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LE STRADE

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> PASSI CARRAI

Poiché il Codice della Strada ed il suo Regolamento di esecuzione DPR n. 495/1992 non prevedono alcuna norma che impedisce in modo tassativo lo sbocco di un accesso carraio su una piazzola di sosta, non può sempre ritenersi, prescindendo dalle singole e specifiche fattispecie concrete, illegittimo l’accesso carraio su una piazzola di sosta.

L’ANAS non deve provvedere alla manutenzione di un accesso carraio realizzato tramite recinzione e/o cancello, la cui l’unica utilità e/o beneficio è quella di delimitare una proprietà privata e di rendere possibile l'accesso ai beni immobili ivi situati: la manutenzione dell’accesso carraio in questione spetta esclusivamente ai proprietari dell'area.

L’abusività di un accesso carraio non può aver determinato nei proprietari il legittimo affidamento sulla sua legittimità, soltanto perché esiste da svariati decenni o perché non si mai verificato alcun incidente.

L’art. 45 del d.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, n. 495, dopo avere precisato, al comma 1, che la costruzione dei passi carrabili è autorizzata dall’ente proprietario della strada, impone, al comma 2, l’osservanza di varie condizioni, le quali, a... _OMISSIS_ ...opo di evitare l’autorizzazione di passi carrabili che possono pregiudicare la sicurezza della circolazione e, conseguentemente, l’incolumità degli utenti della strada.

L’elencazione contenuta nell’art. 45 del d.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, n. 495 non è esaustiva: l’ente proprietario della strada deve, comunque, verificare se l’accesso carrabile ostacola la circolazione o la sosta con conseguente possibile pregiudizio per la sicurezza pubblica.

Le autorizzazioni all’apertura di passi carrabili non sono assoggettate alla disciplina in materia di silenzio assenso prevista dall’art. 20 della l. n. 241 del 1990, in quanto rientrano tra le fattispecie derogatorie di cui al comma 4 e, in particolare, tra gli atti riguardanti la pubblica incolumità.

L’art. 5 della l.r. Sicilia n. 37 del 1985, che prevede una fattispecie di silenzio-assenso, si riferisce all’autorizzazione all’esecuzione di interventi edilizi, tra i quali non rientra l’apertura di un passo carrabile: essa può solo trovare applicazione ai lavori da fare per realizzare il passo carrabile, semprechè lo stesso sia stato autorizzato.

Il rifiuto dell’autorizzazione alla costruzione di un passo carrabile incide sulla facoltà di godimento del proprietario di un bene (così c... _OMISSIS_ ...tto reale), in maniera significativa (implicando l’impossibilità di accedere ad un fondo di proprietà con un autoveicolo), onde deve essere contenuto nei limiti strettamente necessari alla tutela degli altri interessi pubblici coinvolti dall’attività del privato così come assunti dalle disposizioni di legge in materia (art. 42, comma 2, Cost.).

È corretto ritenere che il rifiuto alla costituzione di un passo carrabile sia giustificato in zona pedonale permanente poiché, altrimenti, si consentirebbe il transito veicolare in area in cui si muovono solamente pedoni, non, invece, in una zona pedonale temporanea, per solo per alcuni periodi e per talune ore, considerato che nel resto dell’anno, la circolazione dei veicoli è consentita. In questi casi, infatti, è sufficiente la limitazione alla circolazione, per escludere l’utilizzo del passo carrabile nelle ore in cui ricorre la pedonalizzazione.

Il mero richiamo al frequente passaggio di pedoni (neanche supportato da dati numerici) non può condurre, di per sé solo, a limitare il godimento del privato fino a negare l'autorizzazione al passo carrabile per il proprio fondo; portato all’estremo il ragionamento si dovrebbero impedire accessi carrabili in tutte le strade situate in zone commerciali.

Il passo carraio può avere ad oggetto l&r... _OMISSIS_ ...area del richiedente, oppure su un’area in parte di proprietà del richiedente ed in parte di proprietà di terzi ma, in tal caso, con diritto di passaggio a favore del primo; esso, invece, non può avere ad oggetto la diversa area di terzi, sulla quale l’interessato non possa vantare alcun diritto di passaggio, ancorché la stessa serva per immettersi sulla strada pubblica.

Ai sensi dell'art. 44 co. 8 D.Lgs. n. 57/1993, la considerazione delle esigenze dei titolari di passi carrabili può essere posta alla base dell’apposizione di un divieto di sosta, in quanto estensione dell’occupazione di suolo pubblico connessa all’esistenza del passo.

L’avvio del procedimento per l’apposizione del divieto di sosta ai sensi dell'art. 44 co. 8 D.Lgs. n. 57/1993, in considerazione cioè delle esigenze dei titolari di passi carrabili, deve essere comunicata al titolare di eventuali posizioni di controinteresse specifiche e differenziate (nella specie identificabili nel proprietario dell'area antistante), onde consentirgli il pieno esercizio dei diritti partecipativi a tutela del proprio interesse sostanziale.

E' illegittima la revoca dell'autorizzazione per passo carrabile motivata con esclusivo riguardo alla natura pubblica della porzione stradale antistante: la proprietà pubblica del sedime del var... _OMISSIS_ ...

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