Pedofilia telematica: attività sotto copertura delle Forze dell'Ordine

Le peculiarità investigative dell’attività sotto copertura delle Forze dell’Ordine. Utilizzabilità degli elementi di prova acquisiti dall’agente provocatore in tema di pedopornografia. I recenti orientamenti giurisprudenziali A partire dagli anni ’90 il legislatore ha iniziato a tipizzare diverse figure del cosiddetto «agente provocatore», in considerazione delle accresciute esigenze investigative nell’ambito di indagini concernenti fenomeni criminosi particolarmente estesi ed in relazione ai delitti di pedopornografia minorile [191].

L’articolato normativo sviluppatosi fino ad oggi è caratterizzato da rilevanti disposizioni riguardanti l’attività investigativa della Polizia giudiziaria finalizzate a rende... _OMISSIS_ ... e penetranti gli interventi in alcuni settori criminosi ad alto rischio. È il caso della normativa in tema di repressione dei traffici illeciti di stupefacenti di cui al D.P.R. n. 309 del 1990 che ha previsto dapprima la figura del falsus emptor o acquirente simulato di sostanze stupefacenti e, poi, il cd. «infiltrato» al fine di contrastare le organizzazioni criminali nazionali e transazionali.

Il legislatore ha delineato una serie di disposizioni speciali rispetto alla disciplina generale prevista dal codice di procedura penale dirette a rendere maggiormente efficaci gli interventi della Polizia giudiziaria per fronteggiare in modo più efficace il fenomeno della pedopornografia. Attraverso un’azione di contrasto ad ampio raggio, quindi, la... _OMISSIS_ ...o creare e sviluppare specifiche capacità investigative, avvalendosi di personale in possesso di peculiari strumenti tecnici di intervento.

Con la locuzione «agente provocatore» si definisce l’operatore di Polizia giudiziaria che, fingendosi partecipe di una attività criminosa, provoca l’azione delittuosa altrui allo scopo di agevolarne l’incriminazione da parte delle autorità inquirenti [192]. Colui che svolge tale funzione assume, dunque, la veste di un vero e proprio concorrente nel reato. Attraverso la sua condotta, infatti, apporta un contributo, materiale o morale alla consumazione della fattispecie criminosa. Per questo motivo la dottrina si è spesso interrogata sui criteri in base ai quali conciliare l’interesse alla... _OMISSIS_ ...i reati con l’esigenza di non trasformare le stesse Forze dell’Ordine in complici degli illeciti.

Secondo un primo filone interpretativo la non punibilità dell’agente provocatore deriverebbe dall’applicazione della causa di giustificazione dell’adempimento del dovere di cui all’art. 51 del codice penale, che impone alla Polizia giudiziaria di ricercare le prove dei reati e di assicurare i colpevoli alla giustizia [193]. Tuttavia tale tesi non convince nella parte in cui dimentica il richiamo dell’art. 55 del codice di procedura penale all’obbligo da parte della Polizia giudiziaria di perseguire i reati già commessi e non a provocarne una loro realizzazione.

Una seconda impostazione esegetica, invec... _OMISSIS_ ... le finalità lecite che animano l’operato dell’agente provocatore, ritiene che la spiegazione della sua non punibilità debba rinvenirsi sul diverso piano concernente l’elemento soggettivo. L’agente provocatore, dunque, alla stregua di tale interpretazione, agirebbe non con il dolo di consumazione, bensì con il dolo di tentativo poiché il suo intervento troverebbe la ragion d’essere proprio nella volontà e nella convinzione di prevenire e reprimere i reati. Ragionando in questi termini, però, si finisce per confondere il dolo con il movente e la nobile finalità sottesa all’operato dell’agente. Questi, infatti, pur agendo in vista di un obiettivo lecito si rappresenta o, quantomeno, accetta il rischio ed il pericolo che il reato... _OMISSIS_ ...mazione [194].

In realtà, a prescindere dalla diatriba suesposta, sembra preferibile l’indirizzo che intende non ricondurre le condotte dell’agente provocatore in un alveo limitato. Il legislatore, infatti, ha introdotto varie disposizioni che, alla ricorrenza dei presupposti di legge tassativamente stabiliti, determinano, in via esplicita, la non punibilità dell’agente provocatore in settori ben delimitati.

Attesa la difficoltà di rinvenire una causa di giustificazione unitaria concernente l’impunità di tali condotte occorre quindi fare riferimento ad apposite e specifiche previsioni normative. In settori di particolare gravità ed allarme sociale il legislatore ha infatti eccezionalmente derogato alle norme ed ai princip... _OMISSIS_ ...zzi di ricerca della prova all’interno del nostro ordinamento penale e processuale. Queste disposizioni rappresentano cause personali di esclusione della punibilità che operano a vantaggio dell’agente provocatore a condizione che si esplichino entro i rigorosi confini predeterminati dal legislatore. In tutte le diverse ipotesi di attività sotto copertura, quindi, sono dettate le precise modalità entro cui deve svolgersi l’attività medesima ed è prevista un’espressa causa di non punibilità. Pertanto, il richiamo all’applicabilità della scriminante di cui all’art. 51 del c. p. in tema di adempimento del dovere è meramente residuale.

La Legge 16 marzo 2006, n. 146, ratificando la Convenzione e i protocolli delle Nazioni Unite c... _OMISSIS_ ...e organizzato transnazionale, ha adottato una disciplina generale delle tecniche investigative speciali denominate operazioni «coperte» (undercover operations). L’esame complessivo della legislazione in materia consente di enunciare alcuni principi fondamentali. In primis non sono consentite tecniche investigative che si concretizzano in una vera e propria induzione o incitazione al crimine del soggetto sottoposto ad indagini. In secondo luogo l’agente sotto copertura non può commettere azioni illecite diverse da quelle espressamente dichiarate non punibili o ad esse strettamente connesse in quanto strumentali [195].

La disciplina in materia è stata profondamente modificata dalla Legge 13 agosto 2010, n. 136 che, riscrivendo l’art... _OMISSIS_ ... n. 146 del 2006, ha inciso significativamente su profili tanto di diritto sostanziale che processuale. È stato infatti ampliato l’ambito di operatività della Legge anche a fattispecie prima escluse poiché sottoposte ad una regolamentazione speciale, nonché ad ulteriori e nuove ipotesi delittuose [196].

La riforma, inoltre, ha esteso la sfera soggettiva di operatività della speciale causa di giustificazione prevista dal primo comma dell’art. 9, della Legge n. 146 del 2006, stabilendo che essa si applica non solo agli ufficiali e agenti di Polizia giudiziaria ...


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