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GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio

Estratto: «Preliminarmente dev’essere riconosciuta la giurisdizione del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 53, comma 1, del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, venendo in rilievo un comportamento di materiale apprensione e di irreversibile trasformazione di un bene privato, comunque collegato all’esercizio, seppure illegittimo, di un potere amministrativo (cfr. Corte Cost. n. 191 del 11.5.2006) - estrinsecatosi nella adozione della dichiarazione di pubblica utilità e del successivo decreto di occupazione di urgenza - tenuto altresì conto, quanto alla domanda risarcitoria, che la predetta giurisdizione deve del pari ritenersi sussistente in forza del principio di concentrazione della tutela in attuazione del canone costituzionale di effettività della tutela giurisdizionale.»

Sintesi: La domanda di risarcimento del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, per non avere (nel caso di specie) fatto seguito all'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità il perfezionamento dell'iter espropriativo tramite negozio di cessione o con il decreto di esproprio, appartiene alla giurisdizione del GA.

Estratto: «Infatti, la giurisprudenza di questa Sezione (da ultimo, Consiglio di Stato, sez. IV, 23 settembre 2004 n. 6245) ha evidenziato come, in tema di espropriazione per pubblica utilità, l'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di esproprio non comporti la cessione volontaria del bene, sicché è sempre necessario il completamento del procedimento al fine del passaggio della proprietà del bene dall’espropriato all’espropriante. Tali ragioni impongono quindi di ritenere che il detto accordo non abbia valenza sostitutiva degli atti conclusivi, ma viene invece a caducarsi ed a perdere efficacia, qualora il procedimento non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio. Agli stessi risultati perviene altresì la giurisprudenza della Corte di Cassazione (da ultimo Cassazione civile, sez. I, 18 ottobre 2001, n. 12704) che evidenzia come dall'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di espropriazione non deriva una cessione volontaria del bene che renda non più necessario il completamento della procedura espropriativa. Al contrario, va sottolineato come il procedimento espropriativo deve concretamente proseguire sino al suo completamento proprio al fine di dare vita all'effetto traslativo della proprietà. Pertanto, se il procedimento non si conclude con l'espropriazione, viene meno l'efficacia dell'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità, non potendovi essere un'indennità di espropriazione se non c'è espropriazione.Ne consegue che, nel caso in esame, non essendo seguito all’accordo bonario nessuno dei due atti, né quello di diritto comune né quello di... _OMISSIS_ ...