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L’adiacenza stradale si presume demaniale se di proprietà di un ente pubblico territoriale

Ai fini della presunzione relativa di demanialità di cui alla L. n. 2248 del 1865, all. F, art. 22 occorre che le suddette aree si presentino come parte integrante della funzione viaria della sede stradale.

Il fatto che la corte sia attraversata da una strada non rende comproprietario il comune

L’appartenenza al Comune delle strade non crea diritti di contitolarità sui fondi contigui e con i proprietari di detti fondi e non rende beni pertinenziali i fondi contigui, né integra gli estremi di un bene pertinenziali rispetto agli stessi.

La «permuta demaniale» di cui al d.l. 138/2011 è una traslazione di connotati pubblicistici tra immobili statali e non una dismissione di beni pubblici

La c.d. «permuta demaniale» di cui all’art. 6, comma 6-ter, del d.l. 138/2011, lungi dall’esprimere una scelta genericamente "dismissiva" di beni statali, o lato sensu abdicativa, con correlativa e automatica perdita della qualità e della destinazione pubblica, implica semmai una mera traslazione dei connotati pubblicistici - persistenti quanto meno su di un piano funzionale - da un immobile ad un altro

Proroga delle concessioni demaniali marittime : il decreto milleproroghe non va disapplicato

È legittima la proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2015, disposta sia dalla legge statale n. 25 del 26/2/2010, di conversione con modificazioni del D.L. n. 194 del 30/12/2009, relativamente all’ambito nazionale, trattandosi di termine necessario e congruo per potere espletare le necessarie gare per l’affidamento di tutte le concessioni di competenza dell’amministrazione regionale medesima.

La modifica della concessione demaniale non richiede la previa gara

Il diniego di modifica di concessione demaniale non ha valenza solo interlocutoria, ma ha contenuto provvedimentale e lesivo della formale richiesta formulata dalla ricorrente (di modifica del titolo), sorretta da nuovi elementi di fatto e di diritto, impedendo la prosecuzione dell’istruttoria sulla domanda.

la richiesta di regolarizzazione dimostra l’abusivismo dell’occupazione del bene pubblico

L’inesistenza del titolo concessorio si può desumere dalla circostanza che l’interessato ha richiesto un bene in concessione a titolo di regolarizzazione, richiesta non spiegabile altrimenti che con l’assenza di un qualsivoglia titolo legittimante l’occupazione.

Il concessionario estraneo ai fatti non risponde dell’abuso edilizio su area demaniale

L’ordine demolitorio non può essere indirizzato al concessionario che abbia la mera disponibilità del bene demaniale ma sia estraneo alla realizzazione dell’abuso.

Sull’istanza di occupazione di suolo pubblico non si forma il silenzio assenso

In tema di occupazione di suolo pubblico il meccanismo del silenzio assenso non può trovare applicazione.

Non c’è prova del nesso di causalità se il danneggiato richiede il primo accertamento medico ad oltre trenta ore dal sinistro

Non c’è prova del nesso di causalità tra un sinistro ed il danno se il primo accertamento medico è stato chiesto a molte ore di distanza (nella specie oltre trenta ore) e la prima radiografia reca la data di diversi giorni dopo (nella specie, sei giorni dopo il sinistro).

Le ordinanze contingibili ed urgenti possono essere utilizzate per regolamentare l’occupazione di suolo pubblico

È legittima l’ordinanza contingibile e urgente adottata ai sensi dell’art. 54 d. lgs. 267/2000 per regolamentare l’occupazione di suolo pubblico nelle aree del centro storico, qualora la difficoltà per la P.A. di controllare periodicamente la corrispondenza tra le superfici autorizzate e quelle effettivamente utilizzate dagli operatori commerciali abbia comportato un aumento di volume dell’area concessa rispetto a quella assentita che ha generato una situazione non immediatamente affrontabile co

Autorizzazione paesaggistica in caso di installazione di strutture su demanio marittimo

Non risulta sufficientemente motivata l’autorizzazione paesaggistica che si limiti a rilevare che l’intervento non altera l’equilibrio architettonico dell’ambiente circostante, dovendosi prendere in considerazione l’intero contesto tutelato dal vincolo.

La p.a. ha diritto al risarcimento del danno da illegittima occupazione di un bene pubblico

Nell’ipotesi di abusiva occupazione diparte di un terreno altrui, la privazione del possesso costituisce un fatto potenzialmente produttivo di effetti pregiudizievoli, idoneo a legittimare la pronunzia di condanna generica al risarcimento del danno, la quale si risolve in una declaratoria iuris che non esclude la possibilità di verificare, in sede di liquidazione, la reale esistenza del danno risarcibile.

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