Opposizione di terzo nell'impugnazione delle sentenze: il liticonsorte pretermesso

Sintesi: Nel proporre l'opposizione di terzo, il litisconsorte pretermesso tout court non ha l’onere di formulare censure di merito, proprio perché lamenta in via immediata la violazione di un diritto processuale (ancorché collegato ad una presunzione di incompatibilità sostanziale) che, per effetto del disposto dell’art. 41, comma 2, c.p.a. (già art. 21, primo comma, della legge t.a.r.), determina di norma la decadenza dal potere stesso di impugnare.

Sintesi: Il terzo che, non essendo mero listisconsorte pretermesso, faccia valere con l’opposizione ex art. 108 c.p.a. un diritto sostanziale autonomo, incompatibile e prevalente su quello riconosciuto con la sentenza irretrattabile, è tenuto a dare corpo al proprio interesse ad impugnare, non soltanto invocando la rescissione della pronuncia lesiva, ma anche deducendo i motivi di merito per cui la propria posizione dovrebbe risultare prevalente su quella già regolata in sentenza a favore dell’originario ricorrente.

Estratto: «Ciò posto, la lettera dell’art. 108, comma 1, c.p.a. non può e non deve essere intesa nel senso di escludere la legittimazione del litisconsorte pretermesso, riservando il rimedio impugnatorio in esame alle sole posizioni di titolarità di un diritto sostanziale autonomo, incompatibile e prevalente...
[...omissis...]

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