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Discrezionalità amministrativa regionale nell’approvazione del piano cave

La predisposizione e l’approvazione del Piano cave costituiscono evidente espressione di potestà pianificatoria, ed il provvedimento finale è certamente qualificabile come atto di natura generale a fronte del quale il privato non può avere alcuna pretesa giuridicamente tutelata circa l’inserimento di aree di proprio interesse negli ambiti estrattivi.

Necessità del titolo edilizio per l'apertura e di coltivazione di una cava

Le attività estrattive in sé considerate non sono subordinate al potere di controllo edilizio comunale, ossia di norma non necessitano di concessione edilizia o permesso a costruire.

Il provvedimento di decadenza della concessione per attività estrattive

La mancanza di disponibilità dell'area obbliga la P.A. ad emettere un provvedimento di decadenza della autorizzazione alla coltivazione della cava.

Norme regionali in materia di autorizzazioni e concessioni per l’attività estrattiva

Il controllo dell'amministrazione sull'attività di recupero e ricomposizione ambientale delle cave abbandonate è volto ad evitare che l'intervento non debordi nell’esercizio surrettizio di quella che in realtà è una nuova cava, vale a dire affinché non si usi dell’apparenza del recupero ambientale come mero pretesto per quella che in realtà è un’ulteriore estrazione.

I casi in cui cave e miniere fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato

Le cave fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato solo quando la disponibilità ne sia sottratta al proprietario del fondo ad opera dell'Autorità mineraria (art. 826 c.c.). Laddove ciò non sia avvenuto, una cava di proprietà dell'amministrazione comunale rientra nel patrimonio disponibile di quest'ultima, senza che neppure l’attività di recupero ambientale da svolgere nell’area possa incidere sulla predetta qualificazione.

Opere ed interventi edilizi: impianti sportivi

In materia di accordi di programma per la costruzione di un impianto sportivo, nessuna norma specifica impone che il parere del C.O.N.I. sia reso prima della sottoscrizione dell'accordo; resta fermo, tuttavia, l'obbligo per il privato di munirsi in sede esecutiva dei necessari titoli edilizi per adeguarsi alle indicazioni progettuali date nel parere del C.O.N.I..

Opere ed interventi edilizi: impianto di riscaldamento

La realizzazione di un impianto di cogenerazione a servizio di un edificio principale deve qualificarsi come intervento di manutenzione straordinaria.

Opere edilizie interrate

La realizzazione di un manufatto interrato determina un’alterazione dello stato dei luoghi rilevante oltre che sotto il profilo paesaggistico anche sul piano urbanistico-edilizio, salvo che per le sue caratteristiche non possa essere qualificato come un mero volume tecnico.

Opere edilizie: manufatto precario

La precarietà di un’opera, che esonera dall'obbligo del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo.

Opere ed interventi edilizi: opere strategiche

Secondo la proceduta disciplinata dagli artt. 164 e seguenti del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (codice dei contratti pubblici), nei quali sono state trasfuse le disposizioni contenute nel d.lgs. 20 agosto 2002 n. 190, per le opere strategiche è richiesta la corrispondenza fra progetto preliminare e progetto definitivo, con particolare riferimento alla compatibilità ambientale e alla localizzazione dell’opera. Deve pertanto ritenersi che la non conformità del progetto def ...

Opere ed interventi edilizi: opere stagionali, sdraio, ombrelloni

Gli impianti di prefabbricato con una sola elevazione non adibiti ad uso abitativo sono individuabili nelle costruzioni di modeste dimensioni, adagiate sul suolo e facilmente rimovibili, tali da non alterare stabilmente l'assetto del territorio, destinate ad un uso realmente precario e temporaneo.

Opere pertinenziali

Per l’individuazione di un’opera quale pertinenza rilevano non soltanto gli elementi strutturali (composizione dei materiali, smontabilità o meno del manufatto) ma anche i profili funzionali, sicché non può, attribuirsi il carattere pertinenziale ai fini edilizi ad interventi solo in quanto destinati a servizio del bene principale, specie qualora si tratti di opere di natura non precaria ma dotate di una destinazione permanente e durevole nel tempo.

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