ESPROPRIAZIONE PER P U

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Il ristoro del pregiudizio per occupazione illegittima: la maggiorazione del 5% annuo

La terza ed ultima voce della somma di denaro che l’art. 42-bis prescrive espressamente di quantificare in sede di acquisizione coattiva sanante e che deve essere pertanto inclusa nel provvedimento acquisitivo è contemplata dal comma 3. Esso prescrive al secondo periodo il ristoro del pregiudizio sofferto dal proprietario di un bene occupato senza titolo, quantificandolo per ogni anno nel 5% del valore venale, se dagli atti del procedimento non risulta la prova di una diversa entità del danno.

Le maggiorazioni ed indennità aggiuntive previste dal d.P.R. 327/2001 nell’ambito dell’espropriazione legittima

Il d.P.R. 327/2001 prevede maggiorazioni ed indennità aggiuntive nell’ambito dell’espropriazione legittima: per il proprietario coltivatore di aree edificabili o inedificabili, per il coltivatore non proprietario di aree edificabili o inedificabili, per esborsi fiscali ingiustificati in aree edificabili o non edificabili, per la cessione volontaria di aree edificabili o non edificabili nonché, per le sole aree edificabili, nel caso in cui la cessione volontaria sia stata impedita dalla p.a.

Le poste negative che comportano una parziale riduzione dell’indennizzo ex art. 42-bis T.U.Es.

Alcune partite negative, in certi casi, possono comportare una parziale riduzione del conteggio complessivo dell’indennizzo ex art. 42-bis T.U.Es., le quali devono essere liquidate, conteggiate e sommate tra loro. Si tratta di di elementi specifici di tale indennizzo cui non si estendono de plano gli abbattimenti dell’indennità di esproprio, quale ad esempio la riduzione del 25% in caso di interventi di riforma economico-sociale.

Aspetti procedurali della liquidazione dell’indennizzo per l'acquisizione coattiva sanante

Se il provvedimento di acquisizione coattiva sanante deve recare l’esatta quantificazione dell’indennizzo, è evidente che le operazioni finalizzate a tale quantificazione devono essere compiute nella fase dell’istruttoria procedimentale, che è notoriamente finalizzata proprio ad acquisire gli elementi da far confluire nel successivo provvedimento conclusivo dell’iter amministrativo.

L’esecuzione del provvedimento di acquisizione sanante: il pagamento o deposito dell’indennizzo

Nel dispositivo del provvedimento di acquisizione coattiva sanante si deve disporre il pagamento dell’indennizzo, che dovrà avvenire entro trenta giorni. Diversamente dal vecchio art. 43 T.U.Es., nell'attuale disciplina è espressamente previsto, in alternativa al pagamento dell’indennizzo, che esso sia depositato nei modi e nelle forme di legge presso la Ragioneria Territoriale dello Stato.

Le origini dell’acquisizione coattiva sanante: le occupazioni illegittime nel regime anteriore al T.U. espropriativo

Nel corso del XX secolo, le occupazioni illegittime non hanno mai trovato compiuta regolamentazione in norme di legge. Le conseguenze giuridiche di tali occupazioni, quindi, erano abbandonate dal legislatore alla creazione giurisprudenziale.

L’art. 42-bis del d.P.R. 327/2001 nei suoi primi anni di applicazione

Nell’estate del 2011 il legislatore italiano colmava finalmente il vuoto lasciato dalla sentenza n. 293/2010 della Corte costituzionale che aveva dichiarato l'illegittimità dell'art. 43 T.U.Es.: l’art. 34 del d.l. 98/2011 introduceva nel d.P.R. 327/2001 un nuovo art. 42 bis, il quale segnava l’avvento del sistema attualmente vigente.

La natura giuridica delle somme liquidate alla vittima di un’occupazione pubblicistica abusiva: risarcimento o indennità

La natura giuridica delle somme liquidate alla vittima di un’occupazione pubblicistica abusiva è stata oggetto di letture divergenti, oscillanti fra una tesi risarcitoria ed una contrapposta tesi indennitaria. Il risarcimento del danno è un istituto che viene in rilievo, a rigore, in caso di atto illecito, cioè contrario alle regole dell’ordinamento giuridico e per questo ingiusto. Laddove un pregiudizio sia prodotto da una fattispecie lecita, invece, si parla di “indennizzo” o di “indennità”.

Il valore venale del bene quale parametro fondamentale dell'indennizzo ex art. 42 bis T.U.Es.

Tutte le voci dell’indennizzo ex art. 42 bis T.U.Es. prendono le mosse dal valore venale del bene. È lo stesso comma 3 dell'articolo ad agganciare al valore venale anche il pregiudizio per l’occupazione illegittima, e il medesimo valore venale costituisce la base di calcolo anche per le voci dell’indennizzo che rimangono implicite nell’articolo stesso, a cominciare dal deprezzamento della proprietà e residua e dall’indennità da legittima occupazione.

Le poste indennitarie per l'occupazione illegittima: pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale

L’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale ex art. 42 bis T.U.Es. corrisponde semplicemente al «valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità». In aggiunta al controvalore del fondo corrisposto a tale titolo, l'espropriato ha diritto ad un indennizzo per il «pregiudizio non patrimoniale», che di norma è forfettariamente liquidato nella misura del misura del dieci per cento del valore venale del bene.

Competenze e funzioni attribuite alle Autorità di sistema portuale

In base alla L. n. 94 del 1984, le Autorità Portuali svolgono attività di affidamento e controllo finalizzate alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse generale, esercitando compiti e funzioni più propriamente ascrivibili alla regolazione ed al controllo dell'erogazione dei servizi che non alla loro produzione e scambio, sicché, pur operando in regime di oggettiva economicità, non perseguono alcun fine di lucro.

Risarcimento danni causati da beni demaniali

La domanda di risarcimento del danno da illegittimo diniego del'autorizzazione all'installazione di un impianto pubblicitario non può essere accolta ove non risultino allegate delle offerte di soggetti interessati all'installazione illegittimamente denegata.

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