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Cassazione "con" o "senza" rinvio delle sentenze impugnate (art. 26 D.Lgs. 40/2006)

L'art. 26 d. lgs. 40/2006 ha introdotto la regola della appellabilità delle sentenze pronunziate sull'opposizione ad ordinanza ingiunzione: le sentenze pronunciate anteriormente alla data di entrata in vigore di tale norma - che erano unicamente impugnabili con ricorso per cassazione - ma cassate successivamente vanno rimesse, quale giudice di rinvio, non già al Tribunale, ma alla Corte d'Appello.

Soggetti legittimati a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della C.T.R.

Una volta che l'appello avverso la sentenza della commissione provinciale era stato proposto soltanto dall'ufficio periferico dell'agenzia delle entrate, e il contribuente aveva accettato il contraddittorio nei confronti del solo nuovo soggetto nel processo, l'unico soggetto legittimato a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della commissione tributaria regionale è solamente l'agenzia delle entrate

Ricorso per cassazione delle sentenze emesse dalla Giunta speciale per le espropriazioni presso la Corte d'appello di Napoli

Per effetto delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 40 del 2006, art. 2 all’art. 360 c.p.c. u.c, anche le sentenze emesse dalla Giunta speciale per le espropriazioni presso la Corte d'appello di Napoli, avverso le quali il ricorso alle sezioni unite della cassazione per violazione di legge è espressamente contemplato dal D.Lgt. n. 219 del 1919, art. 19, possono ora essere impugnate per l'intera tipologia dei vizi ipotizzati dal medesimo art. 360 c.p.c., co.1, dunque anche per vizi di motivazione

Ricorso per cassazione delle sentenze del Tribunale superiore delle acque pubbliche (T.S.A.P.)

In caso di pronuncia extra petita da parte del T.S.A.P. non è esperibile il ricorso per cassazione, ma lo specifico rimedio del ricorso allo stesso tribunale, contemplato dall'art. 517 n. 6 c.p.c. 1865 per il caso in cui abbia omesso di pronunciare sopra alcuno dei capi della domanda, posto che a tale norma rinvia l'art. 204 R.D. 1775/1933.

Precisazioni sulla natura delle sentenze impugnabili in Corte di Cassazione

L'art. 58, co. 1, legge 69/2009 quando allude ai giudizi instaurati dopo l'entrata in vigore della legge 69/2009, si riferisce all'instaurazione originaria del giudizio o del procedimento, dovendosi escludere che esso intenda avere riguardo all'instaurazione di una fase di un grado di giudizio o di un grado di giudizio.

Il giudizio di rinvio a seguito della sentenza della Corte di Cassazione

Dall'affermazione della giurisdizione del G.O. sulla pretesa risarcitoria non può essere tratto, in sede di giudizio di rinvio, un accertamento di merito in ordine alla sussistenza del fatto lesivo e del pregiudizio derivatone, del tutto esulante dai limiti della cognizione devoluta al giudice di legittimità.

Condizioni di legittimità della notifica a cointeressati e controinteressati

La notifica eseguita in luogo o a soggetti diversi da quelli dovuti deve ritenersi inesistente solo in difetto di alcuna attinenza o riferimento o collegamento di quel luogo o soggetto con il destinatario.

L'opposizione di terzo nell'impugnazione della sentenza: la competenza del giudice

Una volta constatata la presenza di uno o più controiunteressati, il giudice non può non disporre l’integrazione del contraddittorio (art. 49 Cpa), altrimenti esponendo la sentenza all’eventuale ricorso per opposizione di terzo.

"Riduzione in pristino stato" quale risarcimento danni per occupazione illegittima

Rientra nella facoltà dell'amministrazione laddove ciò risulti meglio rispondere all’interesse pubblico, restituire ai proprietari i terreni occupati, nello stato in cui versavano al momento dell’occupazione, pur a fronte di domanda risarcitoria per equivalente da parte del proprietario.

Una soluzione negoziale-transattiva come alternativa alla restituzione dell'area

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, qualora il proprietario non abbia chiesto la restituzione del terreno occupato, sussiste l’obbligo per l’Amministrazione di risarcire il proprietario dei danni subiti, oltre che di procedere secondo le forme di legge all’acquisizione in proprietà della strada.

La restituzione in pristino ovvero il risarcimento in forma specifica

Sebbene la restituzione in pristino costituisca modalità di risarcimento in forma specifica e sia sottratta al limite della lesione di un diritto reale, tuttavia il ripristino della situazione possessoria, attraverso il rimedio della tutela ex art. 2058 cod. civ., non può surrogare, al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dal nostro ordinamento, un'azione di spoglio oramai impraticabile.

L'usucapione ventennale quale termine per agire contro l'occupazione illegittima

In mancanza di un apposito atto (legittimo) di acquisizione dell'area illegittimamente occupata, la condotta dell'ente pubblico occupante continua a mantenere i connotati d'illiceità in quanto ingiustificatamente lesiva del diritto di proprietà che permane in capo al privato proprietario il quale, entro il termine generale dell'usucapione ventennale, può agire per la restituzione del bene.

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