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OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI PER PUBBLICA UTILITÀ

GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA DI AREE PRIVATE DA PARTE DELLA PA --> OMESSA CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA

Sussiste la giurisdizione amministrativa sulla controversia riguardante le conseguenze dell'immissione in possesso di un soggetto pubblico di un bene di proprietà privata, nel corso di un procedimento espropriativo, connotato da una dichiarazione di pubblica utilità dell’opera non seguita dall'adozione di un valido provvedimento espropriativo, venendo dedotto nella fattispecie in giudizio l’illegittimo esercizio del potere amministrativo.

Alla luce del disposto di cui all'art. 133, comma 1, lett. g, del c.p.a. la cognizione delle domande (restitutoria e risarcitoria), basate sul dichiarato e non contestato perdurare di una occupazione oltre il termine di validità di cui al provvedimento che ha disposto l’occupazione dell’area de qua e in assenza del perfezionamento di un titolo idoneo al trasferimento della proprietà, debbono ritenersi devolute alla giurisdizione (esclusiva) del giudice amministrativo, in quanto collegate all’esercizio di potestà di natura pubblicistica.

Alla luce del disposto di cui all'art. 133, comma 1, lett. g, del c.p.a., la cognizione delle domande (restitutoria e risarcitoria), basate sul dichiarato e non contestato perdurare di una occupazione illegittima, in quanto attuata oltre il termine di validità di cui al decreto di occupazione e in assenza del perfezionamento di un titolo idoneo al trasferimento della proprietà, debbono ritenersi devolute alla giurisdizione (esclusiva) del giudice amministrativo.

Ad eccezione delle ipotesi in cui l’Amministrazione abbia agito nell’assoluto difetto di una potestà ablativa, sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva tutte le controversie nelle quali si faccia questione di attività di occupazione e trasformazione di un bene conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità e con essa congruenti, anche se il procedimento all'interno del quale sono state espletate non sia sfociato in un tempestivo e formale atto traslativo della proprietà.

Spetta al G.A. la giurisdizione in merito alla domanda di risarcimento del danno derivato eziologicamente dall'esercizio del pubblico potere, a nulla rilevando che l'atto attraverso il quale quel potere sia stato esercitato abbia perso efficacia “ex lege” ovvero per annullamento giudiziale, come in ipotesi in cui la parte ricorrente agisca per ottenere il risarcimento dei danni ingiusti derivanti dall’illegittima attività amministrativa -espletata, tra l’altro, in assenza del compimento delle ordinarie procedure espropriative.

Ad eccezione delle ipotesi in cui manchi del tutto una dichiarazione di pubblica utilit&ag... _OMISSIS_ ...azione espropriante abbia agito nell'assoluto difetto di una potestà ablativa (devolute come tali alla giurisdizione ordinaria), sussiste la giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo in tutte le controversie nelle quali si faccia questione - anche ai fini della tutela risarcitoria - di attività di occupazione e trasformazione di un bene immobile conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità, anche se il procedimento ablatorio all'interno del quale sono state espletate non sia sfociato in un tempestivo e formale atto traslativo della proprietà, purché vi sia un collegamento - anche mediato - all'esercizio della pubblica funzione.

Sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva tutte le controversie nelle quali si faccia questione di attività di occupazione e trasformazione di un bene conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità e con essa congruenti, anche se il procedimento all'interno del quale sono state espletate non sia sfociato in un tempestivo e formale atto traslativo della proprietà.

Rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, in quanto dà luogo ad una controversia riconducibile in parte direttamente ed in parte mediatamente ad un provvedimento amministrativo, la domanda di risarcimento per i danni che si pretendono conseguiti ad una occupazione iniziata, dopo la dichiarazione di pubblica utilità, in virtù di un decreto di occupazione d'urgenza e proseguita anche successivamente alla sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie, anche di natura risarcitoria, relative ad occupazioni illegittime preordinate all'espropriazione, attuate in presenza di una iniziale manifestazione di potere ablatorio, non portata a termine secondo i tempi prescritti nell’ambito del procedimento; è quindi evidente che si è protratta un'ingerenza nella proprietà privata, nonché realizzata una trasformazione delle aree, senza titolo, e tuttavia come conseguenza di una procedura ablatoria debitamente iniziata e di un successivo mancato esercizio delle prerogative pubblicistiche, indispensabili al completamento della stessa.

La controversia promossa a tutela del diritto di proprietà su un bene immobile leso dal comportamento dell’amministrazione comunale che ha sottratto il godimento ai proprietari senza mai concludere il relativo procedimento di acquisizione è affidata alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulla base delle note pronunce della Consulta in materia di riparto tra g.o. e g.a., per le quali in materia espropriativa restano affidate a quest’ultimo le controversie risarcitorie originate da un atto di concreto esercizio del potere.

Su... _OMISSIS_ ...clusiva) del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., in merito alla controversia che abbia ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno per effetto della trasformazione di un fondo nell’ambito di una procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio, atteso che l’occupazione di cui si tratta è intervenuta nell’ambito di una procedura espropriativa.

La circostanza che la trasformazione dei beni occupati sia intervenuta in costanza della dichiarazione di pubblica utilità alla quale non abbia fatto seguito l’adozione dei decreti di esproprio, consente, nondimeno, di ricondurre l’intera vicenda contenziosa all’esercizio, pur distorto, dei poteri autoritativi dell’amministrazione, non potendosi dubitare che la fattispecie ricada nell’ipotesi di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo disciplinata dall’art. 133 co. 1 lett. g) c.p.a..

In ordine alla tutela risarcitoria per essere divenuta inefficace la dichiarazione di pubblica utilità in assenza di atti ablativi conclusivi dell’attivata procedura di esproprio, deve essere affermata la giurisdizione esclusiva del G.A. in materia di espropriazione per pubblica utilità, ai sensi del disposto di cui al medesimo art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a., per tutti gli atti o comportamenti anche mediamente riconducibili all’esercizio di un pubblico potere, come quella, parimenti esclusiva, in tema di risarcimento dei danni conseguenti ex art. 30, comma 6, dello stesso c.p.a.

Per il solo fatto che i beni siano stati inseriti, a torto o a ragione, giustamente o no, in un piano particellare preordinato all’esproprio approvato, non sfociato poi nel conseguente decreto d’esproprio, conferma e non esclude la cognizione del Giudice amministrativo sulla vicenda risarcitoria e, a più forte ragione, sull’indebito rifiuto di provvedere alla definizione dell’acquisto dei beni stessi, se del caso mercé l’art. 42-bis del DPR 327/2001.

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alle controversie, anche risarcitorie, che abbiano a oggetto un'occupazione originariamente legittima, e che sia poi divenuta sine titulo a causa del decorso dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità senza il sopravvenire di un valido decreto di esproprio, trattandosi non già di meri comportamenti materiali, ma di condotte costituenti espressione di un'azione originariamente riconducibile all'esercizio del potere autoritativo della p.a.

L'occupazione dell’area, che si protrae in assenza di un formale provvedimento di espropriazione, costituisce un comportamento certamente riconducibile, almeno in via mediata, al pregresso esercizio di un potere pubblico (l’immissione in... _OMISSIS_ ...;approvazione del progetto), ragione per cui sussiste la cognizione del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 53 del D.lgs. 32712001 e dell'art. 133 c.p.a., comma 1, lett. p).

Indiscussa è la giurisdizione del giudice amministrativo in merito alla domanda concernente la restituzione del bene che continui ad essere occupato ancorché sia spirato il termine di efficacia della disposta occupazione senza che sia stato emesso il decreto di esproprio cui l’occupazione era finalizzata.

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in merito alla domanda risarcitoria conseguente a fattispecie in cui l'occupazione sia avvenuta in forza di una dichiarazione di pubblica utilità e di urgenza e indifferibilità dei lavori e sulla base di un decreto di occupazione d’urgenza, atti che hanno poi perduto efficacia non avendo l'Amministrazione perfezionato il procedimento ablatorio.

Fino ad un recente arresto delle sezioni unite, l'orientamento affermatosi in ipotesi di titolo scaduto e di occupazione del fondo protrattasi oltre i previsti termini di occupazione legittima senza un decreto di esproprio era nel senso della natura di "mero comportamento" del fatto ingiusto, con radicamento della giurisdizione ordinaria. Si è affermato che, anche in questi casi, l'occupazione dell'immobile avviene in una situazione di carenza di esercizio del potere, stante la necessità di rilievo costituzionale (art. 42 comma 3 Cost.), di limitare il potere discrezionale della pubblica amministrazione, al fine di evitare di mantenere i beni espropriabili in stato di soggezione a tempo indeterminato, nonché l'ulteriore finalità di tutelare l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un arco di tempo valutato congruo per l'interesse generale, per evidenti ragioni di serietà dell'azione amministrativa (Cass., Sez. Unite, 7.2.2007 n. 2688; Cass., Sez. Un. 16.7.2008, n. 19501).

Secondo un orientamento di recente rivisto sulla base di un'opzione ermeneutica del dettato normativo che estende la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo alle controversie relative a comportamenti "mediatamente" riconducibili all'esercizio di un pubblico potere, rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, in quanto dà luogo ad una controversia riconducibile in parte direttamente ed in parte mediatamente ad un provvedimento amministrativo, la domanda di risarcimento per i danni che si pretendono conseguiti ad una occupazione iniziata, dopo la dichiarazione di pubblica utilità, in virtù di un decreto di occupazione d'urgenza e proseguita anche dopo la sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Nel caso in cui si controverta di un'occupazione divenuta illegittima per l'inutile scadenza del termine entro il quale a... _OMISSIS_ ...roprio, va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo.

Non sussistendo un decreto d’esproprio, non v’è alcun dubbio che la domanda di risarcimento del danno da occupazione sine titulo conseguente a dichiarazione di pubblica utilità, sia comportamento mediatamente riconducibile al potere, come tale pacificamente rientrante, in uno con la connessa domanda risarcitoria, nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

La Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 191 dell’11.5.2006, ha sancito che spettano alla cognizione del Giudice Amministrativo le domande di risarcimento del danno in forma specifica o in forma equivalente nel caso in cui l’opera pubblica sia stata realizzata nel periodo di vigenza del provvedimento di dichiarazione di pubblica utilità, pur avendo tale provvedimento perso efficacia per la mancata emanazione del decreto di espropriazione definitiva entro il termine prescritto di validità della dichiarazione di p.u. (cd. occupazione acquisitiva e/o appropriativa).

La cognizione delle domande basate sul dichiarato e non contestato perdurare di una occupazione oltre il termine di validità del relativo decreto di occupazione e in assenza del perfezionamento di un titolo idoneo al trasferimento della proprietà, debbono ritenersi devolute alla giurisdizione (esclusiva) del giudice amministrativo, in quanto implicano l’accertamento della legittimità di atti, provvedimenti e comportamenti della p.a. riconducibili all’esercizio di potestà di natura pubblicistica.

Nel caso in cui il potere ablativo sia stato esercitato dalla P.A. sulla base di provvedimenti amministrativi dichiarativi della pubblica utilità nonché della indifferibilità ed urgenza delle opere da realizzare, ancorché detti provvedimenti abbiano perso di efficacia in conseguenza del fatto che ad essi non ha fatto seguito l'emanazione del relativo decreto di esproprio, la controversia deve ritenersi devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 133 comma 1, lett. g), c.p.a., in quanto l'occupazione degli immobili di proprietà del ricorrente non può considerarsi disgiunta dall'esercizio di potestà pubblicistiche.

Sussiste la giurisdizione dell’adito Giudice Amministrativo in merito ad una domanda restitutoria/risarcitoria connessa con un “comportamento amministrativo” posto in essere dall’Amministrazione, per essere l’occupazione illegittima, con relativa trasformazione del bene, connessa e derivante, seppur in via mediata, dall’originaria spendita di potere autoritativo ad opera della P.A. (dichiarazione di pubblica utilità e decreti di immissione ).

Anche le Sezioni Unite della... _OMISSIS_ ...onosciuto la spettanza al giudice amministrativo delle controversie risarcitorie relative ad occupazioni illegittime divenute tali a causa della perdita di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità senza l’adozione di un formale decreto di esproprio (cfr. ord. 27 maggio 2015, nr. 10879).

Qualora l’occupazione del fondo di proprietà privata sia avvenuta sulla base di atti formali adottati dall'Amministrazione si è al di fuori delle ipotesi di occupazioni materiali di terreni privati non riconducibili neppure mediatamente all’esercizio di potestà pubblicistiche. La tutela risarcitoria rientra nel novero delle materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133 comma 1 lett. g) del c.p.a.

Sulla domanda diretta ad ottenere il risarcimento del danno subito per effetto della trasformazione di un bene, nell’ambito di procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio, va ritenuta sussistente la giurisdizione (esclusiva) del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., atteso che l’occupazione di cui si tratta è intervenuta nell’ambito di una procedura espropriativa.

Va ritenuta sussistente la giurisdizione (esclusiva) del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., in ordine alla controversia ad oggetto il risarcimento del danno subito dal proprietario ricorrente per effetto della trasformazione del fondo di sua proprietà nell’ambito di una procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio; ciò in quanto l’occupazione del bene privato è intervenuta nell’ambito di una procedura espropriativa.

Ad eccezione delle ipotesi in cui manchi del tutto una dichiarazione di p.u. dell’opera e l’Amministrazione espropriante abbia agito nell’assoluto difetto di una potestà ablativa (devolute come tali alla giurisdizione ordinaria), spettano alla giurisdizione amministrativa esclusiva, ex art. 133 primo comma lettera g) c.p.a., le controversie nelle quali si faccia questione - anche ai fini della tutela risarcitoria - di attività di occupazione e trasformazione di un bene immobile conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità e con essa congruenti, anche se il procedimento ablatorio all'interno del quale sono state espletate non sia sfociato in un tempestivo e formale atto traslativo della proprietà, purché vi sia un collegamento - anche mediato - all’esercizio della pubblica funzione.

Va ribadita la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 133, primo comma, lett. f), c.p.a., qualora l’occupazione sia intervenuta nell’ambito di un procedura ablativa, pur... _OMISSIS_ ...imento, fatto salvo quanto disposto in tema di indennità (art. 53, comma 2, d.P.R. 327/2001). La mancata adozione del decreto di esproprio o di altro atto, ad effetti reali, trasmissivo della proprietà non snatura, infatti, il carattere provvedimentale dell’attività espletata, comunque riconducibile all’esercizio di un pubblico potere.

Va affermata la giurisdizione del giudice amministrativo, in ipotesi di mancata corretta conclusione di una procedura espropriativa, atteso che l’art. 133, comma 1, lett. g, cod. proc. amm. devolve alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi ad oggetto gli atti, i provvedimenti, gli accordi ed i comportamenti, riconducibili, anche mediatamente, all’esercizio di un pubblico potere della p.a. in materia di espropriazione per pubblica utilità.

Della domanda con cui viene richiesto il risarcimento del danno per essere stata l'occupazione d'urgenza dei beni non seguita dall'emissione del decreto di esproprio conosce il giudice amministrativo. Come precisato dalle Sezioni unite di Cassazione, assume rilevanza la circostanza che suoli privati vengono appresi in esecuzione di un procedimento espropriativo a sua volta traente titolo da una dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, la quale consente di ricondurre all’esercizio di poteri di carattere pubblicistico la causa petendi azionata, sebbene questa abbia natura meramente risarcitoria.

La controversia ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno subito dal privato per effetto della trasformazione di un fondo nell'ambito di una procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio, appartiene alla giurisdizione (esclusiva) del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., atteso che l'occupazione di cui si tratta è intervenuta nell'ambito di una procedura espropriativa.

Dopo la sentenze della Corte Cost. n. 204 del 2004 e n. 191 del 2006 la giurisprudenza amministrativa si è pacificamente consolidata nel ritenere radicata la giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere della richiesta di condanna della P.A. al risarcimento dei danni subiti a seguito dell'illegittima occupazione ed irreversibile trasformazione di alcuni terreni di proprietà privata, ogni volta che gli atti del procedimento ablativo intrapreso dall'ente siano venuti comunque meno, o perché siano stati annullati, o per la decorrenza dei termini dell'occupazione o di quelli fissati per la conclusione del procedimento.

Si è del tutto consolidato un orientamento giurisdizionale teso a radicare davanti al giudice amministrativo le questioni inerenti i procedimenti di espropriazione per pubblica utilità non conclusisi con la tempestiva emanazione di un decreto di esproprio.

Va ritenuta... _OMISSIS_ ...(esclusiva) del giudice amministrativo relativamente all'istanza risarcitoria conseguente all'illiceità della procedura ablatoria ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a..

Ricade nell’ipotesi di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo disciplinata dall’art. 133 comma 1 lett. g) c.p.a., l'ipotesi di occupazione e trasformazione del bene occupato in presenza della dichiarazione di pubblica utilità, cui non abbia fatto seguito l'adozione del decreto di esproprio.

In merito alla domanda con cui è richiesta la restituzione del bene illegittimamente occupato dall’amministrazione nonché la condanna al risarcimento del danno sul presupposto dell’intervenuta decadenza della relativa dichiarazione di pubblica utilità senza che sia stato adottato il formale provvedimento espropriativo, sussiste la giurisdizione del G.A.

L'art. 133, lett. f), c.p.a., devolve al giudice amministrativo le controversie, anche risarcitorie, che abbiano a oggetto un’occupazione originariamente legittima, che sia poi divenuta sine titulo a causa del decorso dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità senza il sopravvenire di un valido decreto di esproprio, trattandosi non già di meri comportamenti materiali, ma di condotte costituenti espressione di un’azione originariamente riconducibile all’esercizio del potere autoritativo della P.A. e che solo per accidenti successivi hanno perso la propria connotazione eminentemente pubblicistica.

Ancorché i provvedimenti amministrativi dichiarativi della pubblica utilità nonché dell'indifferibilità ed urgenza delle opere da realizzare abbiano perso efficacia in conseguenza del fatto che ad essi non ha fatto seguito l’emanazione del relativo decreto di esproprio, la controversia risarcitoria deve ritenersi devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g), del c.p.a., in quanto l’occupazione degli immobili da parte della P.A. non può considerarsi disgiunta dall’esercizio di potestà pubblicistiche.

Va affermata la giurisdizione del G.A. in relazione alla domanda di condanna al risarcimento dei danni conseguenti all’asserita irreversibile trasformazione delle aree e per quelli derivanti dalla sottrazione dell’uso del bene durante il periodo di occupazione illegittima, successivamente allo scadere del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, stante la mancata adozione del decreto di esproprio.

E’ oramai consolidato l'orientamento che attribuisce alla giurisdizione amministrativa le controversie, anche risarcitorie, che abbiano a oggetto un' occupazione originariamente legittima, e che sia poi divenuta sine titulo a causa del ... _OMISSIS_ ...ia della dichiarazione di pubblica utilità senza il sopravvenire di un valido decreto di esproprio; ciò perché in questi casi trattasi non già di meri comportamenti materiali, ma di condotte costituenti espressione di un'azione originariamente riconducibile all'esercizio del potere autoritativo della p.a.

In ordine alla controversia avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno subito dal privato per effetto della trasformazione di un fondo di sua proprietà nell’ambito di una procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio, va ritenuta sussistente la giurisdizione (esclusiva) del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., atteso che l’occupazione di cui si tratta è intervenuta nell’ambito di una procedura espropriativa.

Sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo esclusiva in merito a controversia riguardante un’attività di occupazione e trasformazione di un bene conseguente ad una dichiarazione di p.u., sebbene il procedimento non sia sfociato in un tempestivo atto traslativo ed alle complementari questioni che riguardano il risarcimento del danno patito dalla proprietà.

Va dato atto dell’appartenenza alla giurisdizione del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 53 T.U. 8 giugno 2001 n. 327 (ora, dell'art. 133 comma 1 lett. g) c.p.a.), della domanda di accertamento dell'illegittimità del comportamento della P.A. consistente nella perdurante occupazione sine titulo del suolo connessa all'inutile scadenza, in difetto di decreto di esproprio, dei termini finali indicati nella dichiarazione di pubblica utilità, e della collegata domanda di condanna dell'Amministrazione alla restituzione del suolo e al risarcimento dei danni.

Pacifica è ormai la giurisprudenza nel riconoscere la giurisdizione amministrativa nelle cause risarcitorie o restitutorie in materia di occupazione di suoli conseguente a procedure espropriative non concluse.

E' jus receptum che, in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità, la giurisdizione sul risarcimento del danno conseguito ad una procedura ablatoria non conclusasi con il tempestivo decreto di esproprio o di asservimento, oggetto di una domanda proposta in data successiva al 10 agosto 2000 (dies a quo di vigenza del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 34), appartiene alla cognizione del giudice amministrativo a titolo di giurisdizione esclusiva.

Va affermata la giurisdizione del Giudice Amministrativo sull’attività illecita dell’Amministrazione scaturita tuttavia da un atto amministrativo, quale la dichiarazione di pubblica utilità, che ha degradato la situazione giuridica soggettiva di cui il proprietario era titolare, da diritto soggettivo a interesse legittimo, at... _OMISSIS_ ...un potere squisitamente pubblico, quale l’attività espropriativa, ancorché poi trabordandone i limiti temporali e, quindi, incorrendo nella decadenza dal potere ablatorio.

In difetto di emanazione del decreto di esproprio o di cessione volontaria della proprietà alla mano pubblica le occupazioni di suoli privati da parte della P.A., a prescindere dalla circostanza se ci fosse a monte una occupazione legittima o se dopo l'occupazione il terreno fosse stato trasformato in opera pubblica, costituiscono meri comportamenti materiali insuscettibili di trasferire la proprietà privata alla titolarità pubblica non esistendo nell'ordinamento giuridico una fattispecie normativa di trasferimento della proprietà per accessione invertita. Essendosi nell'ambito di comportamenti meramente materiali della P.A. non ricorre la giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo di cui al D.Lgs. n. 80 del 1998.

Deve ritenersi devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g), del c.p.a., la domanda risarcitoria conseguente ad occupazione illegittima, qualora il potere ablativo sia stato esercitato dall'Amministrazione sulla base di provvedimenti amministrativi dichiarativi della pubblica utilità nonché della indifferibilità ed urgenza delle opere da realizzare, ancorché i predetti provvedimenti abbiano perso efficacia in conseguenza del fatto che ad essi non ha fatto seguito l’emanazione del relativo decreto di esproprio, in quanto l’occupazione dei beni non può considerarsi disgiunta dall’esercizio di potestà pubblicistiche.

Sussiste la giurisdizione del G.A., ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), cod. proc. amm., in ordine alla domanda restitutoria del bene per il quale l'Amministrazione non ha portato a compimento la procedura di acquisizione; ciò in quanto l’amministrazione è entrata in possesso del bene in forza di specifici atti amministrativi di approvazione del progetto e di occupazione di urgenza, con la conseguenza che nella specie non si ravvisa un comportamento della P.A. non riconducibile all’esercizio di un pubblico potere.

L’azione risarcitoria conseguente all'omessa conclusione del procedimento, rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 133, comma primo, lett. g), del Codice del processo amministrativo approvato con decreto legislativo 2 luglio 2010 n. 104, per il quale sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo “le controversie aventi ad oggetto gli atti, i provvedimenti, gli accordi e i comportamenti riconducibili, anche mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere delle pubbliche amministrazioni in materia di espropriazione per pubblica utilità”.

Anc... _OMISSIS_ ...ichiarativi della pubblica utilità nonché dell'indifferibilità ed urgenza delle opere da realizzare abbiano perso efficacia in conseguenza del fatto che ad essi non ha fatto seguito l’emanazione del relativo decreto di esproprio, la domanda di condanna della P.A. al risarcimento del danno da occupazione illegittima deve ritenersi devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g), del c.p.a., in quanto l’occupazione non può considerarsi disgiunta dall’esercizio di potestà pubblicistiche.

In ordine alla controversia ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno subito per effetto della trasformazione di terreno nell’ambito di una procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio, sussiste la giurisdizione del G.A. ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., atteso che l’occupazione è intervenuta nell’ambito di una procedura espropriativa.

Ad eccezione delle ipotesi in cui manchi del tutto (“ab origine”) una dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e l’Amministrazione espropriante abbia agito nell’assoluto difetto di una potestà ablativa (devolute come tali alla giurisdizione ordinaria), spettano alla giurisdizione amministrativa esclusiva, ex art. 133 primo comma lettera g) c.p.a., le controversie nelle quali si faccia questione - ai fini della restituzione e/o della tutela risarcitoria - di attività di occupazione e trasformazione di un bene immobile conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità e con essa congruenti, anche se faccia difetto un formale atto traslativo della proprietà, purché vi sia un collegamento - anche mediato - all’esercizio della pubblica funzione.

L'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di esproprio non comporta la cessione volontaria del bene, sicché è sempre necessario il completamento del procedimento al fine del passaggio della proprietà del bene dall'espropriato all'espropriante. Pertanto, se il procedimento non si conclude con l'espropriazione, viene meno l'efficacia dell'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità, non potendovi essere un'indennità di espropriazione se non c'è espropriazione con l'attribuzione, quindi, al g. a. della relativa competenza.

Fatti salvi i casi in cui l’Amministrazione abbia agito in difetto assoluto di una potestà ablativa, deve riconoscersi la giurisdizione amministrativa in tutti i casi in cui la controversia abbia ad oggetto l’occupazione e la successiva trasformazione di un bene in conseguenza di una dichiarazione di pubblica utilità, pur se il relativo procedimento non pervenga a conclusione mediante l’adozione di un tempestivo e for... _OMISSIS_ ...prietà.

Non è dubbia la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alle controversie, anche risarcitorie, che abbiano a oggetto un'occupazione originariamente legittima, e che sia poi divenuta sine titulo a causa del decorso dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità senza il sopravvenire di un valido decreto di esproprio, trattandosi non già di meri comportamenti materiali, ma di condotte costituenti espressione di un'azione originariamente riconducibile all'esercizio del potere autoritativo della p.a.

Qualora il momento occupativo sia riconducibile ad esercizio di potere pubblico, in quanto sorretto da dichiarazione di pubblica utilità delle opere e da un provvedimento di occupazione, ai fini dell'affermazione della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi del vigente art. 133, comma 1, lettera g), non rileva che i termini di validità siano poi spirati senza che sia stato emesso il decreto di esproprio.

Sussiste, ai sensi dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alla controversia avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno subito per effetto della trasformazione di un fondo nell’ambito di una procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio, atteso che l’occupazione di cui si tratta è intervenuta nell’ambito di una procedura espropriativa.

Sussiste giurisdizione del G.A. per tutte le questioni relative ad atti riconducibili a procedimenti espropriativi e/o comunque ablatori, qualificati dalla previa dichiarazione di pubblica utilità, ancorché non seguita dall’emanazione degli atti definitori del procedimento ablativo intrapreso.

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo nei casi in cui all'approvazione del progetto, all'immissione nel possesso ed all'inizio dei lavori entro il termine di efficacia della dichiarazione di p.u. non segua la pronuncia del decreto di esproprio. Tale ultima circostanza, se da una parte comporta l'inefficacia "ex tunc" della pubblica utilità dell'opera, dall'altra non può connotare in termini meramente fattuali i comportamenti posti in essere dall'amministrazione nell'esercizio dei suoi poteri.

Qualora il petitum sostanziale del ricorso sia costituito non dalla determinazione o dalla corresponsione della indennità di esproprio quanto piuttosto dal risarcimento dei danni asseritamente subiti da ricorrenti per effetto dell’illegittimo esercizio del potere espropriativo da parte della amministrazione procedente, deve essere riconosciuta la sussistenza della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

In merito alla controversia avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno ... _OMISSIS_ ... della trasformazione di un fondo di loro proprietà nell’ambito di una procedura ablativa non conclusasi con un provvedimento di esproprio, sussiste la giurisdizione del G.A. alla luce dell’art. 133, primo comma, lett. g), c.p.a., atteso che l’occupazione di cui si tratta è intervenuta nell’ambito di una procedura espropriativa devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 53 T.U. 8 giugno 2001 n. 327 (ora, dell'art. 133 comma 1 lett. g) c.p.a.), la domanda di accertamento dell'illegittimità del comportamento della P.A. consistente nella perdurante occupazione sine titulo del suolo connessa all'inutile scadenza, in difetto di decreto di esproprio, dei termini finali indicati nella dichiarazione di pubblica utilità, e la collegata domanda di condanna dell'Amministrazione alla restituzione del suolo e al risarcimento dei danni.

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo adito ai sensi dell’art. 133, co. 1, lett. f), c.p.a. che ha modificato l’art. 53 del T.U. sull’espropriazione, in merito alla domanda risarcitoria conseguente ad occupazione illegittima per non avere l’Amministrazione emesso nei termini il necessario decreto di esproprio, nonostante l’irreversibile trasformazione del fondo di proprietà privata.

E’ ormai consolidato l’orientamento che attribuisce alla giurisdizione amministrativa le controversie, anche risarcitorie, che abbiano a oggetto un'occupazione originariamente legittima, e che sia poi divenuta sine titulo a causa del decorso dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e dell’occupazione in via temporanea e d’urgenza, senza il sopravvenire di un valido decreto di esproprio, atteso che in questi casi trattasi non già di meri comportamenti materiali, ma di condotte costituenti espressione di un'azione originariamente riconducibile all'esercizio del potere autoritativo della Pubblica Amministrazione e che solo per accidenti successivi, come avviene anche per l'ipotesi di successivo annullamento giurisdizionale degli atti ablatori, hanno perso la propria connotazione eminentemente pubblicistica.

Ancorché i provvedimenti dichiarativi della pubblica utilità abbiano perso efficacia in conseguenza del fatto che ad essi non abbia fatto seguito l’emanazione del relativo decreto di esproprio, la controversia dedotta in giudizio deve ritenersi devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g), del c.p.a., in quanto l’occupazione degli immobili non può considerarsi disgiunta dall’esercizio di potestà pubblicistiche.

Alla luce del disposto dell'art. 34 del D.Lgs. n. 80 del 1998 e del... _OMISSIS_ ...della previsione di cui all'art. 133 lettera g) del Codice del processo amm.vo, in merito alla controversia concernente una procedura espropriativa divenuta illegittima per mancata adozione, entro i termini di legge, del decreto di esproprio, finalizzata a ottenere la restituzione del terreno, non utilizzato ed ancora occupato dall’Amministrazione e il risarcimento del danno conseguente alla perdurante occupazione sine titulo, sussiste la giurisdizione del G.A.

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo ogni qual volta la richiesta risarcitoria oggetto del giudizio tragga origine da una procedura espropriativa avviata e non conclusa.

La Corte Costituzionale con la Sentenza n. 191 dell’11.5.2006, ha attribuito alla cognizione del Giudice Amministrativo le domande di risarcimento del danno in forma specifica o in forma equivalente nel caso in cui l’opera pubblica sia stata realizzata nel periodo di vigenza del provvedimento di dichiarazione di pubblica utilità, pur avendo tale provvedimento perso efficacia per la mancata emanazione del decreto di espropriazione definitiva entro il termine prescritto di validità della dichiarazione di p. u. (cd. occupazione acquisitiva e/o appropriativa).

Va affermata la giurisdizione del G.A. nella controversia nella quale i ricorrenti agiscano per il risarcimento dei danni conseguenti all’asserita irreversibile trasformazione delle aree e per quelli derivanti dalla sottrazione dell’uso del bene durante il periodo di occupazione illegittima, successivamente allo scadere del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, stante la mancata adozione del decreto di esproprio.

Sussiste la giurisdizione del G.A. con riferimento alle domande restitutorie e risarcitorie per occupazione illegittima e conseguente irreversibile trasformazione del fondo in mancanza di emissione del decreto di esproprio, qualora vi sia stato nel corso della procedura la spendita di potere a cura dell’Amministrazione con l’adozione del decreto di occupazione d’urgenza, fatto giuridico che radica nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett g), c.p.a., secondo l’interpretazione declinata dalla Corte costituzionale in materia di individuazione del giudice competente a conoscere le controversie in materia di espropriazione legittima e illegittima da parte della pubblica amministrazione.

In ipotesi di occupazione illegittima maturata successivamente alla scadenza del periodo di occupazione legittima senza l’adozione d’un provvedimento espropriativo, illecita occupazione comunque riconducibile all’esercizio d’un pubblico potere, si verte in ipotesi di giurisdizione esclusiva (ex art. 133 co.1 lett. g).

Sussiste la giurisdizione (esclusiva) del giudi... _OMISSIS_ ...l’art. 133, primo comma, lett. f), c.p.a., in ipotesi di occupazione intervenuta nell’ambito di una procedura ablativa non conclusasi con l’emanazione di un valido ed efficace provvedimento di esproprio.

L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (30/7/2007 n. 9), ha osservato che l’occupazione di un immobile da parte dell’amministrazione, che si protragga senza un decreto di esproprio anche dopo la scadenza dei termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità, è pur sempre riconducibile all’esercizio del potere e di conseguenza le controversie risarcitorie sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 34 del D. Lgs. 80/98 e dell’art. 53 del T.U. 327/2001. Tale tesi è oggi confermata (e confortata) anche dalla previsione di cui all’art. 133 lette... _OMISSIS_ ...