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Rapporto tra l'acquisizione sanante e gli artt. 2058 e 2093 Cod. Civ.

Nel sistema introdotto dall'art. 42 bis TUE, che privilegia la restituzione in pristino stato dei fondi abusivamente occupati dalla PA, fatto salvo il ricorso eccezionale di quest’ultima a provvedimenti acquisitivi sulla base di rigorose valutazioni di prevalente interesse pubblico, al giudice amministrativo resta precluso operare autonome valutazioni circa l’eventuale eccessiva onerosità del risarcimento in forma specifica ex art. 2058 comma 2 c.c.

L'acquisizione sanante quale rimedio all'occupazione illecita del fondo da parte della P.A.

Divenuta illecita la detenzione del bene con lo spirare dei termini e modificato esso dalla realizzazione dei lavori, la P.A. ha a disposizione un solo rimedio per far cessare la situazione di illiceità, con il ricorso al c.d. procedimento acquisitivo, già previsto dall’art. 43 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 ed ora, successivamente alla sentenza della Corte costituzionale dell’8 ottobre 2010 n. 293, che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, nuov ...

Beni acquisibili attraverso l'acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001

In ipotesi di occupazione illegittima di aree incluse nel PEEP per il quale è già intervenuta l'assegnazione degli alloggi, l’Amministrazione potrà valutare l’opportunità di acquisirne definitivamente la proprietà, consolidando così la posizione degli assegnatari degli alloggi medio tempore realizzati, con la procedura ex art. 42 bis, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 o con un contratto di compravendita.

Compatibilità tra acquisizione sanante ed usucapione

La possibilità per la P.A. di un acquisto postumo del diritto di proprietà con un provvedimento amministrativo avente efficacia sanante (ex art. 42-bis DPR 327/2001), è logicamente incompatibile con il già intervenuto acquisto del bene immobile a titolo di usucapione.

Compatibilità del provvedimento di acquisizione sanante con altre forme di acquisto della proprietà

L'Ente occupante è tenuto a valutare se procedere all’acquisizione del bene, nella parte in cui esso è stato trasformato per la realizzazione dell’opera pubblica, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 42-bis DPR 327/2001 e e quindi eventualmente emanare il relativo provvedimento formale, fatta salva ogni altra ipotesi di acquisto legittimo dei beni medesimi (cessione volontaria, donazione, usucapione, etc).

L'acquisizione sanante del fondo è di competenza del Consiglio comunale

Analogamente a quanto rilevato dalla giurisprudenza in merito all'art. 43 DPR 327/2001, è il Consiglio comunale competente a deliberare l'atto di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001, in quanto tale atto è emesso ab externo al procedimento espropriativo, quindi non è disciplinato dalle relative norme ed inoltre, i provvedimenti di acquisizione rientrano a pieno titolo nelle competenze consiliari di cui alla lett. l) dell'art. 42, comma 2, del d.lgs. n. 267 del 2000.

L'acquisizione sanante ex art. 42 T.U.E. e il rispetto della giurisprudenza C.E.D.U.

Con l’art. 42 bis DPR 327/2001 è stata introdotta, nel sistema, una norma di chiusura non solo per attribuire all'Amministrazione il potere di dare a regime una soluzione al caso concreto quando gli atti del procedimento divengano inefficaci per decorso del tempo o siano annullati dal giudice amministrativo, ma anche per rimuovere il precedente contrasto sussistente tra la prassi interna (amministrativa e giudiziaria) e la Convenzione europea.

Il giudizio di costituzionalità sull'acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 327/2001

I principi comunitari impongono che i modi di acquisto della proprietà siano previsti dalla legge e che il proprietario espropriato sia congruamente risarcito; va pertanto disattesa la eccezione di incostituzionalità dell’art. 42 bis del DPR n. 327/2001.

L'efficacia retroattiva dell'acquisizione sanante (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)

Il provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001 deve essere notificato al proprietario e comporta il passaggio del diritto di proprietà sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute, ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell’art.20, comma 14, del D.P.R. n.327 del 2001.

La reintroduzione dell'istituto dell'acquisizione coattiva sanante (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)

Con l'art. 42 bis DPR 327/2001 è stato reintrodotto l’istituto dell’acquisizione coattiva dell’immobile del privato utilizzato dall’Amministrazione per fini di interesse pubblico, potendosi acquisire al suo patrimonio indisponibile il bene del privato allorché la sua utilizzazione risponde a “scopi di interesse pubblico”, nonostante difetti un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità.

L'indennizzo previsto in caso di acquisizione sanante della proprietà

L’istituto dell’acquisizione coattiva è stato reintrodotto dall'art. 42 bis DPR 327/2001; nella nuova versione (commi 1, 2, 3 e 4) si fa riferimento all’indennizzo, piuttosto che al risarcimento del danno, quale corrispettivo dell’attività posta in essere dall’Amministrazione, ciò forse per la liceità dell’attività, non retroattiva, posta in essere dall’Autorità agente.

Criteri di calcolo dell'indennità dovuta al privato a seguito di acquisizione sanante

Nel caso in cui l'Amministrazione ritenga di fare applicazione dell'art. 42-bis DPR 327/2001, essa dovrà corrispondere al ricorrente un indennizzo corrispondente al valore venale dell'immobile occupati al momento dell’adozione del provvedimento di acquisizione, oltre il 10% di tale valore per il ristoro del danno non patrimoniale (art. 42-bis, primo e terzo comma).

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