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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE

In tema di dismissione degli immobili di proprietà degli enti previdenziali e concessi in locazione a privati, fintanto che l'ente previdenziale non pone in essere l'attività propedeutica alla vendita del proprio patrimonio, gli inquilini degli immobili sono titolari solo di mere aspettative di fatto.

Al di là della formale qualificazione della SCIP come persona giuridica privata in quanto società a responsabilità limitata, rilevano tanto il carattere strumentale dell'ente societario rispetto al perseguimento di finalità pubblicistiche (e dunque che lo stesso agisca in forza di poteri autoritativi delegatile dalla P.A. e nella fedele esecuzione di disposizioni e provvedimenti da questa emanati), quanto l'esistenza di una disciplina derogatoria rispetto a quella propria dello schema societario, sintomatica, in particolare, della strumentalità della società rispetto al conseguimento di finalità pubblicistiche: siamo quindi in presenza di una privatizzazione solo formale dell'esercizio di pubbliche funzioni, tale da sottrarre la SCIP ad un inquadramento nella sfera del diritto privato e da configurare, in definitiva, la società stessa come una longa manus ed una portatrice di poteri autoritativi propri.

Ai fini della determinazione del prezzo da offrire al conduttore dell’immobile ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione, l’Agenzia del Territorio deve considerare la superficie commerciale lorda dell’immobile e non quella interna.

In materia di alienazione del patrimonio immobiliare degli enti pubblici, la nozione di “degrado” recepita dal’art. 3, comma 13, del decreto legge n. 351/2001, non s’identifica con la sola assenza di ordinari interventi manutentivi dell’assetto del fabbricato, secondo le regole di buona amministrazione del patrimonio immobiliare, ma al contrario implica una situazione oggettiva del bene sì da renderlo inidoneo all’originaria destinazione ad uso abitativo per condizioni d’igienicità, sicurezza ed assetto strutturale, con ogni ovvia conseguenza in ordine all’agibilità (e, quindi, all’inabitabilità ed all’immediato sgombero) dell’unità immobiliare.

La cartolarizzazione è stata disposta per uno specifico scopo di pubblico interesse di rilevante importanza, consistente in una generale manovra di privatizzazione destinata a contribuire efficacemente ad un rapido risanamento dei conti pubblici; le norme che regolano la «rivendita», di fonte primaria e secondaria, sebbene non rinviino alle disposizioni della contabilità dello Stato, delineano comunque un procedimento so... _OMISSIS_ ...za pubblica» per la scelta dell’acquirente degli immobili non abitativi.

L'immobile di proprietà pubblica che venga individuato tra quelli oggetto di dismissione ai sensi del d.l. 351/2001 passa al patrimonio disponibile.

L'art. 3, co. 20, d.l. 351/2001, conv. in legge 410/2001 ha natura transitoria e la particolare disciplina in esso contenuta non si applica a tutte le alienazioni di beni degli enti previdenziali ma solo da quelle che avessero interessato immobili non di pregio e che fossero state o meno precedute, entro il 31 ottobre 2001, da una offerta di acquisto.

Per ottenere l'applicazione del particolare regime di cui all'art. 3, co. 20, d.l. 351/2001 non basta che il conduttore abbiano dichiarato di voler acquistare il bene, dal momento che non è configurabile una sorta di diritto di opzione ex lege: se si fosse in presenza di un meccanismo simile, infatti, non avrebbe alcun senso distinguere tra la presenza o meno di un invito ad offrire da parte dell'ente proprietario, cricostanza invece che assume un peso dirimente nell'interpretazione della norma in esame.

Tra i commi 11 e 20 dell'art. 3 d.l. 351/2001 sussiste un rapporto di genere a specie, in ragione del quale se il primo operava un rinvio alle procedure di dismissione previste nel decreto e nulla diceva in merito al prezzo di vendita, il secondo esplicitava tale specifica disciplina, affermando che essa non avrebbe trovato applicazione per gli immobili «di pregio».

L'art. 3, co. 112, legge 662/1996 richiede, ai fini della regolarità della procedura di dismissione, l’inserimento del bene in un elenco trasfuso in un DPCM.

È illegittimo l'ordine di rilascio di un bene da dismettere ai sensi dell'art. 3, co. 112, legge 662/1996 qualora la proposta di dismissione non sia stata trasfusa nel DPCM.

L'art. 29 d.l. 269/2003 si applica solo agli immobili statali e non comunali.

L'art. 12 legge 127/1997 si applica alla vendita dei beni patrimoniali disponibili e non a quelli indisponibili.

È infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 27 d.l. 201/2011 conv. in legge 214/2011, posto che il ruolo attribuito all'Agenzia del demanio appare in linea con l’articolata gamma di interventi che alla stessa sono stati via via riservati per conseguire un obiettivo di razionalizzazione e valorizzazione della gestione del patrimonio immobiliare e con gli obiettivi di coordinamento della finanza pubblica e di riduzione delle spese di cui agli obblighi interni e comunitari ed è comunque garantita la partecipazione degli enti territoriali proprietari dei beni coinvolti nel processo di valorizzazione.

L'art. 3-ter d.l. 351/2011 - introdotto dall'art. 27, co. 2, d.l. 201/2011 - si colloca su un livello eccedente quello della semplic... _OMISSIS_ ...biliare, cosicché trascende (e assorbe) una semplice visione “localistica” del governo del territorio, per inserirsi, invece, in un disegno complessivo di razionalizzazione e valorizzazione economico-finanziaria degli immobili come una tra le più consistenti “risorse” pubbliche.

E' congrua la dequotazione di taluni beni collettivi ai soli fini del loro impiego a fini reddituali.

Qualora le delibere che definiscono i parametri per l'alienazione dei beni immobili del patrimonio disponibile dispongano che la vendita avvenga a corpo, l'erronea determinazione della superficie dell'immobile determina l'illegittimità della determinazione del prezzo di vendita, posto che metri quadri dell’immobile sono determinanti per la stima del relativo valore, utile a definire il prezzo di vendita.

La disciplina della cartolarizzazione degli immobili pubblici delinea un procedimento scandito in vari momenti, destinato a culminare nella rivendita a terzi degli immobili trasferiti alla S.C.I.P. s.r.l.

In sede di asta pubblica per l'assegnazione del patrimonio immobiliare cartolarizzato, la presentazione di un documento d’identità scaduto costituice irregolarità sanabile.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> ATTI PRESUPPOSTI

Il trasferimento alla Società di cartolarizzazione ai sensi dell’articolo 3 del D.L. n. 351/2001 presuppone l’adozione da parte dell’Agenzia del demanio di appositi decreti di individuazione degli immobili da alienare.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> BASE NORMATIVA

L'alienazione dei beni di proprietà delle ASL segue il regime della proprietà privata, poiché l'art. 5 del d.lgs. n. 229 del 1999 deroga alla generale previsione di cui all'art. 3, comma 109, della l. n. 662 del 1996 in tema di dismissione del patrimonio immobiliare delle pubbliche amministrazioni.

Le considerazioni sulla facoltatività del procedimento ex art. 3 del D.L. n. 351/2001 si possono estenere ai commi 13, 13 bis e 13 ter dell’articolo 27 del D.L. n. 269/2003 (convertito in legge 2003 n. 326) e tali poteri di ampia libertà di valutazione sono stati anche ribaditi da disposizioni successive, compresa la legge finanziaria 2007 n. 244., agli articoli 627 e seguenti.

In tema di dismsissione del patrimonio immobiliare, il d.lgs. 104/1996 non si applica ai beni che non siano stati inseriti in programmi di cessione predisposti ai sensi dell'art. 2 né in programmi di alienazionei ai sensi dell'art. 6.

L'ambito di applicazione d... _OMISSIS_ ..., convertito con modificazioni nella L. n. 140 del 1997, non è quello relativo ad immobili non venduti ai sensi del Decreto n. 104 del 1996, art. 1, comma 3 (perché oggetto di investimento di quote di riserve a garanzia degli obblighi di prestazione dell'ente); esso, invece, prevede il possibile inserimento di tutti gli immobili non venduti ai sensi del Decreto n. 104, in un programma straordinario di dismissione, nei limiti e secondo le modalità previste dal D.L. n. 79.

Non può configurarsi un obbligo di dismettere il patrimonio immobiliare dell'ente discendente direttamente dal D.Lgs. 16 febbraio 1996, n. 104 che si configuri come una peculiare offerta pubblica imposta dal legislatore, in quanto tale prospettazione si porrebbe in insanabile contrasto con la disciplina del procedimento di alienazione e stravolgerebbe la natura giuridica degli atti di dismissione, trasformandoli in anomale e sistematiche procedure ab... _OMISSIS_ ...