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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CONGUAGLIO

Il progetto di edilizia popolare, che preveda l'uso del potere ablatorio del Comune, mediante il pagamento allo stesso di un prezzo determinato dal costo di acquisizione delle aree, e dalla quota parte delle opere di urbanizzazione, non può avere alcun fine speculativo rispetto all'effettiva indennità sborsata dal Comune agli espropriati, che deve essere integralmente rimborsata dalla cooperativa al comune.

Nel caso in cui il rogito sia stato stipulato in epoca successiva alla sentenza della Corte Cost. n. 5/1980 e antecedente l'emanazione della L. n. 385 del 1980 (anch'essa dichiarata incostituzionale), e il corrispettivo della cessione sia stato pattuito salvo conguaglio "una volta operante la nuova normativa ... conseguente la recente sentenza della Corte Costituzionale..", il previsto sistema di determinazione e di integrazione successiva del prezzo riferito al parametro legale esclude, per tabulas, che si tratti di rapporto esaurito.

La difficoltà di individuare la somma corrisposta a titolo di indennità di occupazione, non consente di elidere il diritto della parte espropriata di ottenere l'attribuzione di maggiori somme eventualmente spettanti anche in relazione a quanto già corrisposto, "salvo conguaglio", relativamente non solo all'indennità di espropriazione, ma anche a quella di occupazione.

Nell'ipotesi in cui sia stata convenuta la cessione volontaria al prezzo fissato dalla L. n. 385/1980, salvo conguaglio, a seguito dell’intervenuta incostituzionalità di tale legge (Corte Cost. n. 223/1983), non è data all'espropriante né all'espropriato la scelta di avvalersi ovvero di continuare ad invocare la clausola contrattuale divenuta invalida, perché da tale momento la pattuizione suddetta viene automaticamente sostituita con il precetto retraibile dal criterio legale. 

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CONGUAGLIO --> ABLAZIONE E QUANTUM

Nell'ipotesi di cessione volontaria, in cui i contraenti, in ordine al corrispettivo, si siano volontariamente assoggettati al meccanismo di determinazione del prezzo stabilito dalla L. n. 865 del 1971, art. 12, nonché dalla L. n. 385 del 1980, non è consentito invocare la nullità del contratto dopo la declaratoria di incostituzionalità della citata L. n. 385 del 1980, poiché la stessa non tocca il perfezionarsi del negozio né la sua causa; non ne esclude, quindi ,la vincolatività, né, introduce, infine, elementi d'incertezza in ordine ai suoi elementi essenziali, ma comporta un credito aggiuntivo del cedente, determinabile, in base alla normativa successivamente applicabile.

Il contratto che contenga la determinazione ... _OMISSIS_ ...

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