La prova della legittimazione attiva incombe sulla parte ricorrente

Sintesi: La proposta domanda di tutela giurisdizionale, qualora attinente al risarcimento del danno subito e non alla tutela di diritti dominicali, non onera l’attore della probatio diabolica circa l’attuale titolarità del diritto reale che si assume esser stato leso, essendo all’uopo sufficiente che questi abbia saputo fornire una adeguata prova formale di tale titolarità.

Estratto: «II) La contestazione mossa dall’Amministrazione intimata può esser facilmente risolta, in punto di fatto, in base alle risultanze delle visure catastali figuranti in allegato alla relazione del consulente Tecnico d’Ufficio per quanto attiene agli originari ricorrenti ancora in vita, ed in base a quelle in uno con la memoria depositata presso gli uffici di segreteria del giudice adito il 22/02/2013 per gli eredi del Sig. Campo Angelo; in allegato alla qual ultima risulta prodotta la dichiarazione di successione presentata dagli attuali (co)ricorrenti in riassunzione (mediante atto depositato in segreteria l' 11/03/2011). Non senza ulteriormente ricordare come la proposta domanda di tutela giurisdizionale, attenendo al risarcimento del danno subito e non alla tutela di diritti dominicali, non onera l’attore della probatio diabolica circa l’attuale titolarità del diritto reale che si assume esser stato leso, essendo all’uopo sufficiente che questi abbia saputo fornire una adeguata prova formale di tale titolarità.»

Sintesi: A norma dell’art. 2697 c.c., chi chiede l’attuazione della volontà della legge in relazione ad un diritto che faccia valere in via di azione o di eccezione, deve provare il fatto giuridico da cui fa discendere il preteso diritto, e quindi tutti gli elementi o requisiti per legge necessari alla nascita dello stesso, che costituiscono le condizioni positive della pretesa.

Estratto: «Tuttavia, sulla base delle risultanze istruttorie acquisite tramite la CTU, in relazione a tale area si rivela fondata solo in parte l’eccezione di difetto di legittimazione passiva del ricorrente.Parte ricorrente agisce in quanto proprietario illegittimamente ablato dell’area, e chiede il risarcimento sia del suo valore alla data della domanda (da intendersi esplicitamente come rinuncia abdicativa alla proprietà del bene), sia del suo mancato godimento dalla scadenza dell’occupazione legittima sino alla data della rinuncia abdicativa contenuta nella domanda introduttiva dell’odierno giudizio.Relativamente alla prima parte della domanda di risarcimento, il ricorrente è privo di titolo legittimante, che, invece, va ritenuto per la domanda di risarcimento per il mancato godimento dell’area.V.1) In ordine alla prova della legittimazione a ricorrere, specie a fronte di specifiche contestazioni da parte della difesa dell’Amministrazione intimata, essa non può che ritenersi interamente a carico della parte che agisce in giudizio ed il suo difetto determina inammissibilità del gravame (cfr. TAR Reggio Calabria, 4 giugno 2010, nr. 536; TAR Catania, I, 229/08 dell’8 febbraio 2008; nr. 1381/07 del 23 agosto 2007; nr. 2373/06 del 27 settembre 2006). Le pronunce richiamate, che il Collegio non ha motivo di disattendere, fanno proprio il risalente, ma sempre valido, insegnamento della giurisprudenza, secondo cui, a norma dell’art. 2697 c.c., chiunque chiede l’attuazione della volontà della legge in relazione ad un diritto che faccia valere in via di azione o di eccezione deve provare il fatto giuridico da cui fa discendere il preteso diritto, e quindi tutti gli elementi o requisiti per legge necessari alla nascita dello stesso, che costituiscono le condizioni positive della pretesa (cfr. Cass. Civ. 30 ottobre 1981, n. 5746; 9 aprile 1975, n. 1304; 20 dicembre 1971, n. 3696; cfr. anche, per applicazioni del suddetto principio in differenti materie, TAR Lazio, Roma, II, 9575/08 del 4 novembre 2008; TAR Catania, I, 229/08 dell’8 febbraio 2008; nr. 1381/07 del 23 agosto 2007; nr. 2373/06 del 27 settembre 2006; T.A.R. Lazio Latina, sez. I, 1450/2008 del 29 ottobre 2008; TAR Reggio Calabria, sentenze 2 dicembre 2009 nr. 1180, 25 maggio 2011, nr. 459, 6 aprile 2012, nr. 273), principi pienamente recepiti nel codice del processo amministrativo a norma dell’art. 63.V.2) Come risulta sia dalle visure catastali sia da quelle ipotecarie, queste ultime, determinanti ai fini dell’accertamento della proprietà in capo ad un determinato soggetto, allegate alle osservazioni direttamente trasmesse al CTU dal CTP dell’Anas, il terreno corrispondente all’ex particella 1121, frazionata nelle particelle 1389,1390, 1391 (che risulta essere stato acquistato dal ricorrente con l’atto rep.44969 del 10.03.1978 allegato alla memoria del 19.04.2012) risulta essere stato pignorato in data 26.10.2001 dall’ETR con iscrizione di ipoteca giudiziale e, successivamente, trasferito a tale L. G. con decreto del Tribunale di Reggio Calabria in data 3.12.2007, cioè in epoca precedente il ricorso introduttivo del presente giudizio.V.3) Per questa ragione, in capo all’odierno ricorrente difetta la necessaria dimostrazione della propria legittimazione a ricorrere quanto alla domanda risarcitoria che è stata avanzata nel presupposto della rinuncia abdicativa alla proprietà del terreno.La proprietà del terreno a monte della superstrada va certamente ritenuta al momento della redazione del verbale di consistenza ed immissione in possesso, posto che esso è stato redatto in contraddittorio con lo stesso Versace, nel presupposto della sua titolarità delle aree; tuttavia, quest’ultimo non ha fornito la prova del possesso di tale qualità al momento della proposizione del ricorso, possesso che, al contrario, va certamente escluso essendo intervenuta una vendita giudiziale all’asta del terreno stesso.V.4) Il ricorrente resta legittimato, dunque, solo limitatamente alla parte di domanda inerente il risarcimento derivante dall’illegittimo spossessamento dell’area, e ciò per il periodo anteriore alla vendita all’asta conseguente al pignoramento, avvenuto nel 2001 (che, come si vedrà meglio oltre, è fattore estraneo ai fatti di causa e che è idoneo ad elidere il nesso di consequenzialità tra l’illegittimo spossessamento ablativo operato dalla PA ed i danni denunciati).In relazione a tale fattispecie, ed unicamente in tali limiti, si deve ritenere che la legittimazione del ricorrente ad agire è sussistente fino all’avvenuto trasferimento del terreno a favore dell’acquirente del terreno stesso all’asta giudiziaria, il sig. L. G. (avvenuta il 3.12.2007).»

Sintesi: Se l'interesse a ricorrere trova il suo fondamento nella titolarità del diritto di proprietà su di un bene, è inammissibile il ricorso qualora la parte, di fronte all’eccezione del resistente, non abbia comprovato la sua legittimazione, dando prova di essere proprietario del terreno inciso dall'atto impugnato, non essendo sufficiente la mera allegazione della parte o del suo procuratore di detta titolarità, qualora questa non trovi riscontro anche negli atti di causa e nella documentazione acquisita.

Sintesi: La proprietà delle aree che attribuiscono al ricorrente la legittimazione attiva è un elemento che attiene alla piena disponibilità del ricorrente stesso e, quindi, il relativo onere della prova è integralmente a suo carico, così come previsto all’art. 64, c. 1 cod.proc.amm.

Estratto: «L’eccezione di inammissibilità del ricorso per carenza di legittimazione ad agire, formulata dalla difesa dell’amministrazione resistente, è fondata.Invero, se l'interesse a ricorrere trova il suo fondamento nella titolarità del diritto di proprietà su di un bene...
[...omissis...]

Sintesi: In via di principio la prova della legittimazione attiva incombe sulla parte ricorrente qualora detta legittimazione sia contestata ex adverso, e il giudice non può supplire con propria attività officiosa alla mancata prova della parte istante.

Estratto: «Ciò premesso la Sezione ritiene che, se certamente in via di principio la prova della legittimazione attiva incombe sulla parte ricorrente qualora detta legittimazione sia contestata ex adverso, e se è vero che – sempre in via di principio – il giudice non può supplire con propria attività officiosa alla mancata prova della parte istante...
[...omissis...]