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Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio

Sintesi: La controversia attinente la rideterminazione del canone di locazione di immobili appartenenti ad un'IPAB rientra nella giurisdizione del G.O.: se la giurisdizione del G.O. sussiste in relazione alle controversie attinenti alla fase successiva al provvedimento di assegnazione degli immobili E.R.P., a maggior ragione deve dirsi sussistente in ordine a vicende locative inerenti immobili rientranti nell’ordinario patrimonio di una IPAB e assoggettati al regìme di diritto comune.

Sintesi: Rientra certamente nell’ambito della giurisdizione ordinaria la presente controversia sull’atto con cui l’ente proprietario dell’immobile abbia richiesto l’incremento del canone mensile dovuto dal conduttore.

Estratto: «2. In primo luogo, occorre esaminare il motivo di appello con cui, ai sensi dell’articolo 9 Cod. proc. amm., l’IPAB appellante ha lamentato che il primo giudice abbia erroneamente omesso di declinare la propria giurisdizione in favore di quella del giudice ordinario.2.1. Il motivo è fondato.2.1.1. E’ pacifico in atti che l’atto impugnato in primo grado mirasse a rideterminare la condizioni economiche regolatrici di una serie di rapporti locativi intercorrenti con altrettanti inquilini di immobili di proprietà dell’Istituto appellante (con l’atto in questione, in particolare, l’IPAB – Ente morale ‘Asilo G.’ chiedeva l’applicazione, in particolare ai fini economici, delle previsioni di cui alla l. 27 luglio 1978, n. 392, recante ‘Disciplina delle locazioni di immobili urbani’ – c.d. ‘legge sull’equo canone’).Del resto, gli stessi appellati (i quali, pure, ribadiscono la sussistenza della giurisdizione dell’adìto giudice amministrativo) non negano che la presente controversia abbia ad oggetto un atto avente ad oggetto la rinegoziazione di un rapporto locativo già in essere (pagina 4 della memoria in data 2 maggio 2013).2.1.2. Ora, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ritiene che in tema di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, a seguito della sentenza della Corte costituzionale 6 luglio 2004, n. 204 (la quale ha dichiarato la parziale incostituzionalità dell'art. 33 d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7, lett. a), della legge 21 luglio 2000, n. 205), sussiste la giurisdizione del ordinaria per le controversie attinenti alla fase successiva al provvedimento di assegnazione, giacché nell'ambito di detta fase la p.a. non esercita un potere autoritativo. La Corte di Cassazione ritiene la sussistenza della giurisdizione ordinaria in relazione a controversie aventi ad oggetto gli aspetti del rapporto locatizio in quanto tale – quali, nel caso di specie, quelle relative alla dete... _OMISSIS_ ...(es. Cass., SS.UU., 16 gennaio 2007, n. 755).2.1.3. Vero è che nel caso di specie l’Istituto appellante contesta in radice la riconducibilità degli immobili per cui è causa alla disciplina in tema di edilizia residenziale pubblica; ma è pur vero che – a fortiori – se la giurisdizione ordinaria sussiste in relazione alle vicende locative inerenti immobili di E.R.P., a maggior ragione deve dirsi sussistente in ordine a vicende locative inerenti immobili rientranti nell’ordinario patrimonio di una IPAB e assoggettati al regìme di diritto comune.Del resto, quella giurisprudenza ha ritneuto che soltanto l'attribuzione a privati dell'utilizzazione di beni del demanio o del patrimonio indisponibile dello Stato o dei comuni, quale che sia la terminologia adottata nella convenzione ed ancorché presenti elementi privatistici, è (sempre) riconducibile, ove non risulti diversamente, alla figura della concessione-contratto, atteso che il godimento dei beni pubblici, stante la loro destinazione alla diretta realizzazione di interessi pubblici, può essere legittimamente attribuito ad un soggetto diverso dall'ente titolare del bene - entro certi limiti e per alcune utilità - solo mediante concessione amministrativa. Perciò le controversie attinenti al detto godimento sono riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’articolo 5 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 [ora articolo 133, comma 1, lettera b) , Cod. proc. amm.], quando non abbiano ad oggetto indennità, canoni ed altri corrispettivi (così Cass., SS.UU.., 27 maggio 2009, n. 12251). Qualora invece, come nel caso in esame, si tratti di beni del patrimonio disponibile dello Stato, dei comuni o di un ente come quello in esame, il cui godimento sia stato concesso a terzi dietro un corrispettivo (nella specie: canone locativo), indipendentemente del nomen iuris che le parti abbiano dato al rapporto e a parte ogni indagine soggettiva sull’effettiva natura di un’istituzione pubblica di assistenza e beneficienza come quella presente (cfr. Corte cost., 7 aprile 1988, n. 396 e d. lgs. 4 maggio 2001, n. 207), si versa comunque nell’oggettivo schema civilistico della locazione e le controversie da esso insorgenti spettano alla giurisdizione ordinaria.2.2. Nemmeno può ritenersi – come, pure, affermano gli odierni appellati – che nel caso di specie si farebbe questione di atti di carattere autoritativo volti ad incidere in modo unilaterale sui princìpi e criteri regolatori del rapporto in essere, che a loro dire si fondavano sull’applicazione di un canone sociale.Anche sotto tale aspetto, invero, risulta pacifica in atti la sussistenza fra le parti di un rapporto locativo nell’ambito del quale, a fronte della disponibilità dell’immobile, i conduttori erano tenuti alla periodi... _OMISSIS_ ....Tanto basta per iscrivere la fattispecie per cui è causa nell’ambito di un tipico rapporto di diritto comune, nel cui ambito sussistono ordinari rapporti bilaterali e relazioni a carattere sinallagmatico, la prima delle quali – per ciò che attiene gli obblighi a carico del conduttore – è caratterizzata dall’obbligo del periodico versamento del canone.Ne consegue che rientra certamente nell’ambito della giurisdizione ordinaria la presente controversia sull’atto con cui l’ente proprietario dell’immobile abbia richiesto l’incremento del canone mensile dovuto dal conduttore.»

Sintesi: La controversia che inerisca ad un contratto privatistico avente ad oggetto un bene del patrimonio disponibile rientra nella giurisdizione del G.O..

Sintesi: Qualora la controversia inerisca ad un contratto privatistico (nel caso di specie locazione) avente ad oggetto un bene appartenente al patrimonio disponibile comunale il criterio da utilizzare ai fini della individuazione della giurisdizione è quello relativo alla natura del bene e non già al nomen iuris dello strumento negoziale prescelto dalle parti.

Sintesi: Qualora si tratti di beni del patrimonio disponibile, il cui godimento sia stato concesso a terzi dietro corrispettivo, al di là del nomen iuris che le parti contraenti abbiano dato al rapporto, viene a realizzarsi lo schema privatistico della locazione e le controversie da esso insorgenti sono attribuite alla giurisdizione del G.O..

Estratto: «Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione, tenuto conto che la delibera giuntale si presenta come atto per così dire “inutile”, poiché il contratto di locazione aveva già esaurito i suoi effetti in virtù dell’intervenuta disdetta del 30.10.2003D’altro canto come precisato dalla Corte di Cassazione qualora la controversia inerisca ad un contratto privatistico (nel caso di specie locazione) avente ad oggetto un bene appartenente al patrimonio disponibile comunale il criterio da utilizzare ai fini della individuazione della giurisdizione è quello relativo alla natura del bene e non già al nomen iuris dello strumento negoziale prescelto dalle parti. (Cass. Civ sez. un., 27-05-2009, n. 12251).Si legge testualmente in detta decisione che: “ solo l'attribuzione a privati dell'utilizzazione di beni del demanio o del patrimonio indisponibile dello Stato o dei Comuni, quale che sia la terminologia adottata nella convenzione ed ancorché essa presenti elementi privatistici, è sempre riconducibile, ove non risulti diversamente, alla figura della concessione-contratto, atteso che il godimento dei beni pubblici, stante la loro destinazione alla diretta realizzazione di int... _OMISSIS_ ...sere legittimamente attribuito ad un soggetto diverso dall'ente titolare del bene - entro certi limiti e per alcune utilità - solo mediante concessione amministrativa, con la conseguenza che le controversie attinenti al suddetto godimento sono riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi della L. 6 dicembre 1971, n. 1034, art. 5, quando non abbiano ad oggetto indennità, canoni ed altri corrispettivi. Qualora, invece, si tratti di beni del patrimonio disponibile dello Stato o dei Comuni, il cui godimento sia stato concesso a terzi dietro corrispettivo, al di là del nomen iuris che le parti contraenti abbiano dato al rapporto, viene a realizzarsi lo schema privatistico della locazione e le controversie da esso insorgenti sono attribuite alla giurisdizione del giudice ordinario”Alla stregua delle suesposte coordinate ermeneutiche ed ai sensi dell’art. 11 del Codice del processo Amministrativo il ricorso va dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice adito e va ritenuta la giurisdizione del giudice ordinario dinanzi al quale la controversia andrà riassunta nel termine perentorio di tre mesi da passaggio in giudicato della presente sentenza, fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda.»

Sintesi: Il rapporto nascente dal contratto di locazione tra Comune e terzo proprietario del bene immobiliare locato, in assenza di qualunque potere pubblicistico che consenta all'ente di disporre dell’immobile, ha natura prettamente paritetica, per cui non sono ravvisabili posizioni di interesse legittimo tutelabili di fronte al giudice amministrativo.

Estratto: «Sempre in via pregiudiziale va esaminata la questione di giurisdizione prospettata dall’amministrazione regionale. Sostiene quest’ultima che la cognizione dell’odierna controversia spetterebbe al giudice ordinario, avendo riguardo ad un atto attuativo di un precedente accordo contrattuale fra Regione Autonoma della Sardegna, AAST di Olbia e Comune di Olbia.L’eccezione è fondata solo in parte.L’odierno ricorso ha, in realtà, ad oggetto, per un verso l’atto 6/7/2006 n. 0253/DTO, di cui si chiede l’annullamento, per altro verso il menzionato accordo trilaterale, di cui si domanda l’accertamento della parziale inefficacia.Orbene, con riguardo al citato atto 0253/DTO del 2006, va senz’altro declinata la giurisdizione, spettando decidere al giudice ordinario. Ed invero, con l’atto in questione il Direttore del Servizio Territoriale Demanio e Patrimonio di Tempio - Olbia ha, tra l'altro, stabilito:a) di conferire alla Provincia di Olbia - Tempio i diritti di utilizzo di taluni locali che il Comune aveva preso in locazione da terzi perché fossero adibiti a sede provvisoria della soppressa... _OMISSIS_ ... che gli oneri relativi al canone di locazione sarebbero rimasti a carico del Comune di Olbia.Come risulta evidente, così facendo la menzionata autorità regionale è intervenuta su un rapporto di natura prettamente paritetica, quale quello nascente dal contratto di locazione tra Comune e terzo proprietario del bene immobiliare locato, in assenza di qualunque potere pubblicistico che gli consentisse di disporre dell’immobile.Da qui la conseguenza che nella fattispecie non sono ravvisabili posizioni di interesse legittimo tutelabili di fronte al giudice amministrativo. Il rilevato difetto di giurisdizione in ordine alla domanda impugnatoria, consente di prescindere dall’esame dell’eccezione di intervenuta acquiescenza prospettata dalla Provincia. La giurisdizione amministrativa sussiste, invece, in ordine all’azione rivolta ad ottenere l’accertamento della parziale inefficacia del menzionato accordo Regione, AAST, Comune. Quest’ultimo, contrariamente a quanto l’amministrazione regionale sostiene, non si colloca nell’alveo delle convenzioni meramente privatistiche, ma si inquadra negli accordi fra pubbliche amministrazioni di cui all’art. 15 della L. 7/8/1990 n. 241, avendo ad oggetto la regolamentazione di rapporti concernenti beni del patrimonio indisponibile (locali per uffici).Conseguentemente, la relativa controversia appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. a), n. 2, d... _OMISSIS_ ...