Condono in presenza di vincolo archeologico

Ai sensi dell’art. 32 comma 27 della legge n. 326/2003 non è possibile consentire la sanabilità di opere edilizie su di immobili sottoposti a vincolo monumentale e ciò perché vi sono prioritari e preminenti interessi di tutela di valori costituzionalmente previsti (il paesaggio, la cultura, il bene ambientale, la valenza monumentale) che non possono essere messi a rischio da attività non autorizzate.

Con l'art. 3 della l.r. 5 novembre 2004, n. 21, il legislatore veneto si è dato carico di integrare e quindi aggiungere alle ipotesi di impossibilità di sanatoria le situazioni di abuso edilizio presenti sul territorio della Regione contrastanti con il vincolo monumentale imposto nei confronti degli immobili, il tutto in adesione al principio interpretativo ... _OMISSIS_ ...a concorrenziale tra Stato e regioni in materia di disciplina degli aspetti urbanistico-edilizi del territorio, in cui la normativa di dettaglio (regionale) non può andare in senso contrario ai principi generali fissati dalla disciplina nazionale.

E' legittimo e sufficientemente motivato, in quanto pone in luce il punto fattuale centrale che esclude la condonabilità dell’opera, il diniego di nulla-osta che evidenzia la estrema contiguità dell’opera abusiva realizzata con il bene avente valore archeologico (nella specie, giacché il manufatto è posto “a ridosso” e “al di sopra” di una villa romana oggetto di tutela).