Insediamento nel territorio di impianti produttivi e tecnologici

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRODUTTIVI

I proprietari di una lottizzazione industriale abusiva non hanno una legittima posizione, giuridicamente meritevole di tutela, a sindacare l'omessa considerazione della stessa nella pianificazione urbanistica, per cui le loro posizioni appaiono necessariamente recessive rispetto agli interessi pubblici al riequilibrio del territorio.

In assenza di qualsiasi altra connotazione del criterio della "preminenza delle attività artigianali" (che potrebbe essere dimensionale, qualitativa, estensiva e quant’altro), è corretto collegare il citato concetto con il dato numerico, nella sua crudezza, delle imprese presenti nell’area, in relazione alla loro sede.

... _OMISSIS_ ...ilos o una ciminiera o un’antenna dalla forma cilindrica e verticale e altro ancora, per il diverso ingombro e la differente sagoma architettonica, sono i capannoni di stoccaggio in progettazione, sicché non è applicabile ai secondi l'eventuale beneficio concesso ai primi dalle NTA.

Il potere di pianificazione del territorio non può precludere insediamenti industriali in zone a destinazione agricola, salvo che in via eccezionale, quando cioè si sia in presenza di un assetto agricolo di particolare pregio, consolidato da tempo remoto ovvero favorito da opere di bonifica, ciò anche in considerazione del fatto che la destinazione agricola ha in realtà lo scopo di impedire insediamenti abitativi residenziali e non già quello di precludere in via assoluta e r... _OMISSIS_ ...si intervento urbanisticamente rilevante.

Anche la realizzazione di impianti tecnologici può variare lungo una scala di rilevanza che parte dalla manutenzione ordinaria (integrazione e mantenimento in efficienza degli impianti esistenti), passa per il risanamento conservativo e per la ristrutturazione (inserimento di nuovi impianti), e arriva a differenti tipologie di nuova costruzione (realizzazione di infrastrutture e impianti con trasformazione permanente di suolo inedificato, realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto).

La procedura semplificata di localizzazione degli impianti produttivi prevista dal D.P.R. 447/1998 è applicabile anche alle discoteche.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRO... _OMISSIS_ ...LAVORAZIONI INSALUBRI

Pur rimanendo distinto dallo strumento urbanistico generale e dalle sue varianti, la regolamentazione restrittiva alle industrie insalubri collocate sul territorio comunale assume una penetrante connotazione urbanistica: circostanza che permette l'applicazione dei principi affermati con riguardo alla normativa urbanistica.

l’Ente locale non può introdurre ex novo norme di portata generale in materia di prevenzione sanitaria, che non siano il frutto di puntuali prescrizioni o di specifiche indicazioni provenienti dall’autorità istituzionalmente competente in materia.

Un letamaio è del tutto inadeguato a consentire la permanenza dell’industria insalubre di prima classe, ai sensi dell’art... _OMISSIS_ ...L.SS., all’interno del centro abitato (tale essendo ex lege, secondo quanto prescrive il D.M. 5.9.1994, lett. C), n. 1.

L’art. 216 del T.U. n.1265/1934 non contiene un divieto assoluto di insediamento di un’industria di prima classe nell'abitato, ove sia provato che per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato. In ogni caso è consentito fissare, con norme regolamentari, parametri più rigorosi di quelli rinvenibili nell'art. 216 al fine di conseguire una più intensa tutela della salute pubblica.

L’art. 216 t.u.l.s., nel consentire la permanenza delle industrie insalubri nei centri abitati a certe condizioni e accorgimenti tecnici, non ha autorizzato il ... _OMISSIS_ ...re una deroga al disposto della norma, tale da porre nel nulla il precetto che vuole lontane dagli abitati le lavorazioni insalubri.

L'art. 216 R.D. 1265/1934 non prescrive alcuna distanza minima tra gli allevamenti di animali e le abitazioni, ma fissa solo una regola generale in base alla quale gli opifici classificati come industrie insalubri devono essere tenuti ad una distanza adeguata dalle abitazioni, in funzione dei rischi concreti che rappresentano e tenuto conto delle possibili opere di mitigazione degli stessi.

Qualora la Regione abbia approvato delle "linee guida" per la determinazione delle distanze tra allevamenti e le abitazioni e le stesse siano indirizzate ai comuni allo scopo di orientare l'esercizio del potere regolam... _OMISSIS_ ... inosservanza non determina di per sé l'illegittimità del titolo edilizio, a meno che l’indirizzo non sia stato recepito in una norma interna dell’amministrazione stessa , e da quest’ultima, successivamente al recepimento, violata.

Chi colloca la propria attività potenzialmente insalubre in prossimità di abitazioni di terzi, anche quando le norme non fissino distanze minime, non può sottrarsi all’obbligo di esercitare tali attività in maniera compatibile con i limiti e con i diritti dei terzi, sia che discendono dalle norme del codice civile che dalle disposizioni speciali riferite alla natura delle suddette attività: eventuali violazioni di tali norme, tuttavia, rileva solo dal punto di vista igienico-sanitario e non da quello della le... _OMISSIS_ ...itolo edilizio.

L’art. 216 del T.U. LL. SS. ha lo scopo di impedire che dallo svolgimento di determinate lavorazioni possa derivare pericolo per la salute dei cittadini.

La tutela della salute dei cittadini non può dirsi razionalmente perseguito da norme urbanistiche fondate sul solo dato della distanza dall’abitato del manufatto in cui esercitare l’attività insalubre, senza dunque verificare se esso, in quanto oggettivo limite alla libera iniziativa privata, sia o meno superabile, tenuto conto dei progressi della scienza e della tecnologia in campo di abbattimento dell’impatto delle attività insalubri.

L'installazione nell'abitato di una industria insalubre non è di per sé vietata in assoluto, dal momento ... _OMISSIS_ ...T.U.LL.SS. n. 1265 del 1934 lo consente se la stessa installazione è accompagnata dall'introduzione di particolari metodi produttivi o cautele in grado di escludere qualsiasi rischio di compromissione della salute del vicinato.

Gli art. 216 e 217 del T.U.LL.SS., che non fissano una determinata distanza da osservare, conferiscono al Comune ampi poteri in materia di industrie insalubri, anche prescindendo da situazioni di emergenza, a condizione però che siano dimostrati, da congrua e seria istruttoria, gli inconvenienti igienico-sanitari che eventualmente impediscano l’installazione di un tale tipo di industria.

L'art. 216 r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 pone il canone della preclusione relativa per l'insediamento delle lavorazioni nocive all'i... _OMISSIS_ ...itati a salvaguardia e tutela delle buone condizioni di vita e di salute per la popolazione residenziale, ma consente tuttavia al gestore dell’impianto di dimostrare l’esclusione di qualsiasi rischio di compromissione della salute e dell'incolumità del vicinato, attraverso il ricorso a nuovi metodi produttivi o di peculiari cautele concretamente efficaci.

L'art. 216, t.u. n. 1265 del 1934 non costituisce un limite all'attività edilizia, ma opera sul distinto versante della tutela sanitaria della popolazione.
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