Articolo

 Questo articolo è tratto dal testo in formato PDF nel riquadro, scaricabile in pochi minuti

 COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con citazione della fonte e link

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> P.A.V.I.

La brevità del termine assegnato alle Regioni dal secondo comma dell'art. 58 d.l. 112/2008 - così come risultante dalla sostituzione operata dall'art. 33-bis, co. 7, d.l. 98/2011, a sua volta introdotto dall'art. 27, co. 1, d.l. 201/2011 - per disciplinare la procedura di approvazione delle delibere comunali di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari quali varianti del piano regolatore generale e le procedure di co-pianificazione per la eventuale verifica di conformità agli strumenti di pianificazione sovraordinata non rende la norma incostituzionale.

La previsione di cui all'art. 58, co. 2, d.l. 112/2008 conv. in legge 133/2008, nella parte in cui stabilisce che “l’inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile”, è chiaramente sintomatica del potere dell’ente pubblico di far cessare la destinazione a pubblico servizio di beni del proprio patrimonio, e, unitamente ad essa, il rapporto di strumentalità di quei beni rispetto ai propri fini istituzionali.

Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale 16 dicembre 2009, n. 340 è venuto meno l’effetto di variante automatica originariamente associato dall'art. 58 d.l. 112/2008 alla delibera di approvazione del piano delle alienazioni, sicché, allo stato, i Comuni che approvino un piano di dismissione immobiliare, hanno l’onere di attivare un separato procedimento di variante del proprio strumento urbanistico che salvaguardi, in tal modo, le competenze della Regione, pretermesse nella formulazione originaria della norma.

E’ la legge ad imporre ai Comuni di adottare una specifica variante dello strumento urbanistico generale per stabilire la destinazione urbanistica dei beni inclusi nel proprio piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.

È incostituzionale il secondo comma dell'art. 58 d.l. 112/2008, conv. in legge 133/2008, esclusa la proposizione iniziale: «L’inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica». La restante parte è infatti previsione di dettaglio, e la competenza statale in materia di «governo del territorio» deve limitarsi soltanto alla previsione di norme di principio.

È norma di dettaglio, e pertanto preclusa allo Stato in sede di competenza legislativa concorrente in materia di governo del territorio, la previsione secondo cui la deliberazione del consiglio comunale di approvazione di un piano delle alienazioni e valorizzazioni di beni immobili costituisce variante allo strumento urbanistico generale e che tale variante non necessiti di verifich... _OMISSIS_ ...entuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle P... _OMISSIS_ ...