Commercializzazione del materiale pedopornografico

La commercializzazione del materiale pedopornografico ex art. 600 ter, secondo comma, del codice penale Come evidenziato nei precedenti paragrafi il legislatore, con le fattispecie di cui all’art. 600 ter, c. p., ha voluto fronteggiare ad ampio raggio il fenomeno della pornografia minorile. La norma in esame, infatti, sanziona tutti i livelli e tutte le fasi del mercato pedopornografico colpendo le molteplici condotte che spaziano dalla produzione del materiale suddetto alla relativa distribuzione, passando per la semplice offerta o cessione al fruitore destinatario.

In tale quadro, animata dalla stessa finalità di reprimere o quantomeno contrastare il grave fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori, si inserisce la fattispecie relativa al commerc... _OMISSIS_ ... pornografico. Il secondo comma dell’articolo in parola punisce, con il medesimo e rigido trattamento sanzionatorio previsto per le condotte di cui al primo comma, colui che commercia il materiale pornografico realizzato attraverso l’impiego di minori [55].

La finalità della norma, dunque, è quella di estinguere il mercato della pedofilia reprimendo la diffusione su ampia scala del materiale così illecitamente e turpemente prodotto [56].

La ratio sottesa a tale previsione incriminatrice, infatti, è quella di impedire la diffusione, attraverso il commercio, del materiale a sfondo pornografico realizzato con l’impiego di minori. Così facendo il legislatore ha tentato di reprimere il fenomeno colpendo anche tutte que... _OMISSIS_ ...ste in essere in un momento successivo rispetto a quello propedeutico della produzione del materiale pedopornografico.

L’espressione «fare commercio» implica necessariamente la sussistenza di una abituale attività di compravendita del prodotto pornografico per fini di lucro realizzata attraverso la predisposizione di una sia pur rudimentale struttura organizzata [57]. La dottrina in tal senso è pacifica. Essa ritiene, infatti, che ai fini della configurabilità del delitto de quo sia necessario e sufficiente che l’attività commerciale volta all’alienazione del materiale pornografico sia realizzata attraverso una minima o embrionale organizzazione imprenditoriale.

Detta conclusione si fonda non solo su una interpretaz... _OMISSIS_ ...del disposto normativo ma anche sul sistematico raffronto tra il secondo e il quarto comma dello stesso art. 600 ter c. p., quest’ultimo relativo alla condotta di cessione, anche a titolo gratuito, del materiale pornografico. Le pene previste dalla fattispecie di cui al secondo comma, infatti, sono ben più severe rispetto a quelle tipizzate ai sensi del quarto comma [58]. Pertanto, come sostenuto da autorevole dottrina, vi deve essere una «abissale differenza di disvalore» tra le due ipotesi delittuose [59]. Tale diversità di trattamento sanzionatorio, dunque, deve trovare giustificazione nell’esistenza di un quid pluris rispetto ad un mero atto occasionale di cessione [60].

Ai fini dell’integrazione del delitto di cui al secondo ... _OMISSIS_ ...necessario che vi sia una vera e propria attività imprenditoriale del soggetto dotata di capacità diffusiva e in grado di assicurare un’offerta al pubblico duratura nel tempo [61].

La condotta di chi fa commercio, dunque, consiste nella vendita reiterata di uno o più prodotti pornografici connotata da una abituale e continuativa attività lucrativa: si tratta, infatti, di un reato necessariamente abituale che presuppone per il suo perfezionarsi la reiterazione di più condotte tipiche [62].

Le condotte di offerta e cessione di cui al quarto comma dell’art. 600 ter, c. p., invece, sebbene anch’esse riprovevoli, rimangono comunque estranee a tali logiche imprenditoriali, potendo risolversi in «isolati comportamenti compiuti d... _OMISSIS_ ...golo, anche a titolo di (perversa) amicizia» [63].

Dette ipotesi criminose, infatti, sono sorrette dai requisiti dell’occasionalità e della sporadicità della cessione del materiale pornografico, tanto da potersi configurare anche a titolo gratuito. Ciò non è configurabile, invece, nelle ipotesi di cui al secondo comma, le cui condotte tipizzate dal legislatore sono dettate esclusivamente da fini economici e lucrativi.

Infine, come affermato in dottrina [64], se non si diversificasse a livello interpretativo la nozione di fare commercio di cui al secondo comma dell’art. 600 ter, da quella di cessione prevista dal quarto comma, non sarebbe giustificabile l’enorme divario sanzionatorio esistente tra le due ipotesi e sarebbe ... _OMISSIS_ ...ludere per una declaratoria di incostituzionalità della norma per violazione dell’art. 3 della Costituzione.

Così delineati i tratti caratteristici della nozione di commercio occorre rilevare come detta attività possa esplicarsi attraverso i canali più diversificati e le più varie forme.

Il commercio di materiale a sfondo sessuale ritraente minori di età, infatti, può avvenire attraverso qualsiasi mezzo; dal tradizionale noleggio o dalla vendita del prodotto ai nuovi canali telematici di circolazione «virtuale», come internet o la posta elettronica [65].

È bene sottolineare come la commercializzazione del materiale trova terreno fertile soprattutto grazie alla rete telematica dove la «smaterializzazi... _OMISSIS_ ...prodotto pornografico accresce le potenzialità diffusive delle immagini che possono, in tal modo, raggiungere un numero indefinito di destinatari [66].

Riepilogando, dunque, occorre che il soggetto agente disponga di tutti gli strumenti che, sia pur embrionali, risultino idonei alla realizzazione dei più svariati traffici commerciali. Questa caratteristica, peraltro, è stata ampiamente messa in rilievo dalla giurisprudenza di legittimità, che ha valorizzato il requisito organizzativo quale quid pluris in grado di differenziare la condotta di commercializzazione rispetto alla diversa ipotesi di cui al quarto comma.

Ai fini della configurabilità del delitto di commercio di materiale pedopornografico, infatti, si richiede la predisposizione di una... _OMISSIS_ ...presa, dotata di adeguati canali di distribuzione, nella prospettiva di un’offerta del prodotto destinata a durare nel tempo [67].

Il commercio del prodotto pornografico, pertanto, è una «attività pericolosa – e come tale deve essere punita – proprio perché adeguatamente strutturata e, pertanto, non destinata ad esaurirsi in uno o pochi episodi, ma costruita con carattere di tendenziale stabilit&a...


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