Le aspettative del proprietario espropriato allo scadere del vincolo ablatorio

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO

I vincoli espropriativi imposti dallo strumento urbanistico su beni determinati hanno, per legge, durata limitata, decorsa la quale, se non è intervenuta dichiarazione di pubblica utilità dell’opera prevista, decadono, facendo insorgere l’obbligo per il Comune di “reintegrare” la disciplina urbanistica dell’area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione, con la conseguenza che il proprietario dell’area interessata può presentare un’istanza, volta a ottenere l’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica e l’amministrazione è tenuta ad esaminarla, anche nel caso in cui la richi... _OMISSIS_ ...on sia suscettibile di accoglimento, con l’obbligo di motivare congruamente tale decisione.

Il DPR 327/2001 ha abrogato con l'art. 58, comma 1, n. 96 l'art. 2 della legge n. 1187 del 1968, da cui la giurisprudenza traeva la regola della decadenza del vincolo preordinato all'esproprio per il decorso del termine di cinque anni dalla sua imposizione, e con l'art. 9, commi 3 e 4 ha esplicitato, con una diversa terminologia, la regola della durata quinquennale, disciplinando espressamente gli istituti della decadenza e della reiterazione.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA

L'attuale sistema, con l'art.9 commi 3 e 4 del d.P.R. n.327 d... _OMISSIS_ ...o in vigore il 30 giugno 2003, ha solo esplicitato con una diversa terminologia, rispetto alla precedente elaborazione giurisprudenziale, la regola della durata quinquennale dei vincoli espropriativi, disciplinando espressamente gli istituti della decadenza e della reiterazione.

Le modalità di impiego della proprietà ove siano incise in maniera profonda e rilevante per l’apposizione di vincoli preordinati all’esproprio, necessitano non solo della corresponsione di un indennizzo, serio tale da soddisfare congruamente le ragioni del privato proprietario, compresse per soddisfare l’interesse generale, ma anche di un termine preciso entro il quale compiere la dichiarazione di p.u. A seguito di tale orientamento, il legislatore ha previsto che tal... _OMISSIS_ ...no una durata di cinque anni (ex art. 9, co.2 D.P.R. 327/01)

La decadenza di un vincolo non si verifica qualora sia adottato il piano attuativo nel quinquennio dall’introduzione del vincolo medesimo.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 55/1968, che ha riconosciuto illegittima la disciplina recata dalla legge urbanistica (l. 17 agosto 1942 n. 1150), il legislatore è intervenuto con la legge 19 novembre 1968 n. 1187, il cui art. 2 ha provveduto a fissare in cinque anni il periodo entro cui i vincoli preordinati all'esproprio devono, a pena di decadenza, tradursi in piani esecutivi o, comunque, deve avviarsi in modo certo il procedimento espropriativo.

Non si può ritenere che oggi l'art. 2 della legge n. 118/... _OMISSIS_ ...abrogato a seguito dell'entrata in vigore del T.U. sulle espropriazioni n. 327 del 2001, in quanto l'art. 9 del citato D.P.R. (non avente valenza innovativa) recepisce in sostanza la vecchia normativa.

Alla luce del disposto di cui all'art. 9 DPR 327/2001, i vincoli espropriativi imposti su beni determinati dallo strumento urbanistico hanno per legge durata limitata; in linea generale, cinque anni, alla scadenza dei quali, se non è intervenuta dichiarazione di pubblica utilità dell’opera prevista, il vincolo preordinato all’esproprio decade.

I vincoli espropriativi imposti su beni determinati dallo strumento urbanistico hanno per legge durata limitata: in linea generale, cinque anni, alla scadenza dei quali, se non è intervenuta dich... _OMISSIS_ ...bblica utilità dell’opera prevista, il vincolo preordinato all’esproprio decade (art. 9 DPR 327/2001).

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> ASPETTATIVA DEL PROPRIETARIO

Successivamente alla decadenza quinquennale del vincolo espropriativo, si verifica una situazione qualificabile come vuoto urbanistico (con l'applicabilità dei limiti di salvaguardia previsti dall'art. 4, ult. co. l. n. 10/1977 e, ora, dall’art. 9, d.p.r. n. 380/2001), che di certo non crea nel proprietario alcun affidamento ad una qualsiasi aspettativa di edificabilità o comunque di particolare utilizzabilità del fondo.

In ipotesi di decadenza d... _OMISSIS_ ...propriativo non può disconoscersi che il proprietario sia portatore di un interesse qualificato al superamento, mediante un’attività dell’Amministrazione finalizzata alla riqualificazione urbanistica dell’area, del vuoto normativo venutosi a creare.

Il proprietario di area incisa da vincolo decaduto è portatore di un interesse qualificato al superamento del vuoto normativo attraverso un’attività dell’Amministrazione finalizzata alla riqualificazione urbanistica dell’area.

La situazione dei soggetti i cui terreni sono ricompresi in zona bianca, tale divenuta a seguito della scadenza del vincolo, non pare connotarsi nel senso di un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria in relazione ad una prec... _OMISSIS_ ...azione dell'amministrazione, ma soltanto alla stregua di un'aspettativa generica al mantenimento della destinazione urbanistica "gradita" ovvero ad una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree, che aspiri ad una utilizzazione comunque proficua dell'immobile.

Solo dall’intervenuta scadenza dei vincoli incidenti sulle aree private deriva per la parte un interesse differenziato (rispetto a tutti gli altri proprietari), non già ad una certa e determinata riqualificazione, ma sicuramente ad una riqualificazione, non essendo sufficiente il criterio legale applicabile (cc.dd. zone bianche).

L’interesse dei proprietari all’utilizzazione edificatoria di area incisa da vincolo decaduto non risul... _OMISSIS_ ...o definitivamente precluso, potendo trovare considerazione in sede di riqualificazione urbanistica dell’area (opzione che permette l’equilibrata considerazione di tutti gli interessi in gioco), ben potendo, altresì, il privato che abbia interesse, in caso di inerzia del Comune, promuovere gli interventi sostitutivi della Regione oppure agire in via giurisdizionale, ricorrendo al tradizionale strumento del silenzio rifiuto.