Concessione demaniale al privato di derivazione delle acque: presupposti e competenza
DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE

In materia di concessioni per derivazioni idroelettriche, relativamente al D.Lgs. n. 387 del 2003 attuativo della Direttiva 2001/77/CE -poi sostituita dalla Direttiva 2009/28/CE - sull'incremento della produzione di energia derivante da fonti rinnovabili, porre limiti al rilascio - in una determinata zona - di nuove concessioni per derivare acqua a scopo idroelettrico non significa impedire la produzione di fonti rinnovabili.

L'art. 10 R.D. 1285/1920 prevede che i progetti di derivazioni idriche siano firmati da un ingegnere; soltanto per le piccole derivazioni la P.A. può ammettere che i documenti siano firmati da un geometra o da un perito agronomo... _OMISSIS_ ...perito industriale.

La progettazione di derivazioni idriche per la produzione di energia elettrica non possono certo essere ricomprese nelle «modeste costruzioni civili» che il R.D. 274/1929 ammette possano essere progettate dai geometri; questi ultimi, nondimeno, possono essere ammessi dalla P.A. a firmare progetti di piccole derivazioni ai sensi dell'art. 10 R.D. 1285/1920.

L'abrogazione, da parte del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 175, sia della L. n. 36 del 1994, art. 18 che del D.Lgs. n. 152 del 1999, art. 26, decorre dalla data di entrata in vigore della parte terza del D.Lgs. n. 152 del 2006, restando validi ed efficaci, secondo il D.Lgs. n. 151 del 2006, art. 170, comma 11, fino all'emanazione dei corrispondenti atti adot... _OMISSIS_ ...one della medesima parte terza, i provvedimenti e gli atti emanati in attuazione delle disposizioni di legge abrogate dall'art. 175.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE --> AREE PROTETTE

In materia di aree naturali protette, dall'art. 164, co. 2, D. Lgs. 152/2006 non è ricavabile il diritto dell'Ente Parco di essere coinvolto nel procedimento autorizzatorio concernente un progetto di rilascio idrico presentato dal concessionario per uso di produzione di energia idroelettrica.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE --> CANONE

Il sovracanone di cui al R.D. n. 1775 del 1953, art. 53 è espressamen... _OMISSIS_ ...n riferimento alla sola acqua sollevata dal bacino inferiore e immessa in quello superiore dai disposti normativi di riferimento (v. L. n. 136 del 1999, art. 28, comma 4; L. n. 388 del 2000, art. 28, commi 8 e 9; D.L. n. n. 239 del 2003, art. 1, quinquies, comma 4).

In tema di concessioni di derivazioni di acque pubbliche, i sovracanoni provenienti dagli impianti di produzione per pompaggio competono, della L. n. 388 del 2000, ex art. 28, comma 9, lett. b), ai soli Comuni che abbiano la qualifica di "rivieraschi" e non anche a quelli privi di tale qualifica, nonostante l'ubicazione in essi degli impianti medesimi sulla base della condivisa argomentazione secondo cui accedendo il sovracanone in questione a quelli di cui al R.D. n. 1775 del 1933, art. ... _OMISSIS_ ...ico che il legislatore abbia considerato non tanto il sito degli impianti, quanto la finalità di distribuire la ricchezza da questi prodotta sui Comuni, essenzialmente quelli rivieraschi, che subiscono un pregiudizio per il depauperamento del corso d'acqua.

In tema di concessioni di derivazione di acque pubbliche, il pagamento del canone, o dell'addizionale e dei relativi accessori, non è esigibile ove sia mancata l'effettiva fruizione della stessa, da parte del concessionario, per l'impossibilità di funzionamento dell'impianto ascrivibile ad eventi non imputabili al concessionario medesimo, e ciò malgrado la presenza di una clausola del disciplinare di concessione che ne preveda la corresponsione anche in tale ipotesi, risultando una siffatta clausola invalid... _OMISSIS_ ...ritevolezza dell'interesse perseguito derivante dal contrasto con i principi generali dell'ordinamento ricavabili dall'art. 41 Cost. e con quelli di economicità vigenti in tema di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia.

In tema di concessioni di derivazione di acque pubbliche, la normativa statale di riferimento esige il rispetto dei criteri di economicità e ragionevolezza, ciò che sarebbe con ogni evidenza escluso in ipotesi di riconoscimento della spettanza alla concedente di un canone anche in caso di impossibilità di produzione per causa ad essa non imputabile.

Il dimezzamento del canone per la derivazione di acque pubbliche di cui alla l. 5 gennaio 1994, n. 36, art. 18, comma 1, lett. d), non è subordinato soltanto all... _OMISSIS_ ... dell'avvenuto rispetto dei limiti tabellari concernenti lo scarico di acque reflue, ma anche al fatto che dette acque siano restituite, a seguito dello scarico dall'impianto industriale, senza alcun impoverimento qualitativo e, pertanto, con le stesse caratteristiche organolettiche e chimiche che esse avevano prima del prelievo. Ne consegue che l'onere della prova di tali presupposti, sui quali si basa la richiesta di riduzione del canone, incombe sul soggetto beneficiario e non sul concedente, trattandosi di circostanze favorevoli al primo.

Il canone per la derivazione di acque deve essere ragguagliato ai moduli d'acqua utilizzabili e, quindi, in caso di sottoutilizzazione, il concessionario ha l'onere di chiedere la revisione della concessione, in tal modo ... _OMISSIS_ ...a P.A. di destinare eventualmente ad altre utilità l'acqua così recuperata.

Per il periodo compreso fra l'entrata in vigore della L. n. 36 del 1994 ed il D.Lgs. n. 152 del 1999, ai sensi dell'art. 18, comma 1, lett. d) era al Ministero delle Finanze che competeva la determinazione dei canoni.

La disposizione del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, art. 26, comma 4, - secondo cui con decreto ministeriale avrebbero dovuto essere definite le modalità per l'applicazione della riduzione di canone già prevista dalla L. 5 gennaio 1994, n. 36, art. 18, comma 1, lett. d) - non esclude la perdurante applicazione di tale riduzione ove non sia in contestazione la corrispondenza qualitativa delle acque restituite a quelle prelevate.

La conce... _OMISSIS_ ... ad uso industriale è finalizzata al soddisfacimento di un pubblico generale interesse, sicché se il concessionario non utilizza l'acqua assentita e vuole pagare il canone nella misura corrispondente a quella utilizzata, ha l'onere di chiedere all'autorità concedente la revisione della concessione per ottenere la variazione della misura del canone - che costituisce corrispettivo globale del servizio ed è volto a coprire i costi di investimento ed esercizio - provando la riduzione della quantità di acqua utilizzabile onde consentire alla P.A. di riacquistare la piena disponibilità dell'acqua non utilizzata per destinarla ad altri scopi di utilità generale, ma non può unilateralmente modificare il contenuto della concessione formalmente e bilateralmente stabilito.

... _OMISSIS_ ...i concessioni di derivazione, il diritto dell'amministrazione concedente ad ottenere il pagamento del relativo canone trova il proprio fondamento nel legittimo prelievo dell'acqua, di cui il canone costituisce il corrispettivo; pertanto, poiché quest'ultimo integra una prestazione periodica, il diritto al relativo pagamento è soggetto a prescrizione quinquennale ai sensi dell'art. 2948, n. 4), cod. civ., decorrente singolarmente da ogni scadenza del periodo di commisurazione del canone stesso; né può avere rilievo - in relazione al pagamento di canoni relativi ad acque divenute pubbliche a seguito dell'entrata in vigore della legge 5 gennaio 1994, n. 36 - il fatto che l'ente creditore abbia provveduto a richiedere il pagamento cumulato di canoni relativi a più anni, perché c... _OMISSIS_ ...natura periodica dell'obbligazione in questione.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE --> COMPETENZA

Ciascuna derivazione di acqua pubblica ha l'effetto - che è proprio dell'uso eccezionale dei beni demaniali - di escludere gli altri possibili usi, di modo che, nel concorso di più derivazioni, va necessariamente determinata la quantità d'acqua da assegnare ad ognuna di esse. Sicchè, ove la competenza a rilasciare le diverse concessioni per le grandi derivazioni e per le piccole sia attribuita ad enti differenti, è da ritenere che le pubbliche amministrazioni interessate debbano procedere d'intesa, non essendo ragionevole che ciascun ente proceda per proprio conto ignorando ciò che fa... _OMISSIS_ ...
La materia delle concessioni di acque pubbliche è ora attualmente attribuita alla competenza regionale, eccettuate le concessioni di grandi derivazioni, riservate allo Stato.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE --> DISCIPLINARE

Il disciplinare della concessione di cui al R.D. n. 1775 del 1933, artt. 11 e 40, è atto amministrativo che integra la concessione e le cui previsioni, applicabili esclusivamente al rapporto concessorio regolato, non hanno carattere di generalità ed astrattezza: l'interpretazione delle clausole del disciplinare deve essere dunque condotta con i criteri valevoli per l'interpretazione degli atti amministrativi, non già con quelli dettati dalle disposi... _OMISSIS_ ...ge in generale; dette clausole, inoltre, non sono conosciute d'ufficio dal giudice e, qualora la loro censura formi oggetto di ricorso per cassazione, fermi i limiti del giudizio di legittimità, esse devono essere integralmente riprodotte nel ricorso.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE --> ORDINE DI RILASCIO

Il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 168 riservando allo Stato di disporre in ordine alla utilizzazione dell'acqua invasata a scopi idroelettrici, va riferito all'acqua già presente negli invasi al momento dell'insorgere dell'emergenza idrica e tale competenza gli è conferita al fine di fronteggiare, nell'interesse nazionale, ogni tipo di situazione di emergenza idrica, intesa... _OMISSIS_ ...e di scarsità d'acqua, sia essa imprevedibile ed eccezionale, ovvero suscettibile di prevedibile reiterazione nel tempo.

L'ordine di rilascio delle acque naturalmente fluenti non ha bisogno di essere motivato in ordine alla preferenza per l'uso agricolo dell'acqua rispetto agli usi diversi da quello umano.

Nell'ordinare, per finalità di uso agricoli, il rilascio di acque già invasate a scopo idroelettrico, la Regione deve tener conto della preferenza per gli usi agricoli solo in quanto norma generale d'indirizzo, dovendo prendere in considerazione, però, anche le esigenze dei concessionari idroelettrici, sulla base del principio generale, fissato dal D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 144 secondo il quale "le acque costituiscono una risorsa che v... _OMISSIS_ ...condo criteri di solidarietà".

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE DI DERIVAZIONE ACQUE --> PRESUPPOSTI

Gli impianti idroelettrici muniti di una concessione di derivazione d’acqua da un corpo idrico sono ammissibili a condizione che l’impianto e il suo funzionamento non pregiudichino il raggiungimento degli obbiettivi ambientali dello stesso corpo idrico.

Trattandosi di bene pubblico, da utilizzare per conseguire incentivi, anch’essi pubblici, l’impiego privato di acqua di sorgente per una ben determinata finalità, quale la produzione a tariffa incentivata di energia elettrica, deve essere sorretto da valida concessione per uso idroelettrico delle acque pubbli... _OMISSIS_ ...ualsivoglia concessione, rilasciata per usi diversi.

La concessione di acque pubbliche precede logicamente e temporalmente l'autorizzaz...

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