In caso di concessione di termine per sanare la morosità in un contratto agrario, avvenuta con riferimento ad una misura determinata in corso di causa e senza espressa menzione della spettanza della rivalutazione sulle relative somme, alla mancata corresponsione di quest'ultima non consegue l'effetto automatico della valutazione legislativa di gravità dell'inadempimento ai fini della pronuncia di risoluzione, ma incombe al giudice, in caso di contestazione, di valutare se essa era stata o meno, per le modalità ed i tempi di determinazione giudiziale del canone, compresa nelle somme fissate ai fini della sanatoria.

In tema di risoluzione di contratti agrari, la disposizione dell'art. 46 L. n. 203 del 1982, la quale prescrive il te... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ligatorio di conciliazione nelle controversie in materia di contratti agrari, non è applicabile nel caso di domanda di risoluzione del contratto di affitto del fondo rustico a conduttore non coltivatore diretto.

Poiché la L. n. 203 del 1982, art. 5, comma 2, non include - a differenza di quanto preveduto dal D.Lgs.Lgt. n. 157 del 1945, art. 4, lett. a), - tra le cause di risoluzione del rapporto agrario quella relativa alla "fedeltà nell'esecuzione del contratto", di "rapporto fiduciario" si può parlare solo in relazione alla normale e razionale coltivazione del fondo, alla conservazione e manutenzione dello stesso e delle attrezzature relative e alla instaurazione di rapporti di subaffitto o di subconcessione, con la conseguenza che l'inadempienza dell'affittuario si considera grave quando lede in modo rilevante la capacità produttiva del fondo o trasforma la destinazione economica dello stesso.

Costituisce grave inadempimento idoneo a giustificare la risoluzione del contratto di affitto agrario la violazione del dovere, facente capo al conduttore, di provvedere alla "conservazione" del fondo e indubbiamente viola tale obbligo il conduttore che altera lo stato dei luoghi, mediante la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one di manufatti senza il consenso del concedente.

L'indennità spettante, in caso di risoluzione di contratto di affitto agrario è - in assenza di qualsiasi altra specificazione - quella indicata dalla L. n. 203 del 1982, art. 43 e non quella, avente presupposti di fatto e di diritto totalmente diversi, prevista dal precedente art. 17 della stessa legge che riguarda, invece, le indennità per i miglioramenti apportati al fondo.



 
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