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Successione dell'erede dell'affittuario coltivatore diretto nel contratto agrario


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AGRICOLTURA --> CONTRATTI AGRARI --> SUBENTRO E SUCCESSIONE

Sulla base dell'art. 49, comma 3, legge agraria, in caso di morte del colono o del mezzadro il contratto non si scioglie se tra gli eredi vi sia persona che abbia continuato e continui ad esercitare attività agricola in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore a titolo principale, senza la necessità, prevista dagli artt. 2158 e 2168 cod. civ., che la famiglia colonica si sia accordata nel designare l'erede idoneo ed abbia comunicato tale designazione al concedente.

La L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 49, comma 1, nel prevedere, in caso di morte del proprietario di fondi rustici condotti o coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari, la costituzione ex lege di un rapporto di affitto agrario, con decorrenza dalla data di apertura della successione, in favore di quello, tra gli eredi, che a tal momento risulti aver esercitato o continui ad esercitare attività agricola, non si applica ove, tra il de cuius ed uno degli eredi, risulti in precedenza stipulato un regolare contratto agrario, poiché in tal caso l'erede stesso, in qualità di concessionario ex contractu, continua ad usufruire del godimento del fondo rustico ai sensi della (div... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essiva) disposizione di cui al comma 3 cit. art., secondo cui "i contratti agrari non si sciolgono per la morte del concedente".

Il diritto del coerede all'acquisto ex lege delle porzioni di fondi rustici ricomprese nelle quote degli altri eredi - diritto previsto dalla L. 31 gennaio 1994, n. 97, art. 4 per i soli Comuni montani ed esteso a tutti i Comuni dal D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228, art. 4 - presuppone la costituzione, in favore del coerede che coltivava già il fondo, di un rapporto contrattuale ex lege, sicché tale meccanismo non opera qualora l'erede coltivatore fosse legato al de cuius da un ordinario rapporto contrattuale preesistente alla morte di questi.

La successione dell'erede all'affittuario coltivatore diretto nel contratto agrario, di cui era già parte il de cuius, è possibile sempre che il preteso successore dimostri la ricorrenza delle condizioni richieste dalla legge.

Chi intenda subentrare nel contratto agrario non solo deve dedurre la propria qualità di erede dell'affittuario, del mezzadro, del colono, del compartecipante o del soccidario, ma anche fornire la prova di essere "imprenditore agricolo a titolo principale" (ora qualificato "imprenditore agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssionale" dal D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, art. 1), coltivatore diretto o, ancora, eventualmente, soggetto equiparato ai coltivatori diretti L. n. 203 del 1982, ex art. 7, comma 2 e di avere esercitato e di continuare ad esercitare, al momento dell'apertura della successione, attività agricola sui terreni coltivati dal de cuius.

L'art. 49, comma 1, della l. 3 maggio 1982, n. 203, nel prevedere, in caso di morte del proprietario di fondi rustici condotti o coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari, la costituzione "ex lege" di un rapporto di affitto agrario, con decorrenza dalla data di apertura della successione, in favore di quello, tra gli eredi, che a tal momento risulti aver esercitato o continui ad esercitare attività agricola, non si applica ove, tra il "de cuius" ed uno degli eredi, risulti in precedenza stipulato un regolare contratto agrario, poiché in tal caso l'erede stesso, in qualità di concessionario "ex contractu", continua ad usufruire del godimento del fondo rustico ai sensi della (diversa e successiva) disposizione di cui al terzo comma del medesimo articolo (a mente della quale "i contratti agrari non si sciolgono per la morte del concedente").

Ai se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... n. 203 del 1982, art. 49, l'acquisto ex lege degli eredi considerati affittuari delle porzioni di fondi rustici ricomprese nelle quote degli altri coeredi può verificarsi solo se esiste un precedente rapporto di affitto coattivo, esistendo una necessaria consequenzialità, stabilita dall'art. 4 della L. n. 97 del 1994, tra i due diritti, dal momento che il diritto all'acquisto sorge solo alla scadenza del rapporto di affitto instauratosi ex lege. Deve quindi escludersi - perché la norma non lo prevede - che essa possa essere operante anche qualora l'erede coltivatore fosse legato al de cuius da un ordinario rapporto contrattuale preesistente alla morte di questi.

In caso di morte del proprietario di fondi rustici condotti o coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari, la successione dell'erede dell'affittuario coltivatore diretto nel contratto agrario di cui era già parte il de cuius è possibile sempre che il preteso successore dimostri la ricorrenza di tutte le condizioni a tal fine tassativamente richieste dalla legge.

Alla morte del proprietario di fondi rustici condotti o coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari, in caso di contestazione, chi intenda subentrare nel rapporto deve dedurre e dimo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssere imprenditore agricolo a titolo principale (ora qualificato imprenditore agricolo professionale, dal D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, art. 1) o coltivatore diretto o, ancora, eventualmente, soggetto equiparato ai coltivatori diretti, L. n. 203 del 1982, ex art. 7, comma 2; di avere esercitato e di continuare ad esercitare, al momento dell'apertura della successione, attività agricola sui terreni coltivati dal de cuius; infine, di essere erede dell'affittuario, del mezzadro, del colono, del compartecipante o del soccidario.

In tema di contratti agrari, ai sensi dell'art. 49, comma 1, della L. n. 203 del 1982, si configura la successione dell'erede dell'affittuario coltivatore diretto nel contratto di cui era già parte il "de cuius" soltanto nel caso in cui il preteso successore dimostri la ricorrenza di tutte le condizioni tassativamente indicate dalla legge. Pertanto, è onere del coerede non solo dedurre la propria qualità di imprenditore agricolo professionale, a norma dell'art. 1 D.Lgs. 20 marzo 2004, n. 99 o di coltivatore diretto o, ancora, eventualmente di soggetto equiparato ai coltivatori diretti ex art. 7, comma 2, della suddetta L. n. 203 del 1982, ma anche fornire la prova che, al momento dell'apertura della success... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esso aveva esercitato attività agricola sui terreni coltivati dal "de cuius".

Attesa la natura dichiarativa e l'efficacia retroattiva ex art. 757 cod. civ., della divisione ereditaria, in caso di scioglimento della comunione ereditaria, il coerede succede nel contratto di affitto limitatamente alla porzione del fondo a lui pervenutagli in sede di divisione, con la conseguenza che risulta legittimato ad esercitare, limitatamente a detta porzione di fondo, i diritti ad esso derivanti dal contratto, ivi compreso il diritto di disdetta.

Il principio secondo cui nell'ipotesi di successione nella proprietà di parti, autonome e distinte della cosa locata, il contratto di locazione, nel quale per legge subentrano gli acquirenti della cosa locata, si scinde in tanti distinti rapporti quanti sono i soggetti che a seguito dell'acquisto vengono ad assumere la qualità di locatori, con l'effetto che la causa di risoluzione o di cessazione del rapporto che si verifichi per alcuni soltanto dei successori a titolo particolare nella proprietà delle parti di immobile, opera limitatamente alle porzioni acquistate, indipendentemente dalla posizione assunta dagli altri, è applicabile anche in materia di affitto agrario e pur ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arie porzioni immobiliari vi sia interdipendenza funzionale, poiché questo rilievo non esclude la scindibilità del rapporto nella successione nella proprietà di parti distinte della cosa locata, pur nella interdipendenza funzionale delle varie porzioni.



 
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