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AUTOTUTELA AMMINISTRATIVA nel governo del territorio

PATOLOGIA --> AUTOTUTELA

Il principio di buon andamento impegna la P.A. ad adottare gli atti il più possibile rispondenti ai fini da conseguire ed autorizza quindi anche il riesame degli atti adottati, ove reso opportuno da circostanze sopravvenute ovvero da un diverso apprezzamento della situazione preesistente.

Il vizio di legittimità costituisce invalidità originaria dell’atto e, dunque, permane (e giustifica l’esercizio dell’autotutela) anche se la disposizione violata risulta abrogata.

Il limite di tre anni previsto dall'art. 1 comma 136, l. 30 dicembre 2004 n. 311, per annullare d'ufficio provvedimenti incidenti su rapporti contrattuali o convenzionali con i privati non consente spazi ulteriori per l'esercizio dell'autotutela finalizzata a evitare un illegittimo esborso di denaro pubblico.

Il potere di autotutela esecutiva trova giustificazione nella perdurante occupazione sine titulo di un bene demaniale o patrimoniale indisponibile.

In tema di autotutela, il mero ritiro, secondo l’opinione prevalente, riguarda atti amministrativi nulli o comunque non ancora efficaci.

Il concetto di autotutela ricomprende tutte le manifestazioni del potere amministrativo volte a risolvere i conflitti, reali o potenziali, con i cittadini. In particolare, ove l'amministrazione intervenga su propri pregressi atti, si parla di autotutela decisoria mentre se dà attuazione autoritativa a proprie pregresse statuizioni ovvero cura il possesso dei propri beni si parla di autotutela esecutoria.

L’autotutela esecutoria è un generale privilegio attribuito all'autorità pubblica di poter procedere all'esecuzione dei propri provvedimenti senza dover attendere un ricorso giurisdizionale presso il giudice dell'esecuzione, ma procedendo materialmente con i propri mezzi.

L'autotutela decisoria, postula obblighi motivazionali precisi in capo all'amministrazione, che deve specificare le ragioni per quali ritiene di superare l'eventuale affidamento ormai consolidatosi in capo al cittadino in base ad un precedente atto. Oneri motivazionali di questo tipo non sono invece necessari relativamente l'autotutela esecutoria, per la quale è sufficiente la legittimità del titolo esecutivo sulla scorta del quale si procede ovvero la natura pubblica del bene tutelato.

Rientra ed è immanente alle prerogative discrezionali di autotutela, in via generale riconosciute dall’ordinamento alla P.A., l’esercizio del potere di riesaminare e di ravvedersi in merito a determinazioni in precedenza assunte, ove reputate non conformi alla legge.

La potestà della P.A. di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli artt. 21-quinquies e 21-nonies legge 241/1990 deve ritenersi espressione di un princip... _OMISSIS_ ...he non ne assoggetta l'esercizio a precisi vincoli temporali, purché la potestà stessa si manifesti conforme a criteri di ragionevolezza e di certezza dei rapporti giuridici.

Con l’introduzione del Capo IV-bis della legge n. 241/90 ad opera della legge n. 15/2005, nella specie con l’art. 21 nonies, il legislatore ha, per la prima volta, dettato norme in tema di autotutela amministrativa, recependo i principi giurisprudenziali e la prassi amministrativa formatisi in assenza di una disciplina normativa.

L'esercizio del potere di autotutela, che non richiede alcuna istanza di parte, non costituisce un mezzo di tutela del contribuente, sostitutivo dei rimedi giurisdizionali che non siano stati esperiti, anche se lo stesso finisce con l'incidere sul rapporto tributario e, quindi, sulla posizione giuridica del contribuente.

Qualora la PA ritenga illegittimo un proprio atto può agire in via di autotutela, mentre non può chiedere al giudice amministrativo una garanzia preventiva della funzione pubblica.

Il potere di annullamento in autotutela è un potere generale che compete all’amministrazione, a prescindere da qualsiasi norma speciale attributiva di potere.

I principi in materia di autotutela non trovano applicazione con riferimento agli abusi edilizi, in quanto, essendo degli illeciti di natura permanente, il decorso del tempo non estingue mai il potere amministrativo di repressione degli abusi edilizi.

Il silenzio-assenso formatosi per il decorso del tempo prescritto dall’inoltro dell’istanza, non può essere considerato dall’Amministrazione tamquam non esset, ma può formare oggetto di provvedimenti caducatori nella via dell’autotutela; in mancanza dei detti interventi, esso non può ritenersi inesistente o disapplicato per ragioni attinenti al difetto di condizioni per lo svolgimento della specifica attività.

PATOLOGIA --> AUTOTUTELA --> ALIENAZIONE DI BENI PUBBLICI

L’errore sulla qualità del bene ed il suo diverso valore economico integra sufficientemente l’interesse pubblico necessario per il legittimo esercizio del potere di autotutela avverso gli atti di alienazione del bene pubblico.

Non sussiste alcun ragionevole legittimo affidamento sulla vendita del bene laddove all’offerta del prezzo di acquisto non abbia fatto seguito neppure la stipula dell’accordo condizionato di vendita.

È legittimo l'annullamento in autotutela di una delibera con la quale il Comune aveva manifestato la volontà di alienare un bene gravato da uso civico che sia motivata sulla base della funzione svolta dall'area (piazza) e dalla necessità di assoggettarla ad un intervento di sistemazione: tali interessi pubblici possono certamente rite... _OMISSIS_ ...e del privato, specie qualora la delibera annullata non abbia avuto esecuzione con la stipula della compravendita.

È illegittimo l'annullamento in autotutela di una delibera del Consiglio comunale nella parte in cui inserisce un bene nell'elenco dei cespiti da alienare che sia motivata sulla base della mancanza della verifica ai sensi dell'art. 12 D. Lgs. n. 42/2004 ma che non tenga in considerazione l'affidamento del soggetto che abbia acquistato il bene.

PATOLOGIA --> AUTOTUTELA --> ASSEGNAZIONE ALLOGGI E.R.P.

È illegittimo l’annullamento d’ufficio dell’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica intervenuto a nove anni di distanza dall’assegnazione, in quanto si può ritenere non rispettato il requisito del «termine ragionevole» prescritto dall’art. 21-nonies legge 241/1990.

PATOLOGIA --> AUTOTUTELA --> ATTI AD EFFETTI DUREVOLI

Per gli atti che esplicano effetti giuridici protratti nel tempo, il principio di legalità impone all'Amministrazione l'adeguamento in ogni momento al quadro normativo di riferimento, e, pertanto, in tali ipotesi, l'interesse pubblico all'esercizio dell'autotutela è in re ipsa e si identifica nella cessazione di ulteriori effetti contra legem.

PATOLOGIA --> AUTOTUTELA --> ATTI ENDOPROCEDIMENTALI

L'art. 21 nonies, della legge 7 agosto 1990 n. 241 e i principi in materia di autotutela riguardano esclusivamente il caso di annullamento di provvedimento conclusivo del procedimento, provvedimento da adottare entro tempi ragionevoli, a tutela del legittimo affidamento ingenerato nel privato dall'emanazione del provvedimento da annullare e pel rispetto del principio di coerenza e di non contraddizione dell'azione amministrativa; essi non riguardano invece gli atti di natura endoprocedimentale, in un procedimento che poi si conclude con un provvedimento definitivo (nella specie: il procedimento di rilascio del permesso di costruire).

PATOLOGIA --> AUTOTUTELA --> ATTI IMPUGNATI

Non sussiste in capo all'amministrazione alcun obbligo di provvedere al riesame di un provvedimento ormai divenuto inoppugnabile.

Il consiglio comunale che, pur potendolo fare, non esercita il potere di autotutela annullando un regolamento urbanistico già impugnato conferma la disciplina urbanistica ivi prevista.

La proposizione di un ricorso giurisdizionale non impedisce alla P.A. di adottare determinazioni in autotutela.

Nel caso in cui l’esercizio dell’autotutela incida su un provvedimento già oggetto di contestazione in sede giudiziaria, non può ritenersi che l’amministrazione abbia l’incondizionata disponibilità, unilaterale, della materia del contendere mediante la rimozione de... _OMISSIS_ ...impugnato anche per meri vizi formali, potendo l’amministrazione adottare un atto caducatorio in via di autotutela solo dopo aver tenuto effettivamente conto dell’intero ambito del contenzioso pendente, cioè di tutte le “causae petendi” che in concreto lo caratterizzavano.

PATOLOGIA --> AUTOTUTELA --> COMPETENZA

E' regola consolidata quella per cui, sulla base del principio del “contrarius actus”, la competenza all’adozione degli atti di secondo grado, in funzione di autotutela, spetta all’organo che ha emanato l’atto successivamente ritirato.

Il potere sanzionatorio di autotutela demaniale spetta alla medesima autorità cui compete il rilascio delle concessioni demaniali (nel caso di specie l’autorità comunale).

L'esercizio del potere di autotutela può esercitarsi, anche in assenza di espressa previsione nor... _OMISSIS_ ...