Procedura espropriativa: decorrenza dei termini di impugnazione dell'approvazione del progetto definitivo

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> TERMINE DECADENZIALE --> DECORRENZA --> PROGETTAZIONE

Sintesi: Il termine entro cui i soggetti che ne siano direttamente incisi devono impugnare i provvedimenti di approvazione del progetto per la realizzazione dell’opera pubblica, non decorre dalla loro pubblicazione, ma dal momento in cui detti soggetti ne abbiano acquisito piena conoscenza.


Estratto: «4) Per quanto concerne la domanda di annullamento dei provvedimenti di approvazione del progetto per la realizzazione dell’opera pubblica, la difesa comunale ne eccepisce preliminarmente la tardività.Va precisato, al riguardo, che il termine entro cui i soggetti che ne siano direttamente incisi devono impugnare questo tipo di atti non decorre dalla loro pubblicazione, ma dal momento in cui detti soggetti ne abbiano acquisito piena conoscenza.Altrettanto pacificamente, è onere di chi eccepisce la tardività dell’impugnazione fornire la prova certa del momento in cui si è perfezionata tale conoscenza individuale.»

Sintesi: Ai fini della decorrenza dei termini di impugnazione del provvedimento di approvazione del progetto definitivo, i soggetti direttamente coinvolti dagli atti della procedura espropriativa, per interessare questa una porzione consistente dell’area di proprietà, devono prendere cognizione dell’atto deliberativo mediante notifica individuale.

Estratto: «2.1 Il Collegio ha recentemente preso posizione su un caso analogo (cfr. sentenza 28/8/2009 n. 1577), osservando anzitutto che ai sensi dell’art. 124 del D. Lgs. 267/2000 tutte le deliberazioni del Comune e della Provincia sono pubblicate mediante affissione all’Albo pretorio nella sede dell’Ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge. La norma prevede una forma tipica di conoscenza, la quale rileva per il computo del termine breve di impugnazione degli atti dei Comuni e delle Provincie da parte dei soggetti non direttamente pregiudicati dall’atto, per i quali cioè non è richiesta una comunicazione o una notificazione in forma individuale (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. II – 29/4/2009 n. 3596).2.2 Nel caso esaminato risulta dagli atti che i ricorrenti erano direttamente coinvolti dalla procedura espropriativa, che ha interessato una porzione consistente dell’area di loro proprietà, e pertanto dovevano ritenersi direttamente incisi dall’approvazione del progetto dei percorsi ciclopedonali. Ad avviso del Collegio i Sigg.ri Nicoli dovevano prendere cognizione dell’atto deliberativo mediante notifica individuale, della quale non è stata offerta prova. Peraltro la comunicazione individuale è espressamente prevista dall’art. 16 comma 4 del D.P.R. 327/2001 – applicabile secondo il principio tempus regit actum – ai sensi del quale al proprietario dell’area ove è prevista la realizzazione dell’opera è inviato l’avviso dell’avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo e del deposito dei relativi atti, con l’indicazione del nominativo del responsabile del procedimento.»

Sintesi: Anche in assenza della formale comunicazione al proprietario espropriando degli atti di approvazione del progetto, la successiva piena conoscenza, desumibile da comunicazioni intervenute, comporta la decorrenza del termine di impugnazione.

Estratto: «Non rileva in contrario la deduzione dell’appellante, di per sé condivisibile, per la quale gli atti di approvazione del progetto vanno comunicati al proprietario espropriando. Infatti, anche in assenza della formale comunicazione, la successiva piena conoscenza (nella specie, desumibile dalla nota trasmessa il 13 dicembre 2000) comporta che, secondo i principi generali, comincia a decorrere il termine per l’impugnazione degli atti lesivi.»

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> TERMINE DECADENZIALE --> DECORRENZA --> PROGETTAZIONE --> OPERE STRATEGICHE

Sintesi: L'approvazione del progetto per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale comporta "l'automatica variazione degli strumenti urbanistici vigenti ed adottati"(art. 3, comma 7, decreto legislativo n. 190 del 2002). Non è quindi necessaria alcuna ulteriore pubblicazione sul BURP o sugli albi pretori comunali, risultando sufficiente a tal fine, ossia per la efficacia della variante urbanistica e del relativo vincolo espropriativo, la sola pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Ne consegue che la delibera di approvazione del progetto preliminare va impugnata nei termini decadenziali decorrenti dalla suddetta pubblicazione.

Estratto: «La realizzazione di opere di preminente interesse nazionale è disciplinata dalla L. n. 443/2001 e dal relativo D.lgs. 190/2002 (ora trasfuse nel decreto legislativo n. 163 del 2006), il cui art. 3, comma 3, stabilisce espressamente che per la realizzazione delle infrastrutture strategiche o di interesse nazionale...
[...omissis...]

Sintesi: La delibera di approvazione del progetto preliminare delle opere strategiche di interesse nazionale va impugnata nei termini decadenziali decorrenti, non essendo prevista notifica/comunicazione individuale, dalla data della sua pubblicazione in G.U.

Estratto: «7. Quanto ai motivi di gravame ancora riguardanti, in termini di illegittimità e non di nullità, gli atti di approvazione del progetto preliminare [censura sub e)], si osserva innanzitutto che le opere di preminente interesse nazionale sono disciplinate dalla L. n. 443/2001 e dal relativo D.Lvo. n. 190/2002 (ora trasfuse nel decreto legislativo n. 163 del 2006), il cui art. 3, comma 3 terzo periodo, stabilisce espressamente che per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale, ai fini dell'approvazione del progetto preliminare, non è richiesta la comunicazione agli interessati alle attività espropriative prevista dall'art. 11 d.P.R. n. 327 del 2001 (Cons. Stato, sez. IV, 7 luglio 2011, n. 4072).Pertanto, anche nel caso in cui l’approvazione del progetto comporti l’avvio del procedimento espropriativo non è prevista alcuna forma di partecipazione dei soggetti privati portatori di interessi contrapposti a quello pubblico né é necessaria la comunicazione individuale: a ciò consegue che il termine per l’impugnazione degli atti, anche quelli relativi al progetto, deve essere fatto decorrere dalla pubblicazione della delibera sulla G.U., essendo questa l’unica forma di pubblicità da rispettare.In tale direzione si osserva infatti che, diversamente da quel che avviene nelle ordinarie procedure finalizzate all’approvazione di progetti di opere pubbliche, il progetto preliminare delle opere strategiche di interesse nazionale non costituisce atto meramente preparatorio, bensì atto pacificamente dotato di una propria autonomia e di immediata capacità lesiva: e ciò perché fonte del vincolo preordinato all’espropriazione, essendo lo stesso diretto ad incidere immediatamente nella sfera giuridica dei titolari di diritti sugli immobili interessati dalla suddetta procedura ablativa.In questi termini, la deliberazione di approvazione del progetto preliminare delle infrastrutture strategiche deve dunque essere intesa "nel senso sostanziale e processuale di atto immediatamente efficace conclusivo del procedimento" (Cons. Stato, sez. VI, 13 aprile 2010, n. 2047).Conseguentemente la delibera di approvazione del progetto preliminare va impugnata nei termini decadenziali decorrenti, non essendo prevista notifica/comunicazione individuale, dalla data della sua pubblicazione in G.U. (TAR Lombardia Milano, sez. II, 25 maggio 2010, n. 1669; T.A.R. Puglia Bari, sez. III, 11 settembre 2008 , n. 2079).Né sarebbe necessaria alcuna ulteriore pubblicazione su BURP o albi pretori comunali, come pure sostenuto da parte ricorrente, risultando sufficiente a tal fine, ossia per la efficacia della variante urbanistica e del relativo vincolo espropriativo, la sola pubblicazione nella gazzetta ufficiale: ciò in quanto vale la regola di legge per cui (art. 3, comma 7, decreto legislativo n. 190 del 2002) l'approvazione del progetto per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale comporta "l'automatica variazione degli strumenti urbanistici vigenti ed adottati".»

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> TERMINE DECADENZIALE --> DECORRENZA --> PROGETTAZIONE --> PERIZIA DI VARIANTE

Sintesi: La perizia di variante dev’essere qualificata quale atto recettizio in quanto idonea ad incidere direttamente nella sfera giuridica dei proprietari di terreni interessati dalla variante medesima; ne consegue che il termine decadenziale di impugnazione non decorre dall’ultimo giorno di pubblicazione della determina dirigenziale sull’albo pretorio bensì dalla comunicazione personale agli interessati.

Estratto: «Nessuna tardività è poi configurabile in relazione alla seconda sequenza procedimentale atteso che la perizia di variante approvata con determina dirigenziale prot. 3726 del 9.10.2002, rispetto agli odierni esponenti dev’essere qualificata quale atto recettizio in quanto idonea ad incidere direttamente nella loro sfera giuridica quali proprietari di terreni interessati dalla variante medesima (con particolare riferimento alla “viabilità secondaria” cfr. doc. 1 in fascicolo Provincia di Campobasso) sicché, nel caso di specie, il termine decadenziale di impugnazione non decorre dall’ultimo giorno di pubblicazione della determina dirigenziale sull’albo pretorio bensì dalla comunicazione personale agli interessati che nel caso di specie non risulta eseguita (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 24 ottobre 2002 , n. 5858).»