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Gli accordi integrativi e gli accordi sostitutivi del provvedimento amministrativo (art. 11 Legge 241/1990)

Da un punto di vista sostanziale, gli accordi ex art.11 L.241/1990 non sono contratti di diritto privato ma di diritto pubblico sussistendone gli elementi caratterizzanti: 1) esercizio di un potere amministrativo; 2) preordinazione al perseguimento dell’interesse pubblico; 3) radicamento della giurisdizione esclusiva del G.A. in ordine alle relative controversie.

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PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90

È indiscutibile che il fine principale dell'attività della pubblica amministrazione sia quello di perseguire l'interesse pubblico, al cui soddisfacimento essa può pervenire sia instaurando accordi con i privati (art. 11 della legge 241/1990), sia esercitando i poteri autoritativi che le competono.

Sotto la comune dizione di "accordi", sono richiamati sia moduli più propriamente procedimentali, cioè attinenti alla definizione dell'oggetto dell'esercizio del potere provvedimentale, sia accordi con contenuto più propriamente contrattuale, veri e propri contratti ad oggetto pubblico – secondo una definizione comunemente invalsa - in quanto disciplinanti aspetti patrimoniali connessi all'esercizio di potestà.

La persistenza, nell'ambito di un rapporto convenzionale di lottizzazione, di un potere discrezionale dell'ente pubblico non vale di per sé ad escludere che atti amministrativi aventi rilievo nel procedimento di esecuzione dell'accordo e normalmente incidenti su interessi pretensivi dei privati possano essere assoggettati ad un sistema di tutela di quelle posizioni non solo mediante il tradizionale meccanis... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...orio e demolitorio proprio delle posizioni di interesse legittimo pretensivo, ma anche mediante applicazione diretta della disciplina dell'inadempimento del contratto.

In caso di inadempimento, della parte lottizzante o del suo avente causa, dell'obbligo di eseguire le prescritte opere di urbanizzazione primaria e secondaria, l'Amministrazione dispone di tutti i rimedi offerti dall'ordinamento ad un privato creditore per poter realizzare coattivamente il proprio interesse.

Il verbale di una riunione, che contenga una specifica descrizione del contenuto delle decisioni a conclusione ed una definizione condivisa dell'assetto degli interessi e sia stato debitamente sottoscritto da tutti gli intervenienti, è un atto valido ed efficace ai sensi dell'art. 11 L. n. 241/1990 nei confronti delle amministrazioni pubbliche, delle società e dei privati partecipanti.

Al fine di valutare i vincoli derivanti dagli accordi amministrativi, l'interprete deve tenere presente che, anche quando si avvalga di strumenti alternativi all'attività di carattere provvedimentale, la P.A. non perde il potere autoritativo di gestione dell'interesse pubblico (e può quindi anche disporre la revoca della volontà espressa nell'accordo... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...dennizzo), ferma restando tuttavia l'applicazione dei principi del codice civile in materia di obbligazioni, in quanto compatibili.

Con la legge 15/2005 il legislatore ha optato per una piena e assoluta fungibilità dello strumento consensuale rispetto a quello autoritativo, sul presupposto della maggiore idoneità del primo al perseguimento degli obiettivi di pubblico interesse. Col che, secondo l'opinione preferibile, non è stato affatto introdotto il principio della atipicità degli strumenti consensuali in contrapposizione a quello di tipicità e nominatività dei provvedimenti, atteso che lo strumento convenzionale dovrà pur sempre prendere il posto di un provvedimento autoritativo individuato fra quelli "tipici" disciplinati dalla legge: a garanzia del rispetto di tale limite, lo stesso art. 11 L. n. 241/1990, prevede l'obbligo di una previa determinazione amministrativa che anticipi e legittimi il ricorso allo strumento dell'accordo.

L'art. 11 della legge n. 241 del 1990 può essere utilizzato per cumulare, in un unico atto, disposizioni relative a situazioni soggettive di natura diversa.

Gli accordi procedimentali hanno la funzione di individuare convenzionalmente il contenuto ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...menti da emettersi da parte della p.a. medesima a conclusione di un procedimento preordinato all'esercizio di una pubblica funzione amministrativa e sono imposti come momento necessario del procedimento amministrativo finalizzato al rilascio del provvedimento, tanto da condizionarne l'adozione.

E' del tutto pacifico il principio generale che l'amministrazione possa fare ricorso ai negozi giuridici di diritto privato, peraltro solo nell'adozione di atti di natura non autoritativa.

La natura transattiva dell'accordo intercorso tra amministrazione e privato non ne impedisce la riconduzione al paradigma di cui all'art. 11 della legge 241/1990.

Essendo venuta meno la previgente riserva alla legge dei casi in cui alle amministrazioni è consentito ricorrere ad accordi in sostituzione di provvedimenti autoritativi, tale possibilità deve ritenersi sempre e comunque sussistente; col che non è stato affatto introdotto il principio dell'atipicità degli strumenti consensuali in contrapposizione a quello di tipicità e nominatività dei provvedimenti, atteso che lo strumento convenzionale dovrà pur sempre prendere il posto di un provvedimento autoritativo individuato fra quelli tipici disciplinati dall... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... />
A prescindere dal nomen iuris utilizzato dalle parti, l'accordo in cui si fa riferimento al futuro perfezionamento di una concessione demaniale marittima non può essere inteso quale accordo sostitutivo del provvedimento.

Il contratto sostitutivo di provvedimento (della cessione volontaria o del decreto di esproprio), non può esplicare alcuna efficacia qualora non intercorso con tutti i soggetti aventi diritto sul bene.

Il contratto sostitutivo di provvedimento (della cessione volontaria o del decreto di esproprio), non può esplicare alcuna efficacia qualora non intercorso con tutti i soggetti aventi diritto sul bene.

Nell'art. 11 legge 241/1990 il legislatore ha delineato un percorso, anteponendo logicamente il momento informale delle trattative – da sviluppare con i soggetti coinvolti a vario titolo nel procedimento – alla definizione conclusiva del testo sul quale si è raggiunta l'intesa, che contempla le clausole condivise dalle parti la cui sottoscrizione comporta l'assunzione dell'impegno giuridicamente vincolante.

La forma scritta ad substantiam costituisce la regola per gli accordi endoprocedimentali, in deroga al principio codicistico della libertà di f... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ratterizza l'autonomia privata.

L'art. 11 L. n. 241/1990 presuppone la "formazione" o "conclusione" d'un "accordo" qualificabile come tale che integri o determini il contenuto di un provvedimento finale e che solo può consentire di dar luogo alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; tale disposizione non può pertanto trovare applicazione in ipotesi in cui manchi tale atto.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> ACCORDO SOSTITUTIVO DEL TITOLO EDILIZIO

Solo dopo la modifica dell'art. 11 della L. n. 241/1990 di cui alla L. n.15/2005, che ha eliminato il riferimento ai "casi previsti dalla legge", il permesso di costruire potrebbe oggi essere sostituito da un accordo tra amministrazione e privato dell'ex articolo 11 della legge n. 241/1990 e s.m.i. (nella specie, in sede di contratto di concessione cimiteriale).

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> CANONI CONCESSORI, INAMMISSIBILITÀ

Gli accordi integrativi di provvedimento di cui all'art. 11 della L. 7.8.1990 n. 241 consentono accordi con gli interessati riguardanti solamente "il contenuto discrezionale" del provvedimen... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... non sono ammessi in materia di determinazione e riscossione dei canoni concessori.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> CARATTERI GENERALI

Per un verso, la generale disciplina dell'art. 11 trova applicazione (anche) nel caso di "convenzioni" con contenuto patrimoniale, afferenti tuttavia al previo esercizio di potestà (quegli atti bilaterali che sono ordinariamente ricondotti alla categoria definita come "contratti di diritto pubblico" o "a oggetto pubblico"); per altro verso, essa deve applicarsi anche ad ipotesi in cui, difettando ogni "substrato patrimoniale", il richiamo – ad esempio – alla applicabilità dei principi del codice civile in tema di obbligazioni e contratti, risulta avere un ambito di applicazione se non nullo, certamente più ristretto.

Nell'ambito degli accordi privi di contenuto patrimoniale, occorre ulteriormente distinguere tra "accordi integrativi del provvedimento", la cui funzione è quella di "determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale", ed "accordi sostitutivi del provvedimento", che, appunto, a quest'ultimo si sostituiscono. Nel primo caso, l'accordo rappresenta solo una modalità della fase decisionale,... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e la definizione del contenuto concreto dell'esercizio della potestà non avviene unilateralmente, bensì attraverso la partecipazione attiva dell'interessato all'emanazione del provvedimento finale. L'accordo sostitutivo di provvedimento, invece, costituisce, in senso stretto, un atto – bilaterale e non unilaterale – di conclusione del procedimento amministrativo, con il quale, all'esercizio unilaterale del potere discrezionale, si sostituisce la definizione consensuale del caso concreto, di modo che gli effetti giuridici che sarebbe derivati dal provvedimento amministrativo, conseguono ora all'accordo delle parti.

Gli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento disciplinati dall'art. 11 della legge 241/90 e s.m. si differenziano dai contratti di diritto comune innanzitutto per l'inerenza, sotto il profilo dell'oggetto, al contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sua sostituzione, dovendosi pertanto verificare la titolarità in capo all'Amministrazione di discrezionalità amministrativa circa l'oggetto specifico dell'accordo, vale a dire il potere di determinare in più modi l'assetto degli interessi in gioco nella prospettiva del miglior perseguimento dell'interesse pubblico.

Non ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ssibile qualificare come accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento disciplinati dall'art. 11 della legge 241/90 e s.m. fattispecie negoziali inerenti l'esercizio di potere autoritativo vincolato, per il principio di legalità dell'azione amministrativa, pur invero ammettendosi in giurisprudenza anche accordi in procedimenti del tutto vincolati limitatamente agli aspetti che presentino nel quando o nel quomodo elementi di discrezionalità.

L'ambito di operatività degli accordi accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento disciplinati dall'art. 11 della legge 241/90 e s.m. coincide con quello di negoziabilità dell'esercizio del potere amministrativo, anche se pare più corretto parlare anziché di negoziazione del potere, di definizione consensuale delle relative modalità di esercizio. Deve conseguentemente evidenziarsi come fuoriesca dallo strumento dell'accordo per collocarsi in quello dei c.d. contratti di diritto pubblico, il negozio che disciplini i soli aspetti patrimoniali di un rapporto amministrativo, in relazione al quale il momento discrezionale della funzione si è già esternato in un provvedimento.

L'istituto degli accordi, rientrante tra quelli partecipativi di cu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...II della legge 241/90 e s.m. e rappresentando il possibile sbocco finale del contraddittorio procedimentale, al di là delle delicate questioni che esso pone sia a livello dogmatico che sul piano della concreta individuazione della disciplina normativa applicabile, rappresenta un modulo consensuale dell'azione amministrativa di tipo aperto, suscettibile di vari modelli e graduazioni a seconda degli interessi pubblici coinvolti.

In forza del rinvio ai principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti contenuto nel secondo comma dell'art. 11 della Legge n. 241/1990, sia la parte privata dell'accordo, sia la pubblica amministrazione possano valersi delle medesime azioni giurisdizionali poste a tutela delle parti dei contratti e, in caso di inadempimento, ciascuna può rivolgersi al giudice amministrativo per ottenere che la controparte sia condannata ad adempiere le obbligazioni rimaste inadempiute, oppure per ottenere la risoluzione dell'accordo laddove non vi sia più interesse ad ottenere l'adempimento.

Nei casi in cui l'amministrazione ricorre ad uno strumento alternativo all'attività di carattere provvedimentale, oltre a continuare a disporre dei propri poteri autoritativi, può al contempo avvalersi ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... prerogative concesse dal codice civile ai contraenti privati.

A prescindere della qualificazione formale, gli accordi ex art. 11 legge n. 241/1990 non sono da un punto di vista sostanziale contratti di diritto privato, bensì di diritto pubblico sussistendone gli elementi caratterizzanti: esercizio di un potere amministrativo; preordinazione al perseguimento dell'interesse pubblico; radicamento della giurisdizione esclusiva del G.A. in ordine alle relative controversie.

L'esercizio consensuale di una potestà pubblicistica e la correlativa composizione di interessi che si rilevano nel rapporto amministrativo non potrà mai essere oggetto di un contratto di diritto privato, ma dovrà essere necessariamente regolato da un provvedimento ovvero da un accordo integrativo o sostitutivo ex art. 11 legge 241/1990 (ossia da un atto costituente manifestazione di esercizio consensuale di potestà pubblicistiche).

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> INTERPRETAZIONE

I criteri di ermeneutica contrattuale di cui agli art. 1362-1371 c.c. sono applicabili per l'interpretazione non solo dei provvedimenti amministrativi, ma anche degli accordi di cui all'art. 11, l. 24... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o il richiamo del comma secondo ai principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti "per quanto compatibili".

L'obbligo di buona fede nell'esecuzione del contratto, le cui regole si applicano agli accordi integrativi di provvedimento di cui all'art. 11, l. 7 agosto 1990 n. 241, è violato non solo quando una parte agisce con il doloso proposito di recare pregiudizio all'altra, ma anche quando la condotta da essa tenuta non è comunque improntata alla diligente correttezza e al senso di solidarietà sociale.

In materia di trasferimenti immobiliari, pur se l'oggetto e gli altri elementi essenziali del contratto debbono risultare dalla scrittura, è consentito al giudice del merito utilizzare, nell'interpretazione della volontà delle parti, tutti i criteri stabiliti dagli artt. 1362 e segg. cod. civ. e trarre, quindi, dal comportamento delle parti stesse, anche posteriore alla conclusione del contratto e riferito dai testimoni o risultante da documenti, ogni elemento utile a chiarire la loro effettiva intenzione e ad individuare l'esatta consistenza dell'oggetto trasferito, pur in difetto di una esplicita e formale menzione. Trattasi di criteri ermeneutici valevoli anche per l'interpretazione de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... di cui all'art. 11 della legge 241/90, giusto il richiamo contenuto nel comma secondo del citato articolo ai principi del c.c. in materia di obbligazioni e contratti.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> MOMENTO

Al di là del requisito contenutistico, l'accordo integrativo o sostitutivo del provvedimento disciplinato dall'art. 11 della legge 241/90 e s.m. deve di norma collocarsi sul piano procedimentale all'interno del procedimento come suo segmento, e non già successivamente all'emanazione del provvedimento finale e conclusivo.

L'accordo integrativo del provvedimento non necessariamente deve intervenire in una fase precedente l'adozione del provvedimento stesso, ma ben può essere contestuale ad essa, ovvero seguirla.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> NATURA

L'accordo sostitutivo di provvedimento costituisce, in senso stretto, un atto – bilaterale e non unilaterale – di conclusione del procedimento amministrativo, con il quale, all'esercizio unilaterale del potere discrezionale, si sostituisce la definizione consensuale del caso concreto, di modo che gli effetti giuridici che sarebbe derivati... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...dimento amministrativo, conseguono all'accordo delle parti. Questa figura "più ristretta" di accordo sostitutivo si accompagna ad altre figure - ad essa affini ma non identiche - rappresentate da quegli accordi cd. ausiliari e/o accessivi al provvedimento (si pensi al caso delle cd. concessioni-contratto) ovvero ad accodi sostitutivi di procedimento (dove il modulo bilaterale è sostitutivo non solo del provvedimento finale, ma anche dell'intero procedimento o di parte di esso, come nel caso delle convenzioni di lottizzazione e, in genere, delle convenzioni urbanistiche). In queste ipotesi, l'accordo regola aspetti patrimoniali dell'esercizio della potestà e, dunque, è riconducibile alla figura del cd. "contratto ad oggetto pubblico".

Gli accordi ex art. 11 l. n. 241/1990 non sono strumenti di matrice civilistica, con conseguente riconduzione della "penale" dagli stessi prevista per casi di inadempimento alla "clausola penale", di cui all'art. 1382 c.c..

Fermi i casi di contratti di diritto privato (per i quali trovano certamente applicazione le disposizioni del codice civile), nei casi invece di contratto ad oggetto pubblico l'amministrazione mantiene comunque la sua tradizionale posizione di supremazia; tali contratti no... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iplinati dalle regole proprie del diritto privato, ma meramente dai "principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti", sempre "in quanto compatibili" e salvo che "non diversamente previsto". Ciò, ovviamente, non esclude – sussistendone i presupposti ora delineati – che il giudice possa fare applicazione anche della disciplina dell'inadempimento del contratto, allorché una parte del rapporto contesti alla controparte un inadempimento degli obblighi di fare.

Il regime degli accordi sostitutivi del procedimento discende dalla legge, e non certo da un'opzione delle parti.

La più recente legislazione, oltre ad esplicitare il favor per la conclusione di accordi sostitutivi di provvedimento, trasformati da strumenti tipici a modello generale (art. 7 c. 1 lett a) legge 11 febbraio 2005 n. 15), ha altresì definitivamente optato per la natura pubblicistica, laddove, modificando il comma 2 dell'art. 11, ha imposto la motivazione degli accordi (vedi articolo 1, comma 47, della L. 6 novembre 2012, n. 190 "anticorruzione") essendo tale obbligo evidentemente funzionale ad esigenze di trasparenza ed imparzialità riferibili all'azione autoritativa.

L'art. 11, l. 241/90, introduce un mode... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e di accordo, che ha natura pubblicistica. Conclusione quest'ultima alla quale si giunge anche in ragione dell'esegesi della norma, che offre molteplici argomenti: a) il necessario perseguimento dell'interesse pubblico; b) il riferimento al "contenuto discrezionale"; c) il richiamo ai soli principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti; d) il limite della "compatibilità" nel richiamo ai suddetti principi; e) l'invarianza quanto al regime dei controlli; f) la previsione della giurisdizione esclusiva del g.a. ora assorbita dall'art. 133 c.p.a

La tesi che evidenzia la natura privatistica degli accordi ex art. 11 L. n. 241/1990 non risulta più sostenibile proprio grazie alle indicazioni offerte dalla Corte costituzionale (Corte cost. nn. 204/2004 e 191/2006) sui limiti entro i quali il legislatore ordinario può sagomare la giurisdizione esclusiva del g.a. Il Giudice delle leggi, infatti, ha chiarito che l'utilizzo dello strumento degli accordi presuppone l'esistenza in capo alla p.a. di un potere autoritativo: l'accordo sostituisce l'atto unilaterale, ma non può essere utilizzato se non in sostituzione di un provvedimento espressione di potere autoritativo. Da qui l'impossibilità di ricondurre sic et simpliciter l'... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o schema del contratto di diritto privato.

Gli accordi tra P.A. e privati o tra amministrazioni ai sensi degli artt. 11 e 15 legge 241/1990 non sono negozi di diritto privato, né contratti ad evidenza pubblica, ma hanno natura di contratti ad oggetto pubblico: si tratta di una innovativa modalità di esercizio del potere amministrativo attuata attraverso un modulo bilaterale e consensuale.

Anche nel caso di accordi tra P.A. e privati o tra amministrazioni ai sensi degli artt. 11 e 15 legge 241/1990, la potestà esercitata rimane pubblica e, quindi, istituzionalmente funzionalizzata al perseguimento dell'interesse pubblico di cui è titolare la P.A. e soggetta alle regole generali dell'attività amministrativa, in parte, diverse da quelle che disciplinano l'attività contrattuale privatistica.

Non sussiste un rapporto di necessaria consequenzialità tra carattere unilaterale e pubblicistico del potere esercitato e struttura unilaterale dell'atto in cui si concretizza l'esercizio del potere: pertanto, il potere amministrativo può concretizzarsi in atti bilaterali (accordi ex art. 11 legge 241/1990) ovvero atti di diritto privato (cfr. art. 1, co. 1-bis, legge 241/1990).

Nu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...; di ostacolo alla fusione - contaminazione tra potere amministrativo (della parte pubblica) e autonomia privata (della parte privata) in un atto bilaterale consensuale in cui confluiscono nella regolamentazione di interessi comuni.

La P.A. nella conclusione degli accordi ex artt. 11 e 15 legge 241/1990 non esercita alcuna autonomia privata, ma un potere unilaterale non privatistico.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> NORMATIVA APPLICABILE

Agli accordi tra privati e pubblica amministrazione non si applicano le norme del codice civile o le regole comunque disciplinanti i rapporti civilistici, ma solo "i principi" in tema di obbligazioni e contratti in quanto compatibili (cfr. art. 11 L. 241/90); ciò per la irriducibile natura autoritativa del potere esercitato, sia pure con con moduli negoziali, e la conseguente necessità di adattamento, nella immanente presenza dell'esercizio di potestà pubbliche, e nelle finalità di pubblico interesse cui le stesse sono teleologicamente orientate.

Sia la imperatività del provvedimento amministrativo, sia la applicazione dei principi in tema di obbligazioni e contratti agli accordi dell'amministrazione (riconduc... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o alla generale figura del contratto), incontrano limiti conseguenti alla tipologia di accordo cui gli stessi devono essere applicati, non essendo possibile affermare che gli accordi tra privati e pubblica amministrazione siano accordi che ricadono sotto la (diretta) disciplina del diritto privato. L'applicazione dei principi in tema di obbligazioni e contratti trova in ogni caso un limite, e dunque una conseguente necessità di adattamento, nella immanente presenza dell'esercizio di potestà pubbliche, e nelle finalità di pubblico interesse cui le stesse sono teleologicamente orientate; la predetta "immanenza" dell'esercizio delle potestà pubbliche giustifica anche la persistenza della imperatività (ovvero autoritarietà, come altrimenti definita), propria del provvedimento amministrativo, anche nelle ipotesi in cui questo venga sostituito da accordo.

Gli artt. 1341 e 1342 c.c., che prevedono la c.d. «doppia firma» per le clausole vessatorie, non possono essere invocate a sostegno dell'inefficacia della clausola di una convenzione urbanistica ove il privato rinunciava a chiedere la restituzione degli oneri concessori in caso di mancata realizzazione dell'opera.

Gli accordi ex artt. 11 e 15 legge 24... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rentemente con la loro natura giuridica, non sono affatto disciplinati dall'insieme delle regole proprie del diritto privato (codice civile e leggi speciali), bensì unicamente dai «principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti», e con i limiti dell'art. 11, co. 2, legge 241/1990, che prevede due clausole di salvezza: applicabilità di tali principi "ove non diversamente previsto" ed "in quanto compatibili".

Pur essendo gli accordi ex art. 11 legge n. 241/1990 privi della natura di contratti di diritto privato, cionondimeno costituiscono atti bilaterali vincolanti in forza del principio generale di cui all'art. 1372 c.c. applicabile in detto ambito poiché espressamente richiamato, quale principio civilistico in materia di obbligazioni e contratti, dall'art. 11, co. 2, legge 241/1990.

Gli accordi ex artt. 11 e 15 legge 241/1990 non sono soggetti alla disciplina contenuta nelle leggi speciali di diritto privato; dalla natura pubblicistica di tali accordi e dal chiaro tenore letterale dell'art. 11, co. 2, si può ricavare infatti un principio di rigorosa tassatività delle regole privatistiche applicabili agli accordi ex art. 11 legge n. 241/1990.

L'art. 72 R.D. 267/1942 non ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...plicabile agli accordi ex artt. 11 e 15 legge 241/1990.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> PATTO TERRITORIALE

La mera esistenza di un vincolo obbligatorio a carico del Comune (nella specie generato da un patto territoriale e segnatamente dal Patto territoriale delle colline romane), appare del tutto inidoneo ad incidere sulla tutela, di carattere reale, di un'area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del Dlgs 42/2004, non potendo determinare la consumazione del potere ordinario di pianificazione e governo del territorio, attribuito agli enti locali.

E' legittimo il provvedimento con il quale il Consiglio regionale dell'urbanistica presso l'Assessorato territorio e ambiente della Regione siciliana motiva il proprio parere sfavorevole ad un'iniziativa valorizzando la circostanza della difformità del progetto rispetto al Piano Territoriale Paesistico.

La disciplina del Patto territoriale si rinviene principalmente nell'art. 2 comma 203 e ss. della l. 662/1996.

Il Patto territoriale è un negozio di diritto pubblico e rientra nel novero degli accordi procedimentali di cui agli artt. 11 e ss. della l. 241/90.

Con il Patto territoriale,... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o dei poteri della P.A. diventa, da libero nel fine, vincolato quanto agli specifici obiettivi di sostegno e di aiuto allo sviluppo.

Gli elementi del Patto territoriale sono l'espressione di un giudizio di valore sulla iniziativa privata proposta, l'impegno ad autorizzare l'iniziativa e l'impegno a sostenere l'iniziativa con il finanziamento pubblico.

Gli impegni assunti con il Patto territoriale sono assistiti da essenziali obblighi accessori, individuati nell'esercizio dei poteri necessari a coordinare l'iniziativa stessa con tutte le altre fonti normative e regolamentari che, volta per volta, si rendono necessarie per raggiungere lo scopo consacrato nell'accordo.

Laddove le iniziative previste nel Patto territoriale si pongono in contrasto con uno strumento di pianificazione, le Amministrazioni titolari del potere di elaborare e disporre il Piano, parti anch'esse dello strumento negoziale del Patto, sono obbligate ad adoperarsi per il coordinamento delle prime con le seconde.

Nell'ambito della collaborazione tra parti pubbliche e private alla realizzazione del Patto territoriale, il legislatore non ha imposto tout court un preciso ordine di gerarchia tra gli strumenti di programmazione, tale per cui, ad esempio, il P... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...na il Patto o viceversa, ma ha sancito solo un obbligo di coordinamento, del tutto esigibile secondo comune diligenza e che non richiede particolari sforzi organizzativi da parte della P.A., concretizzandosi semplicemente in un esame congiunto delle relative previsioni (normative quelle del Piano paesaggistico, di programmazione quelle del Patto) al fine di salvaguardare, ove possibile, le finalitá di entrambe.

Alle operazioni di coordinamento del Patto territoriale con gli strumenti di pianificazione paesaggistica devono partecipare sia le Amministrazioni preposte al Patto che quelle preposte alla tutela del vincolo e deve essere operato un motivato bilanciamento degli interessi e dei beni in conflitto.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> RECESSO

Il contraente privato può recedere unilateralmente da una convenzione di lottizzazione se affetta da nullità, per contrarietà a norme imperative o perché l'oggetto di essa sia illecito.

Al protocollo d'intesa, qualificato come accordo di programma ai sensi dell'art. 11 della L. n. 241/1990, è applicabile l'istituto giuridico del recesso unilaterale della pubblica amministrazione anche nelle ipote... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vvenuto inadempimento della parte privata agli obblighi assunti.

L'art. 21 sexies della L. n. 241/1990, nella parte in cui ammette ipotesi di recesso contrattuali, opera alla stessa stregua dell'art 1373 c.c., con la differenza che mentre il primo fonda l'esercizio di un potere autoritativo, il secondo attribuisce alla parte un diritto potestativo.

L'esistenza di privilegi immobiliari ed ipoteche iscritte sull'immobile, è circostanza che costituisce una causa sopravvenuta che giustifica il recesso unilaterale dell'Amministrazione dall'accordo procedimentale ex art. 11 L. n. 241/1990 avente ad oggetto la cessione volontaria dei beni soggetti ad esproprio, integrando il comportamento del privato una condotta improntata a scorrettezza e contraria a buona fede, ai sensi degli artt. 1337 e 1338 c.c., nella fase delle trattative e in quella della conclusione dell'accordo.

In materia di accordi amministrativi, la volontà manifestata dalla P.A. di considerare indefettibili gli interessi pubblici è destinata a prevalere sulla potestà, contemplata dall'art. 72 R.D. 267/1942, per il curatore di scegliere se subentrare nel contratto in luogo del fallito oppure sciogliersi dal medesimo.

Il recesso unilate... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...a tra i poteri generali della P.A. quando stipula un accordo sostitutivo o integrativo del contenuto discrezionale del provvedimento con un privato ex art. 11 legge 241/1990 da cui è, conseguentemente, possibile per la P.A. svincolarsi in presenza di un interesse pubblico ritenuto prevalente: ciò può accadere quando il privato fallisca, abbia eseguito soltanto una parte delle opere oggetto dell'accordo e la P.A. consideri prevalente la ricomposizione dell'assetto urbanistico dell'area che avrebbe dovuto essere oggetto di intervento.

Il potere di recesso unilaterale riconosciuto dall'art. 11, co. 4, legge 241/1990 alla P.A. testimonia l'esistenza di chiari margini di compatibilità tra l'esecuzione del rapporto intercorrente tra privato e P.A. e la perdurante rilevanza del profilo finalistico, collegato al pubblico interesse, sì da giustificare speciali poteri unilaterali di risoluzione, in un quadro in cui non può certo sostenersi che l'interesse pubblico rivesta una posizione recessiva in fase esecutiva di detto rapporto.

In fattispecie non riconducibili all'area coperta dall'accordo ex art. 11 non vi è spazio giuridico per identificare l'esistenza di un recesso.

Il potere di recesso de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...gli accordi è condizionato alla sopravvenienza di motivi di pubblico interesse e presenta – al verificarsi del presupposto – caratteri di doverosità, di talché deve essere ascritto ai poteri di autotutela decisoria dell'amministrazione, pur con la peculiarità di un duplice vincolo nella causa e nella forma.

Nel caso degli accordi ex art. 11 legge 241/1990, deve escludersi che la P.A. possa rivalutare in ogni momento l'originaria opportunità dell'accordo, anche in assenza di circostanze sopravvenute tali da rendere l'accordo stesso non più compatibile con il pubblico interesse: diversamente opinando, si finirebbe per svuotare di effettività il vincolo nascente dalla convenzione, privando di ogni garanzia di stabilità l'affidamento della parte privata.

In presenza di accordi integrativi del provvedimento, il recesso è ipotizzabile purché si ritenga che l'accordo continui a mantenere una propria individualità ed autonomia rispetto al provvedimento. Ove, invece, si ritenga che l'accordo integrativo resti interamente assorbito dal provvedimento, dovrà essere quest'ultimo a costituire l'oggetto di autotutela, negli stessi limiti sistematici stabiliti per il rec... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...
La P.A., per sottrarsi legittimamente al vincolo di un accordo amministrativo, dispone, oltre che dei rimedi esportabili dalla disciplina civilistica del contratto, anche di alcuni rimedi tipicizzati dal legislatore, il ricorso ai quali implica lo scioglimento del rapporto scaturito dall'accordo, non la sua conservazione.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> RECESSO --> ESCLUSIVITÀ

Negli accordi ex art. 11 legge 241/1990 il governo delle sopravvenienze di pubblico interesse è garantito all'amministrazione dallo strumento del recesso di cui all'art. 11, co. 4, della legge 241/1990: pertanto, la soddisfazione del pubblico interesse non può essere surrettiziamente conseguita con strumenti e modalità differenti, laddove queste non solo si appalesino inidonei a garantire l'affidamento della controparte privata, ma, a maggior ragione, ove mirino a realizzare la modifica unilaterale delle condizioni convenute, in contrasto con la natura stessa dell'accordo amministrativo.

PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACCORDI EX ART. 11 L. 241/90 --> SOPRAVVENIENZE NORMATIVE

La sopravvenienza, nel corso di un rapporto di durata, di una norma che vincol... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ia negoziale delle parti comporta l'assoggettamento del contratto, per la sua durata residua, all'efficacia della clausola imperativa da detta norma imposta, che sostituisce la clausola difforme relativamente agli effetti che il contratto dovrà produrre in avvenire.

Qualora nel corso di un rapporto di durata sopravvenga una norma di natura regolamentare che vincoli l'autonomia delle parti, il contratto è assoggettato per la sua durata residua all'efficacia della clausola imperativa soltanto qualora il potere di statuire l'imperatività di clausole contrattuali sia delegato all'amministrazione dalla legge.


 
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