Termini per l'impugnazione della decisione giudiziale

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> DECISIONE GIUDIZIALE --> TERMINE

Sintesi: La tempestività del gravame è un profilo verificabile d'ufficio.

Estratto: «Verificata la tempestività del gravame principale in relazione al dettato dell'art. 327 c.p.c., profilo soggetto a rilievo di ufficio (v. Cass. 12794/00; 4601/00; 1214/95, ex coeteris), va osservato che col primo motivo di impugnazione viene lamentato l'erroneo rigetto della domanda di condanna alla demolizione della sopraelevazione. Deducono, in particolare, gli appellanti che il Tribunale avrebbe trascurato di considerare che la sopraelevazione predetta era stata realizzata non solo in spregio delle norme degli strumenti urbanistici all'epoca vigenti (art. 56 del Programma di Fabbric... _OMISSIS_ ...5 del Piano di Recupero) ma anche in violazione della distanza di mt. 10 dalle pareti finestrate di cui all'art. 9 del D.M. 1444/68 (prevalente, in caso di contrasto, sulle norme regolamentari locali), norma che imponeva, per le zone A o c.d. storiche, il rispetto dell'altezza del preesistente fabbricato. Soggiungono gli appellanti che l'art. 5 delle norme di attuazione del Piano di Recupero, che a sua volta richiamava l'art. 56 del Programma di Fabbricazione, consentiva, in sito, solo opere di restauro senza aumento del volume preesistente, consentendo un limitato "aumento volumetrico" funzionale ad "assicurare servizi adeguati" alle unità abitative recuperate.La censura, arricchita di ulteriori argomenti contenuti negli scritti difensivi del giudizio di... _OMISSIS_ ...e talune puntualizzazioni. Va, innanzitutto, rammentato che incontroversa deve ritenersi la sussistenza di una notevole variazione (in aumento) volumetrica dell'edifìcio degli odierni appellati, cagionata anche dalla realizzata "sopraelevazione".Ora, con specifico riferimento alla sopraelevazione va detto che rientrano nella nozione di "nuova costruzione" (sfuggendo, pertanto, all'ambito della mera "ristrutturazione" di un manufatto preesistente) non solo l'edificazione di un fabbricato su un'area libera ma anche quegli interventi di ristrutturazione (in senso improprio) che in ragione della entità delle modifiche apportate al volume, alla sagoma di ingombro o all'altezza dell'edificio, rendano l'opera oggettivamente diversa da quella pre... _OMISSIS_ ...ass. 5741/08; 9637/06; 14128/00). Con la conseguenza che tale sopraelevazione in quanto "nuova costruzione" soggiace alla normativa, in tema di distanze, vigente all'epoca della sua realizzazione (Cass. 400/05; 1817/04; 8420/03; 8989/01; 200/01; 8945/00; 5892/95).Altro profilo (squisitamente giuridico) sul quale occorre soffermarsi è costituito dal fatto che il D.M. 2.4.1968 n. 1444 (emanato in esecuzione della norma sussidiaria dell'art. 41 quinquies legge 17.8.42 n. 1150, introdotto dalla legge 6.8.67 n. 765) che prevede distanze minime tra pareti finestrate solo per i nuovi edifici ricadenti in zone diverse dalla A ed in particolare nelle zone C, e che per le zone A si limita a prescrivere che le distanze tra edifici per operazioni di risanamento conservativo e ... _OMISSIS_ ...istrutturazioni non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificabili preesistenti, si rivolge al legislatore locale per imporgli dei limiti inderogabili cui attenersi nella pianificazione del territorio comunale, ossia nella revisione o nella formazione degli strumenti urbanistici, ma non è immediatamente operante nei rapporti tra i privati (v. Cass. 3771/01; 13011/00; 4754/95 ex coeteris), finché non siano state inserite nei predetti strumenti, adottati o modificati. Logico corollario di siffatta "preminenza" delle disposizioni ministeriali su quelle regolamentari locali è che qualora queste ultime, rese successivamente al D.M. suindicato, prevedano distanze inferiori a quelle prescritte dall'art. 9 del D.M. predetto, andranno disapplicate ... _OMISSIS_ ...ale e sostituite "ex lege" con quelle di detta normativa statuale. Ulteriore conseguenza è che qualora lo strumento urbanistico (adottato o modificato successivamente al D.M.) non detti per una certa zona delle regole da seguire nella realizzazione di opere edilizie vietando, radicalmente, in essa qualsiasi attività costruttiva, non assume alcun carattere integrativo delle disposizioni del codice civile sulle distanze e, pertanto, non consente nemmeno alcuna comparazione con le norme del D.M. 1444/68.A differenza delle disposizioni del D.M. predetto che, come visto, non sono di immediata operatività nei rapporti tra privati, le norme dell'art. 17, commi I e III, della legge 765/67 (prevedenti limiti volumetrici degli edifici, di sovrapposizione di piani, di altezze... _OMISSIS_ ...tra aree coperte e scoperte) risultano immediatamente applicabili nei Comuni sprovvisti di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione.Orbene, nel caso in esame, il Piano di Fabbricazione, con annesso Regolamento Edilizio approvato (nella versione aggiornata) l'11.12.74 ed il Piano di Recupero, realizzato in attuazione dell'art. 28 L. 219/81, non si discostano dalle disposizioni del D.M. 1444/68. Ed infatti (per quanto interessa nella presente sede) l'art. 5 delle norme di attuazione del Piano di Recupero del Comune di Lacedonia richiamava l'art. 56 del Programma di Fabbricazione che per le zone A (nella quale ricadono gli immobili degli odierni contraddittori) consentiva unicamente opere di restauro, riadattamento e trasformazione conservativa dei fabbricati e... _OMISSIS_ ... aumento di volumi, ammettendo, tuttavia, in caso di "trasformazione" un limitato aumento volumetrico (in percentuale, ossia non superiore del 10% del preesistente, ed in assoluto ossia non maggiore a 50 me per alloggio da trasformare) finalizzato ad esigenze igienico - abitative, vale a dire "allo scopo di assicurare servizi adeguati". L'ultima parte dell'art. 56 del Programma di Fabbricazione prevedeva (nella stesura modificata) che le aree libere fossero inedificate e ciò aveva comportato anche la modifica dell'art. 58 del Programma predetto facendo scomparire i limiti di distanza tra fabbricati in zona A, e ciò per l'ovvia considerazione che in tale zona alcuna "nuova" costruzione era consentita.Va rammentato che la norma del piano regolator... _OMISSIS_ ...ve costruzioni in una zona determinata non è di per sé integrativa della disciplina delle distanze, dettata dal codice civile in tema di rapporti di vicinato, dal momento che una tale norma è volta alla soddisfazione di interessi di ordine generale, trascendenti quelli dei singoli proprietari confinanti, quali la soddisfazione di esigenze igieniche, di tutela dell'estetica edilizia, di conservazione di ambienti storici o del paesaggio, ecc, con la conseguenza che in detta ipotesi la tutela accordata al privato, nel caso di violazione della norma stessa, rimane limitata al risarcimento del danno eventualmente subito (Cass. 6743/83).Tenuta ferma la validità del suesposto principio generale, va fatta luce sulla particolare ipotesi di costruzione realizzata in zona con vincolo a... _OMISSIS_ ...ificabilità. E ciò al fine di stabilire quale disciplina (regolamentare locale, applicata analogicamente, della legislazione speciale o codicistica) debba trovare applicazione in tema di distanze nei rapporti interprivatistici.Un primo punto che va evidenziato è che le aree predette, proprio perché oggetto di un'espressa previsione di inedificabilità assoluta e di interventi esecutivi dei piani particolareggiati non possono considerarsi prive di regolamentazione giuridica si da consentire l'applicazione, in via analogica, della disciplina regolamentare attinente alle zone confinanti e ciò sia per mancanza di un ed.c.d...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 14616 caratteri complessivi dell'articolo.

Il presente articolo è un'aggregazione di sintesi giurisprudenziali estrapolate da un nostro codice o repertorio. Il cliente può acquistare - quando superiore a una certa lunghezza - il semplice articolo così come appare in questa pagina, senza gli omissis e senza la limitazione quantitativa. Tuttavia, nel caso occorrano informazioni più complete, si invita ad acquistare il codice o repertorio, dove le sintesi qui visibili sono associate agli estremi e agli estratti originali delle sentenze a cui si riferiscono (vedasi il sampler del prodotto).

Acquista per soli 5,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo
Nuovo

L’articolo sopra riportato è composto da contenuti tratti da questo prodotto (in formato PDF) acquistabile e scaricabile con pochi click. Attenzione: ove l'articolo contenga NOTE, esse NON sono riportate nell'articolo stesso ma solamente nel prodotto da cui esso è tratto.

pdf 3048 pagine in formato A4

45,00 €