Impugnazione delle controdeduzioni elaborate dalla P.A. in sede di procedimento d'esproprio

Sintesi: La nota con cui il Comune si limita a rigettare le osservazioni proposte dal proprietario ai sensi dell’art. 16 comma 10 d.p.r. n. 327/01, senza nulla provvedere quanto all’iter procedimentale preordinato all’esproprio, è atto endoprocedimentale, privo di valore sostanziale, come tale non lesivo della sfera giuridica del destinatario, e pertanto non impugnabile, non radicando alcuna lesione attuale e concreta dell’interesse giuridico del ricorrente.

Estratto: «Venendo ora al gravame proposto avverso la nota 1813/UTC/LL.PP, del 18.4.2011, rileva il Collegio che con essa il Comune resistente si è limitato a rigettare le osservazioni proposte dal ricorrente ai sensi dell’art. 16 co. 10 d.p.r. n. 327/01, senza nulla provvedere quanto all’iter procedimentale preordinato all’esproprio. Trattasi pertanto, all’evidenza, di un atto endoprocedimentale privo di valore sostanziale, come tale non lesivo della sfera giuridica del destinatario, e pertanto non impugnabile, non radicando alcuna lesione attuale e concreta dell’interesse giuridico del ricorrente.»

Sintesi: La delibera di controdeduzioni costituisce atto interno al procedimento di approvazione dello strumento urbanistico, insuscettibile ex se di produrre una lesione di interessi, la quale è riconducibile solo all’adozione o all’approvazione del piano.

Estratto: «I motivi aggiunti depositati in giudizio il 22/12/2010 sono invece inammissibili, alla stregua delle seguenti considerazioni.Il provvedimento del 4/2/2010, con essi impugnato, laddove dispone l’applicazione della misura di salvaguardia, non si basa su una rinnovata istruttoria, ma ripete pedissequamente la motivazione del provvedimento del 20/5/2009, oggetto del ricorso principale, recependone il contenuto, e si sostanzia quindi in atto meramente confermativo, privo di propria valenza costitutiva (Cons. Stato, VI, 31/3/2011, n. 1983; TAR Campania, Napoli, IV, 23/12/2010, n. 28009), con la conseguenza che non può sussistere interesse alla sua impugnazione.Ad analogo giudizio si presta l’impugnata deliberazione consiliare n. 54 del 28/10/2010, di reiezione delle osservazioni presentate. Invero la delibera di controdeduzioni costituisce atto interno al procedimento di approvazione dello strumento urbanistico, insuscettibile ex se di produrre una lesione di interessi, la quale è riconducibile solo all’adozione o all’approvazione del piano (TAR Lombardia, Milano, II, 15/12/2009, n. 5336; TAR Umbria, I, 31/8/2010, n. 440; TAR Toscana, I, 12/5/2009, n. 820).»

Sintesi: La delibera con cui il comune si pronuncia - controdeducendo - sulle osservazioni dei privati nell'ambito del procedimento di approvazione di variante generale, ha natura di atto infraprocedimentale, impugnabile solo con il provvedimento regionale che approva il piano.

Estratto: «Il ricorso introduttivo, che investe gli atti con cui il Comune ha adottato la variante generale e controdedotto alle osservazioni pervenute, è - rispettivamente - irricevibile e inammissibile.Irricevibile in quanto è fuori termine l’impugnazione, con ricorso notificato nel giugno 2002, di una variante generale adottata nell’aprile del 2001, la quale, nella parte in cui definisce il regime delle singole aree, è immediatamente lesiva e suscettibile di impugnazione immediata (cfr. TAR Milano 2^, 7 ottobre 2005 n. 3781). Inammissibile in quanto la delibera con cui il comune si pronuncia - controdeducendo - sulle osservazioni dei privati ha natura di atto infraprocedimentale, impugnabile solo con il provvedimento regionale che approva il piano (cfr. Cons. Stato IV, 17.12.03 n. 8254 e 4.7.90 n. 544; Cons. Stato 2^, 17.4.95 n. 2730/95; TAR Milano 2^, 7.10.05 n. 3781).»

Sintesi: La delibera comunale di esame delle controdeduzioni formulate in sede di variante urbanistica, non è autonomamente impugnabile, quale atto interno del procedimento.

Estratto: «5. A pp. 34-39, l’appellante ha dedotto che:a) sarebbe errata la statuizione con cui il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso di primo grado, come proposto avverso la delibera del consiglio comunale n. 2 del 7 febbraio 2006 (che ha esaminato le controdeduzioni proposte contro la scelta urbanistica in itinere);b) sarebbe viziata da difetto di motivazione la delibera regionale di approvazione della variante del piano regolatore.Ritiene la Sezione che le censure così riassunte vadano respinte, perché infondate.La sentenza gravata ha fatto corretta applicazione del principio affermato da questo Consiglio, per il quale la delibera comunale di esame delle controdeduzioni non è autonomamente impugnabile, quale atto interno del procedimento (Sez. IV, 4 luglio 1990, n. 544; Sez. IV, 3 giugno 1987, n. 326).Inoltre, essa ha correttamente osservato che, in sede di approvazione della variante, la Regione ben può limitarsi a richiamare le controdeduzioni fornite dal Comune (in termini, Sez. IV, 15 luglio 1999, n. 1237): la relativa motivazione è così espressa col richiamo per relationem alle determinazioni comunali.»

Sintesi: La deliberazione del Consiglio comunale recante controdeduzioni alle osservazioni proposte dai privati rispetto allo strumento urbanistico adottato ha natura di atto endoprocedimentale: pertanto, il suo contenuto è censurabile soltanto mediante l'impugnazione del provvedimento di approvazione dello strumento urbanistico medesimo.

Estratto: «Come si è visto innanzi, la difesa del Comune ascrive peraltro il mutamento di destinazione del mappale in questione ad altri atti, ritenuti presupposti rispetto alla stessa deliberazione consiliare n. 31 del 2004, e segnatamente costituiti:a) dalla deliberazione del Consiglio Comunale di Schio n. 72 del 3 giugno 2002...
[...omissis...]