Lo sfruttamento del minore a fini pornografici

uo;articolo 600 ter, primo comma, c.p., punisce «chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce il materiale pornografico, ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche».

La prima parte del comma in commento, dunque, tipizza due diverse condotte: la realizzazione di esibizioni pornografiche e la produzione dello stesso materiale attraverso l’impiego di minori. La norma, come in precedenza affermato, è stata sensibilmente novellata nel 2006 [23], quando è stato introdotto il termine «utilizzare» al posto del precedente «sfruttare» che evocava necessariamente un fine lucrativo in capo al soggetto agente [24]. La fattispecie incriminatri... _OMISSIS_ ...a non richiede più, ai fini dell’integrazione del reato, lo sfruttamento delle persone minori di età a fini economici, bensì postula una loro utilizzazione a scopi meramente pornografici. Tale riformulazione legislativa è stata dettata anche dalla necessità di evitare difficili interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali volte alla ricerca dell’esistenza di uno scopo di lucro sotteso allo sfruttamento minorile.

Prima dell’intervento chiarificatore del legislatore vi era una divergenza di opinioni in ordine all’interpretazione della locuzione «sfruttamento» del minore [25]. La dottrina maggioritaria, in aderenza alla lettera della norma, riteneva necessaria l’esistenza di un fine di lucro ed economico in capo ... _OMISSIS_ ...e. La giurisprudenza prevalente, invece, prediligeva una soluzione opposta. Attraverso una interpretazione estensiva del disposto normativo e in coerenza alla ratio sottesa alla disciplina volta a tutelare il sano e corretto sviluppo del minore, la Suprema Corte affermava che il termine «sfruttare» doveva essere inteso nel senso più ampio, ossia «utilizzare» a qualsiasi fine e, dunque, non necessariamente a scopo di lucro.

A fronte di tali incertezze il legislatore con la Legge n. 38 del 2006 ha chiarito, una volta per tutte, il significato dell’art. 600 ter del codice penale, sposando la tesi sostenuta della giurisprudenza di legittimità.

L’attuale norma, infatti, incrimina la mera utilizzazione di persone mi... _OMISSIS_ ...la realizzazione di esibizioni pornografiche. In tal modo, pertanto, si punisce qualsiasi impiego sessuale del minore a prescindere dall’eventuale finalità lucrativa o commerciale. Il legislatore così operando, dunque, ha ampliato l’ambito di operatività della fattispecie in esame introducendo una tutela penale anticipata, volta a reprimere anche tutte le condotte prodromiche di mercificazione del minore che ne mettono a repentaglio il libero sviluppo psicofisico.

Alla luce delle modifiche intercorse si può affermare come il delitto di cui all’art. 600 ter, primo comma, del codice penale rappresenti un tipico reato di pericolo.

Tuttavia, anche qui, non mancano divergenze di opinioni sia in dottrina che in giurisprudenza.... _OMISSIS_ ... autori, infatti, il delitto in parola costituirebbe tipico reato di pericolo astratto o presunto [26]. Lo scopo avuto di mira dalla norma incriminatrice, infatti, sarebbe quello di evitare qualsiasi probabilità di lesione del bene giuridico protetto. Secondo la giurisprudenza predominante, invece, si tratterebbe di un reato di pericolo concreto. Tale impostazione risulta di gran lunga preferibile anche in considerazione della maggior aderenza della norma ai canoni costituzionali di necessaria offensività e materialità del reato.

Le stesse Sezioni Unite, peraltro, affermano che il delitto di pornografia minorile di cui al primo comma dell’art. 600 ter c. p. - mediante il quale l’ordinamento appresta una tutela penale anticipata alla libertà sessual... _OMISSIS_ ...eprimendo quei comportamenti prodromici che, anche se non necessariamente a fine di lucro, ne mettono a repentaglio il libero sviluppo personale con la mercificazione del corpo e l’immissione nel circuito perverso della pedofilia - ha natura di reato di pericolo concreto [27].

Nell’occasione la Corte ha altresì precisato che è compito del giudice accertare, di volta in volta, la configurabilità del predetto pericolo, facendo ricorso ad elementi sintomatici della condotta. Tra questi, si annovera:


l’esistenza di una struttura organizzativa anche rudimentale atta a corrispondere alle esigenze di mercato dei pedofili;
il collegamento dell’agente con i soggetti pedofili potenziali destina... _OMISSIS_ ...ale pornografico;
la disponibilità materiale di strumenti tecnici di riproduzione e/o trasmissione, anche telematica, idonei a diffondere il suddetto materiale in cerchie più o meno vaste di utenti;
l’utilizzo contemporaneo o differito nel tempo di più minori per la produzione del materiale in esame [28].

Risponde, dunque, del delitto di pornografia minorile, ai sensi del primo comma dell’art. 600 ter c. p., chi sfrutta un minore per produrre materiale pornografico, anche senza scopo di lucro, solo quando sussiste un concreto pericolo di diffusione del materiale prodotto [29]. La giurisprudenza, dunque, ha avuto il pregio di sottolineare come la norma in esame miri ad evitare la diffusione del materiale prodott... _OMISSIS_ ...cludere, invece, la sussistenza del pericolo concreto tutte le volte in cui la produzione sia destinata a restare nella sfera privata del suo artefice [30].

Al contempo, però, il pericolo che detto materiale venga poi diffuso non deve necessariamente accompagnarsi ad un ritorno economico in capo all’autore. Quest’ultimo, infatti, risponde del reato anche qualora non ne ricavi alcun guadagno e, pertanto, prescinda dal fine economico [31].

Venendo ora ad analizzare gli ulteriori elementi della fattispecie descritta dal primo comma dell’art. 600 ter c. p. si rileva come la condotta tipizzata dal legislatore consista nella realizzazione di esibizioni pornografiche ovvero nella produzione del relativo materiale.

... _OMISSIS_ ...i» si intendono spettacoli, rappresentazioni, performances di varia natura nei quali il minore venga impiegato in scene pornografiche in un qualunque ruolo, sia esso attivo, passivo o di mero spettatore [32]. Il concetto di esibizione, ovviamente, implica la partecipazione di un pubblico che vi assiste. Sebbene non sia richiesta la necessaria presenza di un numero indeterminato di destinatari tuttavia, secondo alcuni autori, lo spettacolo pornografico può realizzarsi anche a beneficio di una singola persona [33].

Il concetto di esibizioni pornografiche, inoltre, pone il delicato problema della sua differenziazione rispetto alla nozione di prostituzione. Tale questione, infatti, si pone in tutti quei casi limite in cui è labile la distinzione tra ...


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