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RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI

Sintesi: Qualora la conferenza di servizi abbia natura decisoria, il ricorso deve essere notificata alla stessa conferenza di servizi.

Estratto: «6.2. Come ha rettamente evidenziato il T.A.R. adito, la disciplina per l’impianto e la gestione delle medie e grandi strutture di vendita è stata radicalmente innovata dagli artt. 4, 6, 8 e 9 del D.L.vo 114 del 1998.A’ sensi di quanto ivi disposto, l’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento della superficie di una grande struttura di vendita necessitano di un’autorizzazione rilasciata dal Comune in cui è ubicato il centro commerciale (cfr. art.9, comma1, D.L.vo cit.), previa indizione di una Conferenza dei servizi, le cui deliberazioni, assunte anche a maggioranza entro il termine di sessanta giorni, se favorevoli sono comunque subordinate al nulla osta della Regione (art.9, comma 3, D.L.vo cit.). Qualora l’Amministrazione Regionale ricusi il nulla-osta, l’autorizzazione comunale non può essere rilasciata.Va anche evidenziato che a’ sensi dell’art-. 9, comma 3, del D.L.vo 114 del 1998 è demandata ai rappresentanti della Regione, della Provincia e del Comune la decisione in base alla conformità dell’insediamento ai criteri di programmazione di cui all’art.6 o “in relazione alla sussistenza delle seguenti condizioni: a) rispetto delle disposizioni in materia urbanistica commerciale... _OMISSIS_ ...provinciali o comunali; b) verifica di ogni altra condizione richiesta dal D.L.vo 114 del 1998 e dal presente capo”.Con la L.R. 4 ottobre 1999 n.26 – vigente all’epoca dei fatti di causa - la Regione Marche ha fissato i criteri cui debbono attenersi i Comuni (cfr. ivi, artt.2, 3, 5, 6, 7, 8, 12 e13) fino a quando gli stessi “non abbiano adeguato i propri strumenti di pro-grammazione urbanistica agli standards minimi previsti dalla legge regionale. Sulla base delle indicazioni regionali i Comuni devono al-tresì stabilire le norme procedurali ed i criteri per il rilascio di autorizzazioni alle medie e grandi strutture di vendita”.In particolare, va evidenziato che l’art.13 della L.R. 4 ottobre 1999 n.26, nel disciplinare la procedura da seguire per il rilascio delle autorizzazioni, non si discosta, quanto al suo contenuto, dalla disciplina di fonte statuale se non per l’accentuazione – come si vedrà appresso - del carattere decisorio della deliberazione adottata in sede di Conferenza dei servizi.Torna ora opportuno descrivere gli aspetti che differenziano l’istituto della conferenza di cui all’art.13 della L.R. n.26 del 1999 dall’istituto di carattere generale disciplinato dall’art.11 della L. 24 novembre 2000 n.340, recante la disciplina che ha a sua volta sostituito l’art.14-ter della L. 7 agosto 1990 n.241 così come introdotto nel suo testo originario da... _OMISSIS_ ...a L. 15 maggio 1997 n. 127.Nel “sistema” della L. 241 del 1990 e successive modifiche la Conferenza dei servizi è finalizzata all’esame contestuale degli interessi generali coinvolti ed all’assunzione concordata di determinazioni sostitutive, a tutti gli effetti, di: concerti, intese, assensi, pareri, nulla osta, richiesti dal procedimento pluristrutturale specificatamente conformato dalla legge senza che sia data pos-sibilità di derogare agli atti amministrativi generali o agli strumenti urbanistici (cfr. in tal senso, ad es., Cons.Stato, Sez.IV, 7 luglio 2000 n.3830).In tale contesto la Conferenza di servizi non comporta modificazione o sottrazione dell’ordine delle competenze, né modificazione della natura o tipo d’espressione volitiva o di scienza che le amministrazioni sono tenute ad esprimere secondo la disciplina di più “procedimenti amministrativi connessi” , ovvero di un solo procedimento nel quale siano coinvolti “vari interessi pubblici” (art.14, co.1, L. n.241 del 1990): e tale affermazione è valida nell’ipotesi in cui la prevista partecipazione di più Amministrazioni si esterna esclusivamente attraverso la Conferenza dei servizi senza che sia apportata alcuna modificazione alla natura o al tipo di volontà che le Amministrazioni medesime sono tenute ad esprimere secondo la disciplina ordinaria di ogni singolo procedimento, nel mentre l... _OMISSIS_ ...sede di conferenza dalle Amministrazioni partecipanti trovano un loro riscontro nel procedimento ordinario, come ad esempio nell’ipotesi dell’atto di assenso dell’Amministrazione proposta alla tutela paesaggistica intervenuto all’interno della conferenza che assume l’identico contenuto dell’autorizzazione rilasciata in modo autonomo a’ sensi del D.L.vo 22 gennaio 2004 n. 42 e successive modifiche. Ciascun rappresentante all’interno della Conferenza di servizi imputa gli effetti giuridici degli atti che compie all’Amministrazione rappresentata e competente in forza della rispettiva disciplina di settore (cfr. al riguardo, ad es., Corte Cost., 16 febbraio 1993 n.62 e 19 marzo 1996 n.79; Cons.Stato, sez.V, 29 gennaio 2002 n.491, con espresso riferimento in tal senso all’ipotesi di sostituzione di moduli procedimentali già preesistenti.In tale contesto, pertanto, la Conferenza di servizi non viene a configurarsi quale organo amministrativo straordinario, e la gittimazione passiva in sede giurisdizionale non compete alla Conferenza, priva – per l’appunto - di soggettività autonoma, ma alle singole amministrazioni che per il tramite del loro rappresentante abbiano adottato statuizioni di natura esoprocedimenale già rientranti nella propria sfera di competenza.Ben diversa – per contro - è l’ipotesi in cui il legislatore ha introdotto ab origine un mod... _OMISSIS_ ...

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